La Via della Luce Femminile

La Via della Luce Femminile – Come incontrare la Saggezza del Cuore

Una lettura intensa e poetica, che invita alla profonda conoscenza di sé attraverso un cammino evolutivo ed archetipo, in grado di raggiungere quelle potenzialità interiori la cui natura femminile può nutrire e risvegliare sia l’uomo che la dona.

“..La donna ha mani dal tocco leggero e potente, mani in grado di tessere tele infinite d’amore e pazienza e compassione e perdono. La donna ha piedi ben ancorati al suolo per attingere l’energia della Madre terra e distribuirla ad altri, piedi che sanno camminare e camminare per trovare le Verità più nascoste.

La donna ha un ventre che può generare, accogliere, nutrire e partorire…..ha un corpo che canta la vita e i suoi continui passaggi di gioia e dolore, di morte e rinascita, un corpo che sa, da sempre sa, che in questa fusione di opposti è il potere della Luce…La donna sa. Se solo vuole sapere, sa.”

dal Capitolo 1 – ESSERE DONNE

Ogni donna ha la sua Luce
Che rischiara la Via
A chiunque s’avvicini.
Han tentato di spegnerla
Secoli di oscuro terrore,
L’ hanno gettata nei roghi
E cacciata dalle chiese,
Condannata al focolare
O rinchiusa in umidi conventi,
L’hanno disprezzata, violentata,
Derisa, allontanata.
Ma lei è lì, da sempre è lì.
Piccola Fiamma dagli infiniti poteri
Arde più che mai
Nelle radici del Cuore.

… E quando una donna riconosce il proprio potere trasmette al mondo Luce, riceve luce e irraggia luce, ripartorisce la luce in se stessa e la dona ad altri. Allora quegli sguardi spenti, dimessi, svuotati, che tante donne portano in terapia, stillano luce, calore e amore e uno stato di grande equilibrio e profonda saggezza. Ho conosciuto molte donne. Ho visto donne spaventate, insicure, dimesse, sottomesse, chiuse, represse, immobilizzate, eternamente ammalate o in perpetuo lamento.

Ho visto donne in carriera, aggressive, dinamiche, preparate, razionali, decise e apparentemente forti e insostituibili. Ma che la maschera si manifesti velando il nostro essere o ostentandolo all’altro, è sempre comunque una maschera. Non è semplice toglierla. Ci vuole un atto di coraggio e una grande fiducia. Coraggio vuol dire “raggio del cuore”, e fiducia vuol dire lasciarsi andare al fluire della vita. Occorre quindi tutta la forza del cuore e la capacità di abbandonarsi alla vita e alle sue correnti trasformative. Spesso, o sempre, è necessario un salto nel vuoto, sapendo che quel che ci aspetta non è un buio divorante, ma la pace dell’anima che dopo un lungo peregrinare ha finalmente trovato se stessa.

Allora, solo allora, scopriremo tutte le magiche cose che ci compongono. Scopriremo quant’è inesauribile la forza che ci permette di “sopportare”, che ci permette il “sacrificio” (nel senso esatto del termine, ossia del “render sacro”) per amore, che consente il donarsi all’altro e lo scoprire che donandoci all’altro facciamo il più bel dono a noi stesse. La donna ha mani dal tocco leggero e potente, mani in grado di tessere tele infinite d’amore e pazienza e compassione e perdono.

La donna ha piedi ben ancorati al suolo per attingere l’energia della Madre Terra e distribuirla ad altri, piedi che sanno camminare e camminare e camminare per trovare le Verità più nascoste e che sanno poi danzare per condividere le verità con il cielo. La donna ha un ventre che può generare, accogliere, nutrire e partorire, ha un ventre caldo e magico che Dio ha scelto per deporre il seme della vita.

La donna ha seni morbidi che danno cibo, calore, riposo, coccole e gioia, seni in cui l’anima neonata può ritrovare l’abbraccio divino appena perduto. La donna ha un corpo che canta la vita e i suoi continui passaggi di gioia e dolore, di morte e rinascita, un corpo che sa, da sempre sa, che in questa fusione di opposti è il potere della Luce nascosta, quella che può conquistare qualsiasi amante, nutrire qualsiasi figlio, ripartorire la vita fisica, psichica e spirituale ogni qualvolta sia necessario.

La donna sa. Se solo vuole sapere, sa. Poiché il più bel archetipo femminile, la Vergine Sofia, è la sapienza, è colei che sa. Ogni donna ha in sé questo germe sapienziale. Occorre nutrirlo, amarlo e cercarlo in ogni momento, in ogni esperienza. Fare di ogni esperienza un tesoro di conoscenza per il fine ultimo che è l’amore incondizionato. Fare di ogni esperienza un tesoro vuol dire lasciarsi andare alla vita con lo stesso totale abbandono di un bimbo tra le braccia della madre. Allora gli opposti si uniscono, allora non temiamo più alcun dolore, perché in esso scopriremo le radici della gioia, e non temiamo alcun male, poiché il male contiene le radici del bene. Occorre trasformare, lasciarci andare e trasformare, morire e rinascere, morire e rinascere ancora e ancora e sempre. Così saremo per la vita il dono che la vita stessa ci ha chiesto di essere. Così accenderemo il Fuoco Sacro e sapremo infine irraggiare la Luce.

La Via della Luce Femminile
Come incontrare la Saggezza del Cuore
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