Le Sette Leggi Spirituali dei Supereroi

Le Sette Leggi Spirituali dei Supereroi –  Scopri i tuoi superpoteri!

7 leggi spirituali ispirate ai Supereroi, per riscoprire il potere dentro di noi!

Si tratta di leggi di trasformazione che ci aiutano a scoprire una felicità più grande insieme al coraggio, all’equilibrio, alla creatività, alla compassione e al senso della nostra vita.

Ciascuna legge ha il potere di risvegliare i nostri superpoteri e ci offre il potenziale per cambiare la nostra vita e il mondo.

Dalla ricerca di Buddha della verità alla lotta interiore di Batman con il suo lato oscuro, dalla rabbia repressa di Hulk alle grandi doti d’ispirazione di Hanuman, Deepak Chopra ci guida con saggezza attraverso le sette leggi spirituali che governano il regno dei Supereroi, rivelandone l’importanza e come applicarle alla nostra vita quotidiana

Visto e considerato lo stato d’instabilità del Pianeta, non è un caso che i Supereroi catturino l’attenzione dell’immaginario popolare oggi più che mai.

Ovunque posi lo sguardo, i Supereroi e il sovrannaturale sono diventati una parte dinamica del nostro tessuto culturale.

I Supereroi sono dotati di poteri magici che sfidano le leggi di spazio e tempo ed esplorano i confini dell’energia e della consapevolezza permettendoci di comprendere meglio noi stessi e il nostro potenziale. Ecco perché possono aiutarci a salvare il Pianeta (e noi stessi) in un modo molto reale.

E soprattutto, anche noi possiamo diventare Supereroi, attingendo al nostro potere interiore.

Leggi un estratto dal libro

Ho ricevuto il mio primo albo di fumetti quando avevo circa sei anni. Mio padre me lo passò con le seguenti istruzioni: “Tieni, leggilo. La cosa più importante che puoi imparare è come raccontare storie meravigliose.”

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, dato il mio nome, quel fumetto non era Batman (Gautam, Gotama o Gotham, secondo la grafìa anglicizzata, è l’appellativo originale del Buddha e non ho idea di come abbia fatto a diventare Gotham City), e posso testimoniare che solo di recente mio padre è diventato un fan del Cavaliere Oscuro. In effetti, il primo giornalino che mi passò raccontava la storia del dio Krishna, una delle divinità indù più amate. Anch’io me ne innamorai.

Nel corso degli anni, ogni volta che la mia famiglia faceva ritorno al nostro paese natale in India in visita ai nonni che vivevano lì, aggiungevo un nuovo fumetto indiano alla mia collezione. Ce n’erano centinaia che riportavano le storie meravigliose delle divinità indù, di re e regine, di invasori e liberatori, guerrieri e saggi e i miei cugini e io non ne perdevamo un numero.

Alla fine, alle soglie dell’adolescenza, fui rapito anche dai “fumetti occidentali come SupermanSpidermanX-Men e gli altri. Studiai Alan Moore e Stan Lee e altri pensatori visionari che lavoravano nel mondo relativamente oscuro della narrazio­ne fumettistica. Parecchi anni fa, con un mio caro amico ho persino messo in piedi una società cavalcando l’onda dei fumetti, quando innumerevoli personaggi si vestirono di tutto punto e presero d’assalto Hollywood.

Nel frattempo, mio padre si prodigava per far conoscere l’oriente in occidente, facendo entrare nel nostro linguaggio quotidiano termini come yoga chai e idee come il karma e i mantra. Ovviamente me ne accorsi. Come avrei potuto evitarlo? Era ospite nel programma di OprahElizabeth Taylor e Michael Jackson venivano a cena da noi. I suoi best seller servirono a pagare le rate della mia università.

Col passare del tempo i nostri mondi iniziarono davvero a inter­secarsi. In un corso universitario di cinema guardai di nuovo Guerre Stellari“Usa la forza, Luke…” e mi si accese una lampadina. Lo stesso fece Morpheus nel film Matrix“Il mondo è un’illusione.”

Più recentemente, HeroesLost, Il cavaliere oscuro e moltissimi programmi televisivi e film iconici hanno divulgato a tante tersone le idee che hanno riempito i libri di mio padre negli ultimi vent’anni. Ed è una strada a doppio senso. Un paio di anni fa io fatto da moderatore in un dibattito al San Diego Comic-Con tra mio padre e l’icona dei fumetti Grant Morrison; quando uno spettatore gli fece una domanda sulla “consapevolezza quantica“, lui si voltò e mi fissò con tanto d’occhi e un largo sorriso. Sapevo quel che stava pensando: quell’uomo era tra i suoi.

Tenendo presente tutto questo, di recente mentre eravamo in giro e discutevamo del trespolo traballante su cui il nostro Piane­ta sembra essere in bilico, mi venne in mente che era stato proprio lui a farmi conoscere i fumetti per primo, insieme all’esplicita an­notazione che avrebbero giocato un ruolo fondamentale, in quan­to erano la cosa più importante che avrei potuto imparare.

Questa volta non avrei perso l’opportunità di scoprire perché. Gotham Chopra

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