Pari Opportunità: a Modo delle Donne

Pari Opportunità: a Modo delle Donne

«Voglio trovare una soluzione ai miei problemi ma non ci riesco»

«Le ho provate tutte, ma sono ancora qui alle prese con lo stesso disagio»

«Perché faccio così? Com’è che ripeto sempre gli stessi errori?».

Disagi, domande irrisolte, soluzioni tentate senza risultato. Spesso le donne falliscono – oppure riescono a caro prezzo – per un motivo molto semplice, eppure del tutto trascurato.

Perché seguono dinamiche che non sono le loro.

Libere di fare e libere di essere

Libertà nel fare e libertà nell’essere.

C’è una grande differenza.

Oggi le donne hanno fatto il primo passo: possono lavorare, guadagnare, studiare, dirigere, raggiungere i loro obiettivi.

È la libertà del fare.

Ma è necessario anche compiere un secondo passo: verso la libertà dell’essere.

Cosa significa?

Significa potersi esprimere con modalità femminili e non maschili: sul lavoro, in famiglia, nella coppia, nella realizzazione di se stesse.

Tra il modo di esprimersi delle donne e il modo di esprimersi degli uomini esistono delle vere e proprie differenze.

Vediamole.

A modo delle donne, a modo degli uomini

Ma qual è il modo di fare al femminile e quello al maschile?

Ci aiuta il nostro corpo a dare la risposta. Più precisamente la nostra biologia. Io l’ho definita “matrice biologica”.

Cos’è?

È la pasta di cui siamo fatti. Gli ingredienti di cui siamo composti.

È una ricetta speciale che ci contraddistingue come donne o come uomini. E ci indirizza verso determinati comportamenti, orientamenti e forme di pensiero.

Le donne e gli uomini sono quindi formati con una ricetta diversa. La distinzione più evidente è visibile a livello dell’apparato e della funzionalità riproduttiva.

Qui c’è il suo fulcro.

Prova a pensare a un corpo nudo femminile e poi a uno maschile: sono gli organi genitali a creare la fondamentale differenza. Ed è a questa differenza che sono collegate funzioni molto specifiche per lui e per lei.

Le funzioni della matrice biologica femminile sono il menarca, cioè la prima mestruazione, il ciclo mestruale, che contraddistingue la vita fertile della donna, la gravidanza, il parto, l’allattamento e la menopausa.

Le funzioni della matrice biologica maschile sono invece l’erezione, la spermatogenesi e l’eiaculazione.

La circolarità femminile

La matrice biologica ha definito per il femminile un’impronta circolare.

Il corpo delle donne è infatti caratterizzato da cicli.

Il ciclo della fertilità (menarca-gravidanza-menopausa) e soprattutto il ciclo mestruale che per lunghi anni scandisce la vita femminile e si muove come un cerchio: ogni mese inizia, si completa e finisce. Per poi riprendere.

Una precisazione sul termine “ciclo mestruale”.

Con questa parola spesso si fa riferimento alla mestruazione vera e propria, cioè al momento del sanguinamento. Ma la parola ciclo indica invece “tutto” il periodo mensile, quello che va dalla fine di una mestruazione fino alla successiva: dura all’incirca un mese. Con questo termine si comprende quindi la fase pre-ovulatoria, la fase ovulatoria, la fase pre-mestruale e la fase mestruale.

Le quattro fasi cicliche sono caratterizzate da una continua fluttuazione ormonale: il livello degli estrogeni e del progesterone, i due più tipici ormoni femminili, sale e scende come un’onda.

È un’oscillazione costante.

Che, come vedremo, influisce profondamente sulla vita delle donne.

La linearità maschile

Se l’impronta femminile è circolare, quella che la matrice biologica ha definito per il maschile è lineare. Il corpo dell’uomo, diversamente da quello della donna, non è scandito da cicli: i livelli ormonali maschili sono infatti costanti, non salgono e scendono, non seguono un ritmo che si ripete più e più volte.

Se il femminile è il regno della circolarità, il maschile è il dominio della linearità. Nei testicoli la spermatogenesi è continua.

Una linea senza fine.

C’è differenza con le ovaie. La preparazione dell’ovulo è periodica: matura, viene spinto fuori dal follicolo e intraprende la sua discesa. Nel frattempo un altro ovulo ha già iniziato il processo che, circa un mese dopo, lo porterà a ripetere le stesse sequenze. Un cerchio continuo.

Se gli ovuli sono già tutti presenti nelle ovaie – un prezioso corredo biologico che le donne portano con sé – e vengono dispensati secondo una regolamentazione ciclica, gli spermatozoi sono invece prodotti a ritmo continuo, con regolarità.

Così è l’impronta maschile: si sviluppa linearmente, come un tracciato che si muove lungo una retta.

Anche nell’età senile il flusso ormonale maschile segue un percorso lineare, calando gradualmente.

Diversamente da quello femminile che si interrompe più bruscamente.

