Il Potere della Programmazione Quantica – Attivala in 3 mosse


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Il Potere della Programmazione Quantica – Attivala in 3 mosse

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Diventa il co-creatore della tua realtà, cambiando gli schemi di pensiero e scoprendo come tutto sia connesso.

Vincenzo Fanelli e William Bishop ti aiuteranno a:

Riprendere il controllo della tua energia

Creare simboli energetici per manifestare la realtà desiderata

Sviluppare uno schema neurologico per realizzare quello che sogni

Individuare la programmazione inconscia limitante

Accedere a stati alterati di coscienza per programmare il tuo inconscio

Rimuovere blocchi energetici

Riprogrammare la tua linea temporale futura

Scoprire nuovi strumenti per manifestare la vita desiderata

Creare una vita sana e longeva

Grazie agli esercizi proposti nel libro, riuscirai a salire a un livello superiore e riprendere il controllo della tua esistenza.


Leggi in anteprima un articolo estratto dal libro di Vincenzo Fanelli e William Bishop e scopri come riprendere il controllo della tua energia.

La zombificazione energetica – Estratto da “Il Potere della Programmazione Quantica”

Parlando di volontà non potevo evitare di trattare quei soggetti che ne sono totalmente privi, ovvero gli zombi: vagano distrattamente da una parte all’altra della città, a volte sono rinchiusi nelle abitazioni, in uffici o centri commerciali, a volte si vedono in televisione, si nutrono avidamente e distrattamente conducendo una vita fatta di impulsi istintivi senza mai portare la loro attenzione su quello che fanno.

I predatori energetici

Il bello è che questa descrizione calza a pennello per una larga fetta della popolazione mondiale: gli zombi sono già tra di noi!

Certo, non mangiano cervelli umani, parlano in maniera comprensibile e non puzzano di marcio (tranne qualche individuo dalle strane abitudini igieniche), ma sono totalmente privi di un’attenzione vigile. Reagiscono automaticamente agli stimoli dei media, agli slogan, e credono ciecamente a qualsiasi cosa provenga dalle cosiddette fonti ufficiali. Sono sprovvisti della minima abilità di porre attenzione su quanto li circonda e di autonoma capacità di giudizio.

Questi individui non sono in grado di leggere due righe di un qualsiasi testo per comprenderne realmente il significato.

Quando devono scegliere non studiano approfonditamente le situazioni e ricercano poco (perché troppo impegnativo).

Semplicemente, si affidano alle opinioni di persone che reputano autorevoli e scelgono in base alle emozioni.

Ovviamente si tratta di individui facilmente manipolabili da slogan, dai media e da tutto quello che fa appello all’emotività. Magari starai pensando: “Si… ma quella è gente che non si occupa di argomenti spirituali ed elevati. Chi approfondisce certi temi è superiore!”.

Anch’io la pensavo così fino a quando ho scoperto gli “zombi quantici”: continuano a fare tutto nella più completa disattenzione pur leggendo testi come questo. Anzi, questi individui non amano leggere testi come questo perché richiedono attenzione, studio, pratica e fatica. Difatti sono prede ambite dai “Guru De Noialtri” che creano testi o eventi pieni di stimoli emozionali (ma con scarsi contenuti).

Le soluzioni facili e miracolose sono una leccornia per chi è zombificato. Tali soggetti manipolabili non riescono a praticare tecniche impegnative e a cambiare il modo di vedere la realtà, perché affrontano tutto distrattamente.

Forse penserai che essere laureati metta al sicuro da questa zombificazione? Assolutamente no. Occupandomi pubblicamente di questi temi da metà degli anni Novanta, ho raccolto una statistica allarmante in merito. Più di una volta durante le conferenze mi è capitato di ricevere attacchi da persone laureate che rifiutano qualsiasi argomentazione contraria a quanto studiato, nonostante proponessi loro di leggere e approfondire lavori scientifici come quelli di Fritjof Capra (fisico e autore di numerose pubblicazioni, tra le più importanti Il tao della Fisica).

Io non faccio altro che leggere e documentarmi senza mai pormi un pregiudizio iniziale. Per questo, inizialmente mi riusciva difficile comprendere una tale chiusura mentale anche di fronte alla possibilità di approfondire scientificamente l’argomento, ma in seguito ne ho compreso le motivazioni.

