Il mistero della reincarnazione

Il mistero della reincarnazione – Scopri come l’anima elabora il distacco dal corpo fisico, come viene accolta nel mondo spirituale e come si prepara a reincarnarsi…

Il mondo spirituale.

Al momento della morte, la nostra anima abbandona il corpo che la ospita. Se è più anziana e ha maturato esperienza dalle vite precedenti, capisce subito che è libera e torna a casa. Queste anime avanzate non hanno bisogno di qualcuno che le accolga, sebbene molte di quelle con cui lavoro incontrino delle guide fuori dal piano astrale della Terra. Un’anima giovane, o quella di un bambino defunto, potrebbe sentirsi disorientata prima di essere ricevuta dalle entità che discendono al suo livello per prendersene cura. Se alcune anime decidono di attardarsi un po’ sul luogo della loro morte, molte preferiscono passare subito oltre. Nel mondo spirituale il tempo non ha significato. Gli spiriti disincarnati che scelgono di rimanere accanto a qualcuno per confortarlo, o quelli che indugiano per altre ragioni, non hanno la sensazione di tergiversare. Il loro tempo è diverso da quello lineare terreno.

Allontanandosi dalla Terra, le anime percepiscono di essere sempre più avvolte da una luce brillante. Alcune scorgono per un istante un’oscurità grigiastra, con la percezione di stare attraversando un tunnel o un portale. La differenza tra i due fenomeni dipende dalla velocità con cui l’anima abbandona il corpo, che a sua volta dipende dalla loro esperienza. La sensazione di spinta proveniente dalle nostre guide può essere delicata o potente, in base alla maturità e alla capacità con cui l’anima riesce a passare da uno stato all’altro. Nelle prime fasi tutte le anime si ritrovano immerse in una sorta di “nuvolosità eterea” che va subito schiarendosi, permettendo di vedere molto lontano. Questo è il momento in cui un’anima comune vede avvicinarsi una forma di energia che potrebbe corrispondere a una o due anime gemelle, sebbene sia di solito la nostra guida. Quando a riceverci è un coniuge o un amico venuto a mancare prima di noi, la nostra guida ci rimane accanto per aiutare questi spiriti a gestire il nostro processo di transizione. In tutti i miei anni di ricerca, non ho mai saputo di soggetti accolti da figure religiose importanti come Gesù o Buddha. Tuttavia, l’essenza amorevole dei grandi maestri della Terra è presente nelle guide personali assegnateci.

Prima che le anime vengano dirette verso il luogo che chiamano casa, la loro terrestrità cambia: non sono più del tutto umane nella percezione comune del termine, con una particolare struttura emozionale, volubile e fisica. Ad esempio, non si disperano per la recente morte fisica come fanno i loro cari; è la nostra anima che ci rende umani sulla Terra, ma senza il nostro corpo non siamo più Homo Sapiens. L’anima ha una maestà indescrivibile. Potremmo definirla un tipo di energia leggera e intelligente. Proprio dopo la morte, le anime si sentono improvvisamente diverse. Non sono più ostacolate da un corpo temporaneo dotato di un cervello e un sistema nervoso centrale, perciò alcune impiegano più tempo di altre per adattarsi.

L’energia dell’anima è in grado di dividersi in parti identiche, come un ologramma. Potrebbe vivere vite parallele in corpi diversi, sebbene questo avvenga meno frequentemente di quanto immaginiamo. Tuttavia, grazie a questa qualità intrinseca delle anime, parte della nostra energia leggera permane nel mondo spirituale. Perciò, potremmo ad esempio incontrare nostra madre appena rientrata da un’esperienza di vita, nonostante sulla Terra sia morta trent’anni prima e si sia già reincarnata.

