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Il Male-Dire – Bene-Dire

Il Male-Dire – Bene-Dire @

Il Male-Dire – Fai attenzione a come pensi e a come parli perché potrebbe trasformarsi nella profezia della tua vita. (San Francesco D’Assisi)

Il MALE-DIRE, nell’accezione propria del termine, significa DIRE MALE.

Siamo anche le parole che pronunciamo e lo manifestiamo nella nostra vita attraverso le rappresentazioni che provengono dal nostro cuore e dalla nostra mente, e che prendono forma per mezzo del linguaggio.

Attraverso la parola decodifichiamo ciò che avviene nella nostra mente e che è presente ancor prima nel nostro cuore sotto forma di emozione, espressione dell’inconscio sia personale che collettivo.

Ecco perché affermiamo che siamo co-creatori della realtà: la definiamo attraverso i pensieri che si presentano sotto forma di immagini e richiamano le azioni corrispondenti alla situazione immaginata in un processo continuo di “profezia autoavverantesi”. Il dire male attrae metafore ed emozioni limitanti e poco funzionali, che offuscano le risorse preziose che risiedono in noi.

…Quando non si ha nulla di buono da dire è meglio tacere…

Questo primo Killer ci impedisce di accedere alle risorse necessarie, sia interne che esterne, di instaurare nuove amicizie, di progredire nella carriera lavorativa, di permettere alla Vita di darci l’Abbondanza sotto ogni suo aspetto: materiale, mentale, fisico e spirituale. Male dicendo inviamo segnali di negatività al sistema nervoso centrale; la conseguenza è un abbassamento delle difese immunitarie a discapito della salute fisica e mentale.

Ma c’è un altro livello, meno visibile ma ugualmente pericoloso, del Male-Dire: ogni parola pronunciata è una emissione di aria, di onde sonore, di frequenze.

Senza scomodare troppo la fisica quantistica, ci basti sapere che tutto ciò che esiste è alla sua origine strutturato come un campo d’onda: con i potenti microscopi di ultima generazione, infatti, si può notare che le particelle subatomiche sono composte… dal nulla, o meglio, da campi vibratori, onde per l’appunto. Ecco perché ogni parola, in quanto onda vibrazionale, produce un effetto nell’ambiente circostante corrispondente alla sua natura benevola o malefica.

Già oltre duemila anni fa Gesù disse: “Benedite e non maledite”, e non era certo una semplice indicazione di bon ton. Scienziati di tutto il mondo hanno sviluppato ricerche in tal senso, giungendo a conclusioni straordinarie: si è scoperto, per esempio che l’effetto di una parola è determinato dall’emozione a cui è collegata quando la si pronuncia e, trattandosi di un campo d’onda, essa fa vibrare nello stesso momento campi d’onda simili in altri punti della terra e dell’universo.

Sembra fantascienza, eppure se ci soffermiamo sulle teorie dei fisici quantistici, ci accorgiamo che le antiche scritture e la moderna scienza delle particelle subatomiche si confermano a vicenda, richiamando anche in questo caso il connubio tra “Mente e Cuore”, tra “Cielo e Terra”, o tra “razionalità e creatività”: soltanto quando questi opposti sono in armonia, diventa possibile spostare le “montagne”.

Il dire male (senza arrivare alla “maledizione” vera e propria che ferisce più di una spada) agisce a livello mentale, fisico, spirituale ed è legato alle “recriminazioni” e alle “calunnie”, MentalVirus Limitanti per eccellenza, che hanno la forza di condizionare le culture, i popoli e le nazioni, ovvero le nostre famiglie, gli amici, i vicini, gli insegnanti, i politici, i mentori e i rappresentanti di culto… noi stessi. Questo primo Killer è alla base delle crisi, delle guerre, dei conflitti di ogni genere; perciò è importante approfondirne la conoscenza e acquisire il relativo Antivirus, così da annullare gli influssi e gli effetti devastanti che provoca.

Per questo motivo passo la parola a Edes, che ti fornirà gli strumenti per attivare quelle risorse che il Male-Dire, in modo più o meno subdolo, tiene imprigionate nei sotterranei della Valle dell’Esse.

Bene-Dire

…cioè il dire bene.

Per farti un esempio pratico di cosa intendo per Bene-Dire e di come vada applicato, ti racconto una mia esperienza che ho vissuto alcuni anni fa ad Assisi.

