L’antivirus per l’Anima.

L’antivirus – Chi possiede un computer sa bene quanto sia fastidioso prendere un virus. D’un tratto, qualcosa inizia a non funzionare. Le normali procedure vengono rallentate, ostacolate, annullate; la libertà di operare è fortemente disturbata; ci possono essere danni anche permanenti ai dati, alla memoria, a tutte le procedure e anche a tutto ciò cui deleghiamo spazi sempre più ampi e preziosi della nostra vita.

Talvolta, più che un fastidio, può essere una vera sciagura, in particolar modo quando si lavora con l’informatica e la si usa per gestire contatti e relazioni.

In questi frangenti non resta quindi altro da fare se non procurarsi un buon antivirus: acquistarlo su internet o in un negozio, e inserire un disco nel computer. Dopo aver avviato il programma, l’antivirus, da solo e come per magia, stana i programmi malvagi e li neutralizza, ripristinando lo stato normale del computer, ridandogli la “salute” perduta.

Noi possiamo anche non capire nulla di programmazione e di infestazioni, ma l’antivirus sa quel che deve fare e raggiunge tutti i livelli su cui deve agire.

Per anni ho cercato un antivirus per l’Anima. Avevo compreso che esisteva e persisteva, al mio interno, un virus immateriale che agiva contro di me. Mi rallentava, mi ostacolava, mi boicottava. Di notte, a mia insaputa prendeva accordi con individui che, col tempo, si sarebbero rivelati scorretti e disonesti, soprattutto nell’ambito del lavoro.

Di fatto, non avevo alcuna idea di come mettere in moto un processo risolutivo. Esisteva un antivirus per l’anima? Chi lo fabbricava? Dove avrei potuto sguinzagliarlo perché entrasse in azione? Per molto tempo, in mancanza di una risposta, semplicemente continuai a vivere, convinto di avere dentro un nemico invisibile, un “altro me” indaffarato nel rendermi la vita difficile.

Come spesso racconto in occasioni pubbliche, alla fine mi ero praticamente convinto di essere un caso senza soluzione. Successivamente, conobbi le costellazioni familiari e ne feci un paio: ma per un po’ sembrò che le cose rimanessero immutate. Eppure, con il tempo, tutto il mio mondo fu inesorabilmente sconvolto dalle fondamenta, specialmente dopo una terza costellazione in cui tutto mi fu improvvisamente chiaro.

Compresi anche che quello che percepivo in me come un virus non era altro che l’azione della coscienza, nelle sue varie declinazioni.

Anche il mio rapporto con il desiderio cambiò radicalmente.

Per esempio, lasciai tutte le attività e i lavori che non mi entusiasmavano profondamente, e mi dedicai solo a ciò che per me costituiva una passione: l’aiuto e la scrittura. A costo di fare la fame per un lungo periodo, cosa che in effetti si verificò.

Spesso, a proposito di desideri e di condizionamenti, mentre viaggio in lungo e in largo, con i miei libri al seguito, mi tornano alla mente le parole del mio primo editore, che dopo avermi stretto la mano, mi disse: «Policardo, carmina panem non dant», un modo forbito di dire “non camperai con i libri”. Un’opinione davvero curiosa per uno che dovrebbe sforzarsi di testimoniare il contrario, e sulla quale Ken Folleth, Wilbur Smith e la signora Rowling avrebbero molto da ridire.

Mi è stato chiaro anche un fatto decisivo: si realizzano i grandi desideri che esprimono con semplicità il nostro destino.

Io volevo vivere scrivendo e, nonostante tutte le resistenze, gli ostacoli, le tesi sfavorevoli e le limitazioni oggettive, è quello che sono riuscito a fare, dopo essermi smarrito per qualche tempo per altre vie.

Occorre stare molto attenti quando si esprime un desiderio.

Quando uscì il mio primo libro, che trattava finalmente degli argomenti che amo, mi accadde qualcosa di significativo. Avevo deciso di spedire io stesso le copie ai miei lettori, con una dedica personalizzata. Una sera, esausto, guardai alla mia giornata appena trascorsa: dal mattino non avevo fatto altro che scrivere.

Avevo scritto le dediche, poi avevo risposto a decine di e-mail, lavorato a un articolo e a un altro libro che stavo preparando. Dissi a me stesso: «Ho scritto per tutto il giorno». Ci riflettei su.

E mi ricordai che, alcuni anni prima, una persona mi aveva domandato: «Tu cosa vorresti davvero fare nella tua vita?» e io avevo risposto: «Vorrei scrivere per tutto il giorno». Estratto dal libro “Desideriologia”

Ti consiglio…

Desideriologia – La Scienza della Vita

Gabriele Policarpo

Gabriele Policardo spiega come il desiderare qualcosa comporti sempre un’esplorazione di sé che porta ad una maggiore consapevolezza e ad una crescita interiore. Tutti desiderano, eppure la maggior parte delle persone è abituata a separare il piano del desiderare dal piano del realizzare, confondendo il desiderio con il sogno.Infatti, il desiderio è una forza che tutti noi conosciamo e di cui facciamo esperienza, solo pochi però riescono a tradurre questa energia in realtà. più informazioni »

Tag: Gabriele Policardo

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