Legge di attrazione – immaginazione creativa

Legge di attrazione – immaginazione creativa – utilizzo attivo della mente – varie ed eventuali Furio Sclano

Vivekananda era un santo indiano vissuto a fine 800. Questa è la traduzione di quanto sopra espresso, estrapolato da un sito americano sul tema della legge di attrazione: Tutti i poteri nell’universo sono già nostri.

Siamo noi ad aver messo le nostre mani davanti agli occhi e ad aver gridato che è buio!

Siamo ciò che i nostri pensieri ci hanno reso, perciò state attenti a ciò che pensate.

Le parole sono di secondaria importanza, mentre i pensieri vivono e viaggiano lontano.

Quando un’idea occupa la mente in maniera esclusiva, si trasforma realmente in uno stato fisico o mentale.

Raccogliamo ciò che seminiamo e siamo i “costruttori” del nostro destino; nessun altro ha la colpa o il merito.

Non esiste aiuto per te al di fuori di te stesso; sei il creatore del (tuo) universo. Come il baco da seta, ti sei costruito un bozzolo intorno. Fai esplodere il bozzolo ed esci splendida farfalla come anima libera.

Solo a quel punto vedrai la verità.
In una parola: il concetto è che sei divino.
Dio risiede nel tempio di ogni corpo umano.

Il sito dal quale ho tratto queste frasi di Vivekananda tratta l’utilizzo della mente con lo scopo di diventare ricchi; credo il sito sia di livello discutibile, perché negli Stati Uniti alcune persone diventano realmente ricche insegnando ad altri a diventarlo; loro lo diventano, mi piacerebbe sapere se lo diventano anche gli altri… Scherzi a parte; queste frasi estrapolate dal sito erano veramente illuminate, pertanto ho deciso di iniziare con esse il tema di questa mattina.

In quest’oretta o poco più vi parlerò non solo di questo, ma di più argomenti correlati tra loro, continuando ed approfondendo anche alcuni temi che avevamo iniziato ieri sera.

Chi di voi mi conosce da un pò e ha già ascoltato le piccole conferenze che faccio, oppure ha letto i libri del sig. Davis e riceve il magazine, avrà già familiarità con concetti come “legge di attrazione”, “mente universale”, “immaginazione creativa”, ecc.

Il sig. Davis, ossia il discepolo diretto di Paramahansa Yogananda al quale faccio riferimento, nella sua vita è stato influenzato a più riprese dai movimenti americani del “New Thought” (Nuovo pensiero), i quali basano le loro convinzioni su concetti simili a quelli che sto per esprimervi. Paramahansa Yogananda, benché non utilizzasse gli stessi termini, sposava queste idee, in quanto nei suoi scritti si possono trovare riferimenti alle convinzioni del New Thought in maniera tutt’altro che sporadica. Ho scritto e tradotto alcuni articoli che potrete scaricare dal sito web www.kriyayoga.it (la mente universale, l’immaginazione creativa e altri) che vi permetteranno, in separata sede, di verificare quanto vi ho appena detto e di approfondire la vostra conoscenza su quanto state per leggere.

Rispiego brevemente i concetti, specialmente per chi ancora non li conosce. Ognuno di noi ha una mente, con la quale processa percezioni e informazioni. Secondo le varie scuole della psicologia esistono vari livelli mentali; in genere possiamo suddividere la mente in due livelli: un livello cosciente (che distingue e discrimina) e uno non cosciente.

Qualcuno definisce la parte non cosciente della mente con il termine “subconscio”; altri utilizzano “inconscio”. Poiché non sono un esperto in queste scienze, mi limito a fare una distinzione tra la parte cosciente della mente (quella attraverso la quale, per esempio, prendiamo decisioni) e la parte non cosciente, che agisce come un grande magazzino di impressioni, percezioni ed esperienze (anche traumatiche). Se potessimo raffigurare la dimensione della mente con un grafico a torta, potremmo vedere come la parte non cosciente rappresenti il 99% del totale. Il suo contenuto influenza le nostre decisioni e buona parte dei comportamenti che teniamo, anche se ciò avviene in maniera sottile.