L’andropausa, cioè il climaterio maschile, si differenzia molto dalla menopausa: il primo è una discesa costante e graduale; il secondo è un vero e proprio rito di passaggio. Se ad una certa età le ovaie femminili smettono di funzionare, la linearità della matrice biologica maschile non priva in un lasso di tempo piuttosto breve l’uomo di testosterone. I testicoli non smettono di produrre e far maturare spermatozoi. Si riduce il numero, il tempo di risposta dell’erezione e l’intensità. Ma non ci sono cambiamenti vistosi in tempo breve. La riduzione è graduale.

La natura lunare e la natura solare

La vita femminile è quindi un percorso circolare, che procede a fasi cicliche, come quello della luna. La vita maschile è invece un percorso lineare, che procede senza sbalzi, in modo costante, come quello del sole.

Il principio femminile si esprime come natura lunare.

Il principio maschile si esprime come natura solare.

Sono simboli che l’essere umano riconosce spontaneamente da sempre: è la matrice biologica che si manifesta.

La luna: la donna

Luna crescente, luna piena (o plenilunio), luna calante, luna nuova (o novilunio). Così è l’astro lunare: con l’altalenarsi delle fasi scandisce i suoi ritmi. Come la matrice circolare femminile. Proprio come questo satellite, le donne ripercorrono lo stesso ciclo ogni mese. Sono quattro le fasi lunari, come quattro sono le fasi del ciclo femminile: fase pre-ovulatoria, fase ovulatoria, fase pre-mestruale e fase mestruale.

Ciclo mestruale e luna: l’abbinamento è immediato.

Ventotto giorni è un ciclo lunare completo, ventotto giorni è in media un ciclo mestruale.

Luna e utero: un’altra associazione spontanea.

Stesso ciclo, stesse fasi. La luna è l’organo del cielo che disegna nella volta stellata quegli stessi ritmi.

Il sole: gli uomini

Il sole – diversamente dalla luna – durante il mese non si mostra “a fasi”. È sempre tutto intero. Non esistono fasi solari, ma solo momenti distinti: “È mattino” ci dice l’aurora. “È mezzogiorno” ci dicono i raggi che calano a picco sulla testa. “È sera” ci dicono le fiamme rosse del tramonto. “È notte” ci dice il sole quando non c’è più. Se nell’arco di ventotto giorni la luna completa un ciclo e si mostra nelle sue quattro fasi, il sole invece è sorto e tramontato per ventotto volte. Presentandosi ogni giorno allo stesso modo.

Differenze tra lui e lei

Natura lunare, ciclica, ritmica e oscillatoria.

Natura solare, lineare, puntiforme e costante.

La matrice biologica con i suoi diversi ritmi non influisce solo sui corpi degli uomini e delle donne.

Ma anche sulle loro menti.

IL MASCHILE LINEARITA’(emisfero sinistro) IL FEMMINILE CIRCOLARITA’(emisfero destro)
  • Mente
  • Conscio
  • Oggettività
  • Ragione
  • Analisi
  • Razionalità
  • Realismo
  • Programmazione
  • Organizzazione
  • Riflessione
  • Fare
  • Natura solare
  • Corpo
  • Inconscio
  • Soggettività
  • Percezioni e sensazioni
  • Intuito
  • Emozioni e sentimenti
  • Immaginazione
  • Creatività
  • Caos
  • Istinti
  • Essere
  • Natura lunare

La natura lunare e la natura solare si esprimono infatti in modo molto diverso:

Maschile: “pensiero di testa”

Il maschile è lo spazio della mente, del conscio.

La realtà è vista soprattutto in modo oggettivo, come in una giornata di sole: tutto è chiaro e nitido, ben visibile e osservabile..

È la visione solare, dove predomina la ragione, l’analisi, la razionalità e il realismo.

Quando usiamo questo tipo di pensiero?

Per esempio quando programmiamo la giornata: vado al lavoro, poi faccio la spesa, poi vado a prendere i bambini a scuola, poi porto la macchina dal meccanico, poi passo in lavanderia. Oppure quando vogliamo organizzare meglio spazi dei nostri armadi: da questa parte metto i vestiti invernali, da quella i vestiti estivi, in quel ripiano le borse, a quell’anta aggancio le cinture. O ancora usiamo il pensiero maschile quando cerchiamo la soluzione di un problema analizzandolo punto per punto, scomponendolo nelle sue parti e nei diversi aspetti. O quando scriviamo su un foglio gli obiettivi che vogliamo raggiungere. O consultiamo una mappa stradale per sapere come arrivare a destinazione.

Femminile: “pensiero di pancia”

Se il maschile è lo spazio della mente, della logica e della razionalità, il femminile è lo spazio del corpo, delle percezioni e delle sensazioni.

È l’inconscio a predominare.

La realtà è vista soprattutto in modo soggettivo, come in una notte lunare: la visione non è chiara e definita ma fatta di chiaroscuri, di spazi visibili e invisibili. Linee e contorni sono sfumati.