Mi trovavo in gita con un gruppo di amici sulle pendici del monte Subasio all’Eremo delle Carceri, luogo in cui San Francesco era solito recarsi con i suoi confratelli a pregare. Poiché ero già stato in quel luogo negli anni precedenti, quella volta deci Mi trovavo in gita con un gruppo di amici sulle pendici del monte Subasio all’Eremo delle Carceri, luogo in cui San Francesco era solito recarsi con i suoi confratelli a pregare. Poiché ero già stato in quel luogo negli anni precedenti, quella volta decisi di distaccarmi dal gruppo e di incamminarmi da solo nel bosco sottostante. Più camminavo, più sentivo dentro di me una voce che mi diceva: “Benedici ogni cosa, come il ‘Laudato sii mio Signore’ di Frate Francesco.” Assecondai quell’impulso e cominciai a ripetere: “Laudato sii mio Signore per… per… per…!”. Lodai e ringraziai il Signore per qualunque cosa vedessi e percepissi: il sole, le mie scarpe, le foglie, gli alberi, i sassi, i miei stessi pensieri e così via, senza soluzione di continuità. Pochi minuti dopo, sperimentai un profondo cambio di status ed ebbi accesso all’E-Zona. Iniziai a provare infatti, un grande senso di pace, di serenità, di gioia e di amore, meravigliandomi di questo repentino cambio di stato d’animo e d’anima. Sentivo di aver fatto una grande scoperta e adesso la condivido affinché tu possa provarla e sperimentarla sin d’ora ovunque tu sia.


Ti invito a praticare questo esercizio in quanto è straordinariamente efficace. Fallo spesso! Al lavoro, quando sei in difficoltà, quando stai bene, quando ti incontri con altri o stai viaggiando. Puoi pronunciare le parole ad alta voce o mentalmente-

È un modo semplice e potente per entrare nell’“E-Zona” e il risultato di sorprenderà!

Molte volte si pensa che sia necessario dedicarsi a esercizi molto complicati e si perde di vista la potenza insita nei piccoli gesti. In questo caso ci riferiamo alla Potenza della Lode, del benedire: un grande dono, una grande risorsa!

…Chiama le cose con il loro nome e queste si manifesteranno…

La Potenza della Lode!

Lodato sii mi Signore per… Chi non ha sentito almeno una volta nella sua vita questo verso di San Francesco?

La Lode è un modo semplice, potente ed efficace, per ordinare alle “montagne” personali di spostarsi dal nostro cammino.

Non c’è percorso spirituale che non lo comprenda!

Non c’è Santo, né illuminato, né Maestro, né Trainer che non ne abbia scoperto la bellezza e l’azione trasformante.

Non a caso il primo Antivirus dei 7 Killer dell’Entusiasmo è il Bene-Dire, la Benedizione, la Potenza della Lode.

“Alzare un Inno di Lode”, oppure “Offrire un Sacrificio di Lode”, sembrano frasi riportate nelle sacre scritture per fini puramente poetici. Espressioni risapute, antiche, e per molti ormai sorpassate e perciò ristrutturate con termini diversi (il riferimento è alla parola “sacrificio”), per poi scoprire che la loro efficacia e il significato che volevano svelare sono andati perduti nell’oceano delle ultime verità del momento.

Che cosa significa lodare?

Semplicemente esprimere a VOCE una Lode per quello che la Vita ci dona in un preciso momento e in una data circostanza, sia piacevole che spiacevole.

“Ma come!” potrebbe osservare qualcuno “capisco che si lodi e si ringrazi per cose piacevoli, ma perché farlo anche per quelle spiacevoli?”. In realtà la lode non è rivolta all’“evento negativo” in sé, ma esprime la profonda fiducia in Dio, che agisce per il nostro bene e renderà positive anche le situazioni più problematiche e disperate.

Anzi, è proprio nei momenti difficili che bisogna elevare un “sacrificio di lode”, per SCEGLIERE di andare OLTRE se stessi e permettere all’ordine delle cose di poter fluire verso quello a cui siamo destinati dall’Eternità. In questo modo saremo di nuovo riallineati su ciò che di importante e prezioso è riservato a noi.

Come ho già detto, si tratta di un’azione semplice e per questo… sottovalutata e ignorata dai più!

