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Il Tempo tra Due Vite

Il Tempo tra Due Vite – Ricordi che emergono sotto ipnosi

Cosa accade a un’anima fra la morte del corpo e la rinascita nella sua prossima incarnazione? Lo scopriamo con questo libro, che si basa sull’esperienza e sugli studi dell’autore in materia di regressione terapeutica (la disciplina che, tramite l’ipnosi, consente all’individuo di recuperare e sciogliere i traumi accumulati nelle vite passate).

Grazie a una casistica strabiliante, raccolta dall’autore ma anche da molti altri riconosciuti scienziati e ricercatori in questo campo, scopriamo un mondo che non credevamo di conoscere, e che invece, tutto sommato, ci occorre solo ricordare.

I fondamenti del metodo

“L’idea che abbiamo vissuto delle vite passate si sta diffon­dendo sempre più e sono sempre di più le persone che ne fanno esperienza diretta. I terapeuti che offrono la possibilità di regre­dire alle vite passate utilizzano spesso la trance ipnotica, tecni­ca che consente ai ricordi delle vite passate di riaffiorare velo­cemente a livello conscio, spesso con una lucidità sorprendente.

Gli scettici sostengono che i ricordi delle vite passate siano semplicemente il risultato dell’abilità insita nell’immaginazione umana di strutturare una narrazione plausibile. In base a que­sta ipotesi, le informazioni necessarie si possono ottenere con mezzi del tutto normali nel corso della vita di ciascuno. Talvolta capita anche che presentino delle evidenti imprecisioni. Ci pare tuttavia sintomo di eccessiva leggerezza liquidare in tal modo un fenomeno così complesso.

Vi è tutta una serie di ragioni per prendere in considerazione seriamente i ricordi delle vite passate. In primo luogo si sono pubblicati numerosi casi, studiati da ricercatori diversi, in cui le persone hanno richiamato delle informazioni che sono state successivamente verificate. Queste informazioni non sono in genere eclatanti e descrivono un determinato momento della vita precedente in un modo così dettagliato che è improbabile siano state ottenute con mezzi normali. Inoltre, le circostanze di molti di questi casi sono state accuratamente analizzate, dimostrando che non vi è stato alcun tentativo di depistaggio intenzionale.

Un’altra ragione è la professionalità dei terapeuti che si dedicano alle regressioni di vita. Alcuni scettici ritengono che questi siano poco professionali e che nell’interagire col paziente in trance inseriscano domande cosiddette “suggestive”, ovvero contenenti precisi suggerimenti atti a influenzare le risposte, dal momento che essi stessi credono nella reincarnazione. Niente di più lontano dalla realtà. Molti pionieri della ricerca in questo settore negli anni Sessanta e nei primi anni Settanta erano psicologi e psichiatri professionalmente preparati. In America abbiamo Michael Newton, Morris Netherton, Edith Fiore, Helen Wambach e Brian Weiss. Al di fuori degli USA abbiamo il britannico Roger Woogler, il canadese Joel Whitton, l’australiano Peter Ramster e l’olandese Hans TenDam.

Quasi tutti hanno dichiarato di essere diventati atei durante gli anni dell’università. Impiegando l’ipnosi convenzionale per far regredire i propri pazienti allo stato infantile, si sono acciden­talmente imbattuti in qualcosa che sembrava rivelare l’esistenza di vite passate. Tutti, senza eccezione, sono arrivati a credere nell’autenticità di queste vite, in virtù degli incredibili effetti terapeutici che si manifestavano richiamandole. Alcuni pazien­ti, che non avevano risposto alle terapie convenzionali cui erano sottoposti da molti anni, fecero notevoli miglioramenti dopo solo poche sedute.

Ricordi che emergono sotto ipnosi
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Di Vita in Vita. Un approccio terapeutico alla reincarnazione

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APPROFONDIMENTI

Prefazione “Sono un ipnoterapeuta che si occupa da oltre dieci anni di ipnosi regressiva e di vite passate; ho aiutato centinaia di pazienti a superare problemi psicologici di varia natura, anche offrendo loro l’opportunità di dare un rapido sguardo alla morte seguita a una vita passata. Nel 2003 mi sono imbattuto nel lavoro di altri pionieri della ricerca sulla regressione prenatale esperti in vite passate, che avevano fatto regredire i propri pazienti al di là di una vita passata fino al tempo intercorrente fra due vite. Di qui la motivazione che mi ha spinto a diventare io stesso un terapeuta specializzato in ipnosi regressiva incentrata sulla vita fra due vite o “Intervita”.

Nel 2006 ho pubblicato il mio primo libro Di vita in vita che includeva un capitolo sulla regressione all’Intervita. Mentre lo stavo scrivendo, compresi che si trattava di un argomento che avrei voluto sviluppare in un libro vero e proprio. Ne parlai a un mio stretto collaboratore, Ian Lawton, che aveva appena finito di scrivere un libro intitolato The Book of the Soul e così decidemmo di lavorare insieme. Ian avrebbe contribuito con le sue competenze analitiche e di ricerca, mentre io avrei integrato il lavoro con la mia conoscenza e pratica della vita fra due vite. In base alle nostre ricerche congiunte, divenne subito chiaro che sarebbe stato preferibile trasferire i contenuti in due volumi separati, per raggiungere due pubblici in qualche modo distinti.

Questo è il primo libro frutto delle nostre ricerche e tratta dell’esperienza individuale di persone comuni, che hanno sperimentato una regressione all’Intervita. Esplora il mondo affascinante che ci attende tutti dopo la morte del corpo fisico e, man mano che questo territorio viene ulteriormente esplorato e tracciato, questa vita tra le vite ci rivela informazioni sorprendenti e originali. Devo ringraziare Ian, che mi ha supportato analizzando le trascrizioni delle sedute e producendo lo schema del libro, oltre che per la sua competenza così vasta. Abbiamo proseguito le ricerche ponendo domande articolate su un’ampia gamma di argomenti agli evoluti spiriti di luce che abbiamo incontrato nella vita fra le vite. Si sono così sviluppate nuove tecniche per attingere a conoscenze davvero eccezionali, che Ian ha inserito in un libro parallelo, dal titolo The Wisdom of the Soul.

Vorrei ringraziare tutte le persone coinvolte per averci generosamente dedicato del tempo e fornito in seguito un riscontro; hanno dimostrato una gran dose di coraggio e altruismo nel far conoscere al pubblico la propria esperienza di Intervita. Desidero esprimere la mia più profonda gratitudine a tutti loro, inclusa Liz Swanson, per aver portato a termine l’arduo compito della trascrizione delle registrazioni.” Andy Tomlinson

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