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Un libro per fermare la violenza sulle donne

Un libro per fermare la violenza sulle donne – In occasione del Salone del libro di Torino, con questo articolo Gabriella Zevi ci accompagna nel mondo delle donne che sono autrici e protagoniste di storie di ogni tempo… ma che spesso hanno in comune tribolazioni e pregiudizi.

In questo tempo di stupri quotidiani ripenso spesso a quanto mi raccontò un anno fa una studentessa di un liceo milanese, al quinto anno. Durante la lezione di storia dell’arte il professore constatava la mancanza di donne artiste, con rarissime eccezioni, nella storia dell’arte occidentale; ne deduceva una sostanziale differenza tra uomo e donna e una evidente inferiorità della seconda rispetto alla genialità del primo.

La studentessa allora si alzò e disse che non condivideva quelle affermazioni, che si meravigliava che un insegnante esprimesse quelle idee, che si sentiva offesa. La classe rimaneva sorpresa e muta, il docente balbettava incredulo; la studentessa uscì dall’aula. Uno schema invisibile, ma rigido come una lastra di cristallo, era stato improvvisamente infranto ed era venuto alla luce.

Ripenso a questo episodio perché la violenza ( incrementata dalla pornografia dei media) che fa notizia è solo la punta dell’iceberg della violenza quotidiana e costante che la donna subisce nella famiglia e nella coppia, violenza a cui il professore, portavoce di una cultura patriarcale presentata come prodotto della realtà naturale anziché culturale, prepara il terreno.

Come reagiranno le studentesse che sono rimaste mute alle mani del marito o del compagno che si levano contro di loro? Non reagiranno come non hanno reagito alle parole del professore.

L’identità fisica, psichica, spirituale e giuridica della donna è stata cancellata per secoli ed è stata ricostituita sulla carta solo in questi ultimi 60 anni, ma stenta a prendere veramente corpo.

Violare la donna è ancora per l’uomo un diritto naturale, sancito per secoli dalla legge religiosa, oltre che da quella umana, entrambe peraltro formulate dagli uomini.

Per secoli le donne dell’occidente non hanno avuto l’anima alla pari dei selvaggi americani o degli schiavi neri. Non era necessario che studiassero o si applicassero nelle arti ed era proibito loro l’accesso alle Università. In medio oriente sono ancora considerate campi da arare. In Italia il diritto di voto è una conquista avvenuta con la fine della seconda guerra mondiale.

La cancellazione dalla storia delle civiltà arcaiche, anteriori al V secolo a.C., delle loro leggi, della loro visione religiosa e sociale centrata sulla donna, genitrice, ideatrice di arti, di pensiero e Dea, ha privato le donne di identità.

Le stragi di donne e bambine, a milioni in tutta l’Europa, compiute dall’Inquisizione (ancora oggi detta “Santa”) a cui la storia insegnata nelle scuole non dà alcun risalto, hanno annientato per tre secoli quello che rimaneva della cultura femminile e della sua modalità di approccio ai problemi della vita.

Quale arma si può puntare contro la mano violenta di un uomo? Un libro che spezzi la lastra di cristallo.

Tra le tante autrici contemporanee che hanno lavorato per restituire alle donne la verità nella storia, la cultura, le capacità, l’intelligenza voglio ricordare: : Maria Gimbutas, Riane Eisler, Mary Daly, Christa Wolf, Vicki Noble, Elena Gianini Belotti, Paola Leonardi, Luisa Muraro, Luciana Percovick (*). I loro libri sono in vendita. (*) ndr: la stessa Gabriella Zevi andrebbe citata, con i suoi libri Donne Felici e Donne in via di estinzione? 

Leggi anche …. Dico no alla violenza contro le Donne

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