Non c’è Creazione nella Bibbia

Non c’è Creazione nella Bibbia – La Genesi ci racconta un’altra storia…

Dopo il grande successo dei suoi precedenti lavori (oltre 20.000 mila copie vendute), torna Mauro Biglino con il suo ultimo saggio “NON C’È CREAZIONE NELLA BIBBIA”.

Il nuovo libro si occupa in modo specifico dei riferimenti tecnologici presenti nei testi biblici ed ha quindi uno scopo dichiarato: contribuire a diffondere l’informazione su ciò che in realtà non si deve sapere sulle origini dell’umanità; sulle radici della conoscenza e su ciò che con ogni probabilità è veramente successo sul nostro pianeta migliaia di anni fa.

Non a caso il titolo rappresenta la sintesi di quanto documentato negli ultimi due capitoli, nei quali si comprenderà come anche quello che viene considerato e presentato come l’atto divino per eccellenza, la cosiddetta “creazione dal nulla”, altro non è che uno dei tanti interventi tecnici e assolutamente materiali compiuti da quegli individui, chiamati Elohim.

Proseguendo nel raccontare e approfondire quanto già scritto ne IL LIBRO CHE CAMBIERÀ PER SEMPRE LE NOSTRE IDEE SULLA BIBBIA e ne IL DIO ALIENO DELLA BIBBIA, affrontiamo qui aspetti specifici relativi alla concretezza delle conoscenze tecnologiche di coloro che verosimilmente ci hanno “fatti” a loro immagine e somiglianza. Dal carro degli Elohim ai sistemi di comunicazione, dall’Arca dell’alleanza – possibile arma – alla questione dell’oro, dai cherubini che la Bibbia descrive come macchine volanti, al duplice racconto tecnico della produzione dell’uomo, fino a ciò che gli Elohim hanno fatto in origine e che invece ci è sempre stato presentato come la creazione dei cieli e della terra.

Il tutto, come sempre, a partire dalla traduzione letterale della Bibbia derivante dal codice ebraico di Leningrado.

Tante domande, tante risposte

  • Nella Bibbia si parla di ingegneria genetica?
  • Per fare Eva gli Elohim hanno compiuto un intervento chirurgico? Hanno preso veramente una costola?
  • Adamo ed Eva sono veramente i progenitori dell’umanità?
  • Come si spostava l’El di nome Yahweh?
  • Il [kavod] e il [mach] erano veramente la “gloria” e lo “spirito” o piuttosto mezzi tecnologici?
  • Cos’erano il [kavod] e il [mach] nei testi sumero-accadici?
  • I cherubini erano mezzi su cui si viaggiava o Ezechiele li ha sognati?
  • L’Arca dell’alleanza era un semplice contenitore o un’arma e un mezzo di comunicazione radio?
  • Gli Elohim avevano accampamenti?
  • Perché a Yahweh e a Mosè interessava l’oro degli Ebrei?

La Bibbia racconta veramente delle creazione dei cieli e della terra oppure, a partire dal primo versetto del libro della Genesi, ci narra un’altra storia?


Leggi in anteprima un estratto del nuovo saggio di Mauro Biglino “Non c’è Creazione nella Bibbia”. La Genesi ci racconta un’altra storia…

Prosegue con “Non c’è Creazione nella Bibbia” la ricerca iniziata con i primi due testi “Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia” e “Il Dio alieno della Bibbia“.

Sono stati scritti diversi libri che affrontano il tema della possibilità di contatti con civiltà extraterrestri o civiltà evolute, e poi scomparse, di origine terrestre; libri che hanno formulato l’ipotesi che tali civiltà siano all’origine della nostra nascita e della nostra evoluzione, sia fisica che culturale.

La Bibbia racconta veramente delle creazione dei cieli e della terra oppure, a partire dal primo versetto del libro della Genesi, ci narra un’altra storia? Ma c’è la possibilità di saperne di più, di andare più a fondo, di trasformare le ipotesi in certezze confermate, di avere riscontri precisi?

Questa ricchissima produzione libraria affronta l’argomento citando e analizzando alcuni passi dell’Antico Testamento sulla base delle traduzioni conosciute, di quelle versioni della Bibbia che tutti possediamo.

Non c’è Creazione nella Bibbia ci illustra una Genesi che non avevamo mai immaginato e come anche quello che viene considerato e presentato come l’atto divino per eccellenza, la cosiddetta “creazione dal nulla”, altro potrebbe non essere che uno dei tanti interventi compiuti da quegli individui, chiamati Elohim.

Partendo dall’Antico Testamento queste pagine proseguono il racconto di ciò che ancora non era stato evidenziato o, ancora peggio, era stato volutamente dimenticato o variamente interpretato allo scopo di celarne i potenziali effetti dirompenti.

L’inspiegabilità dottrinale di molti passi biblici ha indotto gli esegeti e i teologi di ogni tempo a fare largo uso delle categorie interpretative dell’allegoria, della metafora o del mito. Con queste chiavi di lettura si afferma che in certi passi il significato immediatamente leggibile ne nasconde un altro più importante e profondo, che costituisce il valore vero del testo.