Con questo non intendo dire che le loro opinioni non siano valide, ma fatico ad accettare la chiusura mentale verso tutto quello che è differente dal proprio sapere e dal proprio modo di vedere la realtà.

Liberarsi con l’alimentazione

Ma perché questo fenomeno si verifica? Qualcuno lo attribuisce a un’alimentazione scorretta fatta di cibi raffinati, sintetici e ricca di proteine di animali nutriti in maniera errata. Altri, a una sorta di “vampirismo energetico” ad opera di entità o persone fisiche. Altri ancora parlano di parassiti nel corpo che proliferano grazie a una dieta acida e che “zombificano” l’individuo rendendolo poco attento, irritabile, triste ecc., con l’unico intento di far sì che continui ad alimentarsi in quel modo scorretto. Per chi già non lo sapesse, questo tipo di zombificazione esiste nel mondo animale: l’Ophiocordyceps unilateralis (un fungo parassita) infetta le formiche alterandone il comportamento al fine di far proliferare le spore.

Sì lo so, sembra fantascienza e personalmente non saprei dirti quale sia la verità. Potrebbe essere un mix di tutte le possibilità esposte.

Per mia esperienza personale posso dirti che orientandomi verso un’alimentazione più alcalinizzante(cioè sbilanciandomi più verso l’alcalino e meno verso l’acido), incrementando il consumo di frutta e verdura cruda e riducendo parecchio il consumo di proteine animali e cibi cotti, ho recuperato una lucidità mentale che mi mancava da anni (per non parlare del livello energetico e dalla forma fisica).

Ora non entrerò nelle motivazioni delle mie scelte alimentari, ma ti consiglio di informarti seriamente sui vantaggi che un certo tipo di alimentazione può fornirti. Come hai notato non consiglio di eliminare le proteine animali (non parlo solo della carne e del pesce, ma anche di uova, latte e prodotti caseari come formaggi e latticini), ma solo di ridurre il loro consumo. Su questi temi ci sono diversi libri in circolazione e ti consiglio di consultarne più di uno prima di prendere qualsiasi decisione: bisogna imparare ad attingere da diverse fonti al fine di creare il modello che meglio si adatta a noi.

Personalmente, mi alimento seguendo i consigli dell’Ayurveda (essendo appartenente alla tipologia Pitta, ho ridotto i cibi acidi o “fuoco”), tendo verso gli alimenti più alcalinizzanti, sto incrementando il consumo di cibi crudi (frutta, verdura, qualche mandorla, ogni tanto pesce) e ho ridotto considerevolmente le proteine animali.

Sono giunto a queste scelte nel corso degli anni, leggendo libri diversi, consultandomi con molteplici esperti e, soprattutto, verificando sulla mia pelle. Quello che giova a te, a qualcun altro potrebbe nuocere. Se tutti dicono che un certo cibo è miracoloso, ma quando lo mangi ti indispone, non ci vuole un luminare per capire che il tuo corpo lo rigetta.

Se un giorno deciderai di cambiare alimentazione, ti consiglio di procedere gradualmente, serenamente e con intelligenza.

Farlo in maniera graduale è importante soprattutto se ci si avvicina al consumo di cibi crudi, che hanno un effetto altamente disintossicante (specialmente la frutta), onde evitare che anni di tossine depositate nel tuo corpo si riversino massicciamente nel sangue. Quando qualche anno addietro decisi di compiere questo passo, per diversi giorni mi alimentai prevalentemente con la frutta e la verdura cruda. Il risultato fu un’esplosione di macchie rosse su tutto il corpo. Altre volte ho avuto qualche linea di febbre. Quindi ho compreso che non è saggio fare questi cambiamenti in maniera radicale ma, al contrario, è importante attuarli molto lentamente e in base ai propri ritmi.

Inoltre, questo passaggio va effettuato in tutta serenità perché, se lo vivi come una condanna, è meglio che continui a mangiare come hai sempre fatto. Non ha senso imporsi di mangiare più sano vivendolo come una tragedia: significa solo procurarsi ingenti danni emotivi ed energetici (sintonizza su una realtà di condanna e sciagura).

