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La nostra mente e l’interazione con la realtà

La nostra mente e l’interazione con la realtà.

Le tre sfere essenziali

Ognuno vale le cose a cui da importanza Marco Aurelio

La voglia di scrivere questo libro nasce dall’osservazione, clinica e non, di un mondo sempre più alla deriva e di persone sempre più infelici e incapaci di affrontare la seppur minima difficoltà. In una società dove ormai si offre veramente di tutto e ogni esigenza materiale può venir soddisfatta, vengono paradossalmente a mancare quella forza interiore e quel senso profondo della vita che fungono da ancora di salvezza per ogni essere umano.

Non è un caso se vengono diagnosticati sempre più casi di ansiadepressione, obesità e se il consumo di psicofarmaci come rimedio per tutti i mali sia in vertiginoso e preoccupante aumento.

Questo libro nasce dal desiderio di ribadire, per chi ancora non lo avesse compreso, l’importanza della nostra mente nell’interazione con noi stessi, con gli altri e con la realtà, le tre sfere essenziali attorno alle quali ruota la vita di ognuno di noi. La capacità di raggiungere il benessere mentale e quell’equilibrio instabile che ci porta a interagire con le tre suddette aree in modo adattivo la si acquisisce solo e se si è disposti a mettersi in gioco e a riconoscere la fondamentale importanza dei processi mentali in ogni ambito della vita quotidiana.

La separazione mente-corpo, che richiama alla mente la tesi di Cartesio sulla res cogitans (la mente) e la res extensa (il corpo), ormai non ha più senso di esistere e le ultime scoperte scientifiche hanno ancor più corroborato la tesi per cui i processi mentali comunicano e influenzano continuamente tutto il nostro corpo. Come già scriveva Bateson (1972), sottolineando l’esigenza di tale approccio alla persona:

All’interno della medicina c’è una conoscenza straordinariamente scarsa del corpo visto come un sistema auto-correttivo organizzato in modo cibernetico e sistemico. Le sue interdipendenze interne sono pochissimo comprese […] noi non sappiamo un fico secco del sistema di interconnessione globale. Cannon ha scritto un libro sulla Saggezza del corpo, ma nessuno ha scritto un libro sulla saggezza della scienza medica, poiché è la saggezza proprio ciò che le fa difetto. Per saggezza intendo la conoscenza del più vasto sistema interattivo, quel sistema che, se è disturbato, genera, con ogni probabilità, curve di variazione esponenziali.

Al giorno d’oggi rileviamo ancora troppo spesso questa divisione, questa settorializzazione dell’essere umano, per cui possiamo osservare una moltitudine di iperspecialisti, ognuno super esperto nel proprio settore e convinto di poter padroneggiare tutto ma che perde di vista la complessità e l’interezza della persona, arrivando, il più delle volte, a poco più che niente – i cosiddetti «ignoranti istruiti» come li definì saggiamente José Ortega y Gasset.

Il fisiologo Edvvin Blalock (1988) ha dimostrato come non solo i tre principali sistemi dell’essere umano (nervoso, endocrino e immunitario) comunichino costantemente tra loro, ma anche come questa comunicazione sia bidirezionale, per cui i segnali si trasmettono dal cervello agli altri due sistemi e viceversa, in una interazione continua di tipo circolare.

Psiconeuroendocrinoimmunologia

È nata così la nuova scienza chiamata psiconeuroendocrinoimmunologia, un nome tanto complicato quanto importante per tutti coloro che sono interessati a capire più a fondo questa macchina perfetta che è l’essere umano.

Non è più un segreto ormai il fatto che lo stress, se acuto (che dura cioè un tempo limitato), funge normalmente da stimolante per l’organismo e per l’attività immunitaria; viceversa, se cronico, ovvero si protrae per lunghi periodi di tempo, ha influenze profondamente negative sulla salute e funge da droga, narcotizzando le nostre difese immunitarie.