La durata dell’orientamento affianco le nostre guide, che avviene prima di unirci al nostro gruppo, varia a seconda delle anime e delle loro molteplici incarnazioni. Questo è un periodo tranquillo, in cui riceviamo consigli e possiamo esprimere le frustrazioni sulla vita appena conclusasi. E inteso come una sorta di debriefing iniziale, scandito da un’indagine gentile da parte delle sagaci e premurose guide maestre. L’incontro può essere lungo o breve, a seconda di cosa abbiamo realizzato rispetto al nostro contratto di vita. Vengono inoltre esaminate problematiche karmiche specifiche, che verranno poi discusse insieme al nostro gruppo. L’energia di ritorno di alcune anime non si integra subito nel gruppo di appartenenza; in genere si tratta di anime contaminate dai loro corpi fisici o responsabili di atti malvagi. Un misfatto compiuto inconsapevolmente è ben diverso da una ferita premeditata e intenzionale, tanto quanto un dispetto lo è dalla malevolenza, e il grado di danno arrecato ad altri viene valutato attentamente.

Le anime che si sono associate al male vengono accompagnate in centri speciali, che alcuni clienti chiamano “unità di terapia intensiva”, dove la loro energia viene rimodellata affinché torni di nuovo integra. In base alla natura delle loro trasgressioni, potrebbero essere rimandate velocemente sulla Terra o essere scelte come vittime di atti altrettanto crudeli nell’incamazione successiva. Se però le loro azioni si sono protratte nel tempo e sono state particolarmente e ripetutamente crudeli, ne consegue una tendenza a comportarsi sempre in modo sbagliato. Queste anime potrebbero perciò essere chiamate a trascorrere un’esistenza spirituale solitaria lunga anche migliaia di anni terrestri. Nel mondo spirituale vige un principio guida per cui le trasgressioni dell’anima, a prescindere dalla loro intenzionalità, devono essere corrette in una vita successiva. Non dobbiamo valutare questo processo in termini di punizione o penitenza, bensì come un’opportunità di crescita karmica; non esiste inferno per le anime, fatta forse eccezione per la Terra.

Alcune vite sono talmente impegnative che le anime ne tornano molto stanche. Sebbene una volta giunti ai cancelli dell’oltre le nostre guide avviino un processo di guarigione mescolando la loro energia con la nostra, le nostre anime potrebbero essere ancora molto deboli. In questi casi, alle celebrazioni si sostituiscono ristoro e solitudine. Le molte anime che desiderano riposarsi possono farlo prima di riunificarsi con i propri gruppi. Questi ultimi possono essere vivaci o calmi, ma rispettano ciò che abbiamo vissuto nell’incarnazione pregressa. Tutti, a modo loro, accolgono i loro amici con amore e cameratismo profondi.

Ritorno a casa

Il ritorno a casa è un interludio gioioso, specie dopo una vita fisica in cui non abbiamo avuto grandi occasioni di contatto karmico con le nostre anime gemelle intime. Molti soggetti mi raccontano di essere stati accolti con abbracci, risate e grande leggiadria, che credo sia un elemento caratteristico della vita nel mondo spirituale. I gruppi più calorosi, che hanno pianificato ricchi festeggiamenti per l’anima che ritorna, potrebbero sospendere qualsiasi altra attività in corso. Un cliente mi ha raccontato quanto segue sul suo benvenuto:

Dopo l’ultima incarnazione, il mio gruppo ha organizzato una gran bella festa con musica, vino, balli, canti. Tutto a rievocare una festa nell’antica Roma, con tanto di sale in marmo, toghe e l’arredamento esotico del mondo antico in cui avevamo condiviso molte vite. Melissa (un’anima gemella primaria) mi aspettava proprio lì davanti, nella sua età migliore a mia memoria, ed era più radiosa che mai.