Il fatto curioso – e secondo noi inaccettabile – è che l’allegoria, la metafora, il mito, vengono usati dagli interpreti dogmatici esclusivamente per spiegare quelle parti di testo che sono in totale antitesi con la dottrina e che, così come sono state formulate dagli antichi autori, non possono essere accettate e ricomprese nei contenuti della fede.

Ma anche così facendo rimangono dei brani non compatibili, che andrebbero rifiutati, espulsi. Non potendolo fare, i teologi risolvono la questione – o pensano di farlo – introducendo la categoria del mistero: mistero della fede, mistero di Dio.

Nei nostri lavori stiamo tentando di adottare un approccio che consenta una comprensione lineare, semplice, letterale, concreta e coerente, che non richieda quindi altre categorie ermeneutiche, tanto meno quella del mistero, che è capace di fare accettare tutto senza dovere spiegare nulla.

Non abbiamo la presunzione di possedere la verità; presentiamo qui ciò che continuiamo a scoprire dall’esame attento di ciò che narra il testo biblico letto nei codici ebraici più antichi: la Bibbia Stuttgartensia redatta sulla base del Codice masoretico di Leningrado.

Come già fatto per il lavoro precedente, tutti i passi in cui sono con evidenza presenti contenuti non convenzionali, inattesi, straordinari, sono riportati nella lingua originale con la traduzione letterale fedelmente indicata parola per parola, utilizzando un sistema grafico che rende immediato il riferimento al testo originale e offre al lettore la possibilità di avere un accesso diretto allo scritto biblico.

La Bibbia è stata oggetto delle più diverse chiavi di lettura, tutte hanno dato per scontato che la Bibbia fosse un testo contenente innanzitutto – o addirittura esclusivamente – un messaggio di ordine spirituale, proveniente da un Dio unico, universale, trascendente, creatore dell’universo.

Noi invece abbiamo voluto provare a pensare che gli autori biblici ci abbiano voluto dire esattamente ciò che ci hanno detto, senza dietrologia, senza misteri da svelare attraverso cammini difficili e oscuri.

Ci dono diversi livelli di lettura della Bibbia, noi abbiamo scelto quello letterale, considerando che abbia un valore che fino ad ora è stato misconosciuto, per non dire spesso deliberatamente negato od omesso, data la sua inaccettabilità per gran parte del pensiero tradizionale, che vuole vedere nella Bibbia anche ciò che spesso non pare proprio essere stato nelle intenzioni degli antichi autori: come ad esempio parlare di un Dio spirituale, trascendente, creatore di universi, ecc.

Abbiamo considerato l’Antico Testamento come un libro di storia, un testo in cui vari autori di un popolo hanno voluto raccontare con i loro strumenti culturali e linguistici ciò che hanno veramente visto.

Ora ci troviamo ad avere conferme impensate: la storia si svela sotto i nostri occhi nel suo aspetto più inatteso.

Questo libro si occupa in modo specifico della tecnologia che è presente nei testi biblici e ha quindi uno scopo dichiarato: contribuire a diffondere l’informazione su una parte di ciò che in realtà non si deve sapere sui momenti delle nostre origini; sulle radici della conoscenza e su ciò che con ogni probabilità è veramente successo sul nostro pianeta migliaia di anni fa.

Non a caso il titolo rappresenta la sintesi di quanto documentato negli ultimi due capitoli, nei quali si comprenderà come anche quello che viene considerato e presentato come l’atto divino per eccellenza, la cosiddetta “creazione dal nulla”, altro non è che uno dei tanti interventi tecnici e assolutamente materiali compiuti da quegli individui.

Non c’è religione, non c’è spiritualità, non c’è esoterismo, non c’è misticismo cabalistico… C’è informazione concreta; c’è conoscenza tecnologica ricostruita e funzionante; c’è la documentazione di un passato già vissuto dall’umanità.

Procediamo con serenità; ancora molto dobbiamo portare alla luce e la ricerca deve necessariamente avanzare con la convinzione che ciò che fino ad ora pensavamo di sapere potrebbe non essere rispondente al vero.  Estratto dal libro “Non c’è Creazione nella Bibbia“.di Mauro Biglino.

Non c'è Creazione nella Bibbia
La Genesi ci racconta un’altra storia

Voto medio su 13 recensioni: Da non perdere

Ordina su Il Giardino dei Libri

Articoli correlati….

  • La Bibbia non è un Libro Sacro – Il Grande Inganno
  • La Bibbia non Parla di Dio – Uno studio rivoluzionario sull’Antico Testamento.
  • La Bibbia è un Libro di Storia – Cofanetto 3 Libri – La Trilogia dei Bestseller: Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia + Il Dio alieno della Bibbia + Non c’è creazione nella Bibbia
  • Il Pianeta degli Dei. – Se gli antichi Egizi ereditarono il loro sapere dai Sumeri, questi ultimi da chi avevano appreso quelle scienze? La tesi del professor Sitchin è che ciò che chiamiamo mitologia non è creazione fantastica, ma confusa memoria di fatti realmente avvenuti.

Mauro Biglino, esperto di lingue antiche, ci parla di Yahweh e degli Elohim che hanno camminato tra le genti del nostro passato. leggi questo articolo »

Tag: Mauro Biglino

Lascia il tuo commento:
Precedente Spirito degli Alberi - i primi 13 Spiriti Successivo Oltre il Fiore della Vita