Mi amo o non mi amo

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Mi amo o non mi amo – M’amo o… non m’amo.

Introduzione – Sei convinto di amarti, di scegliere cosa ti fa stare bene  e di sapere cosa invece ti danneggia.

Eppure trascorri le giornate a lamentarti, pensando che la tua vita va per conto suo, agisci con i devo e non segui ciò che desideri realmente.

Inizi la tua giornata già affaticato e infelice e la termini ancora peggio, pensando di aver buttato ancora un altro giorno…

Amarsi è fondamentale per poter vivere una vita soddisfacente per le tue relazioni, per il Tuo lavoro, per il tuo mondo.

Ma non è così scontato… te lo ha insegnato qualcuno?

M’Amo o… non m’amo?

I 12 Petali della tua margherita… Un breve viaggio all’interno di te stesso.

Per vedere con altri occhi chi sei, cos’è la tua vita e l’amore per te stesso…

Cerca chi sei

Chi sei veramente?
La parte più vera di te, qual è?
Il tuo vero Io, dov’è nascosto?
Dove sei andato a finire, per allinearti a credenze, per obbedire a comandamenti, per confidare nei dogmi, per essere accettato e amato?

L’accettazione

Non condannarti, mai!
Hai trascorso una vita a biasimarti, ad accusarti e a giudicare le tue imperfezioni e non è cambiato nulla.

Accogli e accetta con amore qualsiasi parte di te: i talenti ma anche le ombre, quelle parti di te che nascondi ai più e soprattutto a te stesso. Solo ciò che conosci, puoi trasformarlo.

Apri i cassetti del tuo cuore!
Vi troverai l’invidia, la gelosia, l’odio, la rabbia, il rancore, il risentimento, l’orgoglio ma anche l’amore, il perdono, l’affetto, la solidarietà, la compassione.

Accetta e vivi con coraggio le parti di te che giudichi negative: c’è del dolore dietro quelle emozioni.

Vivi il dolore coperto dalle tue emozioni nascoste e le ombre non avranno più motivo di esistere, anzi le ombre potranno trasformarsi in talenti, se vorrai: l’orgoglio in costanza in ciò che desideri nella tua Vita, l’invidia in coraggio per perseguire il tuo Progetto di Vita, la rabbia in forza creativa, la gelosia in amore per Te stesso.

Nella canzone Via del Campo, Fabrizio De Andrè parla di una prostituta, e dice: «[…] dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior»…

Nel tuo Giardino interiore potranno crescere rari e meravigliosi fiori, solo se tu lo vorrai…

La pazienza

Ci vuole pazienza, tanta!
Se per tanto tempo hai usato poche accortezze, poche delicatezze e niente coccole per te, non puoi pensare di poter imparare tutto insieme. Non è possibile: non sei abituato.

È come portare un’automobile con le marce, dopo averne portata una per una vita con il cambio automatico: per Te sarà automatico maltrattarti, biasimarti, criticarti, giudicarti…

Farti un complimento, darti una carezza nei momenti difficili, asciugare le tue lacrime nei momenti più tristi, sarà una conquista e proprio per questo è necessario che tu abbia pazienza.

Ma proprio allora avrai acquisito una marcia in più: trattarti male non ti verrà più così automatico: inizierai a fare attenzione a come ti tratti e percepirai come stridenti alcune affermazioni negative che farai su di te.

E non ti piaceranno: sarà in quel momento che avrai piantato il primo semino per far nascere l’amore per te stesso.

Parti da qui, piano… non avere fretta, non serve…

La presenza

La presenza l’avverti nel corpo.
Significa essere un tutt’uno con quello che stai vivendo: non sei altrove, sei qui. Nel momento presente, in questo luogo, in questo momento.

Non sei nel passato, rimuginando su ciò che è stato e non sei proiettato nel futuro, pianificando ciò che verrà.