Nella Bhagavad Gita, una delle scritture indiane più importanti che anche noi consideriamo come un testo base, si spiega che l’anima si reincarna assumendo nuovi corpi quando lo necessita, ma in questo processo sembra che utilizzi sempre la stessa mente.

Si ipotizza, pertanto, che nella parte non cosciente della mente risieda la moltitudine di esperienze che ogni uomo ha vissuto dalla sua prima emanazione fino ai giorni nostri. Si afferma, infatti, che ognuno di noi sia, in questo momento, il risultato finale di ciò che è stato fino ad un momento prima.

Ci è stato insegnato dell’esistenza di un aspetto del divino definito “mente cosmica” o “mente universale” che permea tutto l’universo sottile e materiale. La mente di ognuno di noi è una porzione individualizzata di questa mente universale, ad essa collegata nello stesso modo in cui un terminale è collegato ad un computer centrale.

Il rapporto tra la mente individualizzata di ogni essere e quella universale è di rispondenza, ossia:
“il contenuto della mente individuale di un essere è causa di una risposta da parte della mente cosmica che pone in esistenza nella vita di quello specifico essere circostanze corrispondenti al suo stato mentale o ai contenuti della sua mente”

Per comprendere meglio questo concetto ricordiamo due frasi:
1) Tendiamo ad attirare a noi ciò che pensiamo abitualmente o crediamo come possibile e/o probabile
2) Le nostre esperienze e circostanze esteriori sono una proiezione del nostro stato di coscienza interiore.

Soffermatevi bene su questi concetti e cercate di trarne un’informazione precisa. Ciò che manteniamo in essere a livello mentale sotto forma di pensieri ripetuti, opinioni radicate, eventuale vittimismo, convinzioni di limitazione e altro, tende a manifestarsi nella vita sotto forma di circostanze ed esperienze reali.

Negli Stati Uniti, un uomo che studia questo tipo di cose ha fatto quest’affermazione:
“I pensieri diventano cose”
A questo punto chiunque può pensare: “Sto pensando ad un camion pieno di soldi, perché non si manifesta davanti a me?”

La domanda è corretta e queste sono le risposte:
– il rapporto mente universale/mente individuale pone in essere una tendenza e difficilmente circostanze specifiche. Si consiglia di affermare e visualizzare (con convinzione) cose molto specifiche, affinché i risultati siano vicini a quelli sperati, ma pensate a quanti incastri nella vita di più persone si renderebbero necessari affinché una data cosa si avveri esattamente nel modo in cui l’abbiamo immaginata.

– La mente universale risponde a convinzioni assolute e forti. Dove c’è dubbio, non esiste risposta (pensando ad un camion pieno di soldi, pensate realmente che potrebbe manifestarsi davanti a voi adesso?)

– La mente universale risponde – per esempio – a convinzioni che hanno origine dalla parte non cosciente della mente individuale, alle quali si permette di prevalere o di rimanere in essere. Esempio: chi tendenzialmente è negativo e pensa sempre (quasi per abitudine) di essere sfruttato o di subire ingiustizie, è molto più prono a subirle realmente di chi pensa in maniera opposta.

Per poter cooperare con il funzionamento della mente universale, vi consiglio quindi di fare queste cose:

– sforzatevi di essere sempre ottimisti. Le persone fortemente pessimiste si attirano spesso esperienze negative.

Fate un’analisi introspettiva del vostro modo generale di pensare e, se non vi piace, fate qualsiasi sforzo per cambiarlo.

– Non associatevi eccessivamente con persone pessimiste, negative o che amano cercare difetti negli altri.

– Il vostro stato mentale è influenzato da come vivete, chi frequentate, cosa mangiate, come vi relazionate al prossimo e così via. Conducete una vita il più possibile equilibrata. Imparate a vivere in modo armonioso. Il sig. Davis utilizza spesso l’espressione: “vivere in armonia con i ritmi della vita”.

