La fine è il mio inizio

La Fine è il Mio Inizio – Un padre racconta al figlio il grande viaggio della vita…

Un monaco zen siede nel silenzio della sua cella, prende un pennello e con grande concentrazione fa un cerchio che si chiude, l’ultimo gesto della mano su questa terra.

Tiziano Terzani, sapendo di essere arrivato alla fine del suo percorso, parla al figlio Folco di cos’è stata la sua vita e di cos’è la vita: «Se hai capito qualcosa la vuoi lasciare lì in un pacchetto», dice.

Così, all’Orsigna, sotto un albero a due passi dalla gompa, la sua casetta in stile tibetano, in uno stato d’animo meraviglioso, racconta di tutta una vita trascorsa a viaggiare per il mondo alla ricerca della verità. E cercando il senso delle tante cose che ha fatto e delle tante persone che è stato, delinea un affresco delle grandi passioni del proprio tempo.

Ai giovani in particolare ricorda l’importanza della fantasia, della curiosità per il diverso e il coraggio di una vita libera, vera, in cui riconoscersi. La sua proverbiale risata e la tonalità inimitabile della sua voce, che qui si è cercato di restituire intatte, lasciano trasparire la serenità di chi non lotta più, felice di un’esistenza fortunata, ricca di avventura e amore.

Questo libro è un testo unico che racchiude tutti i suoi libri precedenti, ma anche li precede e li supera. «Se mi chiedi alla fine cosa lascio, lascio un libro che forse potrà aiutare qualcuno a vedere il mondo in modo migliore, a godere di più della propria vita, a vederla in un contesto più grande, come quello che io sento così forte.»

Non ci sono scorciatoie che possono indicare il cammino, ognuno di noi deve fare questa strada da solo. I libri sacri, i maestri, le religioni, possono aiutare, servono, ma come gli ascensori che ci portano sù facendoci risparmiare le scale. L’ultimo pezzo del cammino che conduce sul tetto dal quale si vede il mondo, quell’ultimo pezzo va fatto a piedi, da soli (Tiziano Terzani)

Prefazione

Mio carissimo Folco, sai quanto odio il telefono e quanto mi e ormai difficile, con le pochissime forze che ho, scrivere anche due righe così. Per cui niente « lettera », ma un telegramma con le due o tre cose a cui ancora tengo e che è importante tu sappia.

Sono terribilmente affaticato, ma serenissimo. Adoro essere in questa casa e conto di non muovermi più da qui. Spero di vederti presto, ma solo a condizione che tu abbia finito il tuo lavoro. Una volta qui, tutto ti(ci) travolgerà, specie se tu accettassi un’idea sulla quale ho molto riflettuto. Questa:

…e se io e te ci sedessimo ogni giorno per un’ora e tu mi chiedessi le cose che hai sempre voluto chiedermi e io parlassi a ruota libera di tutto quello che mi sta a cuore, dalla storia della mia famiglia a quella del grande viaggio della vita? Un dialogo fra padre e figlio, così diversi e così eguali, un libro testamento che toccherà a te mettere assieme.

Fai presto, perché non credo di avere molto tempo. Fai i tuoi programmi e io cerco di sopravvivere ancora per un po’ per questo bellissimo progetto, se sei d’accordo. Ti abbraccio, i’babbo. Tiziano Terzani

La Fine è il Mio Inizio
Un padre racconta al figlio il grande viaggio della vita

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Tra le sue ultime testimonianze scritte c’è anche la prefazione al libro di Ludovico Guarneri LA COSA PIU’ STUPEFACENTE AL MONDO. Chi ha letto Un altro giro di giostra, troverà delle incredibili coincidenze di fatti e di riflessioni. Ed infatti Terzani scrive nella prefazione del libro: “Un viaggio parallelo, simili conclusioni, emozioni in sintonia, senza che ci fossimo parlati per più di un anno”

Anam il Senzanome – L’intervista realizzata dal regista Mario Zanot nel maggio 2004, è l’ultima testimonianza filmata di Tiziano Terzani, scomparso due mesi dopo nel suo ritiro dell’Orsigna sull’Appennino pistoiese.

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