Puoi percepirne la sensazione fisica: quando sei nel passato, sei impaludato in un sentire fermo, stantio, nel pozzo nero, da cui per riemergere è necessario un grande sforzo, quasi una spinta.

Quando sei nel futuro, sei spostato in avanti, sei proteso, verso. Quando sei nel presente, abiti il tuo corpo, in armonia con quello che è in quel momento.

Sii un testimone attento tutte le volte che non sei nel momento presente, quando rifuggi l’Adesso andando in posti remoti o futuri. L’unico momento reale è quello presente: più sei presente e nel momento reale, più la tua consapevolezza potrà espandersi.

Percepisci il tuo corpo e scoprirai dove sta andando la tua mente…

L’ascolto di Sé

Ascoltati.
La tua saggezza interiore sa cosa è bene per te.

Tu sai cosa è bene per te: entra in contatto con la tua parte più Reale, con il tuo Bambino interiore.

È la tua parte creativa, viva, gioiosa, giocosa e soddisfatta. È ciò che sei realmente.

È quella parte di te che ha voglia di gioire, di giocare, di godere, di vivere la vita… il te veramente in contatto con la vita.

Un lavoro di conoscenza di sé stessi aiuta a ritornare a essere quelli che siamo sempre stati, ma non siamo mai riusciti a essere. Ricontattando il tuo Bambino interiore gli permetterai di parlare, di esprimersi e di sperimentare.

Ri-dai voce al Bambino che è dentro di te, affinché tu possa ri-trovare la tua gioia di vivere e soprattutto ri-scoprire la tua missione nel mondo. È un restituirsi qualcosa che già c’era, è un ricontattare la saggezza perduta: il Bambino che sei stato aveva gioia di vivere e sapeva quale era la tua missione nel mondo.

Ora è solo una riscoperta.
Fai venire alla luce il tuo Bambino interiore: quello che sa aprire il suo cuore a tutte le creature del mondo. Fai venire alla luce la parte saggia di te, che sa cosa ti fa stare bene e cosa invece ti danneggia.

Fai parlare il tuo Bambino interiore e darai voce al tuo cuore.

Ri-scopriamoci…

Durante il viaggio alla ricerca di sé stessi, si apprende l’arte di ri-trovare l’essenza perduta, ciò che si è veramente, ma che non si è mai riusciti a essere. È il ritorno a casa…

È come il viaggio che Dante intraprese per trovare il suo Paradiso: è la scoperta dell’Inferno e del Paradiso dentro sé stessi.

Sarà così, come con una cipolla, pian piano, con delicatezza… sfogliare ciò che hai appiccicato su di te, nel tentativo di fare tuo ciò che realmente non ti apparteneva. È il cercare con pazienza i tuoi falsi Io, il tuo Ego: maschere che celano la tua vera natura.

«Uno dei grandi momenti nella crescita di una persona è quello in cui non cerca più di nascondersi a sé stessa, ma decide di conoscersi per come veramente è » ( Norman Vincent Peale ).

Ma tu, chi sei veramente?
Te lo sei mai chiesto?
Come e quando hai costruito i tuoi Io che senti falsi,
scomodi come vestiti troppo stretti
o troppo larghi?

Già prima del tuo concepimento, c’era già un’idea di te.
Le motivazioni, soprattutto inconsce, per le quali i tuoi genitori hanno deciso di metterti al mondo hanno avuto un ruolo molto importante nella costruzione del tuo Io.

Le motivazioni possono essere state un riscatto a un’infelice infanzia dei tuoi genitori, oppure per tenere insieme la coppia genitoriale in crisi, per vedere realizzati attraverso te i loro sogni e desideri inespressi, o ancora per avere, illusoriamente, finalmente una madre buona.

Il concepimento di un figlio può anche essere il tentativo di un riscatto sociale e/o collettivo: dopo un conflitto, una crisi ecc.

Quindi la formazione dell’Io ha come punto di partenza il primo pensiero di concepimento della coppia genitoriale, all’interno di un contesto familiare e sociale.

