Io Sono – La pratica trasformativa delle affermazioni ripetute

Io Sono – La pratica trasformativa delle affermazioni ripetute.

Una semplice pratica che ognuno può imparare per trasformare molti aspetti della propria vita.

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Sempre più frequentemente nelle canalizzazioni condivise da Lee Carroll, Kryon ribadisce un suggerimento molto interessante per avviare trasformazioni pratiche ed importanti nella nostra vita.

Per certi aspetti potremmo considerare questo suggerimento una “tecnica”, anche se nei fatti si presenta fin troppo semplice nella sua meccanica di attuazione.

Del resto, per quanto mi riguarda sono sempre state le cose semplici quelle che hanno catturato la mia attenzione. Per un cammino di auto-conoscenza, di crescita e determinazione personale, di scoperta dello Spirito, i sistemi macchinosi e complicati soggetti a particolari vincoli o condizioni così come quelli iniziatici o esoterici nei quali si affronta un cammino per tappe e gradini (o livelli), hanno sempre procurato in me una spontanea antipatia.

Il mio discernimento personale mi ha sempre suggerito: “Se qualcosa è veramente buono e salutare per tutti non può essere accessibile solo a pochi.

Deve avere le caratteristiche di 1) semplicità di fruizione, 2) accessibilità a tutti e 3) gratuità, così come l’aria o l’acqua attorno a noi.”

Questa è una tecnica che non ha bisogno di alcun prerequisito per essere applicata, anzi, la può imparare anche un bambino. Di fatto, pur considerandola in fase iniziale come pratica o esercizio, può diventare un’attitudine mentale e comportamentale, un’abitudine positiva che ci pone in condizione di continua espansione dei nostri potenziali. Del resto non è quello che ognuno di noi ha fatto e continua a fare nei riguardi di ogni conoscenza appresa ed in seguito padroneggiata?

Pensiamo a come sia naturale per noi oggi poter leggere queste righe o interpretare ciò che ci indica l’orologio o cogliere il valore del prezzo del prodotto sullo scaffale mentre facciamo la spesa o guidare la macchina. Sono conoscenze che abbiamo integrato con una fase di esercizio iniziale e successivo allenamento e che ora agiscono in noi, a nostro servizio, in modalità nascosta ma efficace. Nessuno di noi si sofferma su ogni lettera di questo scritto, così come doveva fare il primo anno di scuola per poterla interpretare. Siamo ad un fase di maggiore libertà: quella in cui si fruiscono e comunicano significati.

Ora, questo spunto dato dalle canalizzazioni di Kryon, anche se per diventare efficace deve passare per la stessa procedura mentale di apprendimento di ciò che è stata l’alfabetizzazione o la scuola guida, è comunque di gran lunga più semplice.

Sì, più facile a farsi che a dirsi. Quindi passo subito al nocciolo della questione.

PARLARE A NOI STESSI

Da qualche anno ormai, ma con crescente frequenza, nelle canalizzazioni Kryon suggerisce di PARLARE alla nostra biologia. Non l’invito ad un semplice dialogo silenzioso, interiore, che ha certamente e comunque la sua efficacia, ma a usare la VOCE. Certo, a me la cosa ha sempre dato un po’ di imbarazzo perché mi sento un po’ sciocco a parlare in una stanza… vuota. Il fatto è che anche quando siamo in una stanza “vuota” non è che non ci sia nessuno, ci siamo NOI.

Ed il pronome personale “NOI” in questo caso lo sto usando non soltanto riferendomi all’insieme “IO+VOI” che state leggendomi, ma al NOI del quale è composta la nostra personale biologia. Nella nostra coscienza ognuno di noi si percepisce come singolo ma a livello biologico siamo un meraviglioso insieme di miliardi di cellule che operano in armonia per fornire al nostro “IO” un adeguato supporto vitale.

Kryon informa che ogni nostra singola cellula è costantemente in nostro ASCOLTO. Non soltanto una cellula segue quanto inscritto nella propria programmazione genetica. Ogni cellula CONOSCE, costantemente, in tempo reale, ciò che accade nel nostro corpo. SA cosa accade alle altre cellule e agisce in concerto con le altre per conseguire uno scopo comune.

