Il paradigma della coscienza

Il paradigma della coscienza. 

Parte 1 di 2

Nelle scuole di psicologia classiche in genere non è considerata la dimensione transpersonale. La fisica quantistica ci sta aiutando a cambiare paradigma, anche se le nostre credenze sono legate ancora a un vecchio paradigma.

Grazie alla fisica quantistica sappiamo che l’energia non è continua ma è caratterizzata da unità discrete (i quanti). Sappiamo che osservando un esperimento in qualche modo lo modifichiamo, e che se conosciamo la posizione esatta di una particella-onda, non possiamo conoscerne la velocità (principio di indeterminazione).

Il nuovo paradigma a cui stiamo andando incontro tiene conto di una coscienza cosmica dalla quale emerge la realtà materiale (cioè esiste una coscienza primaria alla base di ogni cosa), a differenza del vecchio paradigma (evoluzionistico) che reputa la coscienza come frutto del sistema nervoso.

La fisica ci parla di campi di forza che emergono da una “campo unificato” chiamato “vuoto quantistico” che contiene in potenza tutte le possibili manifestazioni delle Leggi di Natura.

Questo è lo stesso campo dove si esplica la consapevolezza della “supercoscienza”, che è possibile contattare grazie a delle tecniche (fra le quali l’ipnosi).

Guardando alle nostre funzioni mentali, le facoltà più complesse non sono spiegabili attraverso la sola struttura neuro-biochimica, ma bisogna considerare gli aspetti vibrazionali, cioè legati ai fenomeni elettromagnetici.

La mente umana non è ancora addestrata alla comprensione dei fenomeni che implicano la realtà della supercoscienza, ma è una strada che dobbiamo intraprendere.

La neuro-psicofisica ci dice che il cervello opera a “compartimenti” e che l’informazione è trasmessa mediante strutture neurologiche. Il cervello funziona però non solo in termini bio-elettrici ma in base a fenomeni elettromagnetici che condizionano la trasmissione dell’informazione.

In particolare, si osservano nel cervello formazioni di “densità elettromagnetiche” che hanno a che fare con le rappresentazioni tridimensionali della realtà in base a un funzionamento olografico.

Queste densità elettromagnetiche sono collegate alle nostre “ombre interne”. Si è trovato, inoltre, che esse hanno origine anche in ambito pre-natale, in memorie antiche.

Il paradigma della coscienza

Parte 2 di 2

Come sostenuto da Pribram, il cervello funziona olograficamente: registriamo configurazioni interne attraverso schemi di interferenze di onde elettromagnetiche.
Possiamo allora registrare notevoli informazioni o richiamare istantaneamente dei ricordi.

Secondo il paradigma olografico, la realtà percepita sarebbe una proiezione olografica di una realtà energetica non localizzata, situata a un livello più profondo.

Le memorie che abbiamo in noi, trasformano la realtà percepita, e a volte queste memorie sono distorcenti. Quello che abbiamo dentro condiziona e filtra il modo in cui “leggiamo” i dati che riceviamo e con i quali proiettiamo la realtà.

In Ayurveda si hanno tre dosha (Vata, Pitta e Kapha) che nascono dall’interazione di 5 elementi di base. La fisica quantistica ci aiuta a comprendere che i 5 elementi (etere, aria, acqua, fuoco, terra) sono come campi quantistici in grado di orientare la struttura non solo fisica ma anche comportamentale e caratteriale.

In pratica esistono dei campi morfologici che orientano la formazione delle strutture e della personalità.

Alcuni elementi sono post-natali. Ma ci sono anche fattori pre-natali, che sono fondamentali e che riguardano il piano esistenziale.

Importanti sono anche fattori ereditari, compresi aspetti psicologici (normalmente segreti mai esplicitati né elaborati).

Coex. Sono ricordi caricati emotivamente, proveniente dalla nostra esistenza in senso globale, karmico, che riguardano più vite.

La “coscienza superiore” è in grado di influire terapeuticamente sulla nostra fisiologia.

Quattro matrici di base:
– Vita intrauterina
– Vita post-natale
– Esperienze legate al dolore della nascita
– Periodo della nascita in senso positivo, con sensazioni di espansione.

Con l’ipnosi possiamo usare due visioni: quella karmica o quella più occidentale.

Con le regressioni ipnotiche la persona prende coscienza del perché si sta confortando con determinate problematiche. E’ possibile creare una meta-posizione dentro di sé cioè cambiare la propria rappresentazione olografica.

Dal punto di vista della coscienza primaria (o matrice di base), la persona riceve una guida di carattere etico con cui affrontare il problema in corso.

Siamo tutti interconnessi e qualsiasi cambiamento su una parte influenza il tutto.
Il sintomo esprime un messaggio di disequilibrio.

A un livello profondo la realtà è una sorta di super-ologramma dove passato, presente e futuro coesistono.

La realtà così come la percepiamo non esiste, essa è il risultato delle nostre percezioni all’interno di infinite possibilità.

La mente è come uno schema di frequenze che risuona su diverse livelli.

La coscienza è primaria e sottende ogni manifestazione del creato. Fonte NonSoloAnima.TV

Bruno Renzi, nato a Catania nel 1953, Psichiatra, psicoterapeuta. Ha curato la propria formazione in ambito analitico transazionale e PNL. Dirigente presso il Dipartimento di Salute Mentale e Responsabile del centro di Medicina Psicosomatica e Funzionale Integrata presso l’Ospedale – Polo Universitario L. Sacco. Professore presso l’Università degli Studi di Milano. Presso le Università di Bologna (Fondazione Alma Mater), La Sapienza di Roma e l’Università di Catania insegna, nei master di alta specializzazione, Medicina Ayurvedica. Responsabile didattico della scuola di Ayurveda Maharishi per medici. Collabora con la Maharishi Vedic University

I libri consigliati di Bruno Renzi li trovi » QUI 


Articoli correlati…

Crediti immagine Fresh Paint

Lascia il tuo commento:
Precedente Il Risveglio Spirituale nella Vita Quotidiana Successivo Il Padre Nostro - Nella più grande preghiera di Gesù la formula per guarire la tua vita