Nelle successive fasi di sviluppo, cioè durante la gestazione, l’allattamento prima e lo svezzamento poi, continua la formazione dell’Io: se queste fasi sono state sufficientemente buone, il bambino potrà costruire un Io sufficientemente vero, che gli permetterà di crescere ed evolversi nel rispetto della sua persona e soprattutto in linea con il suo progetto del Sé.

Ma già in queste fasi il bambino dovrà adattarsi all’ambiente che lo circonda; per farsi amare e accettare dovrà rispettare tempi e modi a lui imposti, non naturali. Adattarsi a un utero freddo e poco accogliente, nascere secondo modalità contro natura, essere nutrito in modo poco amorevole; insomma, per poter vivere dovrà adattarsi.

Se il suo comportamento sarà in linea e approvato dai suoi genitori o dalle persone accudenti, egli verrà accettato e quindi potrà contare sulle attenzioni che sono per lui necessarie per poter vivere…

O così o morte…

Se invece il suo comportamento non è approvato, avrà la percezione che la sua vita potrebbe essere in pericolo e quindi, per non soccombere e morirne, dovrà comportarci come ci sia aspetta da lui, soffocando e tradendo il suo vero Io. Oppure reattivamente costruire degli Io in opposizione al progetto genitoriale, ma comunque Io costruiti, non in linea con la propria natura.

Durante le successive fasi di crescita e socializzazione, come la scolarizzazione, la pubertà e l’adolescenza, i falsi Io si cementificheranno.

È così che si costruiscono i nostri Falso Io:
«Sarò come tu mi vuoi, purché tu possa amarmi.
Rinuncerò a me, alla mia vitalità, all’espressione dell’aggressività, all’esplorazione della mia sessualità.
Rinuncerò a me… purché io sia come tu mi vuoi… purché tu possa amarmi».

Hai imparato che, per essere accettato e amato, devi essere come gli altri si aspettano che tu sia.

E così passi la tua vita a com-piacere il partner, i figli, il capoufficio, la colf, i suoceri, gli amici:
«Sarò come tu mi vuoi, purché tu rimanga con me».

E fai tua l’idea che i tuoi genitori avevano di te: se volevano un maschio e invece è nata una bambina, per te sarà arduo far emergere la tua femminilità. Se ti sognavano inquadrato e bravo bambino, come potrai convivere con la tua creatività e fantasia?

Il mondo è pieno di false persone: ognuno di noi ha ricevuto in dono alla nascita un copione, peccato che non è l’opera che avremmo voluto vivere!

Percepisci di non agire in linea con i tuoi desideri, hai passato i 40 anni e i tuoi genitori sono lontani o non ci sono più. Chi può impedirti allora di essere ciò che realmente desideri?

È il genitore introiettato, cioè quell’istanza della psiche che Freud ha definito Super Io: la tua censura interna, la voce del giudizio, del biasimo, della disapprovazione e del controllo.

È la voce dei tuoi genitori, quella voce censoria e colpevolizzante ormai introiettata in te: da bambino, al fine di sopravvivere, hai dovuto accettare e fare tua tale voce.

Per giustificare i loro comportamenti minacciosi e aggressivi nei tuoi confronti, è stato necessario identificarti con loro e fare tua la loro modalità di interagire con te.

Quello che hai subito dai tuoi genitori quando eri piccolo, lo rifai inconsciamente a te stesso, adesso: continui a spaventare il tuo Bambino interiore con le stesse modalità che i tuoi genitori utilizzavano con te.
Ma chi è il Bambino interiore?

È la tua parte creativa, viva, gioiosa, giocosa e soddisfatta.
È ciò che sei realmente.
È quella parte di te che ha voglia di gioire, di giocare, di godere.

Il te veramente in contatto con la vita, quella parte che non si è potuta sviluppare in modo sano e naturale.