I gruppi di anime sono composti da tre a venticinque membri, in media quindici. Talvolta alcune anime desiderano connettersi a quelle di gruppi vicini. Spesso si tratta di anime più anziane che hanno stretto numerose amicizie in altri gruppi cui si sono associate nel corso di centinaia di vite passate. Negli Stati Uniti circa dieci milioni di spettatori assistettero allo show televisivo Sightings, trasmesso dalla Paramount nel 1995, in cui venne mostrata una parte del mio lavoro. Chi ha visto la puntata sulla vita dopo la morte dovrebbe ricordarsi di una mia cliente, Colleen, che parlò di una nostra sessione. Descrivendo il suo ritorno al mondo spirituale, raccontò di essersi ritrovata nel bel mezzo di un magnifico ballo in maschera seicentesco, dove più di cento anime erano venute a celebrare il suo ritorno. Avevano cioè riprodotto un’epoca e un luogo da lei molto amati, affinché lei potesse cominciare il suo processo di rinnovamento in pompa magna.

Il ritorno a casa può avere luogo in due tipi di ambientazione. Alcune anime incontrano per breve tempo ai cancelli dell’oltre un’anima di ritorno, per poi farsi accompagnare da una guida che le conduce a una sorta di orientamento preliminare. Più comunemente, il comitato di benvenuto aspetta finché l’anima non torna effettivamente alla sua comunità spirituale, i membri della quale potrebbero trovarsi in una classe, radunati sui gradini di un tempio, seduti in un giardino o riuniti con altri gruppi all’interno di un’aula studio. Le anime che nel raggiungere il loro posto passano vicino ad altri gruppi, spesso incontrano qualcuno con cui hanno interagito in vite passate che solleva lo sguardo e onora il loro ritorno con uno sguardo o un cenno.

Avanzamento ed evoluzione

Il modo in cui un soggetto vede l’ambientazione del gruppo di appartenenza dipende dalla maturità della sua anima, sebbene i ricordi di atmosfere scolastiche siano sempre molto nitidi. Nel mondo spirituale il livello di istruzione dipende dallo sviluppo dell’anima. Il solo fatto che un’anima si sia reincarnata sulla Terra sin dall’Età della Pietra non è garanzia di un alto grado di evoluzione. Durante le conferenze, spesso cito un cliente che ha impiegato 400 anni per vincere definitivamente la gelosia, ma ha fatto pochi progressi nella gestione dell’intolleranza. Alcuni allievi impiegano più tempo a superare certe lezioni, proprio come accade sulla Terra; al contrario, tutte le anime più avanzate sono anziane in termini di conoscenza ed esperienza.

Ne “Il viaggio delle anime” ho classificato le anime a grandi linee come principianti, intermedie e avanzate, dando esempi di ognuna e spiegando le sottili sfumature di sviluppo. In generale, un gruppo di anime è costituito da esseri che si trovano più o meno allo stesso livello, ognuno con i propri punti di forza e limiti, attributi che danno equilibrio al tutto. Le anime si aiutano reciprocamente circa gli aspetti cognitivi delle vite pregresse ed esaminano il modo in cui hanno gestito le sensazioni e le emozioni dei loro corpi ospitanti, direttamente collegati a quelle esperienze. Ogni aspetto della vita viene sviscerato, fino a simulare un’inversione di ruoli nel gruppo. Lo scopo è conseguire una maggiore consapevolezza. Quando le anime raggiungono il livello intermedio, iniziano a specializzarsi in quelle aree di maggiore interesse in cui hanno dimostrato capacità specifiche. Ne parleremo meglio nei prossimi capitoli.

Uno degli aspetti più significativi della mia ricerca consiste nello scoprire i colori dell’energia animica nel mondo spirituale, poiché ne definiscono lo stato di avanzamento. Questa informazione, raccolta nel corso di molti anni, è stato un indicatore di progresso nella valutazione del cliente ed è stata utile per identificare le anime viste dai soggetti intorno a loro in stato di trance. Ho scoperto che, di solito, il bianco puro denota un’anima più giovane e che con il suo avanzare esso diventa più denso, fino a passare a tonalità arancioni, gialle, verdi e infine blu. Oltre a queste aureole del nucleo centrale, ogni gruppo presenta miscele sottili dei colori aurei, che rimandano alle caratteristiche di ciascuna anima.

