Vivi Libera e Senza Freni

Vivi Libera e Senza Freni. DIECI affermazioni di libertà per DONNE che vogliono di più dalla VITA.

Io posso piacermi, avere successo, invecchiare, essere emotiva, commettere errori, avere paura, cantare fuori dal coro, dire dei NO e dei SÌ, essere felice, trasformare il mio mondo.

In queste pagine si parla di libertà femminili. Dieci libertà che ogni donna può concedere a se stessa, per liberarsi da norme, pregiudizi e ruoli che spesso la imprigionano. Un libro per riconoscere ciò che ogni donna fino a oggi si è proibita o ha taciuto, ciò che desidera o di cui ha profonda nostalgia, gli obiettivi che vuole raggiungere o ciò di cui invece vuole liberarsi.

La maggior parte dei manuali è piena di doveri e consigli su cosa fare e non fare. Vivi libera e senza freni è invece un libro ricco di permessi, che offrono una spinta irresistibile a ripensare la propria vita.

Siamo davvero sicure che ogni nostra scelta sia dettata dal desiderio di vivere meglio? O piuttosto deriva da un’imposizione esterna, che ha fatto leva sui nostri sensi di colpa o sulla nostra insicurezza?

Una lettura incredibilmente divertente, coinvolgente e stimolante.

Non solo per le donne, ma per chi desidera davvero entrare in contatto con l’universo femminile.


Anteprima – Vivi Libera e Senza Freni

Ci deve essere una ragione se inizio proprio con questo capitolo. E in effetti ce n’è una: con nessun altro argomento si può indebolire in modo duraturo la consapevolezza che una donna ha di sé come con affermazioni sul suo aspetto fisico oppure sulle impressioni che suscita con il suo comportamento. Le donne che più hanno successo si lasciano mettere in imbarazzo da domande come: «Mmm, interessante questa gonna, un po’ troppo corta?» oppure «Che cosa fanno i suoi poveri bambini quando Lei è così spesso in viaggio?».

Non ci potete credere? Queste donne non lo ammetteranno mai? Ciononostante fanno proprio così, credetemi. Da molti anni lavoro con le donne sull’argomento delle offese. E posso constatare che il 90% delle offese ha a che fare con la personalità della donna: quale aspetto ha, come cammina, se è in forma, come parla, se è una buona madre, come si veste, se è abbastanza femminile, che cosa pensa. La donna può facilmente passare sopra a una critica nei confronti di quello che fa, ma molto meno nei confronti della sua personalità: le osservazioni in merito spesso la colpiscono in profondità.

Un giorno, in un seminario per donne e uomini, una donna raccontò di una “offesa incredibile” fattela dal suo capo. Quando le era scaduto il contratto a tempo determinato le aveva detto: «Ah, signora M., con il suo aspetto troverà sicuramente subito un nuovo lavoro». Le reazioni degli altri partecipanti al seminario furono interessanti: le donne condividevano il suo disappunto: «Che vergogna!»; gli uomini presenti chiedevano timidamente: «Beh, potrebbe raccontarci ancora, non ho capito bene, qual era l’offesa?…».

Quando ebbe raccontato ancora una volta la sua storia uno degli uomini presenti osò dire: «Non può semplicemente darsi che il suo capo le volesse fare un complimento?». La donna cercò di spiegargli che il suo aspetto non aveva assolutamente nulla a che fare con le sue qualifiche professionali. Cosa che l’altro non avrebbe mai accettato. I due mondi si scontrarono. Questo dimostra ancora una volta che le offese sono percepite come tali soltanto da chi è particolarmente sensibile a quel tipo di offesa. Laddove uno non ci starebbe a pensare un minuto, un altro, sensibile a quel punto, spesso ci può rimuginare per anni.

Indebolire il punto sensibile alle offese

Le donne vivono in una cultura dell’esteriorità, costrette al conformismo. Presumibilmente attrezzate con la massima libertà che sia mai stata a loro disposizione, tuttavia la maggior parte delle donne anela disperatamente a corrispondere alla norma, per quanto riguarda bellezza, fitness o status sociale.

In questo campo infuria una silenziosa, ma accanita, lotta concorrenziale: «Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?». Tutto ciò inizia con la dittatura della moda. Chi desidera “essere inserita” deve adattarsi. La “It-Girl” determina la tendenza della moda. Non conoscete questa espressione? Anch’io non la conoscevo fino a poco tempo fa. Ma grazie a Bunte (N.d.R. simile al nostro Chi) ho potuto farmene un’idea. La “It-Girl” è quella che un tempo si chiamava “icona di stile”. Per lo più una ragazza americana di spicco, di poco più di vent’anni, decisamente sottopeso e bionda. La It-Girl esibisce: infratido con abito da sera, mini jeans larghi in vita oppure high hair, cioè capelli cotonati. Tutte le donne a sud del circolo polare dovrebbero attenersi alle sue direttive.

L’esigenza di perfezione esteriore cresce costantemente e diventa sempre più tecnologica: negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso le donne imparavano ancora a camuffare i loro piccoli difetti con abiti “appropriati”, dalla linea stile impero fino al reggiseno imbottito Playtex. Negli anni Ottanta e Novanta fiorì il mercato delle diete e dei corsi di fitness, dalla dieta Atkins alla dieta bikini fino all’aerobica e alla ginnastica gag (gambe-addome-glutei).