Da bambino, nelle tue manifestazioni di sessualità, vivacità e aggressività, spesso sei stato frustato, umiliato e offeso e, per non soccombere o morirne, sei stato costretto a chiuderti e a soffocare questa componente fondamentale della tua persona.

Per difenderti da questi attacchi, hai dovuto chiuderti, dando vita a sentimenti di odio e di orgoglio.

Il Bambino interiore che è ancora in te, oltre a essere vivace, gaio e creativo è anche molto spaventato, rabbioso, angosciato e distruttivo, laddove è stato offeso e umiliato.

Un Bambino che ha bisogno di amore e di accettazione: anche in una donna autosufficiente e autonoma c’è una bambina impaurita e bisognosa di tenerezza; anche in un uomo virile, c’è un bambino altrettanto bisognoso.

Acerrimo nemico del Bambino interiore è il genitore introiettato: detesta la sua spontaneità, la sua allegria, la sua goffaggine…

Lo scopo del genitore introiettato, che ormai è una parte di te, è quello di rendere il Bambino interiore impaurito, immobile, spaventato ed incapace di vivere la vita con gioia: non smette mai di rimproverarlo, per ogni errore commesso o per ogni sua mancanza.

A volte il genitore introiettato è così duro e dispotico con il Bambino interiore da renderlo immobile e silenzioso, ormai dimentico e dimenticato a sé stesso, abbandonato in un angolo. Molti di noi hanno dimenticato il proprio Bambino interiore… abbandonandolo in fondo al proprio cuore…

È arrivato il momento che il tuo Io vitale sano, cioè la tua parte adulta sana, quella che ti fa stare nel mondo, si prenda cura del tuo Bambino interiore, ascoltandone le richieste, i bisogni, i sogni, le paure, le angosce e a volte anche i capricci… e che faccia esprimere la sua creatività, la sua voglia di giocare e di essere gioioso.

È arrivato il momento di tendergli le tue braccia: accoglilo! Chiedigli come puoi renderlo felice, facendoti raccontare cosa lo rende spaventato e come desidera essere consolato.

Metterti in ascolto del tuo Bambino interiore significa prestare le orecchie alle richieste che non sono state ascoltate dai tuoi genitori quando eri bambino: ora puoi fare per te, quei genitori che non hai avuto nel passato.

Dagli l’amore, la compassione, la stima e L’armonia di cui ha bisogno, così che saprà che può contare su un adulto sano che lo amerà sempre e il genitore introiettato perderà man mano il suo potere, fino a essere una parte marginale della tua persona e avrà sempre meno potere sulla tua vita.

Cosicché la tua vera essenza possa fiorire nella più completa libertà, con amore, pazienza e accettazione…
Trova il tuo ritmo

Come trascorri la tua giornata?
Con quale velocità bruci le tue giornate?
Rimani da solo, in compagnia con te stesso?
Hai mai sentito il rumore del silenzio?

La lentezza

Piano, vai piano.
Se guardi fuori dal finestrino di un treno in movimento, il paesaggio si confonde, non riesci a distinguere le case dagli alberi, gli animali dal prato.

È tutto così veloce, uniforme.
Vale così anche per la tua vita: se vai veloce non percepirai l’emozione dell’attimo, la sensazione corporea associata a un pensiero.


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Quando compi un’azione, sperimenta il percepire il tuo corpo mentre la realizzi, non scappare verso un’altra attività, non scappare verso il futuro: gusta il momento presente, non scappare oltre, quel momento non tornerà più.

Se vai più veloce, non solo non accantonerai minuti di vita, ma perderai il filo con la tua realtà, il tuo momento, il tuo presente. Che sono le sole cose che esistono realmente.

Il silenzio

Prendo in prestito le parole del maestro spirituale Osho:

«Per vivere con intensità, con passione, con poesia, dobbiamo acquistare una prospettiva esistenziale: dobbiamo diventare un po’ meno calcolatori, meno matematici e più amanti dell’armonia.