L’importanza, quindi, di saper gestire la nostra mente e di provare a crearne la versione migliore dovrebbe entrare a far parte degli obiettivi prioritari di ognuno di noi, senza se e senza ma.

Il nostro cervello, dalla nascita alla morte, subisce continui mutamenti, è estremamente plastico, a differenza di quanto si credeva molti anni addietro, ed è in stretta relazione con l’ambiente circostante. Nello specifico, come spiegato dal fondatore e presidente della Società italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia, il professor Francesco Bottaccioli (1995):

  • si possono modificare in maniera reversibile i rapporti tra cellule cerebrali in relazione a stimoli differenti;
  • si formano continuamente nuove connessioni che formano nuove mappe cerebrali, a seconda delle esperienze che facciamo, per cui se io alleno per diverso tempo un’area del corpo, si formeranno nuove mappe nell’area cerebrale corrispondente;
  • si formano continuamente nuovi neuroni e cellule gliali (la cosiddetta neurogenesi) in tutto il corso della vita e tale processo è strettamente legato alle esperienze ambientali e allo stress (quest’ultimo è infatti in grado di bloccare il processo).

Cervello e mente chiaramente non sono la medesima cosa, essendo quest’ultima quell’attività, per certi aspetti ancora misteriosa, che prende vita dall’attività cerebrale ma che al tempo stesso a sua volta la influenza, in un’interazione circolare continua; dall’attività chimica ed elettrica del nostro cervello, dunque, nascono i processi mentali, ma questi ultimi vanno a influenzare la prima, in un circolo virtuoso, o vizioso, costante.

Una mente strategica può esser definita come l’assetto mentale che ci rende più elastici e morbidi nel momento in cui ci troviamo a interagire con noi stessi, con gli altri e con la realtà; è la forma mentis che ci consente di adattarci in modo funzionale alla realtà e di vivere a pieno. Si tratta, inoltre, non di qualcosa che ci viene fornito in dono alla nascita, bensì di una costruzione quotidiana che nasce dall’interazione tra i nostri pensieri e i nostri modi di agire.

Lavoro su se stessi

Vent’anni fa, io non ero assolutamente la persona che sono oggi: è stato solo grazie al continuo studio e all’incessante lavoro su me stessa che posso dire quanto sia migliorata la mia vita, così come il modo di guardare a essa (ossia, la mia mente in relazione alle tre sfere essenziali sopradescritte). Non sono nata con il mio modo attuale di vedere le cose, né la mia mente è diventata strategica un giorno per miracolo: è stato un duro lavoro, iniziato circa vent’anni fa e non ancora terminato, ovviamente.

L’ho definito un lavoro duro non a caso, proprio perché non è facile per nessuno di noi liberarsi dai copioni mentali e comportamentali che siamo abituati a usare nei confronti del mondo circostante.

Provare a spiegare concretamente come ognuno di noi possa, con impegno, diventare «strategico» nella vita di tutti i giorni è l’obiettivo principale di questo mio lavoro, con un ultimo capitolo, non certo in ordine d’importanza, dedicato ai bambini e a come noi adulti possiamo aiutarli a sviluppare un approccio più elastico e adattivo alla realtà.

Le persone che progrediscono nella vita sono senza dubbio quelle che cercano disperatamente le circostanze che desiderano e che, se non le trovano, in qualche modo riescono a crearle dal nulla.

Per terminare questa breve introduzione, mi piace citare un illuminante pensiero buddhista: poiché tutto è un riflesso della nostra mente, tutto può essere cambiato dalla nostra mente. Buona lettura! ‘Estratto del libro “La Mente Strategica“.

La Mente Strategica

Strategie non ordinarie per vivere felici

Le situazioni capitano, ciò che fa la differenza è come noi scegliamo di affrontarle… o meglio, la nostra mente! Più informazioni su “La Mente Strategica”

Libro correlato… Calm – Rasserena la mente e trasforma il mondo intorno a te.

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