La Numerologia e i Cicli di Vita

La Numerologia e i Cicli di Vita – I segreti della linea del tempo che unisce passato, presente e futuro.

Così come accade in natura, anche la vita umana è scandita da cicli. Grazie alla numerologia possiamo, tramite semplici calcoli, identificare in che fase della nostra vita ci troviamo.

Questi cicli di vita sono 4 periodi, governati da un particolare archetipo, cioè un modello di riferimento, un campo di energia ordinato:

Il primo ciclo dura dalla nascita a un’età compresa tra i 30 e 35.

Il secondo ciclo dura nove anni e va circa dai 30 ai 40 anni.

Il terzo ciclo dura altri nove anni e si estende circa dai 40 ai 50 anni.

L’ultimo ciclo rimarrà attivo per il resto della vita e comincia circa dai 50 anni in poi.

Ogni ciclo rappresenta una specifica lezione su cui stiamo lavorando e può essere visto come una fase di apprendimento, una lezione di vita alla quale il nostro maestro interiore ci sottopone, o meglio, opportunità ed esperienze che noi stessi abbiamo scelto ancor prima della nostra nascita, al fine di diventare esseri umani completi.


Perché è importante conoscere la nostra personale linea del tempo.

Il tempo è un’espansione del Sé universale, che nel suo abbraccio a tutti gli esseri torna su sé stesso, per riunire i suoi figli nell’Unica Luce. L’istante è il kairos, punto di scelta e scorciatoia sull’infinito, che riconduce all’Uno.

Ciclicità del tempo

Nella sua condizione transitoria, l’uomo è sottoposto alle leggi e ai ricorsi inesorabili del tempo.

L’agire umano è preordinato dai ritmi naturali che lo vincolano: il ritmo circadiano del giorno e della notte, l’alternarsi delle stagioni, i cicli stagionali della vegetazione e della vita animale.

La ciclicità è una manifestazione del ritmo pulsante dell’esistenza; la ritroviamo nel flusso e riflusso delle maree, nel rinnovarsi delle cellule del nostro corpo, nel battito del cuore che si contrae ritmicamente. Anche la respirazione è un processo continuo e ciclico, così come il ciclo mestruale umano, che al pari di quello della luna è di circa 28 giorni.

Fu proprio l’osservazione delle fasi lunari a ispirare una delle prime forme di misurazione del tempo (il mese lunare).

Così come dice lo storico delle religioni Mircea Eliade, “Le fasi della luna – apparizione, crescita, decrescita, scomparsa seguita da riapparizione alla fine di tre notti di tenebre – hanno avuto una funzione immensa nell’elaborazione delle concezioni cicliche”.

Nell’immaginario collettivo, il ritmico susseguirsi delle lunazioni e delle stagioni diventa metafora del succedersi costante delle generazioni e delle attività umane. Ritroviamo questo concetto già in Omero (VIII secolo): “Come quelle delle foglie sono le generazioni degli uomini; le foglie, alcune ne getta il vento a terra, altre la selva feconda le produce al ritorno della primavera; cosi le generazioni degli uomini: nasce una, l’altra dilegua” (Iliade VI, 146-149).

I numeri e il ritmo della creazione

Per Pitagora l’ordinamento geometrico espresso dai numeri è alla base di tutti i fenomeni naturali: dal moto degli astri al ciclo delle stagioni, dalle armonie musicali al volo degli uccelli.

Anche Platone si interroga sul mistero del tempo e, nel Timeo, lo descrive come “un’immagine mobile dell’eternità”, cioè la traduzione sul piano fisico della dimensione atemporale, a cui il Creatore si era ispirato. Secondo questa concezione, Dio è un “geometra”, che mediante le figure geometriche e i numeri traduce nella materia gli archetipi, i modelli intelligibili del mondo sovrasensibile.

I numeri sarebbero dunque un’emanazione dei “Numeri ideali”, che vanno ben distinti da quelli matematici; il loro status metafisico è molto diverso da quello aritmetico, perché rappresentano i modelli, gli Archè, che sono all’origine di qualsiasi cosa creata sul piano fisico. Anche il tempo è una conseguenza della manifestazione dei numeri-archetipi nel mondo, che nella sua suddivisione in giorni e notti, in mesi e anni, permette la manifestazione del modello universale (il mondo delle idee) secondo un andamento ciclico.