Per maggiore chiarezza, ho classificato lo sviluppo dell’anima partendo da un livello iniziale I che, attraverso varie fasi di apprendimento, raggiunge il livello massimo VI. Queste anime molto avanzate hanno un colore indaco profondo. Sono sicuro che questo livello esista, sebbene la mia conoscenza sia limitata, perché mi vengono riportati solo racconti di persone ancora incarnate. Personalmente non amo identificare la posizione di un’anima con il termine “livello”, perché questa etichetta getta confusione sulla differenza di sviluppo raggiunto in fasi specifiche. Tuttavia, sono gli stessi soggetti a utilizzarlo per descrivere il loro grado di progresso e sono abbastanza riservati sul risultato raggiunto. Indipendentemente dalla mia valutazione, tendenzialmente i clienti non dichiarano di essere anime avanzate. Al di fuori dello stato ipnotico, con la mente conscia auto-gratificante in pieno controllo, sono meno reticenti.

Nello stato di super coscienza raggiunto in ipnosi profonda, i soggetti raccontano che nel mondo spirituale nessuna anima considera con saccenteria quelle di livello inferiore. Siamo tutti impegnati nell’elevare il nostro stato di illuminazione, dando ciascuno il proprio contributo con qualifiche uniche, a prescindere dagli sforzi compiuti per avanzare. Se così non fosse, non saremmo mai stati creati.

Parlando di colori associati all’avanzamento dell’anima, livelli di sviluppo, classi, insegnanti e allievi, rischiamo di immaginare l’ambiente spirituale come gerarchico. Secondo tutti i miei clienti non è così, semmai lo è nella coscienza mentale. Tendiamo a concepire l’autorità organizzativa sulla Terra come rappresentata da lotte di potere, guerre per il territorio o dall’uso e controllo di rigide regole strutturali. Il mondo spirituale presenta certamente una struttura, ma all’interno di una matrice sublime di compassione, armonia, etica e moralità avulse da quanto pratichiamo sulla Terra. Nella mia esperienza, il mondo dello spirito contempla anche un dipartimento del personale centralizzato e di ampia portata, volto ad assegnare i compiti alle anime. Vige inoltre un sistema di valori di bontà, tolleranza e pazienza sconfinate nonché di amore assoluto. I miei pazienti mi parlano di questi argomenti con profonda umiltà.

Un mio vecchio amico universitario di Tucson, un iconoclasta che ha resistito all’autorità tutta la vita – un atteggiamento in cui posso immedesimarmi – sospetta che le anime dei miei clienti abbiano ricevuto il “lavaggio del cervello”, affinché credessero di poter controllare il proprio destino. Secondo lui qualsiasi autorità, anche quella spirituale, non può esistere senza corruzione e abuso di potere e le mie ricerche rivelano un mondo troppo ordinato, cosa che non apprezza.

Ciononostante, tutti i soggetti che ho seguito ritengono di aver avuto moltissime possibilità in passato e altrettante ne vedono per il futuro. La crescita tramite assunzione di responsabilità non implica dominio o stato più elevato, quanto il riconoscimento di un potenziale; loro vedono integrità e libertà personale ovunque nelle loro vite tra le vite.

Nel mondo spirituale, nessuno ci costringe a reincarnarci o partecipare a progetti collettivi. Le anime che desiderano solitudine la ottengono; se si rifiutano di progredire svolgendo i loro compiti, questo viene accettato. Un cliente mi ha raccontato: “Ho vissuto molte incarnazioni nell’agio e sono contento così, perché non ho mai voluto veramente lavorare sodo. Ma adesso la situazione sta per cambiare. La mia guida sostiene: ‘Saremo pronti quando lo sarai tu’.”. Grazie al libero arbitrio, se per qualche motivo personale dopo la morte non siamo pronti a lasciare il piano astrale della Terra, le nostre guide ci consentono di prendere tempo finché non siamo pronti a tornare a casa.