Esiste una forma di scambio tra la vostra mente e le circostanze in cui vivete. Poiché tutto avviene nell’ambito di azione e reazione (causa ed effetto, sperimentazione delle circostanze e reazione alle stesse), il vostro modo di pensare attira nella vostra esistenza circostanze specifiche; la vostra reazione a tali circostanze attira altre esperienze. Un vostro eventuale comportamento inappropriato in reazione a circostanze specifiche può portare a conseguenze spiacevoli; le quali, a loro volta, influenzeranno negativamente la vostra mente.

Vi faccio un esempio elementare:
Immaginate di essere provocati per una qualsiasi ragione. Una reazione sbagliata (con violenza) può portarvi a dover sperimentare una forte lite e di dover arrivare anche alle mani. E’ facile che una simile situazione, indipendentemente da come si risolva, vi porti a mantenere a lungo nella mente sensazioni di astio o, eventualmente, istinti o desideri di vendetta, con il pericolo di attirare ancora situazioni simili. Una reazione più appropriata avrebbe chiuso probabilmente la faccenda.

La morale è: imparate a comportarvi. I pensieri influenzano i comportamenti e i comportamenti possono influenzare i pensieri, in una ruota senza fine.

Per poter sfruttare al meglio le potenzialità che avete, è importante imparare ad utilizzare la mente nel modo corretto. Posso darvi due suggerimenti:

Leggete spesso, anche non in modo indiscriminato (esiste una quantità industriale di spazzatura pubblicata). Leggete qualche quotidiano, mantenetevi informati, leggete buoni libri (si afferma che i libri sono “cibo per la mente”).

Mantenete attivo il cervello. Il cervello è l’organo attraverso il quale la vostra mente si esprime.
Mantenetelo in un buono stato di funzionamento.

Utilizzare coscientemente le proprie capacità intellettive significa far funzionare il cervello in maniera attiva. Vivere seguendo esclusivamente le abitudini (utilizzo passivo della mente) può essere pericoloso. Non abbiate timore a cambiare il punto di vista sulle cose; solo il mentecatto non lo fa mai. Fino a qualche tempo fa si pensava che dopo i 20 anni di età il cervello non si potesse più sviluppare; i neuroscienziati hanno recentemente scoperto che il cervello si può continuare a sviluppare dopo quell’età grazie all’esercizio.

– Guardate poca televisione. Pare che il cervello lavori molto di più mentre si osserva un muro bianco, rispetto a quando si guarda la Tv. La pubblicità ed alcuni programmi televisivi sono fortemente manipolativi, perché fanno spesso leva sulla parte non cosciente della mente, con lo scopo di far passare messaggi che vengono accettati passivamente dalla parte non cosciente della mente, bypassando completamente la consapevolezza cosciente e la capacità di discriminazione. Le multinazionali investono milioni di euro per studiare queste cose e utilizzarle a loro vantaggio. Chi è teledipendente (o come dice qualcuno “telepassivo”) ed è convinto di pensare con la propria testa è un illuso.

Se è convinzione generalizzata di chi gestisce i poteri mediatici che un determinato concetto o una certa idea debbano essere accettati dal popolo come buoni e giusti; le prime vittime saranno sicuramente i “teledipendenti”. Il mio consiglio, giusto per fare un esempio, è di preferire il cinema alla televisione. Noleggiare un buon film è sicuramente meglio di guardare stupidi programmi di intrattenimento pomeridiano o serale.

Sia ben chiaro a chiunque mi sta ascoltando; non faccio crociate contro i programmi televisivi, ma desidero incoraggiarvi ad utilizzare al meglio la vostra intelligenza e a pensare in modo indipendente.

Vi ribadisco quindi i due concetti principali:

– Pensate in maniera cosciente e attiva, utilizzando ogni mezzo lecito per riuscirci.
– Monitorate cosa pensate. I pensieri diventano “cose”. Questo concetto è particolarmente vero per la crescita spirituale.

Crescerete più velocemente se lo penserete possibile; al contrario sarete molto rallentati se penserete che ci vorranno migliaia di incarnazioni per avanzare.

