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La Magia, i Quanti e le Emozioni

La Magia, i Quanti e le Emozioni

Un approccio integrato al mondo di Harry Potter, nel quale scienza e alchimia si intrecciano e dialogano, per vivere una giornata di trasformazione interiore che non si potrà non definire magica.

Nella saga di Harry Potter sono molti gli spunti che riflettono temi della psicologia emotiva come temi della fisica dei quanti applicati all’anima. I mondi di Harry Potter, ad esempio, altro non sono che i mondi paralleli della fisica moderna, quell’universo quantistico nel quale l’osservatore può muoversi attraverso infiniti potenziali.

Esiste quindi un collegamento tra il mondo fantastico di Harry Potter e gli universi sovrapposti dell’astrofisica. Il ruolo stesso del mago è quello di colui che conosce le leggi fisiche e applica leggi quantiche: sembra così di poter tracciare un vertiginoso parallelismo tra un mondo considerato esoterico e il mondo quantico.

In quanto anche fiaba, grande strumento di cura e insegnamento per l’anima, la storia di Harry Potter riflette quel viaggio dell’Eroe che ognuno di noi affronta nella propria esistenza, il viaggio attraverso le proprie ferite e le proprie paure rappresentate simbolicamente da mostri, draghi, streghe, incantesimi. Sono numerosissimi in Harry Potter, infatti, i movimenti emotivi che incarnano perfettamente una dinamica di evoluzione interiore dalle emozioni distruttive ai sentimenti, dal trauma e dalla ferita emotiva che ti domina al poterla lasciare andare.

Gli incantesimi stessi di Harry Potter, come ad esempio il famoso Expecto Patronum, rappresentano evocazioni di energie archetipali che possono agire dal campo madre nel gioco duale, ma al contempo, la cerva che si presenta ad Harry nell’Incanto Patronus, richiama l’archetipo di trasformazione celtico e si collega al perdono del trauma dell’attaccamento che Harry ha subito perdendo i genitori.

In Harry Potter tutto il tema magico accade e si snoda in continuo controcanto con il percorso emotivo interiore di superamento della ferita abbandonica, di trasmutazione della rabbia e della paura, come accade ad esempio nel Torneo Tre Maghi, dove ciascun mago viene confrontato con la sua peggiore paura, nell’acqua, archetipo del liquido amniotico, chiave di regressione in un’altra dimensione, là dove ogni mago trova annegato chi a cui è più legato e che ha più paura di perdere.

Il lavoro esperienziale durante la giornata è stato costruito in modo tale da far vivere in presa diretta questi passaggi interiori, in modo che durante la giornata accada effettivamente la trasmutazione emotiva, l’accrescimento della forza psichica, il superamento stesso della dualità bene/male.

Il tutto finalizzato a una cosciente rivendicazione del proprio potere luminoso, addestrato attraverso tecniche che richiamano gli incantesimi di Harry. Attraverso giochi di ruolo, esercizi emotivi e psicodrammatici, visualizzazioni, pratiche coscienziali ogni partecipante potrà vivere la magia del passaggio e del ricongiungimento con le dimensioni del sè, dell’allineamento con il campo madre, dell’alchimia trasformativa e della magia bianca naturale.

Harry Potter infine sceglie di gettare via la bacchetta di sambuco, la bacchetta più potente, dono della morte: Harry getta via l’idea che sia necessario avere qualcosa per esprimere il massimo potere, perché il massimo potere è semplicemente nell’Uno che è nell’interiore di tutti noi. Allora gli incantesimi divengono realtà.

 

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