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Il Mondo dei Desideri

Il Mondo dei Desideri – 101 progetti di libertà.

« Desidero parlare con te di quel che sto scoprendo sui desideri. È un argomento antico: non c’è mai stato libro, non c’è fiaba, non c’è religione che non lo intercetti; perciò ci porterà lontano: esplorandolo, attraverseremo secoli ».

Attraverso questo libro imparerai a:

  • accorgerti che nel tuo cuore c’è qualcosa di più di quel che, per ora, le stelle stanno concedendo all’umanità;
  • sviluppare il coraggio necessario a far sì che la tua percezione scorga occasioni, «desideri» sufficientemente importanti per te, indipendentemente da ciò che essi potranno sembrare, di primo acchito alla tua razionalità;
  • abbandonare l’ansia del desiderio, che con gli anni diviene sempre più tormentosa e fa pensare all’assenza di desideri come a una liberazione;
  • superare il timore di essere egoisti, dietro cui si cela in realtà una difficoltà o incapacità di ricevere; e chi non sa ricevere non sa nemmeno dare;
  • usare il tuo personale senso della felicità per non desiderare desideri altrui e scegliere i tuoi.

« “Desiderare”, in Italiano, è un atto bellissimo, viene dalla parola Sidera, “stelle”, e significa letteralmente: accorgersi che nel tuo cuore c’è qualcosa di più di quel che, per ora, le stelle stanno concedendo all’umanità».

Dedica

Ti parlerò dei desideri, ma tu, per favore, dammi torto.

Ti dimostrerò che senza desiderio non si vive, si finge soltanto di vivere, e che la maggior parte delle persone non lo sa, o l’ha dimenticato. Ma tu convincimi che non è vero.

Io sosterrò che l’arte, la scienza, la filosofia, il bisogno di religione sono tutti modi di desiderare, e che dunque ogni cultura si nutre di desideri: ma tu di’ che esagero. E quando ti racconterò di come il desiderio conduca oltre i confini del mondo, e cominceremo a superarli, tu cerca di fermarmi, di convincermi che di cose da capire ne abbiamo già abbastanza nella vita di tutti i giorni, senza andare a cercarne altrove.

Insomma, fa’ per me quel che il diavolo fa per tutti, da quando il diavolo è stato inventato.

Tanti credono che il cosiddetto diavolo spinga a chiedere più di ciò che si ha già, ma è il contrario: le sue tentazioni mirano a farci rassegnare ai limiti che il mondo ci ha imposto come quando, nel deserto, consigliava a Gesù di rinunciare al progetto di far evolvere l’umanità. Lascia che rimangano nei loro incantesimi di sempre – diceva – nella venerazione del denaro, dei potenti, dei miracoli. Tentazioni diaboliche sono il “bisogna farsi piacere il proprio lavoro”, o “tanto non cambierà mai nulla” o “in fondo, tutto ciò non è nient’altro che…”

Dimmi cose del genere, per scoraggiarmi. Oppure dimostrami che chi desidera ha più problemi di chi non desidera, mentre chi soffoca un desiderio ha l’impressione di aver trovato una soluzione. Io invece voglio moltiplicare i miei problemi e trovarne di sempre più grandi, e ci riuscirò meglio, se tu dai voce a quel diavolo ragionevole e conformista che tutti abbiamo in qualche angolo della mente: ogni volta che mi ostacolerai, io troverò argomenti più forti, per dissuaderti. Proviamo?

«D’accordo». Per esempio?

«Condivido quel che hai appena detto: ovvero, è chiaro che tu sopravvaluti i desideri. Secondo me, i desideri sono soltanto una reazione allo stress. Meno stress, meno desideri. Adeguati alle circostanze, e non perderai tempo a cercare altri mondi, che probabilmente esistono solo nella tua fantasia. Ti va bene così?»

Benissimo. Secondo me, invece, lo stress c’è quando hai paura di desiderare.

«No, sei un ingenuo e complichi invano. Lo stress diminuisce solo quando desideri di non avere desideri. E puoi riuscirci, con un po’ di buona volontà. Grandi sapienti hanno insegnato le tecniche necessarie, già nell’India antica».

Sei bravo come diavolo: citi Buddha per convincermi.

«E poi, il desiderio non è altro che avidità. Vuoi tessere l’elogio dell’avidità e dell’egocentrismo?»

Questo è il tono giusto. Grazie, carissimo: di questo passo la conversazione sarà interessante. Ti ricompenserò aumentando i tuoi problemi tanto quanto aumenteranno i miei.

«No, grazie, di problemi non ne ho proprio bisogno».

Sicuro? Io, con quel poco che so di filologia, i problemi li vedo alla maniera antica: problema in greco significava “ciò che si è lanciato (-blema) avanti (prò-)”. I latini lo tradussero: pro-iedum. Non mi dirai che preferisci non avere pro-getti?

«E se proprio questo fosse il mio desiderio segreto?»

Sarebbe già un progetto. E io farò in modo che diventi il tuo unico desiderio irrealizzabile.

«In verità io vi dico: se avrete fede (anche solo un pochino) quanto un granellino di senape, potrete dire a questa montagna: spostati da qui a là, ed essa si sposterà, e niente vi sarà impossibile» .Vangelo di Matteo 17, 20. Il Frutto Proibito della Conoscenza

Il Mondo dei Desideri
101 progetti di libertà
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