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Una Realtà Separata

Una Realtà Separata – Liberare la mente per scoprire se stessi – Nuove conversazioni con don Juan

“Nella sua opera d’esordio, “Gli Insegnamenti di Don Juan“, Carlos Castaneda, studente di antropologia, racconta i cinque anni di straordinario apprendistato presso uno sciamano Yaqui, don Juan Matus, durante i primi anni Sessanta. L’esperienza fu così intensa che il giovane Castaneda, trovandosi di fronte a una concezione del mondo radicalmente alternativa rispetto a quella razionalista della civiltà occidentale, ebbe paura e si tirò indietro.

Ma ormai la sua vita era cambiata, e con la sua quella di milioni di lettori: l’incontro con l’antica sapienza degli sciamani messicani stava inesorabilmente trasformando lo sconosciuto ricercatore in un maestro spirituale dell’Occidente.

In “Una realtà separata”, il suo secondo libro, Castaneda racconta di come alcuni anni dopo, nel 1968, ritornò da don Juan per riprendere con nuova determinazione il processo iniziatico che aveva bruscamente interrotto.

Lasciando cadere ogni difesa e abbandonandosi completamente a questa affascinante esperienza, apprende la fondamentale differenza tra ‘vedere’ e ‘guardare’: mentre ‘guardare’ si riferisce al modo consueto in cui siamo abituati a percepire la realtà, ‘vedere’ comporta un procedimento assai complesso in virtù del quale possiamo arrivare a conoscere l’essenza delle cose, entrando in contatto con l’energia che fluisce costantemente nell’universo.

L'”incontro dell’uomo con l’infinito”, che è il cuore della ‘cognizione sciamanica’, può avvenire in parte con l’uso rituale delle piante sacre e allucinogene, ma implica soprattutto un faticoso cammino di crescita che impegna a fondo la forza di volontà e il sovvertimento dei criteri razionali con cui siamo abituati a leggere il mondo.”

CITAZIONI SUL VEDERE

«Colui che vede, vede che ogni uomo è in contatto con il resto del mondo, non attraverso le mani ma tramite un fascio di fibre che si estendono in tutte le direzioni partendo dal centro dell’addome. Sono queste fibre a collegarlo all’ambiente circostante; esse mantengono il suo equilibrio, gli danno stabilità.»

«Cominciai ad esercitarmi ad ascoltare i suoni del mondo e continuai per due mesi, come aveva specificato don Juan, All’inizio ascoltare e non guardare era un tormento, ma lo era ancora di più non parlare a me stesso. Alla fine dei due mesi ero in grado di interrompere il mio dialogo interiore per brevi momenti, ed ero anche capace di prestare attenzione ai suoni.»

«Vedere si impara vedendo.»

«Visti come campi di energia, gli esseri umani appaiono sotto forma di fibre luminose, filamenti sottilissimi simili a ragnatele bianche, che li avvolgono dalla testa ai piedi. Di conseguenza, agli occhi di coloro che vedono, un uomo appare come un uovo di fibre fluttuanti, e le braccia e le gambe sono raggi di luce che si dipartono in tutte le direzioni.» Carlos Castaneda, Una Realtà Separata

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