La Potenza del Pensiero

La Potenza del Pensiero…

Basta creare in noi un pensiero dominante perchè tutti gli altri ne siano influenzati. Il cervello obbedisce a questo impulso, ricerca i mezzi per assecondarlo, il nostro contegno si uniforma, le nostre azioni si orientano decisamente a realizzare lo scopo che ci siamo prefisso. Dovete essere sempre consci delle forze di cui disponete: le avete, potete e dovete usarle. Rendetevene conto, sicuri di poterne disporre così come quando girate l’interruttore per accendere e sapete che la luce verrà, di certo.

La Potenza del Pensiero – Per poter star bene…

Per star bene è molto importante sostituire i pensieri negativi con quelli positivi. Dice un vecchio adagio “cuor contento il ciel l’aiuta”. È inutile arrabbiarsi se si rompe qualcosa: ormai è rotto e conviene mettersi il cuore in pace.

Dovremmo anche imparare a non giudicare i nostri simili, non importa il loro modo di vedere le cose o il colore della pelle. Al limite possiamo evitare di frequentarli, comunque dovremmo sempre salutarli e mantenere un buon rapporto con loro.

Quando un problema ci affligge, dovremmo recitare la seguente preghiera: “Signore, se questo problema ha una soluzione dammi la forza di usarla subito, se non ce l’ha, dammi la capacità di dimenticarlo. Sopratutto, aiutami a capire se il problema fa parte della prima o della seconda categoria”.

Suggeriamo anche di tornare indietro nel tempo e considerare tutte le volte che abbiamo avuto un grosso problema, che poi si è superato e ora non esiste più. È anche benefico tener presente che “dietro l’ombra più nera si cela la luce più fulgida”, i problemi, infatti, portano la possibilità di crescere o imparare qualcosa.

È necessario evitare il rimorso continuo

Il senso di colpa, è un piccolo strumento di precisione si può usare quando non si vuole assumere le responsabilità della propria vita. Usatelo ed eviterete ogni rischio, ma impedirete a voi stessi di crescere (Wayne W. Dyer).

Si ci tormentiamo per qualcosa avvenuto nel passato, ricordiamoci che abbiamo due occhi davanti e nessuno dietro, pertanto dovremmo guardare innanzi a noi e non sciupare il presente rovistando nel passato. Vi sono delle persone che, dal momento in cui si rendono conto di aver commesso un errore, si lamentano per giorni e settimane. Rimangono paralizzate, non vogliono più agire. Se credono che così faranno impietosire il Signore, si sbagliano. Bisogna smetterla con questo atteggiamento.

Chi ha fatto un errore, si metta al lavoro per riparare, perché Dio ama i lavoratori. Quando si lavora ci si sporca, ma non è grave, poi ci si lava. L’essenziale è lavorare, fare dei progressi. Quali che siano le vostre sciocchezze, i vostri errori, le vostre cadute, non interrompete mai il lavoro. Continuate, finché l’amore e la luce cominceranno a regnare in Voi.

I veleni nella nostra mente 

I vari stimoli che raggiungono la nostra mente, ricordi compresi, producono tutto il complesso di “vibrazioni” di cui fanno parte anche le emozioni. Gli antichi testi tibetani citano quattro passioni, chiamate “veleni” in grado di produrre stimoli ed emozioni con effetti nocivi sul nostro io. Esse sono: odio, orgoglio, gelosia e avidità. Ad esse i testi aggiungono la stupidità, capace di accecare l’individuo, e noi riteniamo opportuno aggiungere l’ira, la lussuria e la cupidigia.

Odio e rancori sono causa di malattia

Bisognerebbe evitare di pensare alle persone verso cui si prova odio o rancore. Esse, se non le perdoniamo, diventano i nostri padroni, ci vengono in mente quando stiamo mangiando, rovinandoci il pasto; quando siamo a letto guastandoci il sonno; quando ci rilassiamo, riportandoci ansia ed agitazione (Mario Rizzi).