Dobbiamo essere un po’ meno cerebrali e rischiare un po’ di più. Dobbiamo interessarci un po’ più all’avventura, e un po’ meno alle certezze, alla sicurezza, al vivere protetti e allora la Vita diventa una danza. Solo in quel caso, l’amore diventa possibile.

Se ami, la tua vita è una danza. Se la tua vita è una danza, essa ha in sé la fragranza dell’amore: sono compagni inseparabili. Il silenzio dovrebbe essere la sorgente dell’amore.

Non il frastuono della mente bensì un centro silente nel tuo essere. L’amore dovrebbe nascere dalla fonte più intima: calmo, silente, in meditazione, consapevole, attento, all’erta.

Solo allora l’amore ti può donare le esperienze più belle della Vita. Ti può offrire la chiave universale per aprire la porta di tutti i misteri dell’esistenza.

Ma il silenzio è indispensabile: senza il silenzio, l’amore fa solo impazzire la gente. E il silenzio è qualcosa di estremamente facile: l’amore è stare insieme, il silenzio non è altro che entrare nella propria solitudine, prima di entrare nell’essere di un’altra persona, prima di entrare nella vita di un altro individuo.

Devi sentirti a tuo agio nella solitudine, devi mettere radice nella tua solitudine, devi sapere con precisione cosa sia la solitudine. Solo allora nella solitudine potrà fiorire l’amore».

La solitudine

La parola solitudine spaventa i più. È intesa come sinonimo di abbandono, di isolamento.

Entra nella tua solitudine, in te stesso e non averne paura. In questo vuoto, e al tempo stesso in questo pieno, potrai ri-trovare la tua essenza.

Potrai rigenerarti, metterti in gestazione di te stesso e in ascolto della tua parte più profonda, più vera, il tuo Sé.

Trova un momento nella tua giornata in cui stare in tua compagnia: come un amante corre dalla sua amata per starle vicino, cerca lo spazio e il tempo da dedicarti, da dedicare a te, in silenzio, in inattività, in ozio: parole tanto disprezzate in questo presente caotico e produttivo a tutti i costi.

Le prime volte sarà difficile: troverai mille scuse, mille impegni, mille contrattempi; e quando ti concederai il tempo e lo spazio, schizzerai a fare qualcosa, metterai della musica, accenderai la tv, farai una telefonata cercando di riempire gli spazi, i vuoti, i silenzi.

Non abbatterti, è naturale: ricordi la prima volta che in bicicletta hai tolto le rotelle?

Avevi paura, mettevi i piedini per terra appena la ruota faceva mezzo giro; poi la seconda volta che hai provato, la ruota ha fatto un giro completo e i tuoi piedini stavano ancora sui pedali.

E così ancora una volta e una volta ancora, finché con il vento fra i capelli non hai fatto il primo giro del palazzo da solo, mentre papà emozionato aspettava sotto il portone di casa. Ricorda quel momento, la trepidazione dell’inizio ma anche la gioia, quando filavi dal solo!

Anche adesso sarà così, toccherai la solitudine come potrai e come vorrai, pian piano. Finché sarà piacevole, come quel giorno in bicicletta, con il vento fra i capelli!

Il tempo

Datti tempo! Trova il tuo ritmo, nelle cose che fai.

Non esiste un modo e un tempo per vivere, esiste il tuo tempo, il tuo modo: se presti attenzione a ciò che fai durante la tua giornata, ti accorgerai che corri quasi sempre, anche mentre fai delle cose piacevoli, in cui il tempo invece allungherebbe il piacere e la presenza.

Leggi un libro di corsa, tanto per arrivare a vedere come va a finire. Fai una passeggiata e il passo improvvisamente si affretta e non vedi cosa c’è intorno a te, pensi solo ad arrivare.

Mangi un gelato e neanche ti accorgi se i gusti che hai appena mangiato si distinguono l’uno dall’altro.
Datti tempo!