Il Wonderbra aiutava esteriormente a sopperire alla mancanza di seno. Ora, all’inizio del XXI secolo, ci avviciniamo sempre più all’idea di artificiosità con le operazioni di chirurgia estetica. Imbottire seni, aspirare cosce, modellare glutei, gonfiare labbra. In una televisione privata ragazze sedicenni si fanno confezionare pubblicamente un corpo perfetto. Non siamo un po’ suonati? Il terrorismo consumistico indica alle donne la misura della norma: se non ti conformi devi fare qualcosa per conformarti. Come disse una volta Anita Roddick, la fondatrice dei Bodyshops: «Prima gli abiti erano confezionati sul corpo delle donne.


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Oggi è il corpo femminile a essere ritagliato su misura per gli abiti». Donne grassottelle tornano a casa in lacrime perché non riescono a trovare nelle boutique dei pantaloni che si adattino ai loro fianchi. Essere escluse dal mercato della nuova moda è percepito come un’offesa incredibile.

Chi dice che devo corrispondere alla norma?

La conseguenza: si iscrivono al gruppo universale dei magri-per-sempre, che naturalmente si accaparra anche gli alimenti adatti nei supermercati. Non è una simbiosi strana: l’industria dell’abbigliamento determina quale corporatura debba avere la donna e tutti quelli che offrono qualcosa nella catena alimentare ci guadagnano: palestre, produttori di alimentari, industrie cosmetiche e farmaceutiche, riviste…

Guardiamo con tanto d’occhi filmati su culture lontane in cui le donne si fanno allungare il collo come giraffe grazie a centinaia di anelli, leggiamo disgustati dei rituali dell’infibulazione in Africa, inorridiamo guardando le labbra a forma di piatto dei “popoli primitivi” e tralasciamo di leggere che, nelle nazioni industrializzate occidentali, più del 50% delle donne non mangia abbastanza perché vuole dimagrire o restare magra. E quando mangiano alla fine si mortificano con il doppio di esercizi.

Cresce enormemente il numero di coloro che si fanno modificare il corpo chirurgicamente o che sviluppano i più gravi disturbi alimentari. Tutto questo è malato! Tuttavia non si tratta soltanto di grasso o di magro. Grazie alla mancanza di autostima delle donne, si guadagnano miliardi. Per anni impiastricciamo i nostri capelli con prodotti chimici per ottenere il colore più trendy oppure per coprire i capelli grigi per l’età. Ci muoviamo per il mondo su scarpe con i tacchi alti, care come l’oro, a rischio della vita, perché «ci fanno sembrare le gambe più slanciate e ci costringono a un elegante movimento dei fianchi», come ho letto recentemente in un quotidiano molto serio.

L’età della pietra ci saluta. La somma delle spese per tinture e creme, yogurt antiaging e bevande all’aloe vera per mantenerci giovani basterebbe per garantirci pensioni integrative per tutta la vita. Si può trarre una conclusione disilludente: una consistente parte dell’economia fiorisce sull’humus dello scontento delle donne (e di un crescente numero di uomini). La conclusione inversa: se le donne fossero contente di sé l’economia vivrebbe di stenti.

Chi dovrebbe avere interesse, perciò, che le donne siano felici? Le donne, però, investono qualcosa di più del denaro: noi cerchiamo di essere contemporaneamente la collaboratrice del mese, la madre delle madri, la miglior casalinga di tutti i tempi, la miglior compagna dell’universo, la figlia, la sorella, l’amica, la vicina comprensiva e fedele, e naturalmente avere anche, al contempo, un bell’aspetto. Anche in campo professionale non si tratta assolutamente più soltanto di capacità o di prestazioni. Anche in questo ambito si segnala chiaramente che chi vuole fare carriera deve essere magro e in forma. Lasciarsi andare indica mancanza di disciplina. Prima si andava a fare una passeggiata per rilassarsi, adesso non basta una mezza maratona. Come recita un motto popolare: soltanto i duri riescono a giungere in Paradiso. dall’ anteprima del libro “Vivi Libera e Senza Freni” di Sabine Asgodom

Vivi Libera e Senza Freni
DIECI affermazioni di libertà per DONNE che vogliono di più dalla VITA

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Dieci affermazioni di libertà per donne che vogliono di più dalla vita

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 Ama! Libera e senza freni – Per donne con il coraggio di vivere i loro sogni. “In Ama! Libera e senza freni seguo le tracce dell’amore, questo incredibile sentimento di protezione e accettazione. L’obiettivo è amare di più e ricevere più amore. Apprendere di più sull’amore e rischiare di più. Si tratta di una irrefrenabile attrazione tra due individui. Vi racconto situazioni esemplari di come l’amore nasce e di come lo possiamo riaccendere, anche dopo molti anni”. Sabine Asgodom

Se il vostro cuore dovesse cominciare a battere più intensamente, potrebbe essere amore… oppure il nuovo libro di Sabine Asgodom!

  • Ogni donna dovrebbe leggere questo libro: possiamo essere felici anche senza un uomo, ma non senza amore;
  • Ama: 7 giorni alla settimana, 24 ore su 24;
  • Dona te stessa completamente, alle persone e alle cose, alle attività e alle esperienze;
  • Abbandona la razionalità e abbraccia l’amore: arrenditi all’amore, anima e cuore!
  • Lasciati andare: getta via la prudenza, confida nella vita, non smettere mai di cercare ciò che conta!
  • Sii libera: non accettare niente se non il meglio, rivendica i tuoi diritti e rifiuta le situazioni che ti lasciano triste o insoddisfatta!
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