Resistenze inconsce

Resin, un altro personaggio della Valle dell’Esse, ha il compito di opporre resistenza al cambiamento e farà di tutto per ostacolare l’assunzione di nuove abitudini e comportamenti. Lo strumento che utilizza per raggiungere questo scopo è il dialogo interno, la nostra vocina interiore: accamperà scuse, ci farà ricordare gli insuccessi, susciterà in noi sensazioni poco piacevoli e provocherà una distorsione del tempo e dello spazio mentale che fa apparire le cose più difficili di quanto siano.

Come superare questo empasse?

Basta pensare al “Perché” ci si sta impegnando in quella specifica attività. Un’ottima strategia è quella di frequentare contesti e amicizie in cui lo scopo da noi desiderato è già stato raggiunto! Può essere anche d’aiuto camminare insieme a chi ha il nostro stesso Intento: in quanto ci si sorregge a vicenda, aumentando l’Energia e lo stato d’animo potenziante. Questo modo di pensare e agire, facilita il “salto quantico” che avviene quando vi è una “idea forza” condivisa e la si persegue fino al successo.

Sono pochi coloro che comPrendono la Potenza della Lode, così come altre importanti Conoscenze. Pur iniziando con una forte motivazione, molti spostano la loro Attenzione sugli “strumenti” (analisi economica, finanziaria, materiale, statistica, numerica ecc.) più che sul “fine” da raggiungere (essere felici, progredire e prosperare sempre più, Vivere la Vita!).

Spero che tu possa sentire risuonare dentro di te il Richiamo a Lodare, come ti suggerisce l’istinto, e mi auguro che tu possa spostare i blocchi interiori ed esteriori per lasciare manifestare l’En Theos che è in te!

Quindi l’applicazione del primo Antivirus per l’Anima dei 7 Killer dell’Entusiasmo riguarda…

La forza della benedizione

La parola alla scienza – Nell’estate del 1987 mi trovavo a Trento per partecipare a un ritiro spirituale. Le giornate erano scandite da momenti di preghiera e da incontri tenuti da relatori che trattavano l’argomento della forza della preghiera. Uno di questi era un illustre scienziato e ricercatore sardo che stava sviluppando specifiche ricerche in tal senso in collaborazione con alcune università francesi e russe.

Conoscevo gran parte delle ricerche a cui lo studioso faceva riferimento e che illustrava tramite schemi e grafici, quindi le compresi meglio di chi invece sentiva parlare per la prima volta dell’influenza e degli effetti della maledizione e della benedizione da un punto di vista scientifico.

Parlando proprio di questi due aspetti, egli ci spiegò che le esortazioni di Gesù a benedire e a non maledire non erano motivate soltanto dalla buona educazione, ma erano indicazioni concrete a evitare di innescare processi che avrebbero influenzato negativamente la vita delle persone, soprattutto di chi faceva da emittente, ossia da chi le esternava, facendo così del male a se stesso.

Ciò significa che quando esprimiamo verbalmente maledizioni o benedizioni, a seconda dell’intensità emotiva espressa (intenzione abbinata all’emozione), si produce una specifica onda che determina sofferenze o benefici fisici nel destinatario, a prescindere dalla distanza che intercorre.

Con le maledizioni si possono favorire vere e proprie malattie, ulcere, malesseri psichici, tumori e così via. La benedizione al contrario ha il risultato di guarire, risanare e portare benessere a se stessi e agli altri: stare bene, infatti, è la tendenza naturale della nostra mente e del nostro corpo, che attiva subito le risorse per debellare la malattia e rimarginare le ferite.

Tutto questo, ci diceva il relatore, non vale solo per gli esseri viventi (persone, animali e piante) ma anche per i luoghi e gli oggetti in genere, che hanno una loro memoria capace di attivarsi in base alla natura delle influenze inviate. È il caso di luoghi e oggetti che emanano onde negative o positive a seconda delle influenze acquisite nel tempo. Quella che definiamo materia, come il tavolo, la sedia, l’auto, l’edificio, gli abiti e qualsiasi altra cosa, è composta da particelle che se vengono osservate con appositi strumenti… scompaiono, lasciando degli spazi occupati da campi di onde, cioè “vibrazioni”. Questo significa che noi siamo costituiti da campi di onde immersi in tanti altri campi d’onda di diverse frequenze (vibrazioni al secondo) che costituiscono gli atomi, le molecole, le particelle fino ad arrivare alla materia.

