Il Ricordo di Sé – Le Tecniche della Quarta Via

Il Ricordo di Sé – Le Tecniche della Quarta Via

Secondo Ouspensky, il maggiore dei discepoli di Gurdjieff, esiste per l’uomo un cammino del risveglio, che egli chiama Quarta Via.

È una ricerca che, non allontanandosi mai dalla vita quotidiana e reale, si differenzia dalle altre tre Vie (quella del fachiro, del monaco e dello yogi) che invece esigono il ritiro dal mondo.

Burton si è inserito in questa tradizione, ne ha assimilato lo spirito e l’ha trasposto nel mondo di oggi, attraverso un insegnamento coinvolgente e, soprattutto, profondo.

Robert Earl Burton, un americano dell’Arkansas che si rifà (con qualche variante) alla “Quarta Via“, ovvero a quel complesso di teorie e pratiche spirituali portati in Occidente da George Gurdjieff all’inizio del ventesimo secolo, e divulgate dal suo discepolo russo Peter Ouspensky.

Il cuore della “Quarta Via”, così come Burton l’ha interpretata, è nell’espressione di Gurdjieff: “Ricorda te stesso sempre e ovunque”. Dunque gli abitanti di Apollo (ma vi sono altri mille studenti di Burton sparsi per il mondo) cercano, in tutte le loro attività, di “dividere l’attenzione”: ovvero ricordare se stessi e allo stesso tempo attendere alle occupazioni del momento.

Il Ricordo di Sé
Le Tecniche della Quarta Via
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Il ricordo di sè . Entriamo nel vivo dei processi alchemici atti a trasmutare l’uomo in qualcosa di splendidamente superiore. continua a leggere


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