Intervista W. Paul Young

Wm. Paul Young, autore del libro Cross Roads, che è già un best-seller negli Stati Uniti ed è uscito oggi in Italia presso le Edizioni Verdechiaro, è un uomo estremamente semplice e disponibile, al quale il grande successo delle sue pubblicazioni non ha certamente dato alla testa.

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Il successo del suo primo libro arrivò quasi per caso, e il primo a stupirsene fu proprio lui, che inizialmente ne aveva stampate appena 15 copie per i familiari e gli amici più cari. Approfittando della sua gentilezza, gli abbiamo chiesto una intervista che ci ha subito concesso, ed ecco qui quello che ci ha detto:

Nei suoi libri i personaggi sembrano reali e vivi al punto che ci si affeziona a loro e si percepisce chiaramente l’amore che esprimono:, come riesce a trasferire tutte queste sensazioni sulle pagine dei suoi libri?

Forse in me c’è qualcosa di italiano. Il vostro è un paese di artisti, poeti, cantanti e musicisti che trasformano le emozioni in arte, parole e musica. Io credo di essere per natura un traduttore, ovvero qualcuno che interpreta le idee e le emozioni in modo da renderle accessibli agli altri. E queste caratteristiche di cui scrivo sono rappresentate da persone reali che vivono e sognano, eccetto il personaggio di Cabby in Cross Road che è reale al cento per cento. E’ un ragazzo reale (affetto dalla sindrome di Down, nota di redazione) che io colloco all’interno di una fiction e che si ispira a un ragazzo che realmente esiste e che si chiama Nathan Vredevelt.

Come vede il futuro dell’umanità e del pianeta?

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E’ tempo di riconoscere che non siamo in grado di capire ma che siamo desiderosi di imparare, di aprire le nostre mani invece di chiuderle, di abbandonare ogni gerarchia di valori che cataloga le nostre differenze come base del rispetto. E’ tempo di trasformare le armi in utensili utili, è tempo che la giustizia conforti e guarisca invece di punire ed emarginare. E’ tempo che i poteri si esprimano in semplici e individuali atti di umiltà e gentilezza. È tempo di rispettare la storia e la civiltà altrui come qualcosa da proteggere e di cui si deve far tesoro. E’ tempo di porre fine alla violenza del cuore e della mente al pari di quella delle mani. E’ tempo di cominciare a sognare… insieme!

Cosa vorrebbe che si portassero dentro al cuore le persone che leggeranno Cross Roads?

Non dico mai a nessuno quello che “dovrebbe” fare. Invito soltanto a leggere la storia e a discuterne con le persone che hanno letto il libro. Cross Road è una storia che suscita molte domande. Non amo parlare di “lezioni di vita”, piuttosto desidero ampliare gli orizzonti e insegnare a cercare di capire che cosa Dio vuole comunicarci.

Detto questo, nel libro ci sono temi importanti, come il valore dell’esistenza individuale, di un Dio che è sempre buono indipendentemente da come noi lo percepiamo, di un Dio che è partecipe con grande rispetto e amore di ogni dettaglio della nostra vita indipendentemente dalla nostra capacità di aderire a un credo religioso. Vorrei che divenissimo tutti persone che credono che la vita è più grande della morte!

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