Oggi nessuno nega l’esistenza delle onde radio e televisive, nonostante non le vediamo e non le sentiamo, se non per mezzo di “traduttori”, come il televisore, la radio, il computer e così via.

Le maree stesse sono determinate dai campi gravitazionali esercitati dalla luna, così come le corde della chitarra fanno vibrare l’aria in frequenze diverse che, amplificate dalla cassa armonica o da un altoparlante, stimolano il nostro apparato uditivo a inviare impulsi al cervello che li traduce in note, melodia e musica. La ricerca in tal senso negli ultimi decenni ha fatto passi da gigante: si sono aperti nuovi scenari sulla comprensione della materia e dell’oceano di vibrazioni, frequenze, interconnessioni in cui tutti noi siamo immersi. Illustri studiosi come G. C. Jung lo definivano “inconscio collettivo” e anche gli antichi testi sapienziali lo indicavano nell’essere una cosa sola in Colui che ci ha creati.

Questi brevi accenni alla fisica quantistica, che sta approfondendo gli studi sulla composizione della materia con il rigore che la comunità scientifica richiede, hanno lo scopo di farci comprendere che siamo responsabili di quello che diciamo e di come lo diciamo, soprattutto quando siamo in distress (lo stress nocivo) o nei momenti d’ira, stati d’animo carichi di vibrazioni dagli effetti negativi. Possiamo scatenare delle vere e proprie tempeste magnetiche che provocano influenze dannose e concrete… non solo negli altri, ma anche in chi le emette.

L’emittente, infatti, è uno ”strumento” che vibra e risuona alla frequenza dell’onda propagata ed è il primo a esserne investito, con effetto addirittura moltiplicato.

Non è questa la sede per affrontare tutti gli aspetti della questione, gli esperimenti eseguiti, i riferimenti riscontrabili nella Sacre Scritture. Ciò che importa in questo contesto è sapere che il primo Killer dell’Entusiasmo e il relativo Antivirus sono alla base di ciò che condiziona la nostra esistenza, non fosse altro che per le implicazioni di natura psicologica e psicosomatica (influenza della psiche sul corpo).

Su questa linea di pensiero, sono nate tante ricerche e iniziative. Tra queste, vorrei ricordare quelle condotte da un’associazione cristiana americana di medici e infermieri che prima di somministrare un farmaco, lo benedice all’insaputa dei pazienti, ottenendo statisticamente più guarigioni di chi non lo fa.

Tra credere e non credere… è meglio credere!

Tempo fa ho letto questa citazione filosofica e l’ho fatta mia: ciò non significa che bisogna credere a qualsiasi cosa, ma che possiamo aprirci al dubbio e, anche senza il supporto di “prove” certe possiamo fidarci degli insegnamenti dei Saggi o dei risultati ottenuti, anche se non ne conosciamo la dinamica e le cause scatenanti. Uno dei miei parametri è di costatare la bontà del frutto per comprendere la natura dell’albero.

Applicazioni

Abbiamo visto che il “Benedire” è la chiave per contrastare il primo Killer dell’Entusiasmo: è semplice, facile e chiunque può farlo! Non occorrono titoli accademici, particolari conoscenze o specifiche capacità. È quello che hanno fatto nei secoli e nei millenni le persone che sono state definite “straordinarie”. Come si applica?

Benedici ogni cosa che ti viene in mente, che vedi, che senti, che percepisci, anche del passato o del futuro.

Puoi utilizzare una o più parole per te significative, anteponendo o posponendo alla benedizione il nome di ciò che ha attirato la tua attenzione.

Fallo per qualsiasi cosa! Continua per i secondi o minuti che ritieni necessari. Lasciati guidare da Edes, dalle sensazioni positive… Capirai da solo quando avrai finito, credimi.

Puoi iniziare la giornata benedicendola, come facciamo in molti. Per esempio potresti dire: “Io benedico ogni ora, ogni minuto e ogni secondo di oggi giovedì 25 dicembre 2025.”

Puoi anche affermare semplicemente: “Benedico questa giornata.” Ti consiglio però di essere specifico, inserendo anche la data perché, chiamando le cose per nome, si diventa consapevoli di ciò che si fa e il focus è più potente. Immagina la benedizione come un potente raggio di luce e amore che dalla tua mente e dal tuo cuore raggiunge una determinata persona o situazione. Quando benedici, inoltre, accedi all’E-Zona e vieni benedetto anche tu dagli altri e da Dio.