Infine, farlo con intelligenza significa informarsi correttamente da più fonti, in modo da adottare un regime alimentare che apporti tutte le sostanze nutritive necessarie. Non ha senso smettere di mangiare carne senza sapere quali cibi introdurre esattamente per compensarne la mancanza: è da stupidi (o da zombi)!

Sull’argomento ti rimando a libri specialistici in grado di spiegarti esattamente quale impatto hanno sul nostro corpo determinati alimenti nel lungo periodo.

Entità e simboli ladri di energia

Oltre all’alimentazione, è fondamentale rendersi conto che quotidianamente l’energia ci viene sottratta da persone ed entità (intese queste come simboli).

La nostra vita è piena di simboli che richiedono sempre più energia per vivere e crescere maggiormente. Un simbolo può essere una squadra di calcio, un partito politico, un personaggio pubblico o anche una particolare persona della nostra vita. Ma come fanno ad agganciarci e a sottrarci energia?

Il nostro inconscio ha un fabbisogno energetico quotidiano. L’energia può essere presa sotto forma di emozioni da eventi, situazioni, persone, film ecc.

Dato che il nostro inconscio non fa distinzioni tra fonte positiva e negativa, per lui un momento di sofferenza è fonte di energia (anche se tensionale) quanto o forse più di un momento di gioia.

Quindi, un evento penalizzante, fornisce energia quanto (se non di più) un evento gratificante. È la parte razionale che distingue il positivo e il negativo, il nostro inconscio trae semplicemente nutrimento dall’evento stressogeno.

I simboli ci agganciano inizialmente dandoci un po’ di energia sotto forma di emozioni, gioia e/o sofferenza. Immagina il tifoso accanito che urla di felicità quando la sua squadra segna un goal o quando si dispera di fronte a una sconfitta. Pensa a quanta energia prende dalla squadra del cuore in queste situazioni.

A un certo punto potrebbe crearsi una situazione di dipendenza: dato che l’inconscio ha un suo fabbisogno energetico, il simbolo diventa un comodo distributore. Solo che a quel punto l’energia che il tifoso fornirà ad esso sarà superiore a quella ricevuta: i suoi pensieri saranno quasi sempre verso la squadra, non salterà alcuna partita e potrebbe arrivare addirittura a picchiare chi offende il suo club calcistico. L’ignaro tifoso, in cambio di 10 di energia ricevuta, ne cederà 50 (o forse più), contento della situazione creatasi.

Pensa a cosa accade a detto simbolo quando riceve energia da tutti questi tifosi: diventa sempre più grande e può realizzare cose sempre più incredibili dato che, il suo Quantum Energetico, sarà iper-potenziato da tutta l’energia ricevuta; oltre a quella dei calciatori, dei dirigenti e di tutto lo staff, ci sarà anche quella di migliaia di tifosi.

Ora, nessuno applica consapevolmente questo meccanismo (né i tifosi, né la squadra di calcio), ma è così che funzionano le cose.


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Infatti, quando un club calcistico comincia a perdere tifosi, riceve meno energia e sarà meno capace di realizzare determinate imprese, tenendo conto che dovrà scontrarsi con altre squadre (simboli) che potrebbero avere più tifosi e persone “agganciate”, disponendo perciò di un Quantum Energetico superiore.

Al di sotto di un certo limite energetico, il simbolo avvizzisce e svanisce.

Questo non solo vale per la squadra di calcio, ma anche per i partiti politici, movimenti religiosi, personaggi famosi (attori, cantanti ecc.), e qualsiasi entità che sia in grado di catalizzare pubblico.

Questi simboli possono essere anche positivi, ma ciò non toglie che quotidianamente prelevino un po’ della nostra energia se noi lo permettiamo loro.

Può accadere che una singola persona catturi la nostra attenzione a tal punto da renderci totalmente dipendenti da essa. È diventata un simbolo per il nostro inconscio.

Che accadrebbe se la nostra vita fosse piena di questi simboli? Ovviamente saremmo vampirizzati: oltre ad avere poca energia per manifestare la realtà desiderata, lentamente diverremmo sempre meno attenti al resto del mondo, più distratti… sempre più zombie!