Questo scopo in parte è dato dalla programmazione genetica inscritta in esse. Se noi non facciamo nulla, se rimaniamo incoscienti di questa possibilità, semplicemente le cellule tendono a seguire il loro settaggio iniziale.

Tuttavia anche se noi viviamo incoscienti di questo fatto, per la nostra struttura cellulare rimaniamo comunque il CAPO, e ciò che il CAPO comanda diventa ordine esecutivo.

Bella cosa, diremmo noi. Adesso ordino alle mie cellule seduta stante di ringiovanire o di farmi passare questo disturbo cronico, e quelle eseguono… Eh? Perché invece non lo fanno?

Beh… forse lo stanno facendo, come del resto hanno sempre fatto. Il punto è: fino ad ora noi, quali istruzioni abbiamo comunicato alla nostra biologia la quale è SEMPRE in ascolto?

Se non parliamo direttamente alla biologia, comunque parliamo costantemente a noi stessi. E come ci consideriamo? Quali convinzioni abbiamo consolidato in noi stessi magari a causa dell’influenza delle persone attorno a noi o dell’educazione o della cultura in genere o anche della nostra personale esperienza?

Ci consideriamo persone in salute? Forti? Sicure di noi? Meritevoli di amore e di attenzioni? Simpatiche? Capaci? Cariche di potenziali da poter esprimere?…

Direte voi, a parte la prima domanda, le altre centrano qualcosa con la nostra biologia? A me pare proprio di sì. La mia struttura cellulare lavora per adattarsi coerentemente all’immagine che IO ho di me.

Sono convinto di essere pigro? Lo ripeto a me stesso? Lo ribadisco agli altri? Bene, la mia biologia collaborerà: mi sentirò più stanco, digerirò più lentamente, avrò meno stimoli e motivazioni atti a praticare uno sport o anche solo a farmi una passeggiata. E questa collaborazione del mio corpo non farà che consolidarmi nella mia convinzione. La coscienza della biologia è piuttosto LETTERALE. Teniamone conto! Il CAPO dice che È pigro? Bene, impegniamoci per accontentarlo.

Quali sono le cose delle quali siamo convinti e che riteniamo semplicemente parte della nostra IDENTITÀ?

Qualche esempio: “Per costituzione fisica tendo ad ingrassare”… “Non riesco proprio a rinunciare a tale cibo”… “Sono un fumatore / una fumatrice”… “Non so finire un pasto senza un bel bicchierino”… “Sono brutto/a”… “Sono soggetto/a al mal di gola”… “Se capita in giro una malattia sta sicuro che me la becco”… l’elenco potreste allungarlo con estrema facilità voi.

Ovviamente abbiamo in noi anche un bel bagaglio di convinzioni positive, che a loro volta sono supportate dalla nostra biologia. Ma l’elenco di convinzioni di tipo negativo o penalizzante ci fa capire molto più chiaramente che se la nostra struttura cellulare è IN ASCOLTO, allora perseverare in convinzioni tipo queste alla lunga non ci è affatto salutare né vantaggioso

Perché presentando questo argomento ho evidenziato la parola IDENTITÀ? Perché l’intelligenza della nostra struttura cellulare, la quale sul nostro corpo SA molto ma molto di più di quanto arriva alla nostra coscienza (fate un buon test kinesiologico e ve ne renderete facilmente conto), risponde molto più efficacemente al chi SIAMO, inteso non in termini assoluti, ma relativamente a come noi vediamo noi stessi.

Stando a queste premesse la strada per intervenire con dei cambiamenti sulla nostra biologia e su aspetti penalizzanti della nostra personalità sembrerebbe quindi essere abbastanza semplice: rivedere le nostre attitudini e convinzioni riguardo agli aspetti spiacevoli e indesiderati della situazione nella quale ci troviamo, fornendo le relative ISTRUZIONI al “NOI” rappresentato dall’insieme della nostra struttura biologica.

DEFINIRE UN’AFFERMAZIONE POSITIVA

Ecco lo spunto per poterlo fare che ci viene offerto dalle canalizzazioni sopra citate:

PARLARE A NOI STESSI, attraverso le già ben note AFFERMAZIONI, ovvero sentenze positive e mirate a ciò che desideriamo portare nella nostra vita, che andremo a RIPETERE con costanza o regolarità durante le nostre giornate.

