L’aragosta

L’aragosta

Tanto tempo fa, quando il mondo era nuovo, una certa aragosta decise che il Creatore aveva fatto un errore. Così fissò un appuntamento per discutere con Lui la questione.

“Con tutto il dovuto rispetto” disse l’aragosta, “Vorrei protestare per il modo in cui ha disegnato il mio guscio. Vedi, appena mi abituo al mio rivestimento esterno, ecco che devo abbandonarlo per un altro molto scomodo. Oltretutto è una perdita di tempo!”.

Il Creatore replicò: “Capisco, ma ti rendi conto che è proprio il lasciare un guscio che ti permette di andare a crescere dentro un altro?”. “Ma io mi piaccio così come sono”, disse l’aragosta.

“Hai proprio deciso così?” chiese il Creatore. “Certo!” rispose l’aragosta.

“Molto bene” sorrise il Creatore “D’ora in poi il tuo guscio non cambierà e tu continuerai ad essere così come sei ora”… “Molto gentile da parte tua” disse l’aragosta, e se ne andò.

L’aragosta era molto contenta di poter indossare lo stesso vecchio guscio, ma giorno dopo giorno quel che era prima una leggera e confortevole protezione cominciò a diventare ingombrante e scomodo.

Alla fine l’animale non riusciva più a respirare. Con grosso sforzo tornò a parlare con il Creatore.

“Con tutto il rispetto” sospirò l’aragosta, “contrariamente a quello che mi avevi promesso, il mio guscio non è rimasto lo stesso. Continua a restringersi sempre di più!”.

“No di certo” sorrise il Creatore. “Il tuo guscio è rimasto della stessa misura. Quello che è successo è che TU sei cambiata all’interno del guscio!”.

Il Creatore continuò: “Vedi, tutto cambia, continuamente. Nessuno resta lo stesso. E’ così che ho creato le cose. La possibilità più interessante che tu hai è quella di poter lasciare il tuo vecchio guscio, quando cresci.”

“Ah, capisco!” disse l’aragosta. “Ma devi ammettere che ciò è abbastanza scomodo!”.

“Sì” rispose il Creatore. “Ma ricorda: ogni crescita porta con sé la possibilità di un disagio, insieme alla grande gioia di scoprire nuovi aspetti di se stesso. Dopo tutto, non si può avere l’uno senza l’altro!”.

“Tutto ciò è molto saggio!” rispose l’aragosta.

“Ogni volta che lascerai il tuo vecchio guscio” continuò il Creatore “e sceglierai di crescere, costruirai una forza nuova in te. E in questa forza troverai nuove capacità di amare te stessa e di amare coloro che ti sono accanto… di amare la vita stessa! E’ questo il mio progetto per ognuno di voi”.

Che Pesci Pigliare? – Dal mare alla tavola: acquistare, preparare, cucinare

Davide Valsecchi non ha scritto «il solito libro di cucina» ma la base indispensabile per ottenere il massimo da qualsiasi piatto di pesce. Che pesci pigliare? centra l’obiettivo di educare alla scelta del prodotto di qualità, alla sua corretta conservazione e alla sua migliore preparazione in cucina.

Davide ci offre tutte le informazioni necessarie sull’alimento che dietologi e nutrizionisti considerano il più sano ed equilibrato, insieme a 140 ricette preparate con i 18 prodotti ittici più diffusi nel nostro Paese: acciuga, branzino, calamaro, gambero, merluzzo o baccalà, mitili (cozze, vongole, cannolicchi e capesante), orata, palamita, persico, pescatrice o coda di rospo, pesce spada, polpo, rossetto, salmone, san Pietro, scampo, seppia, smeriglio.

L’ultima sezione è dedicata ai piatti delle occasioni speciali: grigliata; lasagne; cannelloni e crêpes; torte salate; frittelle; polente di mare; zuppa di pesce; cous cous e bruschette; astici e aragoste.

“Davide mi ha insegnato molto: da come scegliere il pesce a come pulirlo e cucinarlo”. Benedetta Parodi

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Crediti immagine Fresh Paint

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