Il tempo di leggere un libro, gustando ogni singola parola e percependo il sentimento o l’emozione che germogliano in te.

Il tempo di camminare guardandoti intorno, alzando gli occhi dai tuoi piedi per vedere cosa c’è al di là del tuo naso.

Il tempo di mangiare un gelato, sentendo le sensazioni della tua bocca e la tua contentezza di Bambino.
Datti il tempo di sentirla la tua vita, sulla tua pelle.

Cercando il ritmo…

Per ri-trovarti hai bisogno di silenzio.

Hai bisogno di metterti in ascolto della tua vera essenza, nascosta in fondo al tuo cuore: quando una persona ti parla e tu sei intenzionato ad ascoltarla, per comprendere le sue parole è necessario che tu stia zitto e che ti metta in una posizione di ascolto. In silenzio e in ascolto.

Così con te, con la tua parte vera: zitto e in ascolto.

È necessario che tu rimanga in silenzio, che ci sia silenzio intorno a te e soprattutto dentro di te.

È necessario che ti metta in ascolto: con le tue orecchie, i tuoi occhi, la tua pelle, il tuo cuore. Non in un ascolto attivo, piuttosto in un ascolto aperto: che possa lasciare aperti i tuoi sistemi percettivi.

Sii aperto: questo significa mettersi in ascolto.

La tua parte reale in epoche remote si è nascosta, perché minacciata, braccata, offesa e ora ha paura: non si fida di te, non si fida del genitore introiettato, sempre pronto a giudicare, biasimare, bastonare. Il Bambino interiore, cioè la tua parte reale, è spaventata: troppe parole, troppo rumore, troppe corse, troppo tutto…

Mettiti in suo ascolto, in suo sacro ascolto: accoglilo, accogli ciò che ti manda.

  • Ri-trova il tuo ritmo, non quello imposto dall’esterno… Trova il ritmo giusto per te, il ritmo che ti fa vivere in armonia con la Vita, che ti permette di osservare la realtà più realmente che puoi, non accelerata come fossi affacciato al finestrino di un treno in corsa. Ri-trova il tuo ritmo nel mangiare, nel camminare, nel fare all’amore, nel parlare, nello stare in silenzio.
  • Ri-trova un ritmo che ti permetta di essere nel momento presente… né proiettato verso un futuro, né ancorato a un passato, ormai passato…
  • Ri-trova un ritmo che ti permetta di ascoltare la voce del tuo cuore… lei sa cosa è bene per te. Attraverso di essa imparerai ad amarti, a prenderti cura di te stesso.

Imparerai a farti del bene e a gioire della vita.

Ama chi sei

Sei capace di asciugare le tue lacrime?
Accetti le tue imperfezioni?
Hai cura del tuo Bambino interiore ?
Canti e balli al suono della vita?

L’alleanza

Alleati con te stesso, ma non essere tuo complice. C’è una bella differenza fra l’alleanza e la complicità, anche se spesso vengono confuse.

La complicità è la partecipazione diretta o indiretta a un’azione illecita, mentre l’alleanza è un accordo stabilito per il conseguimento di un fine comune e per mutuo sostegno.

Essere tuo complice significa metterti d’accordo con te stesso, nel tentativo di mantenere la tua situazione di schiavo, di lamentoso, di rassegnato così com’è. È mettersi d’accordo con il carceriere che è in te, accordarsi affinché la tua situazione rimanga immutata, paludosa.

Creare un’alleanza significa stabilire un accordo con la parte saggia di te, il cui scopo è quello dello tuo sviluppo esistenziale. È un atto d’amore nei tuoi confronti, nel rispetto dei tempi e dei modi a Te più adeguati: è il tuo progetto, il cui fine è l’evoluzione e la liberazione della tua persona.

La complicità tende a far rimanere la situazione così com’è, l’alleanza tende al suo miglioramento.