In sintonia con il pensiero platonico, Jung ha detto che il numero è la più primitiva espressione dello spirito e che rappresenta l’archetipo stesso dell’ordine, fattosi cosciente. Jung dice che oltre alla nostra coscienza immediata, che è di natura del tutto personale, esiste l’inconscio collettivo, che è a sua volta una manifestazione sul piano delle forme del Sé universale. Secondo questa concezione, il Sé è come un grande orologio cosmico, che nel suo dispiegarsi nella creazione è alla base dei ritmi e dei cicli presenti nell’universo e nella natura. I decorsi energetici del campo dell’inconscio collettivo seguono un processo lineare irreversibile e quindi determinano il tempo.

Numeri e divinazione

Nelle civiltà arcaiche, i sistemi divinatori e oracolari furono un tentativo da parte dell’umanità di scoprire la volontà di Dio e degli dei. Troppo spesso consideriamo i nostri predecessori ignoranti e superstiziosi, mentre al contrario erano in contatto con le forze universali e percepivano l’esistenza di un disegno nascosto, un ordine divino che volevano decifrare.

Marie Louise Von Franz, massima erede del pensiero junghiano, descrive le tecniche oracolari come un “gioco degli archetipi”, che, grazie a un’interrelazione tra il mondo dei simboli e quello delle forme, può rivelare i segreti del Sé universale.

Il principio alla base di tutti gli oracoli è la sincronicità, che Jung definisce come l’accadere simultaneo di eventi apparentemente non collegati, come per esempio la correlazione tra un determinato numero e un evento che potrebbe manifestarsi in futuro.

Per le menti più razionali questi accadimenti sembrano frutto del caso, tuttavia ciò che sembra separato sul piano fisico potrebbe essere relazionato su un piano superiore. Jung credeva nell’onniscienza dell’inconscio, che conosce il passato e il futuro e può accedere a cose che riguardano altre persone. Secondo Jung, tra tutti gli archetipi esisterebbe un legame, in quanto l’inconscio collettivo non sarebbe una rete casuale, ma un campo di energia ordinato, con al centro il grande archetipo del Sé, la realtà ultima.

Se esiste un ordine, un collegamento temporale tra gli archetipi, un “ritmo del Sé”, allora i numeri rappresentano le cifre dell’orologio simbolico dell’inconscio collettivo. Quindi se noi sappiamo quale numero-archetipo è attivato in un determinato momento, potremo sapere quale sarà il numero-archetipo successivo. A questo proposito Jung definì l’atto di interrogare un oracolo come “uno sguardo all’orologio della situazione del mondo”, per sapere in quale momento ci troviamo.

Lo scopo di questo libro

Come affermava Platone, ognuno di noi viene al mondo con un progetto di vita, che lui stesso sceglie prima di nascere. Questo progetto è come un seme che, grazie all’incarnazione, si dispiega nel tempo per portare a compimento il disegno dell’anima.

A livello filosofico, coesistono due modi di considerare il tempo: un aspetto quantitativo, inteso come misurazione matematica, denominato chrònos, e un aspetto qualitativo o kairós, correlato a un determinato archetipo. La concezione qualitativa permette una comprensione del tempo basata sul principio di analogia, cioè sulla sincronicità che accomuna uno specifico periodo di tempo a un modello di riferimento (archetipo-numero), grazie al quale poterlo interpretare.

Lo scopo di questo libro è quello di condurre il lettore a una presa di coscienza del suo tempo interiore, aiutandolo a comprendere in quale fase della sua vita si trova. Se esiste un progetto dell’Anima, allora i cicli di vita sono stagioni interiori, che possiamo conoscere grazie alla divinazione numerica.

Scopriremo che ci sono 4 cicli di vita e che gli eventi più significativi si verificano circa ogni sette anni.

Ogni ciclo rappresenta una specifica lezione su cui stiamo lavorando e, nel momento in cui si attiva l’archetipo corrispondente, accadono eventi molto sentiti, per cui la nostra vita assume le caratteristiche inerenti all’archetipo stesso. Vedremo che ogni ciclo di vita è suddiviso in 9 anni e che, oltre alla qualità dell’anno personale, potremo scoprire anche le valenze numeriche del mese e del giorno in corso.

Fortuna o sfortuna sono segnali della nostra capacità di allinearci con il nostro ritmo interiore. Prendere coscienza di quale numero-archetipo sia attivato in un determinato momento ci dà il potere di sintonizzarsi volontariamente con la qualità del nostro tempo, al fine di cogliere tutte le opportunità presenti. Estratto da “La Numerologia e i Cicli di Vita” di Guido Rossetti

La Numerologia e i Cicli di Vita
I segreti della linea del tempo che unisce passato, presente e futuro

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Per approfondire ti rimando alla lettura dell’articolo… Il Mistero dei Sette Anni

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