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Il miraggio dell’Illuminazione e altri errori concettuali

Il miraggio dell’Illuminazione e altri errori concettuali.

Vorrei ottenere l’illuminazione

Domanda: Anche se sembra antiquato, vorrei ottenere l’illuminazione.

Karl: Allora posso solo augurarti buona fortuna.

D.: Cosa vuol dire questo? Questo desiderio è una stupidaggine?

K.: No, non è una stupidaggine, solo ti lasci ipnotizzare da un concetto.

D.: Penso sia qualcosa di più.

K.: Illuminazione e non-illuminazione sono idee. L’illuminazione è in fondo un concetto nell’infinita sfilza di concetti di evoluzione personale o di ricerca della felicità.

D.: E cosa c’è di sbagliato?

K.: E’inutile. Per nessuno infatti è mai esistita la necessità d’illuminazione

D.: Ho qualche dubbio su questo.

K.: Chi vuole l’illuminazione?

D.: Come ti ho detto: io.

K.: Detto altrimenti, è l’Io che vuole far luce.

D.: Naturalmente. E’ forse proibito?

K.: Dal punto di vista della sicurezza elettrica, senza dubbio.

D.: Come, scusa?

K.: Nutro un dubbio atroce che un Io possa sopportare quest’ energia che fa luce. In quest’assoluta energia dell’essere, l’Io brucia, scoppia. E i resti evaporano. Se s’immettono diecimila volt in una lampadina, come se la cava la lampadina?

D.: La lampadina ha un orgasmo.

K.: Di cui essa non è cosciente

D.:Questo vuol dire forse che io sono una lampadina debole?

K.: Cosa vuoi dire con “Io”?

D.: La mia personalità. Me. Quello che sta seduto davanti a te, quello che sono.

K.: Quello che sei non ha bisogno di illuminazione. Non è mai stato oscurato.

D.: Bene, allora lasciamo l’argomento illuminazione, chiamiamolo risveglio.

K.: Quello che sei non ha bisogno nemmeno del risveglio perché non ha mai dormito. Non conosce né sonno né veglia. La veglia ed il sonno emergono in esso. Non esiste nemmeno un dormiente e tanto meno un risvegliato. Nessun’ illuminato o qualcuno che abbia bisogno dell’illuminazione,sono solo idee. Esse emergono e poi spariscono in quello che tu sei.

D.:Ma per poterlo vedere o per lo meno comprendere, dovrei sperimentare una sorta di risveglio.

K.: Non te, cioè l’Io. Nel momento che tu sei quello che sei, la lampadina non ha più posto. E’ bruciata, evaporata, sparita, come se non fosse mai esistita. E questo è lo scherzo: essa non è maiesistita effettivamente. Poiché dove c’è quello che è, null’altro sussiste.

D.: Quello dove…quello… quello che… insomma dove rimango Io?

K.: Tu sei bruciato, evaporato, sparito. In apparenza solo, poiché in realtà non c’eri mai stato prima e non ci sarai mai in futuro.

D.: L’Io deve dunque sparire?

K.: Come può sparire ciò che non è mai esistito?

D.: Ma ci sono pure io qui. Eccomi qui seduto. La domanda è tutt’al più: per quanto tempo?

(Si ode il suono di un cellulare)

K.: Rispondi pure. E’ il tuo elettricista che ti chiede se deve fornire la corrente

Nessuno può essere illuminato.

Domanda: Una volta che si è illuminati, c’è rischio di perdere questo stato?

Karl: Continuamente.

D.: Non succede invece una volta per tutte?

K.: No. Finché sussiste un’entità che raggiunge l’illuminazione, egli uscirà di nuovo da quello stato. Ci dev’essere invece quell’Aha! che realizzi che il Sé, l’Essere, è già da sempre realizzato. E questo è indipendente dalla persona. Il Sé non ha bisogno di nessun’entità fenomenica che realizzi quello che sia l’Essere

D.: Esatto, il Sé non ne ha bisogno. Ma io ho bisogno della realizzazione o del risveglio.

K.: Non ne hai bisogno. Non potrai mai esistere come io-illuminato come non sei mai esistito come non -illuminato. Lascia perdere il programma che chiami illuminazione o risveglio.

D.: Non si tratta invece di esserne sfiorati per lo meno una volta?

