No Impact Man

Una storia che fa riflettere sulle trappole del sistema consumistico da cui tutti dipendiamo ma in cui ciascuno di noi con un po’ più di consapevolezza può fare la differenza!

Si può vivere in una grande città, avere una coscienza ecologica e dormire sonni tranquilli nel letto di un appartamento che ha tutti i comfort della modernità?! Lo scrittore newyorkese, ambientalista e progressista, Colin Beavan per rispondere a questa domanda punta il dito verso se stesso e si lancia in una impresa estrema: vivere un anno a impatto zero nel cuore di Manhattan! Niente più elettricità, niente macchina, niente tv, nessun nuovo acquisto, niente spazzatura solo riciclo, cibo e cure naturali, insomma un anno di vita “ecologicamente corretta” per contribuire alla salvezza del pianeta! Missione impossibile?! Soprattutto considerando che nell’avventura Colin coinvolge l’intera famiglia: moglie shopping-dipendente, figlia in età da pannolino, cane e le loro vecchie e comode abitudini di “modern family”…

Provocatorio, divertente, illuminante un film o meglio un docureality (selezionato al più innovativo e importante festival internazionale di cinema indipendente, il Sundance Film Festival 2009) che ha spopolato sui media internazionali (grazie anche al libro e al blog di Beavan).

Estratti dal libro No Impact Man: riduco la mia impronta e sono più felice.

A cura di Daniel Tarozzi “direttore del cambiamento.it”

Vivere a impatto zero? Sarebbe possibile se la nostra società fosse diversa. Banalmente, per un aborigeno di un villaggio che non riceve elettricità né gas, circondato dalle sole risorse che la natura offre, la vita è ben sotto lo zero, quanto a impatto ecologico. Per questo spesso mi trovo a pensare a come vivremmo se la quantità d’acqua che abbiamo a disposizione fosse limitata, per esempio, a 5 litri al giorno. Malissimo! Se un cittadino di una qualsiasi metropoli decidesse di vivere a impatto zero, dovrebbe prima di tutto investire molto denaro su una casa dotata di pannelli fotovoltaici per elettricità e riscaldamento, strumenti per la raccolta dell’acqua piovana, compostaggio anche per i sanitari, isolamento termico, e poi improntare la propria vita su uno stravolgimento a tutto campo: alimentazione, trasporti, autoproduzione di cibo e vestiario e molto, molto altro.

Quanti lo possono fare? Chi ha la fortuna di poter investire sulla casa è già un passo avanti, mentre invece le persone comuni, come me, possono trovare in una vita non a impatto “zero” ma “uno”, soluzioni sia per risparmiare denaro, che per vivere più felici. Beavan conclude il suo libro affermando che effettivamente non si può andare contro il progresso della tecnologia. Sarebbe un inutile anacronismo. Vivere nel pieno rispetto del pianeta può tradursi in molti modi, e tutti quanti possiamo fare qualcosa, senza perdere qualità della vita. Claudia Selvetti (vitaimpatto1.org)

Cambiare in meglio è alla portata di tutti. Il rapporto tra dieta e salvaguardia del pianeta è diretto: oggi sappiamo che la dieta carnivora è la fonte principale di inquinamento mondiale. Poche volte nel corso della storia dell’umanità, la responsabilità di salvare il mondo è passata dalle scelte quotidiane dei singoli. Un cittadino, un uomo, da solo non può fermare una guerra o una carestia, ma può, concretamente, salvare il mondo scegliendo l’alimentazione vegana. Prima ancora di fare scelte difficilissime di trasferimenti in campagna o downshifting lavorativi, fanne una semplicissima che cambierà la tua vita e quella del pianeta: scegli di nutrirti in modo sostenibile, scegli di non mangiare nulla che arrivi da un allevamento, di qualsiasi tipo. Non esistono allevamenti sostenibili o etici: quello è marketing. Gli allevamenti, di qualsiasi tipo, sono il peso maggiore per il pianeta, non sovvenzionarli, non ne hai bisogno. Grazia Cacciola (esperta di agricivismo ed ecosostenibilità)

All’inizio ci può essere un po’ di curiosità o resistenza nel cambiare abitudini consolidate, ma in pochissimo tempo si comprende quanto sia importante la strada dell’ecologia, per costruire il futuro che vogliamo e non quello che le grandi aziende vorrebbero farci seguire con pubblicità a cui siamo costantemente sottoposti e che condiziona i nostri comportamenti. Dobbiamo avere la forza di costruirci il nostro futuro, l’unico possibile se non vogliamo terminare definitivamente le risorse a disposizione sul nostro pianeta. Non ne abbiamo uno di scorta!
Alessio Ciacci (assessore all’ambiente di Capannori, primo comune che ha aderito alla strategia Rifiuti Zero al 2020)

No Impact Man Day! Una giornata a impatto (quasi) zero.  Credi che il cambiamento sia possibile a partire da ognuno di noi? Credi che vivere a impatto zero sia impossibile ma ridurre l’impatto sia estremamente necessario? Stai già sperimentando pratiche per la riduzione dell’impatto e il cambiamento degli stili di vita?

Raccontaci la tua giornata a basso impatto articolandola in parti – es. mattina, pomeriggio, sera – o per temi – es. cibo, pulizie, mobilità, ecc. – e partecipa al primo esperimento collettivo per una cultura della riduzione dell’impatto ambientale. C’è tempo fino al 31 dicembre! Continua a leggere – No Impact Man Day! Una giornata a impatto (quasi) zero

No Impact Man - DVD
L’esperimento di una famiglia ecologicamente corretta nel cuore di New York

Buono

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Laura Gabbert, Justin Schein – Anteprima – No Impact Man – DVD

Vivere a impatto zero, ridurre la propria impronta ecologica, seguire i dettami della decrescita, la riduzione dei consumi, la sobrietà… E ancora: comprare biologico, autoprodurre, riscoprire i saperi, il mangiar lento e i sapori delle stagioni.

Questi concetti, che fino a pochi anni fa erano ai più sconosciuti e venivano considerati di nicchia, per pochi “fanatici” o “esaltati”, oggi sono sempre più presenti nel nostro Paese o sotto forma di esperienze concrete o sotto forma di aneliti, desideri, obiettivi.

Persino nella tanto bistrattata Italia, quindi, la difficoltà principale nel realizzare questa pubblicazione non è stata tanto nel trovare casi di persone che cercano di vivere riducendo il loro impatto, quanto nel selezionare le tante “storie” disponibili. Ancora una volta si conferma che, lontano dai riflettori dei mass media, le cose stanno davvero cambiando. Non solo si può provare a vivere a impatto zero, ma lo si vuole! Continua a leggere 

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