Scegli tu la forma che senti più adatta nel benedire la giornata, così imparerai a farlo per tutti gli aspetti che ti riguardano e, trasformandoli con il potere della benedizione, cambierai davvero il mondo, rendendolo un posto migliore per te e gli altri. Questo è tutto!

Troppo semplice? Te l’avevo detto! Perché allora più del 90 per cento delle persone non lo fa? Probabilmente non lo sa, o ne sottovaluta l’importanza o, peggio ancora, non è più abituata a pensare in termini positivi e potenzianti. Ciò accade per una dinamica chiamata“Incapacità appresa o acquisita.

Capaci… di non farlo

È nella natura umana creare un’abitudine e poi diventarne schiavi. Questo significa che se si persiste in un comportamento, si finisce per identificarsi in esso. Rompere quello schema diventa possibile solo a seguito di forti emozioni, di solito sofferenze più che piaceri.

Un esperimento eseguito in laboratorio esemplifica la dinamica della incapacità appresa (o acquisita): in un piccolo recinto diviso in due parti da una barriera si trova un animale, al quale viene inviata una piccola scarica elettrica. L’animale salterà la barriera e andrà nella parte opposta. Se anche lì viene inviato lo stesso stimolo elettrico, l’animale salterà di nuovo ritornando nella zona precedente. A un certo punto, però, l’animale non salterà più: anche se proverà una leggera sofferenza tenderà ad abituarsi e a sopportarla. Se non si trova soluzione al proprio disagio, ci si arrende e le conseguenze sono spesso molto dolorose.

Anche l’esperimento della rana chiarisce bene questo concetto: messa in contenitore con acqua calda, salterà subito via, ma se l’acqua è appena tiepida, la rana rimarrà lì. Aumentando lentamente la temperatura, la bestiola si adatterà e quando l’acqua diventerà bollente, sarà troppo tardi per fuggire via.

È ovvio che sia l’animale del primo esperimento che la rana avranno provato sofferenza e stress: gli esperimenti sugli animali, infatti, producono frequenze negative che, sommandosi alle altre, hanno un’influenza negativa sul mondo.

Ciò non riguarda solo gli animali: anche noi, con il nostro linguaggio, maledicente o benedicente produciamo vibrazioni che riteniamo innocue. In realtà esse si insinuano in maniera subdola nel nostro comportamento fino a quando qualcuno che non incontriamo da tempo ce lo fa notare. Ma anche in questa circostanza, stentiamo a credergli perché ci siamo assuefatti al nuovo comportamento. Ciò vale ovviamente per ogni nostra azione, pensiero, atteggiamento. Anche noi ci cuociamo a fuoco lento fino a restare intrappolati.

Ci spostiamo sempre nel luogo in cui troviamo minor resistenza.

Questa frase sintetizza la dinamica che ci conduce all’incapacità appresa. È naturale per noi esseri viventi indirizzare le attività nel luogo in cui troviamo minor resistenza e ci sentiamo a nostro agio. In questo modo, però, non si cresce e si rimane cristallizzati in una fase della nostra vita. Alcuni rimangono adolescenti a vita; altri restano intrappolati nel ruolo del figlio anche se ormai hanno una loro famiglia. La buona notizia è che possiamo fare della benedizione un’abitudine e implementarla nella nostra zona di controllo, ampliandola sempre di più, con tutti i benefici che ciò comporta. La capacità di poter scegliere dove andare ci distingue dalle altre specie animali e vegetali, anche se finora siamo rimasti in una zona della Valle dell’Esse poco funzionale per la nostra vita. Potremmo chiedere aiuto a qualcuno più esperto di noi per innescare il cambiamento, così, una volta tracciata la via, grazie a una forte motivazione, persisteremo fino al successo.

Ecco adesso uno specifico strumento per creare questa nuova capacità.

Una Preghiera per Smuovere le Montagne!

Già duemila anni fa ci fu indicato come spostare le nostre personali montagne, presenti anche nella Valle dell’Esse, il luogo che stiamo percorrendo insieme.

Le montagne rappresentano metaforicamente le difficoltà che non ci permettono di continuare a crescere nella Pace, nella Gioia e nell’Amore dei figli di Dio.

Alludono a qualsiasi ostacolo che impedisca la nostra crescita: uno stato emozionale spiacevole, una malattia, una determinata situazione. Può riguardare altre persone, può essere un disagio mentale, un ricordo del passato o qualcosa che si dovrà affrontare nel futuro.