Attivare qualcuno di questi simboli nella nostra vita potrebbe non rivelarsi un grosso problema. Mi riferisco a chi tifa per la propria squadra del cuore e non ha altri simboli che prelevano energia psichica. Ma potrebbe diventare pericoloso se il nostro attaccamento diventasse sempre più forte (non possiamo farne a meno) o se fossero troppi.

Questa cattura dell’attenzione è un fenomeno molto più vasto di quanto si possa credere: la gente non legge bene le email, non presta attenzione agli altri, a volte sembra assente. L’attenzione è catturata dai simboli che drenano la loro energia.

Anche coloro che si avvicinano a temi come la Mente Quantica non sono esenti da questa zombificazione energetica. Me ne sono accorto notando singolari e bizzarri comportamenti di alcune persone sul mio blog. Sul sito spesso pubblico video e articoli gratuiti, tanto che il 70% delle mie comunicazioni segnala materiale non a pagamento, il restante 30% evidenzia eventi (corsi, presentazioni gratuite ecc.).

Ogni tanto, incredibilmente, qualcuno mi invia email di reclamo scrivendo “Basta pubblicità” o “Sempre mail commerciali!” come risposta alla segnalazione di un videolezione gratuito di un’ora. Ora, avrei potuto comprendere tali reazioni per segnalazioni di eventi a pagamento, ma non riuscivo a capire il senso di queste risposte di fronte a materiale gratuito. Ai primi episodi sono passato sopra: “A volte la gente è un po’ folle”, mi dicevo. Dopo un po’ ho notato un comportamento ricorrente: alcuni non leggevano affatto quanto ricevuto. Fortunatamente parliamo di situazioni rare e di una minoranza esigua, tuttavia la situazione è grave perché, se non ci si stacca da questi invisibili vampiri energetici, non possiamo poi lamentarci se il Manifesting funziona poco: quale vita può manifestare uno zombie?

Nel prossimo capitolo ti spiegherò come potrai tagliare buona parte di questi fili.

Come bloccare il vampirismo energetico

Nel precedente capitolo abbiamo chiarito che il nostro inconscio ha un fabbisogno energetico quotidiano che soddisfa grazie a eventi emozionali sia positivi sia negativi (non distingue una gratificazione da una penalizzazione, in quanto si tratta di energia pura e semplice).

Anzi, se sottoalimentato, potrebbe andare a ricercare situazioni penalizzanti proprio per alimentarsi più velocemente.

Per farti comprendere quanto un evento penalizzante sia in grado di fornirti più energia rispetto a uno gratificante, prova a ricordare quando a scuola superavi con successo un’interrogazione importante. La tua felicità era immensa, ma quanto durava? Uno, due o forse tre giorni al massimo? Poi venivi fagocitato dal quotidiano.

Invece, cosa accadeva se l’interrogazione andava male e subivi persino un’ingiustizia? Per quanto tempo durava lo stato negativo? Settimane se non forse mesi. Rimuginavi costantemente su un possibile riscatto o, parimenti, ti soffermavi sugli infelici esiti dell’interrogazione.

Puoi anche immaginare per quanto tempo l’inconscio possa trarre nutrimento grazie a un evento simile.

L’inconscio, non giudicando il negativo e il positivo, se sottoalimentato decide di andare verso la fonte energetica maggiore (la penalizzazione).

Quando siamo energeticamente equilibrati, questo processo non si verifica.

Questo spiegherebbe perché tanta gente si lamenta del proprio partner e di come viene trattata, ma alla fine non riesce a farne a meno. L’inconscio trae energia quotidiana dalle penalizzazioni costanti fornite da quella specifica persona che, alla fine, diviene un simbolo. Da quel momento in poi si crea una forte dipendenza che giustificheremo razionalmente in tantissimi modi (“ormai ci convivo da tanto tempo”, “dove vuoi che vada”, “ormai ci sono i figli” ecc.).

I simboli esterni diventano nella nostra mente delle eggregore che richiederanno sempre maggiore attenzione ed energia.

Ovviamente, non solo le persone possono diventare simboli, ma possono esserlo anche determinate situazioni fonte di penalizzazioni.