MA con le seguenti precisazioni che sviluppo qui a seguito:

1) Meglio se si riferiscono alla nostra IDENTITA’ e al TEMPO PRESENTE

Per la nostra mente cosciente e intellettuale tutte le forme seguenti hanno significato: “Io desidero…”, “Io vorrei…”, “Io avrò…”, “Io voglio avere…”, “Mi piacerebbe…”, “Voglio manifestare…”, “Otterrò…”, “Sono in grado di creare…”. E tutte di certo portano il loro potenziale trasformativo.

Tuttavia IO sono il CAPO che parla ad una struttura cellulare che comprende ciò che io dico di essere e non è in grado di concettualizzare il mio linguaggio oltre a non possedere una coscienza temporale.

Quindi, la mia affermazione comincerà così “IO SONO…”

  • “IO SONO felice”
  • “IO SONO sano / in salute”
  • “IO SONO saggio”
  • “IO SONO simpatico”
  • “IO SONO giovane”
  • “IO SONO amabile” …

2) L’affermazione va costruita in forma POSITIVA

Evitiamo quindi negazioni. Sia per aiuto a noi stessi che per l’incapacità di concettualizzare da parte della nostra struttura cellulare.

“IO non SONO cattivo” va sostituita con “IO SONO buono” o “IO SONO gentile”… “IO non SONO violento” o “IO SONO un non violento” diventeranno “IO SONO pacifico” o “IO SONO un portatore di pace” o “IO SONO un costruttore di pace”. “IO SONO senza dolori” meglio sostituirla con qualcosa tipo “IO SONO nel benessere fisico”, “IO SONO in salute” o magari “IO SONO in salute e sto bene”.

Ci capiterà nella ricerca di un’affermazione adatta alla nostra intenzione di imbatterci in spontanee formulazioni negative da parte nostra. Questo ci darà anche la misura di quale sia il nostro consuetudinario atteggiamento nel considerare noi stessi o di quanto sia presente la negazione nelle nostre abitudini mentali.

3) L’affermazione sia BREVE

La nostra struttura cellulare, ribadisco, non è concettuale e un lungo discorso perde “energia” e incisività volitiva già nella nostra mente. Pensiamo ad un comandante che per mettere in marcia la sua truppa di soldati si metta a leggere loro una lettera riportante le motivazioni per le quali lo chiede loro… Otterrebbe probabilmente una bella dormita di gruppo. Molto più efficace un “Avanti marsch!”, vi pare?

Quindi serviamoci di affermazioni concise. Al massimo con un paio di elementi, in ogni caso non più di tre, coscienti che comunque ogni allungamento annacqua l’efficacia.

Quindi evitiamo “IO SONO intelligente più di Einstein e sono destinato a diventare un astrofisico migliore di Stephen Hawking”.

Ma magari affermazioni tipo “IO SONO intelligente” o magari “IO SONO intelligente e sicuro dei miei obiettivi”…

4) Meglio usare affermazioni GENERALI piuttosto che specifiche

Sono colpito da un disturbo fisico? Una malattia? Meglio affermare “IO SONO sano” o “IO SONO in salute” o “IO SONO in perfetta salute” piuttosto che “IO SONO guarito dall’ulcera gastrica”

Casomai possiamo costruire l’affermazione in questo modo “IO SONO perfettamente sano, anche di stomaco”.

Perché meglio stare nel generale? Perché la nostra biologia SA molto meglio della nostra mente quali sono i processi complessivi in atto. Fosse per noi, dato che ci causa dolore, spegneremmo semplicemente il dolore provocato dalla nostra ulcera. Ma la nostra biologia magari è a conoscenza che l’ulcera è solo il campanello di avviso di un disagio differente, e spegnere questo disagio non è sufficiente a portarci in uno stato di salute e benessere. Magari l’ulcera è stata provocata dallo stress di una mente affaticata da sollecitazioni quotidiane, in famiglia o sul luogo di lavoro; magari per questo è da un po’ che non riposiamo adeguatamente e ci alimentiamo male o disordinatamente. Ecco che la nostra biologia saprà intervenire con intelligenza di insieme per concorrere a che tutti questi nostri aspetti a disagio vengano soccorsi. Magari cominceremo ad avvertire la necessità di dormire di più o ci sentiremo attratti da cibi più adatti al nostro stato e magari si innalzerà e irrobustirà la nostra soglia di “stressabilità”.