Qualsiasi cosa!

Per spostare tali “montagne”, ti consegno una mia ricetta: non è una “formula” matematica, ma possiede ugualmente una sua struttura guida che è l’essenza di ciò che riguarda le parole e le preghiere più potenti ed efficaci per combattere le avversità.

Ti avverto: NON sono le parole in sé a rendere efficace la preghiera, ma ciò che vogliono significare e il rapporto parola/emozione. Puoi sostituire un termine con un altro, se lo ritieni più significativo, carico di emozione positiva. Vedrai che la preghiera sarà ancora più efficace.

Presupposto fondamentale per l’applicazione di questa preghiera è che venga espressa:

  • spesso (ogni volta che viene in mente la situazione limitante);
  • con partecipazione (poni l’Attenzione con la Mente e il Cuore a quello che stai dicendo);
  • specificatamente (esprimi la preghiera per specifiche intenzioni che riguardano il corpo, la mente, situazioni particolari, materiali o spirituali che siano).

Ripetila inizialmente a voce alta (magari a casa), poi potrai dirla mentalmente ovunque tu sia… e goditi i meravigliosi risultati. Fanne buon uso e condividila con chi ne ha bisogno accanto a te.

LA PREGHIERA

Io... Per i primi tempi inserisci il tuo nome. In futuro, se vorrai, potrai anche ometterlo.

Benedico... Qui indica la situazione per cui stai benedicendo, qualsiasi essa sia: persona/dolore/malattia/circostanza specifica ecc.

Alleluja …Termina ripetendo per tre volte questa parola che significa “Lode al Signore”, in perfetta sintonia con il benedire. Se vuoi puoi sostituirla con Amén o con Grazie

Utilizza questa preghiera per OGNI situazione che ti preoccupa o che vuoi Bene-Dire e fallo TUTTE le volte che ti torna in mente quella specifica circostanza.

È tutto qui! Semplicemente qui! Meravigliosamente qui! Essenzialmente qui! Potentemente qui!

Provaci e DIVENTA TESTIMONE DEI BENEFICI ottenuti: di come l’hai applicata, di cosa è successo DENTRO di te, di come improvvisamente… puff, quei problemi così gravi siano svaniti come neve al sole. Racconta di come situazioni bloccate da tanto tempo si siano risolte, di come è guarita la persona per cui hai pregato. Parlare dei risultati ottenuti rafforzerà l’effetto della preghiera.

A noi spetta il COSA fare e chiedere, mentre il COME è di DIO.

C’è un’altra applicazione che, ne sono certo, farà la differenza nella tua vita! L’ho spiegata a gruppi, associazioni e aziende che l’hanno già sperimentata.

CERCA IL BENE E LODALO

In diversi corsi londinesi di intelligenza finanziaria a cui ho partecipato (tra cui quelli di T. H. Eker e Robert Kiyosaki, solo per citarne due tra i più conosciuti), spiegano che l’imprenditore è colui che cerca i problemi e li risolve, ricavandone un guadagno nel rivendere la soluzione bella e pronta.

Prendo spunto da questa conoscenza perché con il “Cerca il bene e Lodalo”, hai uno strumento efficace ed economico per trarre risultati da ogni difficoltà. Applicalo e preparati a vedere meraviglie in ogni campo della tua vita.

Nota bene: cercare il bene significa scovarlo, inseguirlo e dargli energia, attenzione e forza.

Se dai forza alla forza otterrai più forza, ma se dai forza alla debolezza, diventerà più debole.

È la stessa dinamica che probabilmente conosci, quella che dice che: L’Energia segue l’Attenzione.

Poni l’Attenzione sul bene e richiamerai l’Energia dell’Amore. Questo significa che concentrandoti sulle cose belle, positive e funzionali richiamerai le benedizioni, il bene, la Luce e così via. Non è fantastico? Possiamo cambiare veramente le sorti del pianeta, dei governi, delle famiglie, delle città, di ogni cosa, se cerchiamo il bene e lo benediciamo. Ho già detto che non era un caso che Gesù dicesse “Benedite e non maledite”. Non occorre essere per forza cristiani per comprendere che questo messaggio divino è rivolto a ogni uomo, che è il destinatario dell’Amore di Dio a prescindere dalla sua ideologia, cultura, e sistema di convinzioni.