Essere tuo alleato significa confortare il tuo Bambino interiore ogni volta che è triste, impaurito, terrorizzato; significa realizzare strategie creative per la tua liberazione emotiva.

Significa esultare con te stesso per ogni passo di libertà acquisito. Significa vigilare sul tuo sonno esistenziale.

Il perdono

Ascolta cosa pensi di te quando commetti un errore, quando senti di non essere perfetto come pensi che gli altri si aspettano che tu sia e che soprattutto come pensi che devi essere, per essere amato.

Cosa ti dici quando fai le scelte sbagliate, quando dimentiche le cose, quando non sei brillante, divertente, efficiente?

Cosa ti dici quando ripensi al tuo passato, alle scelte, ai gesti fatti, alle cose non dette, alle cose non fatte?

Cosa ti dici quando ti guardi allo specchio? Quali apprezzamenti fai sul tuo viso, sul tuo corpo, sulla tua persona?

Ti disprezzi per non essere la perfezione in terra, ridicolizzi le tue imperfezioni che non sono altro che le tue peculiarità, ciò che ti contraddistingue dal resto dell’umanità. Deridi gli stati d’animo che vivi e le emozioni che provi come la tristezza, la nostalgia, la gelosia, l’invidia.

Tratti malissimo te stesso. Puoi iniziare a perdonarti tutto ciò?

La Leggerezza

Prendi la vita con leggerezza!
Ma sappi che la leggerezza non è sinonimo di superficialità.
È scioltezza nei movimenti, è agilità, è il contrario della pesantezza.
Togli le zavorre che sprofondano la tua vita nel lamento e nel biasimo.
La Vita è semplice, la complicatezza è un’aggiunta inutile: toglila!

La leggerezza è vedere la vita con gli occhi di oggi, non con le zavorre del passato che ti impediscono di vedere ciò che realmente è.

Anche se nella tua vita incontri problemi e dolori, accettali semplicemente come facenti parte della tua esistenza, non li sovraccaricare di ciò che non esiste e quando lo fai cerca di essere un testimone attento di ciò che aggiungi, ciò che realmente non c’è.

Le grandi città sono caotiche e trafficate, ma gli automobilisti le affrontano come fossero una giungla: se solo tu accettassi che esse sono così, accenderesti la radio e la sintonizzeresti su un canale di musica classica, ti gusteresti il viaggio e se proprio non ce la fai, potresti sempre cambiare strada.

In fondo un po’ di traffico cos’è, in confronto a una vita intera?
Spoglia il viaggio in macchina da quello che non è… In fondo è solo un viaggio in macchina!

La cura di Sé

Abbiamo preso la canzone La Cura di Franco Battiato, immaginando che l’autore l’abbia scritta dedicandola al suo Bambino interiore…

«Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie, dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo, dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore, dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie, perché sei un essere speciale, ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee (come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?

Più veloci di aquile i miei sogni attraversano il mare.
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza.
I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi, la bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia, perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te… io sì, che avrò cura di te…»

L’amore di Sé

  • Amarti, cos’altro? Impara ad amarti così come sei.

Quando percepisci che ti stai criticando e biasimando, interrompiti!
Interrompi quel dialogo interiore ossessivo e negativo che ti accompagna in quasi tutto ciò che fai. La critica non è mai costruttiva: è colpevolizzante e accusatoria, non tende all’apertura, alla tua crescita e alla tua evoluzione; l’effetto che ha su di te è solo quello di farti chiudere di più.

Impara ad azzittire il genitore introiettato: toglili potere, non dargli energia.

  • Amati e coccolati…

Trova un momento della giornata tutto per te, per stare in tua compagnia; leggi, gioca, ascolta musica, balla, medita, dormi, dipingi… Fai quello che ami fare! Il tuo Bambino interiore vuole esprimersi e godere delle gioie della Vita… fallo vivere! Dagli il suo spazio, dagli il suo tempo.