Chiarito questo importante passaggio occorre comprendere che se siamo circondati da diversi simboli che agganciano la nostra attenzione inconscia, l’energia residua sarà bassa. Se da un lato è vero che questi inizialmente ci forniscono energia, alla fine saremo noi a fornirla loro in quantità maggiore.

Come possiamo staccarci da questi ganci energetici e riprendere la nostra vita?

La tecnica per liberarsi dai ladri di energia

Esiste un’antica procedura basata sullo “sforzo volontario”.

Dato che gli eventi penalizzanti hanno il potere di darci energia, cosa succede se io decido volontariamente di sottopormi a uno di essi? In questo caso l’energia non andrà più ad alimentare le eggregore “negative”, ma altre positive e costruttive.

La scelta di sottoporsi consapevolmente a uno “sforzo volontario” equivale ad alimentare il proprio inconscio staccandosi dalla dipendenza dei simboli che ci hanno agganciato.

Nel concreto, se non posso fare a meno di una persona perché ormai mi ha agganciato (simbolo), grazie a uno sforzo volontario quotidiano potrò staccarmi da questa relazione malsana.

Quando parlo di sforzo volontario, non mi riferisco a pesanti auto-penalizzazioni, ma a qualcosa di piccola-media intensità.

Ad esempio, se a me da fastidio lavare i piatti appena finito di pranzare, potrei pensare di sottopormi quotidianamente a queste azioni in modo da darmi costantemente energia.

Quindi, non devo fare azioni “pesanti”, non avrebbe senso. È come mettere da parte ogni giorno una piccola quantità di denaro: alla fine ci ritroveremo da parte una bella somma che potremo spendere come meglio crediamo per staccarci da una situazione o per raggiungere un obiettivo difficile.

Non ti ricorda qualcosa di famigliare, utilizzato anche nella religione cattolica? È un concetto molto simile a quello del “voto” verso un santo: decido volontariamente di penalizzarmi (ad esempio, non mangiare un determinato cibo del quale sono ghiotto, non fumare ecc.) per un lasso di tempo ben preciso affinché il santo esaudisca la mia richiesta.

Ora cominci a sapere come funziona.

Per ottenere il massimo effetto da questo tipo di processo, è consigliabile creare un simbolo artificiale positivo dove l’energia verrà convogliata. Per creare un simbolo artificiale, dovrai comperare un oggetto preferibilmente di piccole dimensioni che porterai sempre con te e che mai nessuno dovrà vedere (a parte te). Ad esempio un ciondolo, un portafortuna o un qualsiasi oggetto per te evocativo.

Quando ti sottoporrai alle auto-penalizzazioni, dovrai farlo per questo simbolo artificiale (invece che per il santo nel caso del voto).

Opera nel seguente modo:

  1. Scegli un paio di azioni che creano in te un minimo di tensione, ovvero qualcosa che generalmente eviti di fare (come lavare i piatti, portare fuori la spazzatura, rifare il letto ecc.). Ad esempio, la mattina potresti rifare il letto, la sera portare fuori la spazzatura senza aspettare che sia qualcun altro a dirtelo (se qualcuno ti costringe a farlo, non è più sforzo volontario).
  2. Mentre compi questi atti, dovresti tenere con te l’oggetto scelto (ad esempio in tasca). In seguito riponilo in un posto sicuro.
  3. Compi gli atti di sforzo volontario per 21 giorni consecutivi. Se salti un paio di giorni, ricomincia da capo; se salti una sola volta, puoi proseguire.
  4. Al termine dei 21 giorni prendi l’oggetto e portalo sempre con te fino al raggiungimento dell’obiettivo. In questo modo utilizzerai il potenziale energetico accumulato per la realizzazione del tuo obiettivo.

All’interno di questa procedura esistono degli atti che rappresentano delle piccole auto-penalizzazioni come, ad esempio, il rispettare categoricamente i 21 giorni (pena ricominciare tutto da capo) o il non far mai vedere a nessuno l’oggetto scelto come simbolo positivo artificiale. È un modo per fornire maggiore energia. Inoltre, se durante i 21 giorni noti che un’azione scelta (ad esempio lavare i piatti) ti risulta meno tensionale, in quanto ti sei abituato a farla, dovrai sceglierne un’altra diversa in modo da ripristinare la giusta tensione (ad esempio, rifare il letto alla mattina).

