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La felicità è un punto di vista

La felicità è un punto di vista.

Cosa ti manca per essere felice?

Quando incontriamo qualcuno per strada che conosciamo lo salutiamo e gli chiediamo: “come stai?”. E se iniziassimo a chiederci l’un l’altro: “Sei felice?”. Proviamo a immaginare cosa succederebbe.

Ma la felicità, dov’è?

Se riuscissimo a rispondere sinceramente alla domanda “Oggi sei felice?”, le nostre giornate assumerebbero un valore diverso. Vivremmo ogni istante ricordandoci di essere felici e non concentrati su aspetti meno importanti, come le scadenze, le cose da fare, gli oneri, le responsabilità.

Certo, tutto questo non si azzererebbe ma non sarebbe il focus delle nostre giornate e potremmo vivere i nostri doveri quotidiani come un mezzo per raggiungere quella felicità.

Ma la felicità, dov’è? Dove si trova? Chi può definire cos’è la vera felicità?

Se ci soffermiamo a pensare alla nostra vita, quanti attimi all’interno di una giornata ci sentiamo davvero felici? E questa felicità provata, dipende da ciò che abbiamo o da ciò che non abbiamo?

La felicità si impara

Si leggono storie pazzesche di persone che nel mondo sono riuscite a realizzare imprese apparentemente impossibili o che hanno saputo fare della loro vita un’opera d’arte.

E sapete qual è la cosa buffa? Che se una persona, una sola persona nel mondo è riuscita a realizzare qualcosa, allora ognuno di noi può fare lo stesso. Magari non la stessa cosa, ma può puntare dritto a realizzare i propri sogni.

Siamo troppo convinti di non essere portati per questo o per quello, limitandoci a vivere in quello che conosciamo come riconosciuto dall’esterno. Se tutto ciò ci rende felici, allora ben venga, ma se la felicità si affaccia poche volte alla finestra della nostra vita, allora è tempo di imparare la felicità.

E come si impara la felicità? Osserviamo un bambino, quando inizia a muovere i primi passi. Nessuno gli ha spiegato che deve puntare i suoi piedini, tirarsi su e muoversi, eppure istintivamente, inizia a farlo, anche osservando la realtà che ha attorno. È innato in lui il senso del movimento.

E per la felicità è la stessa cosa, è innata in ognuno di noi, è un modo di guardare la vita, di cogliere nei piccoli eventi quotidiani, un pizzico di felicità: un buongiorno, il sorriso regalato a un passante, una frase letta a caso, un sorso di birra in una giornata calda, una musica che culla, l’abbraccio di chi amiamo, la bellezza di un prato verde. Potrei continuare all’infinito.

Cosa ti manca per essere felice?

Ho letto un libro intitolato Cosa ti manca per essere felice?, la storia di una ballerina e pittrice che mi ha molto colpito. Simona Atzori racconta la sua esistenza ricca di amore, di traguardi raggiunti e sogni realizzati. Eppure, Simona nasce senza l’ausilio degli arti superiori, le braccia.

Esistono storie incredibili nel mondo che ci permettono di vedere la nostra stessa esistenza sotto un’ottica totalmente diversa, di accorgerci che non ci manca nulla per essere felici, anche se non abbiamo il partner dei nostri sogni, anche se viviamo un momento di difficoltà familiare o economica, anche se gli amici non sono poi così amici.

La felicità è una scelta, è il filtro che decidiamo di applicare alla nostra macchina fotografica che ogni giorno scatta e memorizza tutti i frame della nostra vita.

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