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Psicologia e Alchimia della Coppia

Psicologia e Alchimia della Coppia – Trasformare se stessi attraverso le relazioni.

Ciò che la maggior parte delle persone sa sull’Alchimia è che custodisce il segreto della trasformazione del Piombo in Oro. Ma questo non è altro che il risultato più manifesto e popolare dell’Arte della Trasformazione. La trasformazione del Piombo in Oro è in realtà la trasposizione sul piano materiale di una trasmutazione che di pari passo avviene sul piano spirituale dell’Alchimista.

Come il Piombo, liberato dalle impurità, diventa Oro (perché Piombo ed Oro sono costituiti dalla stessa materia originaria che si trova in stati diversi), così noi stessi, liberati dalle impurità degli Ego, possiamo contattare in nostro Nucleo d’Oro, la scintilla divina presente dentro di noi, e cambiare così il nostro stato.

Il Nucleo d’Oro, che rappresenta l’Unità, è costituito da Sole e Luna, da Mercurio e Zolfo, da Re e Regina, in altre parole dal principio maschile e da quello femminile, che all’interno di esso convivono in forma congiunta, rappresentando il Principio Primo della congiunzione degli opposti.

Gli Ego, come li definisce lo Gnosticismo Ermetico, o difetti, come li definisce il Buddhismo Tibetano, o i demoni rossi di Seth, come sono definiti nel libro egizio dei morti, non sono altro che i condizionamenti e gli automatismi che regolano la vita di ognuno di noi e che nel tempo ci hanno portato sempre più lontani dal Principio Creatore che ci ha generato.

Molti di noi vivono una vita meccanica e monotona, non si fanno domande, vivono di reazione agli accadimenti, senza rendersi conto di fare parte di un qualcosa di molto più grande di ciò che i propri sensi riescono a percepire: l’intero creato.

L’essere umano, come davanti ad un enorme dipinto, ma troppo vicino, può apprezzarne alla perfezione un singolo dettaglio, perdendo però il senso dell’opera completa.

Questo accade perché gli Ego sequestrano il pensiero, incanalandolo all’interno di percorsi mentali predefiniti, impedendogli di contattare il Nucleo d’Oro. Sono questi Ego che dividono la realtà in coppie di opposti che la nostra mente razionale è in grado di concepire soltanto in forma disgiunta.

Contattare il Nucleo d’Oro equivale a concepire la congiunzione degli opposti e rappresenta dunque il ritorno all’Unità.

Sul piano materiale, la congiunzione degli opposti per eccellenza è rappresentata dall’unione del maschile col femminile, ma a causa degli Ego questa congiunzione si attua esclusivamente in forma volgare.

Le impurità rappresentate dagli Ego viziano la spinta personale che porta a questa congiunzione, facendo sì che il partner, l’opposto, sia ricercato per motivazioni poco nobili che hanno a che fare solo con la materia: solitudine, impedimenti, gelosia, sessualità, attaccamento, accudimento.

Molte persone hanno infatti perso il contatto col Nucleo d’Oro e sono per questo incapaci di capire cosa sia esattamente l’Amore, l’Amore del Principio Generatore, dell’Uno, quello per il quale è stato generato l’intero creato attraverso l’originaria divisione in opposti, maschile e femminile, come bene ci raccontano la Genesi e la Cabala Ebraica. Così, queste persone finiscono per chiamare amore la felicità che provano quando la loro solitudine viene colmata, oppure il piacere di una frequente ed appagante sessualità, e così via.

Altri chiamano Amore ciò che Amore non è, semplicemente perché il modello egoico che prevede la presenza dell’amore nella relazione di coppia è l’unico parametro di riferimento a loro disponibile.

Quindi viene da domandarsi: cosa è realmente l’Amore? E ancora: se il vero Amore è quello non contaminato dai condizionamenti degli Ego, quali sono le forme che l’Amore assume qui nella Materia?

Non è facile definire ciò che qui, nel mondo della Materia, in quello che la Cabala Ebraica chiama Malkuth, viene spacciato per amore. Nei secoli sono stati versati fiumi di inchiostro per dare all’amore una forma, una classificazione, una definizione. Ci hanno provato scrittori, psicologi, antropologi.

Il fatto poi che durante l’innamoramento, e successivamente durante l’amore, ormoni e neurotrasmettitori varino i loro livelli organici ha fatto sì che venisse attribuita a questi una parte di responsabilità nelle dinamiche legate alle relazioni di coppia.

Ma l’Amore è veramente tutto questo?

Non è possibile dare una risposta definitiva a questa domanda. E’ certo però che Amore:

  • non è riuscire a colmare la propria solitudine attraverso l’altro;
  • non è desiderarlo perché il suo accesso ci è precluso da qualche impedimento;
  • non è il desiderio sessuale nei confronti del partner;
  • non è la voglia di prendersene cura per acquisire un senso personale.

Finché l’amore è vissuto in questi termini, non potrà mai essere operata la nostra trasformazione, perché non potremo mai svincolarci dai condizionamenti della Materia e continueremo a ripercorrere sempre le stesse strade, a battere costantemente sentieri conosciuti, come l’acqua è costretta a passare dal solco tracciato nel terreno dalle piogge precedenti.

Per superare questa impasse è necessario attivare un’opera di trasformazione cosciente, che renda possibile la congiunzione degli opposti, processo che equivale al ritorno all’Unità, dove gli opposti sono infatti congiunti.

  • è necessario innanzitutto attivare il procedimento alchemico del solve, che dovrà portare all’identificazione ed alla disgregazione degli Ego;
  • cambiare poi il nostro sistema di ragionamento, da bidimensionale a tridimensionale, introducendo il concetto di archetipo;
  • riconsiderare la realtà che ci circonda, fino a comprendere che di fatto non esiste perché non è altro che una costruzione dei nostri sensi;
  • prendere consapevolezza di meccanismi mentali come la proiezione e l’identificazione, che sono solo prodotti degli Ego;
  • avvicinarsi all’abitudine della meditazione, per ritrovare il silenzio interiore;
  • ampliare i nostri orizzonti mentali per comprendere che siamo regolati dalle stesse leggi che regolano l’intero creato e che in relazione ad esso i nostri attaccamenti perdono di importanza;
  • imparare ad intendere la sessualità come massima espressione della congiunzione tra opposti e non come appagamento del proprio desiderio;
  • infine, imparare a concepire l’altro come lo specchio di noi stessi, per comprendere che ciò che nell’altro vediamo di opposto appartiene anche a noi.
Psicologia e Alchimia della Coppia
Trasformare se stessi attraverso le relazioni
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