Più che il singolo particolare si coglie l’insieme.

Così è la visione lunare: puoi presagire ma non vedere chiaramente. Puoi immaginare, capire, intuire ma non comprendere.

Il pensiero femminile, diversamente da quello maschile, è arricchito di ombreggiature, esalta la percezione, l’intuizione, evidenzia l’aspetto emozionale dei fatti, degli altri, della realtà in generale. Ci fa cogliere l’atmosfera di un luogo, la sensazione su una persona. Fa intuire la strada da percorrere, anche se non conosciamo ancora le tappe. Non è l’informazione chiara e senza equivoci di un messaggio che ci arriva da una comprensione logica e intellettiva. è piuttosto la voce interiore che sussurra. Più dei particolari ci offre il senso delle cose.

Quando usiamo questo tipo di pensiero?

Per esempio quando giungiamo alla soluzione di un problema non attraverso la logica ma l’intuizione. Spesso accade all’improvviso. Diciamo: «Ecco come devo fare!». Oppure quando ci arriva una certezza da dentro che ci fa esclamare: «So che è così». Non sai spiegare il motivo ma sai che ciò che hai sentito è giusto. È una certezza che ti viene dalla “pancia”, non dalla testa. Usiamo questo tipo di pensiero anche quando avvertiamo dentro di noi l’istinto di fare una certa cosa. A volte si manifesta anche con segnali corporei, come una sensazione di calore al basso ventre, un formicolio alle mani, una vibrazione al petto.

Io affronto la realtà diversamente da te

Il maschile ama quindi i tracciati, i percorsi a punti e linee, i segmenti, i moduli, le tappe, dove è possibile procedere secondo direzioni ben precise. Il femminile invece si muove a proprio agio negli spazi circolari, ondulatori, nei percorsi non segnati da spigoli, dove è possibile fluttuare.

Ovviamente ambedue i tipi di pensiero fanno parte di ogni essere umano. Gli uomini si esprimono però più spontaneamente con il primo, le donne con il secondo.

Ma non è ciò che accade: il mondo femminile si rivolge troppo spesso alle modalità maschili, concedendo spazi limitati a quelle femminili.

Ti uso poco e male

Ricco di infinite possibilità, il pensiero femminile dalle donne viene usato poco. O male.

Il pensiero femminile viene usato poco quando le donne dicono:

«Vorrei avere una visione nitida e chiara delle cose e invece tutto si confonde»

«Mi piace guardare “oltre le cose” ma tante volte mi sembra di non essere compresa»

«Mi piace sentire sulla pelle le cose che accadono. Ma dentro di me penso che un approccio razionale sia migliore»

«È “dalla pancia” che sento provenire i messaggi più chiari. Ma penso che quelli che vengono dalla testa sono più sicuri».

Le donne hanno poca fiducia in un modo di essere “al femminile”. Sentono più sicuro quello “al maschile”. Anche se non è il loro.

Il pensiero femminile viene invece usato male quando le donne gestiscono le emozioni e le percezioni in modo improprio, lasciando che prendano il sopravvento. Non sono capaci di gestirle bene, di incanalarle positivamente. Allora tutto diventa troppo confuso: non c’è più distinzione tra intuito e fantasia, tra le sensazioni e il buon senso, tra istinti e “colpi di testa”.

Un ritorno al femminile

È necessario un ritorno al femminile vero e autentico affinché le donne possano appropriarsi del loro “modo di essere”.

Primo cambiando la concezione di se stesse: da lineare a circolare.

Secondo imparando a stimolare ma anche a gestire positivamente il “pensiero di pancia”.

Sono passi importanti.

Permettono alla donna di riconnettersi con il suo femminile, con un “modo di essere” più adatto a lei e alle sue necessità.

Per giungere al benessere e alla serenità.

Le qualità

Il femminile Morbido
Sottile
Liscio
Flessibile
Colorato
Leggero
Dilatato
Fantasioso
Caldo
Irrazionale
Mutevole
Liquido
Mobile
Invisibile
Fluido
Aperto
Complesso
Mutabile
Implicito
Simultaneo
Diffuso
Concavo
Accogliente
Atemporale
Intuitivo
Sincronico
Ignoto
Sogno
Discendente
Spazi
Plurale
Sinistra
Il maschile Duro
Spesso
Ruvido
Rigido
Monocolore
Pesante
Compatto
Realistico
Freddo
Razionale
Statico
Solido
Fisso
Visibile
Denso
Chiuso
Semplice
Immutabile
Esplicito
Sequenziale
Focale
Convesso
Penetrante
Temporale
Intellettuale
Causale
Conosciuto
Veglia
Ascendente
Confini
Singolare
Destra

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Scritto da Simona Oberhammer Quest’ opera è distribuita da Macrolibrarsi con licenza Creative Commons Condiviso da Macrolibrarsi

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