La scelta

È mio auspicio che questo libro getti luce sulla possibilità di scelta che ci caratterizza, sia nel mondo spirituale che in quello terreno. A mio giudizio, quello che emerge è il forte desiderio di molte anime di dimostrare a se stesse di essere degne della fiducia ricevuta. È normale commettere errori in questo processo. Lo sforzo di migliorarci e ricongiungerci con la Sorgente creatrice è lo stimolo primario delle anime, mosse da sentimenti di umiltà per aver avuto l’opportunità di incarnarsi in una forma fisica.

Spesso mi si chiede se, durante le loro sessioni, i miei clienti vedano la Sorgente della Creazione. Nell’Introduzione ho spiegato che le limitazioni del lavorare con persone ancora incarnate mi permettono di avvicinarmici solo in parte. I soggetti più evoluti parlano di un tempo in cui si uniranno agli “Esseri più sacri”. In questa sfera di intensa luce viola risiede una Presenza onnisciente. Non sono in grado di spiegare cosa significhi tutto ciò, ma so che essa viene percepita quando ci troviamo dinnanzi al nostro Consiglio degli “Anziani”. Una o due volte nella vita, facciamo visita a questo gruppo di entità superiori che sono qualche gradino sopra le nostre guide maestre. Nel mio primo libro ho riportato degli esempi di questi incontri, ma nel presente descriverò più dettagliatamente le visite dei maestri vicini al Creatore. È qui che l’anima entra in contatto con una fonte superiore di conoscenza divina, e i miei clienti incontrano l’energia che chiamano “la Presenza”.

Il Consiglio non è un tribunale di giudici, tantomeno un’aula giudiziaria dove le anime si presentano per essere processate e sentenziate per cattive azioni, sebbene ogni tanto qualcuno assimili l’esperienza all’essere spediti nell’ufficio del preside. I membri del Consiglio vogliono parlare con noi dei nostri errori e di cosa possiamo fare per correggere i comportamenti negativi nella prossima vita.

È il luogo in cui iniziamo a considerare quali caratteristiche deve avere il corpo della nostra incarnazione successiva. Quando si avvicina il momento della rinascita, ci rechiamo in un luogo dove prendiamo in esame i corpi adatti alle nostre esigenze e, dando una sbirciata nel futuro, li testiamo prima di prendere una decisione. Le anime selezionano deliberatamente corpi imperfetti e vite difficili. Lo scopo è sciogliere i loro debiti karmici o lavorare su aspetti di qualche apprendimento non maturato in una vita passata. La maggior parte accetta i corpi presentati nella sala della scelta, ma alcune anime possono rifiutarli ritardando la reincarnazione. Viene inoltre contemplata la possibilità di incarnarsi per un certo tempo in un pianeta diverso dalla Terra. Se accettiamo un nuovo compito, spesso ci viene fornita una sorta di lezione preparatoria con indicazioni e indizi per la vita futura, soprattutto per il momento in cui incontreremo le nostre anime gemelle primarie.

Infine, quando arriva il momento di reincarnarci, salutiamo temporaneamente i nostri amici e veniamo accompagnati sul luogo da cui partirà il nostro viaggio sulla Terra. Le anime si uniscono ai corpi assegnati nel grembo materno più o meno dopo il terzo mese di gravidanza, così da avere un cervello sufficientemente evoluto con cui crescere prima del termine. Nel loro stato fetale pensano ancora come anime immortali, finché non si abituano alla circuiteria cerebrale e all’alter ego del corpo ospitante. Dopo la nascita, insorge un blocco della memoria amnesico e le anime fondono il loro carattere con la mente umana temporanea, creando l’insieme di caratteristiche che formeranno la nuova personalità.