5) Tutto è più efficace se lo facciamo SENTENDOCI OK

Se è possibile, mentre facciamo queste nostre affermazioni sintonizziamoci con una sensazione positiva, di GIOIA o di GRATITUDINE o di PACE o di AMORE. L’immersione e la permanenza in un sentimento positivo ed incondizionato già di per sé provocano uno spontaneo stato di rilassamento e la tendenza a rallentare il frenetico lavorio della mente. Se per nostra struttura interiore o modo abituale di essere non ci viene facile connetterci a sentimenti come questi non scoraggiamoci. Impegniamoci comunque con costanza nel resto della procedura. Funzionerà comunque.

In ogni caso potremmo utilizzare questa stessa tecnica anche per migliorare il nostro sentire emozionale, magari con l’utilizzo di un’affermazione tipo: “IO SONO connesso con le mie emozioni” o “IO SONO sensibile” o “IO SONO emotivamente recettivo”…

Riassumendo, non vi è comunque modo più diretto per farsi capire dalla nostra struttura cellulare che “parlare il suo linguaggio”: – DIRETTO, – ATEMPORALE E NON LOCALE (QUI E ORA), – TRAMITE L’ENERGIA DELLE EMOZIONI INCONDIZIONATE.

E abbiamo così definito come possa essere costruita un’affermazione positiva efficace.

RIPETIZIONE

Quanto ripetere le affermazioni? Vi risponderei come per certi ingredienti sulle ricette di cucina: quanto basta. So che la risposta vi lascerebbe un po’ perplessi. Eppure sarebbe la più corretta poiché non può esservi una regola generale per tutti e nemmeno per noi stessi tra un tipo di affermazione ed un altro. Ripetete più che potete, quando potete, finché vi siete resi conto che avete colto il risultato ambito.

Probabilmente trovare degli spazi per l’esercizio in momenti prefissati della vostra giornata, magari al mattino, in pausa pranzo o alla sera, o in tutti questi momenti, potrà aiutare a trasformare la pratica in abitudine. Io per esempio ho un bel tratto di strada in auto per recarmi e tornare dal lavoro. Ne approfitto.

Come per tutte le cose nuove ma che richiedono un po’ di dedizione, è facile partire con entusiasmo e perdere abbastanza rapidamente la motivazione. Sarebbe cosa buona farvi dei test a scadenza almeno settimanale e verificare che tipo di variazioni sono avvenute dentro di voi e che tipo di sincronicità avete sperimentato relativamente a ciò su cui state lavorando. Se foste davvero diligenti lo scrivere un piccolo rapportino periodico in un taccuino o nello smartphone aiuterebbe tantissimo a consapevolizzare sull’efficacia del vostro lavoro e a sostenere le vostre motivazioni.

Ovviamente potete lavorare nello stesso periodo su più affermazioni. Siete voi che decidete il meglio per la vostra vita. Anche qui, vi invito comunque a testarvi. Per chi vuole crescere, imparare ad essere consapevoli su sé stessi non è un optional, è una NECESSITÀ.

Le migliorie positive che avvengono nella nostra vita si presentano sempre più discretamente e silenziosamente di quelle negative o dolorose. Necessitano di attenzione per essere riconosciute. Per cui faccio mia una frase che ho appena letto su Fecebook: “Quando siete felici, fateci caso!”

ALTRI ASPETTI COINVOLTI NEL PROCESSO DI FUNZIONAMENTO DELLA TECNICA

Finora ho tirato in ballo solo l’azione positiva e di cambiamento date da una sinergia potenziata con la nostra struttura biologica. E fosse solo questo sarebbe già comunque moltissimo. Ma in gioco nell’efficacia di questo tipo di affermazioni vi sono anche altri fattori. Fattori che comunque non sono disgiunti dalla funzionalità della nostra biologia.

ASPETTO PSICOLOGICO

Se da una parte contiamo su una biologia in ASCOLTO del proprio CAPO, da un’altra parte dobbiamo considerare anche la nostra struttura psicologica oltre che, come vedremo a seguito, la natura e la struttura della realtà che ci circonda, sulla quale abbiamo un costante influsso creativo, che ce ne rendiamo conto o meno.

