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Un viaggio da preparare

Un viaggio da preparare.

Il libro che hai tra le mani è qualcosa di pratico che racchiude una serie di accorgimenti da usare all’occorrenza: ho infatti voluto delineare delle “istruzioni per l’uso” per consentirti di andare e tornare dai viaggi immaginali e di girovagare negli spazi profondi del pensiero tornando sempre indietro con proficuo bottino.

Ne è scaturito questo manualetto “condensato” dove potrai trovare una mappa e alcune regole ben chiare per creare esperienze immaginali “fai da te” e tramite esse accedere a luoghi di pensiero profondo, apprendere quello che non sai e avere la possibilità di cambiare quel che vivi.

Il viaggio immaginale

Qui troverai una parte di tutto quel che si può dire, ma sarà comunque un “intero”, ossia tutto l’occorrente per prendere e partire, preparare il viaggio e tornare con le valigie colme di tesori ogni volta inattesi. Del resto, dell’immaginazione non è possibile soltanto parlare, ma per una reale comprensione si fa necessario viverla: questo, pertanto, non è un libro soltanto da leggere, ma è da “camminare” è qualcosa che non ti chiede solo di sapere, ma ti invita a divenire. Un viaggio, in altre parole, di Andata e Ritorno.

Nel corso del tempo e delle mie ricerche ho dato dell’Immaginazione moltissime definizioni e sono stato felice quando, agli inizi del 2019, ho trovato conferma di un’intuizione in un testo autorevole, intitolato Handbook of Imagination and Culture. Anche per gli autori, Tania Zittoun e Vlad Glàveanu, l’Immaginazione può essere considerata come una capacità della coscienza di compiere viaggi di Andata e Ritorno. Essi affermano infatti che «la dinamica per la quale una persona o un gruppo di persone possono temporaneamente “lasciare” il qui e ora dell’esperienza prossimale per esplorare un’esperienza distale (nel passato, nel futuro o in realtà alternative), prima di “tornare indietro” al qui e ora, è ciò che chiamiamo immaginazione».

Mi sono poi ricordato che tale definizione non mi era nuova, ma l’avevo già incontrata altre volte nel mio cammino; e la prima fu leggendo Lo Hobbit di Tolkien, ove l’autore descrisse i viaggi di Bilbo Baggins col sottotitolo There and Back Again, appunto un’Andata e Ritorno.

Era scritto da tempo, quindi: i viaggi in ogni “aldilà” (quello delle narrazioni fantastiche e quello personale) non possono che essere narrazioni di viaggi immaginali, di esperienze della coscienza nei territori dei suoi “oltre”.

Quale immaginazione?

Quando si parla di immaginazione, si parla di una capacità che ha molti volti e spesso capita di fare confusione tra essi. Per prima cosa, quindi, è bene fare chiarezza riflettendo sui diversi modelli e ruoli dell’immaginazione.

Si tende spesso a confondere immaginazione e fantasia, anche se sono capacità completamente diverse: a differenza dell’immaginazione, la fantasia è infatti più un uso ricombinatorio che facciamo di immagini che abbiamo già nel nostro immaginario, che non un’esperienza della coscienza. E una tecnica di creatività, se vuoi, una logica combinatoria per far giocare il cervello con le immagini, piuttosto che con le parole.

Ugualmente, occorre sottolineare la differenza che corre tra immaginazione e visualizzazione. Le visualizzazioni sono principalmente delle fantasticazioni: durante l’esperienza a occhi chiusi di una visualizzazione ti viene chiesto di creare tutto – dal contesto al contenuto – e il più delle volte (anche se non sempre) lo si fa usando immagini che sono già esistenti nell’immaginario. In queste esperienze, insomma, si lavora creando dal nulla e immettendo un imprinting volitivo nell’esperienza: sono esperienze “dell’io”. Un’esperienza di immaginazione, invece, può essere anche solo ricettiva, ovvero un’esperienza di pura meraviglia ove la coscienza scopre dei contenuti di se stessa che prima non poteva minimamente pensare di sapere.

Altri livelli possibili di immaginazione sono quelli che si legano all’uso della memoria: in particolar modo quando ricordi sei in un’immaginazione “passiva”, dato che il ricordo ti assale (o lo raggiungi) in forma di immagini che portano a galla un vissuto.

Ancora, usiamo l’immaginazione in atti semplici e quotidiani come quelli predittivi: immaginare cosa preparare per il pranzo, cosa dire a un colloquio importante e così via. I bambini usano questa capacità per giocare, in una versione molto creativa che permette loro di trasfigurare la realtà rendendo reale ciò che pensano.

Volendo riassumere, quindi, possiamo dire che esistono molte funzioni dell’immaginazione che possono essere sinteticamente raccolte in alcuni “stili” o riunite sotto due principali categorie:

  • immaginazione creativa (o creatrice)
  • immaginazione contemplativa (ricettiva, riflessiva o anche esplorativa)

Personalmente sono maggiormente incline a preferire la seconda categoria, poiché – a differenza della prima – ti permette di accedere a spazi di maggiore libertà e possibilità, ti fa affacciare al di là dei confini dell’io e ti accompagna nei luoghi “oltre” del pensiero, in cui puoi fare profonde esperienze che stimolano il Sé.

Per esemplificare, possiamo dire che l’immaginazione creativa è quella in parte divulgata al mondo da libri come The Secret di Rhonda Byrne, anche se di fatto ne è stata veicolata solo una piccola porzione e con alcune mancanze; mentre esempi di quella riflessiva sono i Maestri Invisibili di Igor Sibaldi e Le Stanze dell’Immaginazione.

Un’ulteriore differenziazione che possiamo fare è che la categoria creativa, o “attiva”, spesso usa la facoltà immaginativa per creare un’immagine specifica, ideandola nel piano immaginale affinché, fissandola, essa possa arrivare a realizzarsi nel piano del reale. Nel caso dell’immaginazione contemplativa, invece, si porta la coscienza in zone altre del pensiero, in luoghi di vaste possibilità e conoscenze da cui è possibile tornare diversi, più grandi, con più realtà (intendendo questo termine sia al suo singolare che al suo plurale). I viaggi di Andata e Ritorno sono proprio questi spostamenti esplorativi della coscienza in quei territori che le appartengono ma che non conosci ancora.

A breve, quindi, inizierai il viaggio. Ti fornirò anzitutto una mappa e ti indicherò come usarla tracciando un punto di arrivo e una rotta, ti mostrerò come preparare il viaggio e mettere in funzione il mezzo di trasporto. Ti guiderò a considerare tutti gli elementi fondamentali per il viaggio, insomma, così che tu possa iniziare la tua esperienza di Andata e Ritorno. Matteo Ficara

Estratto dal libro “Andata e Ritorno” di Matteo Ficara

Un piccolo Amuleto per esplorare il nostro pensiero profondo, lì dove risiedono le idee. Un piccolo e prezioso manuale da tenere sempre in tasca, che guida il lettore in esperienze immaginali di Andata e Ritorno della coscienza nei luoghi della… Più informazioni su Andata e Ritorno

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