Per raggiungere la mente dell’anima di chi si trova nelle prime fasi di regressione ipnotica, utilizzo un approccio sistematico. Questa procedura è volta ad affinare i ricordi dei soggetti, preparandoli all’analisi critica delle immagini che sorgeranno dal mondo spirituale. Dopo la solita intervista, porto molto velocemente il paziente in uno stato di ipnosi; l’approfondimento è il mio segreto. Nel corso di lunghe sperimentazioni, ho capito che un individuo in normale ipnosi alfa non può raggiungere lo stato di supercoscienza della mente animica; devo perciò guidarlo a un livello theta, più profondo.

Dal punto di vista metodologico, può essere necessaria anche un’ora di visualizzazioni di foreste o spiagge, prima che io riesca a condurre il soggetto all’infanzia. Pongo domande dettagliate, ad esempio sui mobili della casa in cui abitava quando aveva dodici anni, sui suoi indumenti preferiti quando ne aveva dieci, sul giocattolo che amava di più quando ne aveva sette e sul primo ricordo tra i due e i tre anni; in seguito, lo guido verso il grembo materno per interrogarlo più approfonditamente. Quindi passo all’incarnazione pregressa più recente per un breve riesame. Quando il cliente rivive la scena della morte di quella vita e raggiunge l’ingresso nel mondo spirituale, il mio ponte è completo. Lo stato di ipnosi continuo e sempre più profondo avviato nella prima ora potenzia lo sganciamento dei soggetti dall’ambiente terreno, più pronti a rispondere dettagliatamente alle domande sulla loro vita spirituale, cosa che ci tiene impegnati per altre due ore.

I soggetti che escono dalla trance dopo un ritorno mentale a casa hanno un’espressione di profonda meraviglia sul volto, molto più intensa di quella di una regressione a un’incarnazione precedente. Per esempio, un cliente una volta mi ha raccontato: “Lo spirito ha una natura diversa e una fluidità complessa, che superano di gran lunga la mia abilità di comprensione”. Molti clienti mi scrivono di netti cambiamenti, dopo aver visto la loro immortalità. Ne riporto un esempio:

“Ho provato una gioia e una libertà indescrivibili, quando ho scoperto la mia vera identità. La cosa fantastica è che questa conoscenza è sempre stata nella mia testa; l’incontro con i miei più grandi maestri mi ha letteralmente galvanizzato. L’illuminazione che ne ho tratto è stato capire che le uniche cose importanti di questa esistenza materiale sono il modo in cui viviamo e trattiamo il prossimo. Le circostanze non significano nulla, in confronto alla nostra compassione e alla capacità di accettare gli altri. Adesso conosco e non presumo più, perché sono qui e so dove andrò dopo la morte.”

In questo libro ho raccolto sessantasette casi e numerose citazioni, rispetto alle quali mi sono mosso in veste di cronista e messaggero. Prima di cominciare le mie conferenze, spiego al pubblico che quanto mi accingo a raccontare è frutto della mia esperienza personale a contatto con la vita spirituale. Possiamo accedere alla verità per molte vie. La mia è lastricata della saggezza nata dall’incontro con numerose persone che mi hanno dato l’onore di essere mie clienti per molti anni. Se dovessi sostenere cose contrarie al vostro modo di vedere e sentire, o che urtano la vostra fede o filosofia personale, vi chiedo di tener buono solo ciò su cui siete d’accordo e di scartare il resto.

Estratto del libro “Il Destino delle Anime” di Michael Newton

Nuovi casi di vita tra le vite

Un libro che indaga a fondo il grande mistero che riguarda la sorte della nostra anima dopo la sua dipartita terrena. I 67 casi presentati in questo volume trattano argomenti quali il nostro scopo sulla Terra, i luoghi dove si recano le anime dopo la morte, le anime gemelle, gli spiriti guida e così via…. Più informazioni  »

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