Tutte le nostre convinzioni, specialmente relative all’immagine che abbiamo di noi stessi ovvero alla nostra identità, psicologicamente sono “registrate” a livello inconscio. E come vengono registrate nell’inconscio le convinzioni?

Due sono i “fissanti”: la RIPETIZIONE, e l’INTENSITÀ EMOTIVA.

Se fin da bambini tutti attorno a noi ci hanno detto, pur all’oscuro di questi meccanismi e anche in buona fede, che SIAMO degli SCIOCCHI, e ce l’hanno ripetuto centinaia e centinaia di volte in svariati contesti e occasioni, è quasi assicurato che questa sarà diventata per noi una convinzione identitaria.

Se inoltre le persone che ci hanno indotto questa convinzione sono a noi care quali i genitori, i fratelli, gli amici o figure che hanno rivestito un’autorità o un particolare influsso, questa convinzione sarà accompagnata anche da un nostro coinvolgimento emotivo che la “fisserà” ancor più solidamente.

Questa convinzione rimarrà “scritta” in noi e ci accompagnerà condizionandoci per tutta la vita.

Avremo bassa stima di noi, ci riterremo poco capaci intellettualmente, faremo realmente fatica ad imparare le cose perché anche la nostra mente, assieme al resto della nostra biologia, tenderà ad assecondare tale immagine che abbiamo di noi. … A meno che non interveniamo modificando questa “registrazione”.

Come fare per cancellare questo tipo di “registrazione”? Ce ne sono parecchie di tecniche molto efficaci in tal direzione. Io stesso conosco per esempio EFT o Logosintesi. Ma una modalità alla portata di tutti è senz’altro questa: annullarla tramite una nuova “registrazione” data dalla ripetizione di affermazioni positive.

La stessa modalità quindi che ha fissato in noi le “registrazioni” penalizzanti: RIPETIZIONE + presenza di INTENSITÀ EMOTIVA, tramite la procedura spiegata sopra.

IL FATTORE DELLA REALTA’ QUANTICA, MULTIDIMENSIONALE

Non so voi, ma io do per scontato che il nostro essere condivide qui e ora ben altri “reami” che non l’esperienza attuale e spazio-temporale sul terzo pianeta del Sistema Solare.

Il mio IO che scrive questo testo ed il vostro IO che lo sta leggendo non sono che un aspetto di un nostro ESSERE più “complesso” (giusto per dare in qualche modo un aggettivo) che esiste in più dimensioni.

Lo studio della Fisica da un secolo ormai conosce la natura bizzarra della struttura della realtà nella quale ci muoviamo. Una natura che cozza con l’esperienza piuttosto materiale e deterministica che comunemente sperimentiamo a livello pratico e sensoriale. La parte logico-deduttivo-analitica della nostra mente, oltre che i nostri 5 sensi, sono strutturati per orientarsi in una realtà 4D, spazio-temporale. Ciò che è “al di là” di queste coordinate quadridimensionali non è sensorialmente percepibile né mentalmente concepibile. Per fortuna siamo dotati anche di una serie di altre intelligenze quali l’intuizione, il discernimento interiore, la creatività e persino l’intelligenza del nostro sistema cellulare (inserirei anche l’intelligenza del nostro corredo genetico), che invece in qualche modo si interfacciano con il nostro essere multidimensionale. Queste intelligenze lavorano in qualche modo slegate dalle dimensioni dello spazio-tempo. Sono in grado di cogliere ispirazioni, saggezza, bellezza, amore, persino umorismo… Sanno leggere in qualche modo i nostri potenziali. A qualche livello sanno dei nostri “contratti” e della nostra natura più “estesa”, “a cavallo” tra le dimensioni.

Sono in grado di agganciare quelli che io chiamo punti di contatto tra la Saggezza Divina, atemporale e non locale, e la trama del nostro spazio-tempo, ovvero le SINCRONICITÀ.

La tecnica delle AFFERMAZIONI RIPETUTE non influisce quindi solo direttamente sulla nostra biologia e sulla nostra struttura psicologica, ma lavora anche con e tramite le nostre intelligenze aperte alla realtà multidimensionale.

