Psicologia del Futuro

Psicologia del Futuro – Sviluppi della moderna ricerca sulla coscienza.

Fobie, dipendenze, perversioni… da dove provengono? Sono totalmente frutto delle nostre esperienze oppure hanno un’origine che va oltre la nostra vita attuale?

«La reale rappresentazione della nascita e della morte nella nostra psiche inconscia e la stretta associazione tra loro potrebbe sorprendere gli psicologi e gli psichiatri ufficiali, perché mette alla prova le loro convinzioni profondamente radicate» Stanislav Grof

In questo libro, Stanislav Grof propone una nuova visione della psiche basata sullo studio degli stati non ordinari di coscienza, quelle condizioni che permettono all’essere umano di rivivere i traumi della propria vita e delle esistenze passate (primo tra tutti il trauma della nascita) e di scioglierli,liberandosi dai disturbi fisici ed emotivi e accedendo alla dimensione transpersonale e cosmicadella coscienza.

Grazie a più di mezzo secolo di ricerche con le sostanze psichedeliche (in particolare l’LSD) e con la Respirazione Olotropica, Grof è riuscito a formulare un quadro dettagliato sull’origine delle dipendenze e delle malattie fisiche, analizzandone gli elementi e facendo luce sulle loro cause scatenanti.

In questo libro la ricerca che dimostra con rigore scientifico l’origine transpersonale e perinatale delle fobie, delle dipendenze e delle perversioni degli esseri umani.

Guarigione e potenziale euristico degli stati non ordinari di coscienza 

Questo libro raccoglie le mie esperienze e le osservazioni emerse da più di quarantanni di ricerca sugli stati non ordinari di coscienza. Il mio interesse primario è la messa a fuoco degli aspetti euristici di tali stati, vale a dire in che modo questi possano contribuire alla comprensione della natura della coscienza e della psiche umana.

Essendomi formato come psichiatra clinico, porterò inoltre un’attenzione speciale al potenziale di guarigione, di trasformazione e di evoluzione di queste esperienze. A questo scopo, l’espressione stati non ordinari di coscienza è troppo vasta e generica, perché include un’ampia gamma di condizioni che sono di poco o di nessun interesse da un punto di vista euristico o terapeutico.

La coscienza può essere trasformata profondamente attraverso una grande varietà di processi patologici: traumi cerebrali, intossicazioni con sostanze velenose, infezioni o processi degenerativi del cervello. Situazioni del genere provocano sicuramente profonde trasformazioni mentali, tanto da essere classificate come stati non ordinari di coscienza. Tuttavia, menomazioni simili causano deliri superficiali o psicosi organiche, ossia stati clinicamente molto importanti ma non rilevanti per la nostra discussione.

Le persone che soffrono a causa di tali stati sono solitamente disorientate; non sanno chi sono né dove si trovino, né che giorno sia. Inoltre, le loro funzioni intellettuali sono considerevolmente debilitate, e di conseguenza soffrono spesso di amnesie circa le proprie esperienze.

In questo libro mi concentrerò su un grande e importante sottogruppo di stati non ordinari di coscienza, che differiscono significativamente dal resto e rappresentano una preziosa fonte di nuove informazioni circa la psiche umana – in salute e in malattia – dal notevole potenziale terapeutico e trasformativo.

Nel corso degli anni, le osservazioni cliniche quotidiane mi hanno convinto della straordinaria natura di queste esperienze e delle implicazioni di vasta portata che offrono alla teoria e alla pratica della psichiatria. Trovo difficile credere che la psichiatria contemporanea non riconosca le loro caratteristiche specifiche e non abbia coniato per esse un nome ad hoc.

Giacché sento fortemente il fatto che meritino di essere distinti dal resto e collocati in una categoria speciale, ho coniato per questi stati l’aggettivo OLOTROPICO.

Questa parola composita significa letteralmente “orientato verso la completezza” o “in movimento nella direzione della totalità” (dal greco hòlos, cioè “intero” e Crèpein, “movimento verso qualcosa”).

Il significato completo di questo termine e la giustificazione per il suo utilizzo saranno chiari proseguendo la lettura di questo libro. In breve, suggerisce che nel nostro stato quotidiano di coscienza ci identifichiamo solo con una piccola parte di ciò che siamo veramente. Negli stati olotropici siamo in grado di trascendere gli angusti confini dell’ego e reclamare la nostra piena identità.

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