Questo esercizio richiede parecchia forza di volontà, in quanto i simboli faranno di tutto per farti interrompere il processo e tornare a prendere energia da loro in modo da restare sempre dipendente.

Infine, se per te questa procedura risulta troppo difficile da mettere in atto, potresti semplicemente compiere qualche gesto di sforzo volontario quotidianamente, senza alcun simbolo positivo da alimentare. Darai comunque energia al tuo inconscio in modo da bypassare quella dei simboli negativi.

È meno efficace rispetto alla procedura dei 21 giorni, ma è sempre meglio che non far nulla. Magari sarebbe consigliabile attuarla quando si avverte maggiormente un senso di fiacchezza energetica, di eccessiva dipendenza verso qualcuno/ qualcosa o in vista di un importante obiettivo da raggiungere. In quest’ultimo caso, se ad esempio desidero superare un importante colloquio di lavoro, una settimana prima inizierò a compiere atti di sforzo volontario almeno 2 volte al giorno, in modo da arrivarci con un buon equilibrio energetico. Così facendo, l’inconscio non giocherà brutti scherzi e, anzi, sarà allineato con il tuo obiettivo.

Quando appresi questa tecnica, in una classe di venti persone, solo in due riuscimmo ad arrivare alla fine dei 21 giorni. La maggior parte non ebbe sufficiente forza di volontà per imporsi sui simboli negativi che facevano di tutto per non renderli liberi. Ovviamente, uno troverà mille giustificazioni: è tutto inutile, non serve a nulla ecc. Un modo come un altro per giustificare la propria debolezza nei confronti di queste eggregore mentali (e non).

I miei risultati furano straordinari in quanto avevo legato il simbolo artificiale alla mia realizzazione lavorativa. Nei mesi successivi tutto prese una piega positiva che mi portò a concretizzare i miei progetti.

In seguito persi il mio oggettino e, confrontandomi con altri miei amici che già da tempo applicavano il sistema, scoprii che questo smarrimento era una cosa comune: quasi tutti avevano perso il simbolo artificiale appena raggiunto lo scopo ambito. Era come se si fosse disintegrato, in quanto l’obiettivo era stato raggiunto. Ti racconto questo perché potrebbe accadere anche a te se deciderai di applicare il metodo dello sforzo volontario legato a un simbolo artificiale.

In seguito, applicai sempre il metodo delle auto-penalizzazioni senza alcun oggetto. Ad esempio, quando avevo esami all’Università, sceglievo volontariamente di non fumare neanche una sigaretta, se non ad appello ultimato, e in un modo o nell’altro, agli esami andavo sempre bene. In generale, quando decido di fare qualcosa che di solito cerco di rimandare perché non mi piace farla, ricevo un’energia davvero notevole aumentando anche la mia capacità di manifestare. Ovviamente, voglio ricordartelo, se ti costringe qualcuno a fare quella determinata azione, l’energia andrà ad alimentare le eggregore sbagliate (quelle negative). Devi sempre attivarti a fare l’azione prima che qualcuno te lo imponga.

Ad esempio, se non amo buttare fuori la spazzatura e lo faccio solo quando mia moglie mi obbliga a farlo, potrei agire VOLONTARIAMENTE prima che lei mi dica qualcosa.

Come hai potuto leggere, questa tecnica non solo ti libererà dai simboli che prendono energia da te, ma ti fornirà uno strumento di precisione per creare simboli artificiali programmati per farti realizzare gli obiettivi desiderati. Infatti, per ogni obiettivo sceglierai un oggetto diverso che a sua volta corrisponderà a un’eggregora differente.

Questo metodo ha cambiato positivamente la mia vita e il mio modo di vedere le cose. A lungo andare ne avrai sempre meno bisogno perché staccherai da te stesso tutti quei “ganci” che ti vampirizzano giorno dopo giorno. Dovrai avere solo la forza di volontà di applicare la procedura che, senza ombra di dubbio, cambierà in meglio la tua esistenza. estratto dal libro Il Potere della Programmazione Quantica

Il Potere della Programmazione Quantica
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Crediti immagine Fresh Paint

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