K.: Chi o che cosa dovrebbe esserne sfiorato? Che cosa si dovrebbe cambiare per renderlo possibile? Tutto quello che ti tocca, è destinato a sparire. Ogni esperienza di contatto è fuggevole, evanescente.

D.: Ma come maestro potresti…

K.: Sono totalmente privo di potere. Sono l’impotenza stessa. Non posso far diventare qualcuno quello che lui è già da tanto tempo.

D.: Allora aiutami ad essere quello che sono.

K.: Tutto quello che potrei tentare al riguardo, renderebbe in te fissa l’idea che non sei già quello che sei.

D.: Ma non puoi almeno tentarlo lo stesso?

K.: Non c’è in fondo nessuno qui che possa essere migliorato.

D.: Credo proprio che nessuno potrebbe mai migliorarti. Ma io…

K.: Anche tu non puoi essere migliorato.

Il mio Io vuole sparire

Domanda: Perché sono nato? Karl: Perché no? Il Sé è perfettamente d’accordo che tu sia come sei, perfetto. Non ha bisogno di una ragione per essere d’accordo. La domanda del perché si pone solo con l’emergere dell’idea di un Io.

D.: Bene, ma io la pongo questa domanda.

K.: L’Io è un concetto. Ha bisogno di pertinenza. Pone una domanda che esige una risposta, che porti ad una soluzione. Però subito dopo ne emerge un’altra. In fondo è sempre la stessa domanda: perché ci sono? Lì si aggrappa l’Io per poter avere l’autorizzazione di esistere. Deve mostrare che ha diritto di vita. Ha sempre bisogno di prove ed ha bisogno costantemente di giustificazioni per poter esistere. Per cui ha sempre una nuova domanda. Del resto nessuna risposta potrà mai bastargli. Poco importa quindi, se la domanda ottiene una risposta o meno. Alla domanda del perché c’è una sola risposta: perché no?

D.: L’io non ha dunque nessun valore?

K.: Che abbia valore o non ne abbia, esso si giustifica anche nel mostrarsi inferiore. Posso ben essere povero o insignificante, l’importante è che possa credere che esisto! Se il senso d’inferiorità è una prova della mia esistenza, allora volentieri mi mostrerò anche povero, meschino e inferiore. L’Io conosce tutti i trucchi del mondo per mantenersi in vita. E’ un misirizzi? Puoi schiacciarlo giù mille volte, si rialza sempre. Anche quando è steso persiste ancora. L’illusione dell’Io che continuamente emerge in una domanda, è imbattibile.

D.: La vita deve essere bella se questa domanda è risolta una volta per tutte!

K.: Credi che il Sé abbia bisogno di assenza di domande per essere più felice? Oppure è altrettanto felice nella domanda come nell’assenza di domanda? Se solo sparisse questo o quello, se un giorno potessi liberarmi di quest’altro – sono tutte idee che derivano dall’Io. Il Sé non può essere turbato. Non ha bisogno di sbarazzarsi di nulla.Un bel giorno l’idea dell’Io finisce per diventare un impaccio per se stessa e allora cerca di eliminare tutto quello che la disturba, compreso sé stessa.

D.: Certo, così mi succede.

K.: L’Io ti inganna con la falsa promessa che dovrà sparire.

D.: Proprio così!

K.: Ma proprio perché lo credi, può tranquillamente continuare a vivere indisturbato.


Scarica Il miraggio dell’Illuminazione e altri errori concettuali – Da: link

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Guida Quantica all’IlluminazioneL’integrazione tra scienza e coscienza.

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La profezia di Celestino e Le 12 Illuminazioni – Nulla avviene per caso è il principio di ogni illuminazione.

Viaggio Interiore alla Scoperta del Senso della Vita e dell’Illuminazione – Nella Bhagavad Gita e nella Divina Commedia

Come ricevere l’illuminazione con Sri Bhagavan – La via per il ritorno ad uno stato naturale, illuminato, uno stato che finalmente può essere dato!

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Mi Dia l’Illuminazione – L’unico impedimento è l’Io perché milioni, miliardi di desideri sommati assieme sono diventati questo ‘Io’ nel corso delle ere. L’Io è l’unico impedimento alla realizzazione dell’illuminazione.

Bodhi Tree L’albero dell’illuminazione – “Nei momenti dfficili, ricorda una cosa che ho ripetuto molte volte a tutti voi: guarda dentro di te per scoprire cos‘è che vuoi veramente, poi prendi una decisione e seguila senza tornare indietro.

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