L’odio è una passione veramente distruttiva che trova la sua origine in vari fattori, tra cui:

  • impedimento a realizzare un desiderio,
  • paura (di non essere amati, compresi, valutati, ecc.),
  • umiliazione (reale o apparente),
  • frustrazione.

L’odio può manifestarsi verso una o più persone come un impulso che dura pochi secondi, oppure può consolidarsi come atteggiamento permanente nei confronti di un determinato individuo o di tutta la società. Esiste l’odio verso gli altri e perfino verso se stessi, è la fonte di aggressività, feroce gelosia, suicidi, omicidi, è come una piastra di acciaio contro la quale si infrangono gli slanci più nobili.

Un impulso di odio, talvolta, è comprensibile, ma diventa patologico se si prolunga nel tempo. I deboli cercano di eliminare la loro sofferenza, come è naturale, cercano di distruggere la causa di tale sofferenza e, quando esasperati, potranno nutrire odio contro altre persone, contro lo Stato, contro una religione, o contro se stessi. Per es.: quale bambino umiliato o terrorizzato non ha sentito un impulso di odio contro chi lo faceva soffrire?

Vi sono anche delle emozioni meno violente, che comunque racchiudono in sé il seme dell’odio, tra esse citiamo: avversione, antipatia, qualche volta anche l’opposizione, l’aggressione che è sempre una conseguenza dell’odio, l’intolleranza che porta fatalmente all’odio, e tutte le altre emozioni meno facilmente distinguibili che sono all’opposto dell’amore. Certamente l’odio è il primo sentimento che si deve cambiare, perché impoverisce le nostre energie vitali e ci impedisce di coltivare emozioni positive e di ampliare i nostri orizzonti mentali.

Accade spesso che alcune mogli pervengano ad esaurimenti mentali a causa del continuo alternarsi dei loro sentimenti di odio e di amore nei confronti del coniuge, infatti il conflitto di questi due opposti sentimenti produce un’enorme tensione nervosa. Lo stesso accade anche a certi bambini nei loro rapporti coi genitori e questo spiega il loro comportamento imprevedibile e irrazionale. Alcune volte l’odio per la matrigna o il patrigno è talmente intenso, che distrugge psichicamente chi lo nutre. È evidente, quindi, che l’odio è un sentimento da respingere, perché nuoce soprattutto a noi stessi.

Come trasformare l’odio in sentimento positivo

È molto meglio vivere bene e avere torto. Che non vivere male e aver ragione! (Louis Hay).

Molte persone non ammettono di provare sentimenti di odio. Esse affermano: “Io non porto alcun odio dentro di me, verso nessuno, davvero!”. Probabilmente non provano un odio costante ed intenso per qualcuno o qualcosa, ma ciò non esclude che non sentano occasionali sentimenti di odio verso chi è causa di una loro paura, di un’umiliazione o una frustrazione. Nella vita di un bambino questo è un fenomeno molto frequente.

Cominciate perciò a distinguere le sensazioni di odio quando si presentano. Dite a voi stessi: “Ecco, questo pensiero è stato provocato dall’odio, mi nuoce, non continuerò a nutrire e ad accrescere quest’emozione. Preferisco pensare o fare una cosa migliore”. Dovete rendervi conto che l’odio è una creatura della vostra mente: una reazione sbagliata provocata da una paura, umiliazione o frustrazione.

Spesso l’odio è praticamente dovuto all’incapacità della mente di reagire consapevolmente dinanzi ad un determinato pensiero, una determinata azione o una determinata parola di altri. Quando vi è possibile cercate di scaricare l’energia provocata da questa emozione con un movimento fisico: facendo alcuni passi, muovendo energicamente le braccia come se doveste scagliare lontano qualcosa, lanciando un fischio o pronunciando un’esclamazione a voce alta. Se ne avete la possibilità pigliate a calci una palla.

