L’Uomo dopo l’Uomo Satprem

L’Uomo Dopo l’UomoSatprem, bretone di origine, è nato a Parigi il 30 Ottobre 1923.
A 18 anni fa parte della Resistenza contro i nazisti. Un giorno si accorge che nel suo gruppo c’è una spia: «Allora mi sono messo in moto per avvertire i compagni. Il primo da cui sono andato era il traditore. Appena sono uscito da casa sua è arrivata a tutta velocità un’auto della Kriminal Polizei e ne sono balzati fuori due uomini con la rivoltella in pugno…».

Un anno e mezzo nei lager nazisti: «Che cosa resta di un uomo quando non c’è più niente?». Incalzato da questa domanda, con la sete di spazio che gli ha lasciato nel suo cuore la sua infanzia sulle coste della Bretagna, Satprem girerà il mondo alla ricerca di “che cos’è DAVVERO un uomo”.

Dopo una breve parentesi come funzionario governativo nell’allora colonia di Pondichéry, dove incontra Sri Aurobindo e Mère, Satprem – sarà Mère a chiamarlo così: “uno che ama davvero” – si butta in una serie di esperienze estreme: in Nepal a fumare l’oppio, a cercare l’oro nella foresta amazzonica, in Brasile nelle miniere di mica, nell’Africa Nera… Nel 1954 torna a Pondichéry: «Mère mi ha fatto capire che c’era un’altra avventura…». Satprem scoprirà a poco a poco la fantastica avventura che Mère sta vivendo e che un giorno comincerà, fisicamente, anche per lui.


L’Uomo Dopo l’Uomo. Satprem è nato a Parigi nel 1923 ed ha trascorso l’infanzia in Bretagna. Entrato giovanissimo nella resistenza francese, dopo la drammatica esperienza dei lager nazisti ha un momento di profonda crisi  in cui si chiede: “Che cosa resta in un uomo quando non resta più niente?”.

Passa attraverso tante e tante avventure, che questo libro rievoca: dall’Egitto alle foreste dell’Amazzonia, dall’Africa Nera all’India ascetica ed immobile. In India, questo occidentale sempre insoddisfatto incontra Sri Aurobindo, che gli fa sentire il bisogno, ancora più lancinante, di trovare “quello che l’uomo è davvero, che non è ancora”. Satprem rimane venti anni accanto a Mère – la compagna di Sri Aurobindo, che ricerca “quello che l’uomo è davvero” nella Materia, nelle cellule del corpo – raccogliendo dalla sua viva voce le esperienze di un avventuroso passaggio al “prossimo stato evolutivo della nostra specie”.

La rapida panoramica di questo libro mostra, in un affascinante racconto intessuto di esperienze dirette di vita, di viaggi, di incontri, l’inevitabilità di una mutazione: inevitabilità dovuta proprio alle condizioni di asfissia in cui la vecchia specie umana ormai si trova. Quest’opera è dunque un invito all’avventurosa esplorazione di una coscienza mutante non solo a livello psicologico, ma a livello fisico, cellulare. Una mutazione che provoca conseguenze nell’intero ambiente terrestre.

La materia è una, come anche la scienza sta scoprendo: un’esperienza che tocchi il centro, il motore cellulare della materia e della vita, non può che ripercuotersi su tutta la materia e su tutta la vita.

L'Uomo Dopo l'Uomo

Evoluzione 2. Chi verrà dopo l’uomo? E soprattutto: come? Dopo Darwin, non riusciamo a immaginare una specie successiva alla nostra se non come un ‘miglioramento’ di quella attuale, sperando si comporti in modo meno distruttivo.

Invece non c’è nessuna nuova specie possibile né alcun possibile futuro per la Terra a meno di non scavare fino alla radice fisica di ciò che provoca la Distruzione: di tutto, uomini ed animali, da miliardi di anni. Non c’è che un modo per snidare la prima tomba terrestre: immergersi nel corpo, nelle sue cellule, nei suoi atomi, attraversando — ma da vivi — quel ‘qualcosa che provoca la morte’.

Allora, senza microscopi né astesie, uno si rende conto che la grande Distruttrice, ‘la Morte che si nutre delle sue creature , può essere attraversata e distrutta.

Al termine di questa rischiosa avventurascopriamo nelle cellule stesse del nostro corpo una nuova sorta di vita, una diversa respirazione fisica, quale non c’è mai stata dalla comparsa del primo sistema polmonare e del primo anfibio, 400 milioni di anni fa. Scopriamo così il segreto della nostra vecchia evoluzione mortale: quello che ci spalanca la porta di un’altra forma di vita sulla Terra — di un’Evoluzione 2.

Evoluzione 2
Chi verrà dopo l’uomo? E soprattutto: come?

La Rivolta della TerraSATPREM pubblica oggi, spinto come da un’irreprimibile urgenza, un testo breve, febbrile, sconcertante. Una sorta di saggio biografico che sì limita ai momenti essenziali, agli istanti in cui tutto si ribalta.

Niente aneddoti, niente di simile a confidenze o a ricordanze ben cesellate: ma una ricerca dolorosa per sfuggire alla morte di questa vita, con in più uno sforzo quasi disperato di tradurre in parole l’indicibile: Disponiamo di ben poveri mezzi per dire quel che abbiamo nel cuore…Quand’è che riusciremo a parlare in musica?

Tragitto percorso in volata, per balzi successivi e successive effrazioni, il racconto non conosce preliminari né transizioni, mantenendosi in bilico costante, come preannuncia l’epigrafe, su un esilissimo crinale fra il disastro e la Meraviglia.

Ci sono infatti esseri predestinati che per compiere il proprio destino, per vedere al di là dei loro occhi ed entrare fiscamente in consonanza con l’ignoto, sono obbligati a subire una lunga traversata di catastrofi.

Satprem ha conosciuto ben presto la prova radicale, quella che sradica un uomo per sempre:

Era il 5 maggio del 1945, avevo ventun’anni e qualche mese, venivo fuori da un capannone brulicante di pidocchi e avevo già il tifo, che mi ero preso negli ultimi giorni nel campo di concentramento. Mi è stata salvata la pelle, non so perché.

Attraverso percezioni improvvise, stupefazioni, commozioni brutali, gli succederà di sfuggire a questa vita umana impastata di morte vivente passando, nel bruciare di tutte le sue fibre, dall’ ‘altra parte’.

Ciò che a Satprem qui preme trasmetterci è un ‘miracolo’ strappato alla materia stessa del corpo — e come quel prodigioso ‘nuovo sole’ sia al di là d’ogni possibile parola.

Questo suo libro è un poderoso incitamento a tentare d’infiltrare il possibile nell’impossibile: a cambiare la morte per cambiare la Vita. Andre Velter “LE MONDE” 9febbraio 1990

Un saggio biografico, una ricerca dolorosa per sfuggire alla morte di questa vita. L’essere umano ancora non conosce la chiave del suo segreto fisico per uscire dalla sua prigione mortale. Tutte le nostre sensazioni sono invenzioni della morte, che bugiarda ci fa credere che lei è la vita.

La Rivolta della Terra

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