Quando seguendo la tecnica ripetiamo “IO SONO in perfetta forma fisica”, non soltanto la nostra struttura biologica tenderà a modificare per assecondare il nostro intento, non soltanto la nostra psicologia comincerà a piegarsi per accogliere un’immagine di noi più tonica e reattiva, ma probabilmente anche la realtà che ci circonda comincerà a palesarci “occasioni” che vanno in quella direzione. Magari ci arriverà un invito ad una palestra bella e vicinissima a casa o al posto di lavoro e che mai avevamo notato. Magari conosceremo qualcuno col quale ci sentiremo in sintonia e che ci introdurrà a un qualche sport del quale ci appassioneremo.

Ci si presenteranno con più frequenza delle SINCRONICITÀ positive che oltretutto ci sarà più facile notare ed agganciare.

Potremo quindi cominciare a “fluire” nella vita, spinti in poppa da un vento interiore ed esteriore, piuttosto che continuare a fare i salmoni che si sfiancano nello sforzo di risalire la corrente contraria.

IL NOME DI DIO

Vi è infine un ulteriore fattore che almeno intuitivamente non vi sarà sfuggito: le parole hanno una loro vibrazione, veicolano una loro energia ed un loro contenuto. Sappiamo che la materia, la manifestazione concreta nella nostra realtà, in ultima analisi può essere considerata come energia “dalla frequenza rallentata”.

I testi venerati come sacri da buona parte dell’Umanità parlano di una Creazione che avviene grazie alla PAROLA di DIO. Dio PARLA e ciò che dice appare all’ESISTENZA.

Ora, nelle medesime Sacre Scritture, con quali parole DIO rivela sé stesso?

Bravi, avete indovinato: IO SONO colui che sono. (Ehyeh Asher Ehyeh). IO SONO! Un bel corto circuito no? DIO, il Creatore dell’Esistente mediante la sua Parola, rivela la Parola (creatrice) che meglio di qualunque altra si adatta a riferirsi e a significare il Creatore.

Quando diciamo IO SONO noi affermiamo il nostro legame con DIO, la nostra compartecipazione alla sua natura divina e alla sua capacità creativa. Tutte le nostre intelligenze interfacciate con la nostra essenza multidimensionale SANNO che è il Creatore che parla. Tutto il “tessuto” della nostra realtà “reagisce” ad una divina volontà creativa.

Teniamo comunque sempre in considerazione che la realtà che sperimentiamo non è la conseguenza di ciò che noi presi singolarmente creiamo o vi proiettiamo, ma dell’incontro e dell’insieme di innumerevoli creazioni date da tutti i Creatori che siamo in questo pianeta ed in chissà quali altri Reami. Il bambino vuole che tutto sia per lui, in riferimento ai propri desideri e alle proprie pulsioni. L’adulto, quale noi siamo, ci si auspica tenda a comprendere e ad assimilare la sua particolare e singolare esperienza nell’armonia del tutto.

E con queste considerazioni credo che abbiamo fornito abbastanza spunti per considerare il potenziale di efficacia di tale pratica.

L’ASPETTATIVA ED IL TEMPO

L’ ASPETTATIVA ed il TEMPO sono due aspetti con in quali dobbiamo cominciare ad armonizzarci piuttosto che farci a pugni. La nostra biologia SA, cose che noi non sappiamo. Cosa è meglio accelerare? Cosa è meglio rallentare? Cosa deve essere lasciato com’è, per il momento o… per tutta la vita?

Abbiamo detto che l’intelligenza della nostra biologia non solo sa come “condurre” i processi nel nostro corpo ma è anche legata a nostri aspetti multidimensionali. SA anche CHI SIAMO, quando noi non lo sappiamo e nello specchio la mattina vediamo solo una faccia da lavare, peli da rasare o pelle da truccare… La nostra biologia SA dei nostri potenziali, SA dei nostri contratti, SA adeguarsi e attendere le SINCRONICITÀ.

Quindi anche se è SEMPRE in ascolto e sempre esegue gli ordini del CAPO è anche vero che è connessa al nostro SE’ SUPERIORE e a quel livello ciò che ci è opportuno non è detto che coincida con le nostre aspettative specifiche in termini di tempi o di risultati.

Impariamo quindi a liberare la mente dalle aspettative e impegniamola piuttosto a rimanere sintonizzata sulla perseveranza dell’esercizio e attenti a cogliere segni di sincronicità e cambiamenti a 360° nella nostra vita. Un’aspettativa troppo focalizzata e ristretta rischia di far perdere di vista l’arrivo del treno che non era atteso in quell’orario o in quel binario ma che è proprio quello giusto per noi.