Qualsiasi movimento fisico più o meno violento scarica l’energia accumulatasi in seguito alle vibrazioni dei nervi. Naturalmente non intendiamo trasformarvi in individui incapaci di controllarsi che non sanno nascondere le proprie emozioni, tuttavia, quando è possibile, è sempre meglio scaricare l’eccesso di energia piuttosto che reprimerlo.

Dopo alcune settimane di questo esercizio, messo in pratica ogni volta che se ne presenta l’occasione, le sensazioni di odio diminuiranno progressivamente, manifestandosi ad intervalli sempre più lunghi sino ad attenuarsi quasi completamente. Successivamente bisognerà andare alla caccia delle sensazioni di odio più blande, celate tra le antipatie e le avversioni di ogni genere. La necessità di scaricare le proprie energie, è soltanto una pratica iniziale utile alle persone che percepiscono ancora con molta violenza le sensazioni di odio. In seguito bisognerà imparare a rivolgere la mente verso pensieri più positivi e privi di odio. Questo esercizio è più lungo e difficile per chi cova da molto tempo un forte odio per qualcuno.

Il perdono

Perdono

Il perdono può spazzare via tutti gli ostacoli che hanno impedito al benessere ed alla salute di arrivare fino a voi. Il perdono è un potente magnete da cui nessun bene può evitare di essere attratto (Omraam Mikhael Aivanhov).

Le persone che non riescono a volersi bene sono raramente disposte a perdonare: i due fenomeni sono infatti correlati. Quando perdoniamo liberandoci dalla negatività, non solo ci scrolliamo di dosso un grande peso, ma apriamo anche la porta all’amore. Ed è quindi naturale che, fatto ciò, si esclami: “Che liberazione!” (Louise L. Hay).

È provato che attriti, odi e rancori, fanno consumare molta energia vitale. Dopo aver perdonato, infatti, avremo in noi maggiori energie in grado di favorire l’eventuale guarigione e lo stato di buona salute. Il perdono fa’ diventare forti i deboli; trasforma i codardi in coraggiosi; muta gli ignoranti in saggi, e fa’ degli scontenti delle persone felici. Ricordate che il perdono può eliminare ciò che si era messo come ostacolo tra voi ed il vostro benessere.

Oltre a perdonare gli altri dobbiamo anche imparare a perdonare noi stessi. L’autocondanna ci priva della salute e ci può causare problemi di tutti i tipi, compresi quelli finanziari. Charles Fillmore, fondatore del movimento spirituale: “Unity” propone questa formula di perdono dicendo che questo è un trattamento mentale garantito per curare ogni tipo di malattia:

1. Ogni sera, prima del sonno, siediti per circa 30 minuti e chiedi perdono, mentalmente, a tutti quelli verso cui hai avuto un atteggiamento negativo o antipatia. Se hai dei pregiudizi contro un animale, o ne temi la presenza, chiedi perdono pure a lui e mandagli il tuo amore.

2. Se hai accusato qualcuno; hai discusso duramente; hai criticato o fatto pettegolezzi; ritira le tue parole chiedendo (mentalmente) perdono alle persone offese.

3. Se le circostanze ti hanno portato a delle rotture con parenti (o amici) fai tutto ciò che ti è possibile per sistemare le cose.

4. Cerca di vedere tutte le persone come dei figli di Dio che stanno facendo delle penose esperienze nella vita terrena. Offri loro la tua incondizionata comprensione ed i più intensi pensieri d’amore.

5. Non coricarti mai con la sensazione che vi siano nel mondo persone, animali, cose o situazioni, che ritieni essere tuoi nemici.