Come il “cercare il bene e lodarlo” fa aumentare i fatturati

Anni fa il mio amico e collega Giovanni, ragioniere commercialista di Catania, anche lui formatore, mi propose di tenere insieme una serie di incontri formativi per gli impiegati di una grande azienda di spedizioni con uffici in tutta la Sicilia orientale.

Prima di assumere l’incarico, chiarimmo con il proprietario dell’azienda che anche lui doveva partecipare insieme ai dipendenti alle varie sessioni e doveva darci “carta bianca” nell’applicazione del nostro metodo. Accettò, nonostante qualche piccola perplessità, così alla data concordata iniziammo.

Durante uno degli incontri mensili, spiegai loro la dinamica del “Cerca il bene e Lodalo”, la stessa che hai appena letto anche tu. Sapevo, però, che se alle parole non seguono le azioni si tratta solo di una piacevole chiacchiera che, seppure interessante, non porta risultati. Per questo dissi loro (e quindi anche a te):

“Vi invito a stampare su un foglio A4 e su bigliettini più piccoli la frase ‘Cerca il bene e Lodalo’. Ritagliate poi dei quadretti e metteteli bene in vista in tutti gli uffici, nei corridoi, sulle scrivanie e, mi raccomando, specialmente… nelle toilette.”

A questa indicazione l’indice dei sorrisetti ebbe un balzo verso l’alto: se si fosse trattato di un investimento in borsa, a fronte di un euro sarei diventato milionario in un solo colpo.

Si comportarono da bravi studenti e seguirono questa mia indicazione. Il mese successivo, quando ci incontrammo di nuovo, constatai che le scritte erano ben visibili. Mi accorsi, inoltre che i dipendenti avevo lo sguardo allegro e mi salutavano calorosamente. Il corso terminò e qualche mese dopo, trovandomi nei paraggi, mi fermai presso quell’azienda per un saluto. Quando incontrai l’imprenditore, mi disse che voleva mostrarmi una cosa che mi avrebbe fatto piacere.

Mi raccontò che avevano ricevuto la visita del responsabile della formazione e delle risorse umane proveniente dalla direzione generale di Milano, per un controllo sulla qualità dei processi interni. Aveva constatato un alto grado di partecipazione dei collaboratori ed era stato colpito… dalla scritta presente in ogni luogo: “Cerca il bene e Lodalo”, di cui aveva chiesto spiegazione ai vari impiegati. Alla fine l’azienda era stata promossa come il primo centro per qualità della formazione delle risorse umane a livello nazionale, e l’attestato che mi mostrava con orgoglio ne era la prova.

Risposi sorridendo che in effetti per me era un grande piacere, ma il merito più grande era il loro. L’imprenditore allora si mise a ridere perché si era accorto che in quel momento avevo cercato il bene e lo stavo lodando.

Semi di EntusiasmoTherapy

Male Dizione – Bene Dizione

La lingua è tra le armi più potenti contro ogni crisi personale e sociale. La parola richiama per associazione le specifiche metafore che, sotto forma di convinzioni, condizionano i nostri pensieri, le nostre azioni e infine il nostro destino.

La benedizione è una pratica che possiamo esercitare in virtù del potere della Scelta, che riallinea la mente e il cuore facendoci accedere all’E-Zona.

Pochi sanno che l’indirizzo di Dio è la Lode (il Signore risiede nella lode di Israele). Appena sveglio, inizia la giornata dicendo: Pace, Gioia, Amore.

La qualità del linguaggio, di cui la benedizione è la massima espressione, determina la qualità della propria vita in termini di Felicità, Serenità e Prosperità.

Se vuoi vedere cambiare il mondo, cerca il bene e lodalo, iniziando con il parlare bene di te nel tuo cuore e nella tua mente; poi del tuo prossimo; infine del mondo. Vedrai che grazie al principio per cui il simile attrae e produce il simile (legge di attrazione e manifestazione), otterrai risultati e opportunità precluse a chi continua a vivere nel deserto delle lamentele e del Male-Dire.

Adesso benedici e loda per un minuto tutto quanto hai appreso finora; il luogo in cui ti trovi; le persone che sono con te, gli oggetti che vedi; il tuo corpo e… specialmente ciò che ti causa disagio o sofferenza.

Estratto da i 7 killer dell’entusiasmo

Come riconoscerli e fermarli

Se ancora la Tua sete di sapere non si è placata leggi anche questi articoli…..

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