ULTIMO PUNTO DELLA TECNICA: AGIRE!

Stiamo seduti nel nostro trono con la bacchetta magica in mano. Siamo esseri adorati e basta allungare la bacchetta e pronunciare la parola magica: ogni nostro desiderio si avvera!

Vi ho dipinto in due righe l’icona di un grande mago? Di un essere divino e creatore? No! In realtà stavo descrivendo ognuno di noi da bambino.

Ci rivediamo? Seduti sul nostro bel seggiolone col sonaglino in mano? Basta dire qualche parolina e tutti attorno accorrono per compiacerci sorridenti e per soddisfare i nostri bisogni, desideri o… capricci! Qualche nostalgia, eh?

Il fatto è che quando pensiamo a qualche tecnica che ha il potenziale di portare concreta trasformazione nella vita cadiamo facilmente nell’archetipo illusorio della bacchetta magica.

Posso dirvi la mia? Se potessi accedere ad una situazione del genere in brevissimo tempo diventerei un tutt’uno col divano, iper-obeso, muscolarmente atrofico, emotivamente e mentalmente apatico. La mia percezione di me stesso, degli altri attorno a me, della realtà circostante si deformerebbe ripiegandosi e l’Universo comincerebbe ad apparirmi completamente Diego-centrico.

Meno male che non è questa la “struttura” della realtà nella quale ci troviamo a sperimentare. Se per voi invece fosse questa allora ho una brutta notizia da darvi: avete sbagliato Pianeta.

Fortunatamente la nostra esperienza è RELAZIONALE. Da Umani sperimentiamo IN RELAZIONE A. Agli altri soprattutto, all’ambiente, alle percezioni che ne ricaviamo. E la relazione è data anche dall’INTERAZIONE.

Quindi, tutto di per sé è possibile, ma se si vogliono sperimentare delle trasformazioni nella nostra vita bisogna coinvolgere TUTTO il nostro essere. Sarà probabilmente abbastanza inutile rimanere chiusi nella nostra stanza ripetendo pur con invidiabile costanza “IO SONO socievole” o “IO SONO realizzato nell’amore di coppia”. Se non si esce da quella stanza, per quanto la nostra biologia si predisponga, per quanto la nostra psicologia si riadatti, è difficile intercettare le SINCRONICITÀ che ci renderanno manifesta la direzione che abbiamo scelto.

Certo, un giorno potrebbe anche arrivare qualcuno e bussare alla nostra porta. Ma magari sono passati secoli, mentre se ci fossimo mossi avremmo incrociato treni su treni di sincronicità.

Quindi, le ripetizioni vanno compendiate con: –

  • AGIRE,
  • MUOVERSI,
  • PORRE ATTENZIONE,
  • RIMANERE RICETTIVI,
  • SEGUIRE LE INTUIZIONI (Importantissimo! Imparate a fidarvi del vostro discernimento e fatelo!),
  • METTERSI IN GIOCO.

IN SOMMI CAPI

Riepilogando quindi in breve questa pratica, è importante:

  • DEFINIRE L’AFFERMAZIONE secondo le modalità descritte sopra.
  • (RIPETERLA)
  • RIMANERE APERTI, ATTIVI E COLLABORATIVI nel cogliere le opportunità in direzione dell’affermazione trasformativa.

ESEMPI PRATICI

A questo punto avrete già individuato una serie di affermazioni adatte alla vostra situazione. Ottimo, perché non c’è motivo per il quale non cominciare immediatamente a mettere in pratica quanto letto.

Prima di fornirvi comunque qualche spunto di affermazioni che possono risultare efficaci relativamente a diverse aree di lavoro mi raccomando di una cosa: costruite le vostre affermazioni in modo che ABBIANO SIGNIFICATO PER VOI.

Io posso proporvi degli spunti ma non è detto che i termini che uso siano adatti a voi. Per ogni contesto di lavoro cercate quelli che vi sentite più appropriati, corretti e significativi.

Inoltre, se vi pare che la cosa possa farvi risuonare l’affermazione più incisiva e forte aggiungetevi il vostro nome proprio o direttamente il vostro nome e cognome come segue:

  • IO SONO (NOME) e sono felice
  • IO SONO (NOME COGNOME) e sono felice.
  • IO SONO DIEGO e sono felice”.
  • IO SONO DIEGO COZZUOL e sono felice.