Una formula per un perdono completo dovrebbe sempre comprendere il perdono che diamo all’altro per il male che ci ha fatto, e la richiesta di essere perdonati per il male che eventualmente noi abbiamo fatto a lui. Nessuno è santo e noi abbiamo sempre una parte di colpa, magari per qualcosa che abbiamo fatto in una vita passata. Pertanto: – Chiama mentalmente la persona da perdonare, quindi, dille a bassa voce, con cuore aperto e animo sincero:

1. Io ti perdono__ (nome e cognome), per tutto il male che mi hai fatto, volontariamente o involontariamente, in questa vita o in quelle passate, ed affermo che il Signore, utilizzando questo mio perdono, ti perdona e ti lascia libero.

2. Ora ti chiedo perdono__ (nome e cognome), per tutto il male che posso averti fatto, volontariamente o involontariamente, in questa vita o in quelle passate, ed affermo che il Signore mi perdona e mi lascia libero.

3. Io affermo che tu sei libero e io sono libero, che il Signore ci benedica entrambi, e ci doni saggezza, pace e serenità. Amen.

Louis Hay, ammalata di cancro in fase terminale, è guarita quando ha iniziato a perdonare in cuor suo tutti coloro con cui aveva avuto un cattivo rapporto. In seguito ha scritto diversi libri di cui il primo (Guarisci il tuo corpo) che è posto in vendita con una cassetta con esercizi di visualizzazione che aiutano il processo di perdono e guarigione.

Ogni pensiero ed ogni parola creano…

Ogni pensiero che abbracciate, ogni fantasia che avete per provare una qualche emozione, crea un sentimento nel vostro corpo che viene registrato nella vostra anima. Questo sentimento crea poi il presupposto per gli avvenimenti della vostra vita, perché attirerà a voi quelle circostanze che corrispondono al sentimento già registrato nella vostra anima ed esse lo ricreano. E sappiate che ogni parola che pronunciate crea i vostri giorni futuri, perché; le parole sono solo suoni che esprimono i sentimenti della vostra anima i quali, a loro volta, sono nati dal pensiero. Pensate che le cose vi accadano semplicemente per caso?

Non esiste il caso o la coincidenza in questo mondo e nessuno è una “vittima” della volontà o dei piani altrui. Voi avete pensato e sentito in precedenza tutto ciò che accade ora nella vostra vita. Lo avete prodotto fantasticando sul “come sarebbe? se…”, o temendo qualcosa, o accettando come verità ciò che qualcun altro vi ha detto. Tutto ciò che accade, accade come atto intenzionale del pensiero e delle emozioni. Tutto!

Ogni pensiero che avete abbracciato, ogni fantasia a cui avete permesso di diventare vostro sentimento, tutte le parole che avete pronunciato, o sono già accadute o attendono di accadere. Perché il pensiero è il vero donatore di vita che non muore mai, che mai può essere distrutto e che voi avete usato per creare ogni momento della vostra vita; è l’anello che vi collega con la Mente di Dio.

Non dimenticare la tua vera natura 

Tu non sei un essere umano che sta vivendo un’esperienza spirituale.Tu sei un essere spirituale,che sta vivendo un esperienza umana (Dott. Wayne W. Dyer).

Pochi conoscono la vera natura dell’uomo e perché insorgano le malattie. Noi non abbiamo solo il corpo fisico, esistono infatti altri “corpi” sottili e invisibili, tra cui i più importanti sono il doppio eterico (che ci dona l’energia per vivere), il corpo astrale (per sperimentare emozioni e desideri), il corpo mentale (per poter pensare), e il corpo causale che raccoglie, vita dopo vita, tutte le nostre esperienze e consente al nostro spirito di evolvere. Quando la malattia arriva a manifestarsi nel corpo fisico significa che si è preparata, magari per molto tempo, nei corpi sottili. Per guarire è perciò necessaria una giusta alimentazione e la purificazione dei pensieri e delle emozioni. Sta scritto che “Dio non rispetta le persone, ma le condizioni”.

