Per quelle che se la tirano….

Per quelle che se la tirano….  Un uomo entra nel suo ristorante preferito e si siede al solito tavolo. Si guarda intorno e nota seduta in un tavolo vicino una donna bellissima, completamente sola.

Il tipo chiama il cameriere e gli chiede di mandare alla donna una bottiglia del Merlot più costoso del ristorante, pensando che se la donna avesse accettato la bottiglia sarebbe caduta a i suoi piedi. Il cameriere porta la bottiglia al tavolo della signora e le dice indicando l’uomo:

Questa è da parte del signore seduto a quel tavolo. La donna guarda la bottiglia con freddezza in un secondo e decide di mandare un biglietto all’uomo. La da al cameriere e questo la porta al destinatario.

Sul biglietto c’era scritto: Affinché io accetti questa bottiglia, lei dovrebbe avere un Mercedes nel suo garage, un milione di dollari in banca e 20 cm nei pantaloni.

Dopo aver letto il biglietto, l’uomo ci pensa un secondo e decide di rispondere. Da un nuovo biglietto al cameriere e gli chiede di portarlo alla donna.

Sul biglietto c’era scritto: Per eseguire i suoi desideri, potrei vendere la mia Ferrari Modena 360 e anche il mio BMW 850 SL, per rimanere solo con il Mercedes 600 SEL nel garage.

Potrei anche donare 12 dei miei 13 milioni di dollari che ho in banca…

Ma…neanche per una donna bella come lei me lo taglierei di 5 cm P.S.: Restituiscimi la bottiglia.


Le Donne che Pensano sono Pericolose – Gli uomini hanno sempre avuto paura delle donne che pensano. Le donne che pensano non hanno paura di niente

Come Lella Costa fa notare, nella considerazione comune gli uomini “pensano”, sottinteso ai massimi sistemi, le donne tutt’al più hanno “i pensieri”, sinonimo di inezie.

Questo succede a lasciare il linguaggio in mani maschili. Che poi il magro bottino del pensiero al maschile sia sotto gli occhi di tutti, poco importa. Si sa che il marketing fa miracoli.

Le figure femminili raccolte in questo libro dicono tutta un’altra storia. Le donne hanno sempre pensato molto, spesso accontentandosi di un sorrisino di maligna soddisfazione nello scoprire per l’ennesima volta di aver ragione. Ma più spesso, e soprattutto a partire dal Novecento, hanno trasformato il pensiero in azione. Con grande panico degli uomini, che vedono le donne indipendenti e forti come la peste, forse per timore di venire smascherati.

Da Simone de Beauvoir a Hannah Arendt, da Marie Curie a Indirà Gandhi e Aung San Suu Kyi, queste donne hanno messo in gioco se stesse, rinunciato alla “sicurezza” di una vita spesso scelta dagli altri per perseguire i loro interessi: i diritti umani e femminili, la politica, la natura, la scienza. Tutte hanno lottato fino all’ultimo, fiere come leonesse.

E’ merito loro se il mondo è, e sarà, migliore.

Che sia letto da un uomo o da una donna, questo è un libro dallo spirito battagliero. Il pensiero delle donne e i destini femminili di cui si occupa non hanno niente a che fare con la passività e la tranquillità d’animo, e possono essere solo in minima parte accomunati alla mansuetudine e allo spirito di contemplazione. Il pensiero di queste donne fa presa sul mondo e incita all’azione. Stefan Bollmann

Gli uomini hanno sempre avuto paura delle donne che pensano. Le donne che pensano non hanno paura di niente.

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