Conclusione
Possiamo cooperare con la mente universale utilizzando due strumenti che ci sono stati insegnati dai maestri del nostro sentiero: immaginazione creativa ed affermazioni. Potete trovare sul sito www.kriyayoga.it parecchi articoli su questi argomenti; eventualmente a chi è straniero ed è presente oggi li spiegherò più tardi, di persona. C’è un’affermazione che volevo sottoporvi, prima di chiudere la conferenza con una breve storia. Per chi non lo sapesse, affermare qualcosa significa dichiararlo con convinzione come vera. Si inizia pronunciando la frase ad alta voce e, successivamente, a volume sempre più basso fino solo a pensarla (in tutto 10-15 volte)

Il sig. Davis mi ha suggerito quest’affermazione tante volte:
“Sono nel posto giusto nell’universo, tutto nella mia vita è in divino ordine. Sono felice e grato”
Affermare di essere nel posto giusto nell’universo implica una situazione di contentezza e tende ad attirarla realmente.

L’ordine divino è sinonimo di completezza.
Essere felici e grati attira abbondanza e serenità.

Difficoltà nella vita
Un giovanissimo ragazzo viene accettato come discepolo dai monaci taoisti dell’ordine Shaolin, scelto in mezzo a tanti altri ai quali viene rifiutato l’accesso. Dopo un pò di tempo trascorso nel tempio, il ragazzo durante una seduta di meditazione scoppia a piangere e il maestro gli chiede il motivo. “C’è così tanta pace qui e sono addolorato per le persone che vivono fuori e che non possono nemmeno immaginarla”. Il maestro sorride, fa alzare il ragazzo e lo porta a passeggio con sé. Arrivati nei giardini, il maestro mostra al ragazzo un bellissimo cespuglio di gigli, molto curato, e dice: “Le persone vengono condotte dove devono in base al proprio karma.

Questi gigli sono qui e vengono perfettamente curati, in modo che possano mostrare a tutti la loro bellezza. Quando cadono i semi, alcuni di essi vengono trasportati dal vento su terreni aridi e non riescono a crescere, altri invece, cadono su suoli fertili e si sviluppano perfettamente. Ce ne sono alcuni che cadono sulle rocce, ma poiché sono incredibilmente tenaci riescono a piantare le loro radici da qualche parte. Quale meraviglia, per il viandante, vedere la bellezza di un simile capolavoro della natura, frutto di una così grande tenacia”.

Morale: l’uomo determinato e risoluto cresce e si evolve in mezzo a qualunque difficoltà, anche quando non vive in situazioni ideali. Tenetelo a mente, quando incontrerete difficoltà nella vita. Queste ultime sono un’esperienza comune a tutti.

Se avete però appreso bene ciò che vi ho detto fino ad ora, realizzerete che avere condizioni ideali è tutt’altro che impossibile. Attraverso forte convinzione, affermazioni e visualizzazioni, vita sana ed equilibrata, giuste frequentazioni, ecc. potrete costruirvi un santuario interiore che attirerà nella vostra vita le giuste circostanze e vi darà la capacità di superare qualsiasi difficoltà.  Roy Eugene Davis Per gentile autorizzazione del sito  www.kriyayoga.it

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Roy Eugene Davis insegna da più di cinquant’anni la crescita spirituale. Fondatore e direttore del Centro per la Consapevolezza Spirituale, è un diretto discepolo di Paramahansa Yogananda. Roy Eugene Davis nacque a Leavittsburg, in Ohio, nel 1931. Crebbe in una fattoria. Dopo aver completato il college, all’età di circa 18 anni lesse il libro Autobiografia di uno yogi di Paramahansa Yogananda e decise di incontrare personalmente il grande maestro spirituale.

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GUIDO DA TODI, allievo della scuola di Paramahansa Yogananda, da anni divulga le tecniche yoga in Italia attraverso incontri, conferenze e libri di successo. Ha pubblicato: La grande sintesi della tradizione esoterica, Le chiavi mistiche dello Yoga e La via iniziatica dell’anima.

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