La Terra è una scuola pesante: chi è appena nato piange perché sa che dovrà tribolare tutta la vita e chi è morto, quasi sempre sarà costretto a rinascere di nuovo per chiudere i conti lasciati aperti. Solo quando avrà raggiunto un certo grado di perfezione non dovrà rinascere più e avrà conseguito la Resurrezione dalla carne (non della carne!).

Per evitare di dover rinascere dobbiamo applicare queste due leggi dell’Amore: “non fare gli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te” e “fai agli altri come vorresti fosse fatto a te”. Dobbiamo sempre ricordare che la legge di gravità si applica ad ogni cosa, tutto ciò che esce da noi a noi ritornerà. Questo fenomeno viene chiamato Legge di causa ed effetto (karma), e sancisce “ciò che tu semini, tu lo raccoglierai”.

Ricordando che noi siamo un’entità spirituale, che sta evolvendo sulla Terra, potremo considerare le cose e le persone con un certo distacco. Infatti quando lasceremo il corpo fisico dovremo lasciare anche tutto ciò che abbiamo. Disse un saggio: “Lascia le cose prima che esse lascino te… e ti facciano soffrire!”. Articolo tratto da:  www.procaduceo.org/

Bibliografia 

Letture suggerite 

  • La Potenza del Pensiero – Inconsciamente tutte le persone che sono simili a voi captano il pensiero che avete proiettato e, a seconda delle capacità di cui sono dotate, ritrasmettono pensieri analoghi.
La Potenza del Pensiero
Swami Sivananda Saraswati

 

PER APPROFONDIRE L’ARGOMENTO

  • LE CONVINZIONI E COME ELIMINARLE – Siccome la potenza del pensiero umano è assai grande, le cose in cui l’uomo crede, dette appunto convinzioni, fanno in modo che nel suo corpo appaiano malattie e nel mondo che lo circonda si manifestino infermità, incidenti, dolori, disarmonie, povertà, problemi, fallimenti e tutto ciò che amareggia la vita.
  • IMPORTANZA DEL PENSIERO – Tratto da  I Prodigi del Pensiero Positivo – Imparare a pensare bene – Il primo impegno, per chi vuol vivere bene, è imparare a pensare bene, chiaramente, nettamente. Questa è l’arte più importante che uomo possa apprendere per se stesso e per coloro che lo circondano.
  • Il mondo del pensiero – Nel campo delle azioni, si può dire che la maggior parte della gente è piuttosto brava e ragio­nevole. Applica le regole, rispetta le leggi della società. Interiormente invece, è un’altra cosa: si permette di tutto! Chiedete agli esseri umani che cosa fanno con i loro pensieri, con i loro sentimenti, con la loro immaginazione! Creano delle nuvole, dei fumi, delle nubi, e anche delle creature mostruose. E quando, poi…
  • Le malattie incurabili e la forza del pensiero – Norbekov scrisse un libro (“L’esperienza di uno stupido”) dove raccontò della sua visita in una casa d cura per i bambini orfani-diabetici. Poco lontano c’era un altra casa di cura simile, ma tutti i bambini avevano i genitori. Nella casa di cura degli orfani guarivano tutti, mentre nell’altra, quasi nessuno..
  • Origine del pensiero « Vi parleremo di qualcosa che abbiamo molto a cuore, la potenza del vostro pensiero, la potenza della vostra mente. Da dove viene questa potenza ? Vi siete mai chiesti da dove viene il pensiero, chi crea il pensiero, perché certi pensieri sono meravigliosi e perché, come dite voi sulla Terra, i vostri pensieri sono “contorti” o involutivi?

PER SAPERNE ANCORA DI PIÙ

PER APPROFONDIRE L’ARGOMENTO PERDONO

  • Esercizio per perdonare  – Chi non sa perdonare spezza il ponte sul quale egli stesso dovrà passare.
  • Il perdono – Il perdono è uno dei passaggi più difficili ed ardui che un essere umano attraversa durante il suo cammino di consapevolezza e di realizzazione come Persona.

Crediti immagine Fresh Paint

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