Provate:

  • IO SONO ……………….. e sono felice.

In questo modo rafforzate l’identificazione in ciò che affermate. Sperimentate e sentite come l’affermazione risuona in voi. Per quanto mi riguarda io non vi inserisco il nome, se non di tanto in tanto. Ma ovviamente siete voi che dovete scegliere ciò che è meglio per voi stessi.

Concludiamo quindi questo lavoro con una serie di esempi raggruppati in aree di pertinenza.

SALUTE:

“IO SONO sano/a”
“IO SONO in salute”
“IO SONO in piena salute”
“IO SONO in perfetta salute”
“IO SONO in salute e vedo / odo / … perfettamente”
“IO SONO perfettamente sano/a in ogni aspetto del mio essere”
“IO SONO in forma”
“IO SONO in perfetta forma”
“IO SONO agile”
“IO SONO energico/a”
“IO SONO resistente”
“IO SONO al comando della mia biologia” …

RINGIOVANIMENTO:

“IO SONO in ringiovanimento”
“IO SONO giovane” …
AUTOSTIMA:
“IO SONO meritevole”
“IO SONO amabile”
“IO SONO amato/a”
“IO SONO degno/a di amore”
“IO SONO degno/a di attenzioni”
“IO SONO degno/a di accoglienza”
“IO SONO capace”
“IO SONO in gamba”
“IO SONO intelligente”
“IO SONO bello/a”
“IO SONO bravo/a”
“IO SONO simpatico/a”
“IO SONO affascinante”
“IO SONO importante” …

VIRTÙ / ATTITUDINI:

“IO SONO felice”
“IO SONO gioioso/a”
“IO SONO allegro/a”
“IO SONO calmo/a”
“IO SONO paziente”
“IO SONO in armonia”
“IO SONO in armonia con la vita”
“IO SONO compassionevole”
“IO SONO amorevole”
“IO SONO saggio/a”
“IO SONO profondo/a”
“IO SONO intuitivo/a”
“IO SONO fortunato/a”
“IO SONO affidabile”
“IO SONO responsabile”
“IO SONO socievole”
“IO SONO fedele”
“IO SONO riconoscente”…

ATTIVITÀ:

“IO SONO soddisfatto/a nel mio lavoro”
“IO SONO appagato/a nel mio lavoro”
“IO SONO felice in ciò che faccio” …

RELAZIONI:

“IO SONO realizzato/a nella coppia”
“IO SONO realizzato/a nella mia famiglia”
“IO SONO amorevole con il mio partner / la mia partner”
“IO SONO sessualmente realizzato/a”
“IO SONO un buon padre”
“IO SONO una buona madre”
“IO SONO a mio agio in società”
“IO SONO collaborativo/a con gli altri”
“IO SONO attento/a agli altri”
“IO SONO altruista”
“IO SONO di compagnia”
“IO SONO divertente” …

AVERI:

“IO SONO ricco/a”
“IO SONO benestante”
“IO SONO finanziariamente appagato/a”
“IO SONO finanziariamente libero/a”
“IO SONO benestante e finanziariamente libero”
“IO SONO soddisfatto/a di ciò che possiedo”
“IO SONO felice nella mia casa dei sogni” …

MAESTRIE:

“IO SONO un bravo Insegnante / una brava Insegnante”
“IO SONO un grande Maestro / una grande Maestra”
“IO SONO un abile Guaritore / un’abile Guaritrice”
“IO SONO fortemente Intuitivo / fortemente Intuitiva”
“IO SONO un attrattore / un’attrattrice di Sincronicità positive e Miracoli”
“IO SONO colmo/a di Saggezza”
“IO SONO cosciente del Divino in me” …

CONCLUSIONE

Vi ringrazio per l’attenzione e vi auguro di poter sperimentare quanto più possibile la vostra ESSENZA di emanazione del Divino che sperimenta sul pianeta Terra, anche grazie al contributo di questa semplice ma significativa pratica.

Un riconoscente abbraccio a voi. IO SONO Diego Cozzuol 🙂

L’articolo è rilasciato per volontà dell’autore Diego Cozzuol sotto disciplina della licenza Creative Commons – fonte: www.multidimensionaldna.com

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