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La Particella di Dio

La Particella di Dio – Ritratto di Massimo Corbucci, il fisico che ha trovato Dio guardando nell’abisso dell’atomo.

DA DOVE ORIGINA LA MATERIA? CHE COS’È LA REALTA’?

 «Cercare la materia come origine della materia è un errore concettuale».

Ritratto del fisico che ha trovato Dio guardando nell’abisso dell’atomo

I ricercatori del Cern sono alla ricerca della cosidetta “Particella di Dio” ma, secondo il fisico Massimo Corbucci, non troveranno mai quello che cercano «perché la fisica non ha ancora compreso la necessità di Dio».

Da oltre trent’anni Corbucci lavora alla teoria del Vuoto Quantomeccanico, una visione rivoluzionaria della realtà e delle leggi che la governano. Il VQ è un’ipotesi alternativa alla teoria del Bosone di Higgs, fondamentale particella del cosiddetto Modello Standard della fisica nucleare, ritenuta responsabile della “massa” delle particelle e della creazione dell’intero universo.

Per questo motivo è anche nota come “Particella di Dio”. Il Cern e i sabotaggi dal futuro Dal 2008 al CERN di Ginevra, nel più grande acceleratore di particelle mai costruito al mondo (Lhc), è in corso un esperimento per osservare il Bosone di Higgs.

L’esistenza della particella sarebbe una fondamentale conferma del modello scientifico vigente; ad oggi tuttavia il Bosone non è stato ancora osservato.

Un esperimento da 6 miliardi di euro che però non convince tutta la comunità scientifica, tra cui coloro che temono la formazione di un buco nero in grado di inghiottire la Terra.

In un recente articolo pubblicato sul quotidiano The New York Times, Holger Bech Nielsen dell’Istituto Niel Bohr di Copenaghen e Masao Ninomiya dell’Istituto Yukawa di Fisica teorica di Kyoto hanno ipotizzato che la mancata cattura del Bosone e gli incidenti verificatisi nel collisore di Ginevra sarebbero originati da un sabotaggio proveniente dal futuro. Come se, sostengono i due scienziati, il tentativo di ricreare la creazione in laboratorio non fosse gradito a Dio.

Il Vuoto Quantomeccanico

Secondo Corbucci ci sarebbe una soluzione differente per spiegare l’origine della materia. Esisterebbe cioè un vuoto “pieno” in grado di conferire massa alle particelle: il Vuoto

Quantomeccanico, il luogo da dove ha origine la materia. Il fisico lo spiega attraverso la rinnovata disposizione delle particelle all’interno del nucleo stesso. Queste non sarebbero più disposte “come in una cesta di arance”, così come ipotizzato dalla scienza sino ad ora, ma in parte a destra e in parte a sinistra del nucleo secondo una precisa dicotomia.

Con questa distribuzione, le particelle individuate per l’atomo più grande conosciuto (con numero atomico 112) sarebbero 103: 57 a sinistra e 46 a destra. Restano quindi 9 caselle vuote, esattamente al centro del nucleo. Questo buco nel nucleo atomico, è la conclusione di Corbucci, avrebbe le stesse caratteristiche di ciò che si trova oltre i confini dell’universo.

L’atomo avrebbe dunque dentro di sé una “porta” per accedere all’infinito assoluto, un regno dove le misure non contano più.

La necessità di Dio

Ciò che la scienza non ha ancora compreso, sostiene Corbucci, è che la ricerca dell’origine della materia entra nel campo della metafisica, dove le unità di misura della fisica non hanno più senso.

«Una scienza che non ha compreso la necessità di Dio – aggiunge – è una scienza amorale che ci permette di esseri immorali. L’ umanità sta andando catastroficamente verso un disfacimento morale perché la scienza scientista fa credere che l’universo sia come un aereo che viaggia alla deriva senza pilota».

Il Vuoto Quantomeccanico ipotizzato da Massimo Corbucci porterebbe il mondo scientifico a rivedere il Modello Standard, spingendo lo studio della fisica verso nuovi orizzonti fino ad ora di dominio della spiritualità. Qui il pensiero si rivela uno strumento potentissimo, l’unico in grado di avvicinare l’uomo alla conoscenza di ciò che ancora ignora.

Si tratterebbe di rivedere il Modello Standard assumendo che la gravità non è un forza, posto che – sostiene Corbucci – non c’è il Bosone Gravitone, oltre al Bosone di His.

Le forze fondamentali si ridurrebbero così a due: la Elettro-Debole e la Nucleare-Forte.

Secondo il fisico, l’unificazione sarebbe dunque automatica nel momento in cui ci si rende conto che il “conferimento de!a massa” e il “peso” sono l’effetto del medesimo meccanismoscaturito dal Vuoto Quantomeccanico.

In altreparole, la ragione per cui le cose esistono e si attraggonogravitazionalmente sarebbe unica: ovvero quel “buco nero” all’interno del nucleo atomico che si estende anche oltre i confini dell’universo, smisuratamente.

Quello che Corbucci chiama “il baratro infinito in modo assoluto”.

Ideato e realizzato da: LOGO con Massimo Corbucci, Massimo Marinelli e Flaminia Bonciani prodotto da LOGO VIDEO distribuito da TERRE SOMMERSE

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