  • Amati e viziati…

Regalati un massaggio, un cd desiderato da tempo, una passeggiata in un luogo che ami particolarmente, un gelato, una corsa in bicicletta, l’abbraccio di un amico che non vedi da tanto tempo… Fatti del bene, come nessun altro potrebbe fare al posto tuo! Fai viziare il tuo Bambino interiore dal tuo adulto sano…

  • Amati e apprezzati…

Sviluppa i tuoi talenti e riconosci a te stesso le qualità che possiedi, facendoti i complimenti a voce alta, ogni volta che un tuo talento viene alla luce. Una nuova pietanza, una bella foto, un dipinto, la riparazione di un elettrodomestico; il tuo saper abbracciare un bambino spaventato, il saper ascoltare i racconti di un anziano, la tua capacità di accarezzare un amico triste. Celebra la nascita di ogni nuovo pezzetto di te!

  • Amati e perdonati…

Osservati mentre compi le azioni quotidiane come un semplice testimone, senza giudizio. Come interagisci con le persone a te vicine, come vivi nel traffico, come fai l’amore, come mangi, come respiri, come cammini, come fumi, come bevi, come lavori, come dormi.

E se pensi che tu non ti stia amando e rispettando, perdonati!
O se non ti piace ciò che hai fatto o ciò che fai, perdonati!

Continua ad osservarti, per trovare creativamente modi di agire più adatti a te e più funzionali e naturali alle situazioni che la Vita ti regala: con amore e senza giudizio!

  • Accettati e abbracciati così come sei…

Un po’ cicciottello oppure un po’ sottopeso, con un po’ di cellulite oppure con un po’ di calvizie. Unico e perfetto così come sei!

Non aspettare domani per iniziare ad amarti: comincia oggi!

di Paola Paolinelli e Silvia Piergallini da Associazione-arcano


Ti consiglio 2 libri che possono ispirarti nel tuo percorso di crescita…

M’amo non m’amo. Imparare a volersi bene, il primo passo per amare gli altri Tutti vogliamo amare ed essere amati. Spesso però siamo noi stessi a non darci il permesso di farlo. Siamo vittime delle nostre paure, troppo angosciati dal passato e dalle frustrazioni del presente. Ci aspettiamo che l’amore ci sia dovuto, che l’altro ci completi, ci rassicuri, soddisfi i nostri bisogni. Abbiamo mille dubbi e ci tormentiamo con domande impossibili che non trovano risposta.

L’autore di questo libro ci suggerisce che è tempo di riconciliarci con l’amore e, soprattutto, di concederci la possibilità di esplorare serenamente noi stessi e il nostro rapporto con gli altri. L’affetto verso l’altro deve prima passare attraverso un apprendistato di quello per sé, se non si vuole rimanere incastrati nei suoi molteplici “travestimenti”. Attingendo alla mitologia classica e ai miti intramontabili della letteratura, che ancora oggi ci forniscono una chiara lettura delle falsificazioni cui sottoponiamo la realtà, l’autore vuole insegnarci che l’amore non è cieca irrazionalità, ma il frutto di una scelta ragionata.

Alain Héril


Mi amo o non mi amo? Ascoltarsi, Accettarsi, Perdonarsi, Volersi bene per ritrovare se stessi ed essere felici In quale momento della vita ti sei allontanato dalla strada migliore per te e ti sei perso? Non dimenticheresti mai tuo figlio o qualcuno che ami da qualche parte, non è così? Eppure lo stai facendo con te stesso. TU SEI LA PERSONA PIU’ IMPORTANTE DEL MONDO!

Mi amo o non mi amo?


PER AMARTI DI PIU’….

10 modi per imparare ad amarsi – Amarsi è fondamentale per avere successo nella vita: nelle relazioni, nel lavoro, negli affari. Vi illustrerò alcune tecniche per imparare ad amare se stessi sperando di potervi aiutare a migliorare la vostra autostima. continua »

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