Il Linguaggio Segreto delle Mani

Il Linguaggio Segreto delle Mani

Le mani parlano. Tutti lo sanno. Le stai vedendo, davanti a te? Sono ferme, rilassate, immobili? O fanno piccoli movimenti spontanei, come se agissero per conto loro? Noi non dialoghiamo solo con le parole. Ma anche con il corpo. Soprattutto con le mani. Con le mani diciamo chi siamo, ci presentiamo, comunichiamo. Ma diciamo anche come ci sentiamo, cosa si muove dentro.

Le mani esprimono la nostra interiorità. Ma non solo. Sono capaci di esprimere anche molto di più. Possono dar vita a un linguaggio speciale. Questo non tutti però lo sanno. Che le mani sono in grado di esprimere simboli, veri e propri messaggi cifrati: un linguaggio segreto.

Mani simboliche nella storia

I gesti simbolici delle mani sono conosciuti in diverse tradizioni, di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Molti gesti sono simili, per esempio quello di congiungere le mani in preghiera, uno dei simbolismi più diffusi. Nell’arte le mani hanno spesso forme stilizzate e immobilizzate in un gesto simbolico: l’indice rivolto verso l’alto, o la mano con il palmo aperto.

Le raffigurazioni sacre sono ricche di questi esempi. I gesti simbolici delle mani si trovano anche nelle danze orientali. La danza indiana Natya, per esempio, racconta attraverso la gestualità simbolica delle mani vere e proprie storie.

Nello yoga, invece, questa tecnica prende il nome di mudra. Lo scopo dei mudra è di creare un collegamento energetico tra i vari livelli di percezione: corporea, mentale e spirituale. Altre forme di gestualità simbolica delle mani si trovano anche tra gli Indiani d’America, gli Egizi, gli Africani, gli Aborigeni. E poi ci sono i Sygil. Ti fanno muovere le mani come lo fanno fare, per esempio, i mudra. Ma in modo diverso. Sviluppano un linguaggio simbolico. Riguarda il femminile e il maschile.

Mani che parlano di femminile e maschile

Ci sono dei simboli – e dei gesti della mano – che rappresentano il femminile. E altri che rappresentano il maschile. Le stesse forme del corpo umano suggeriscono la diversa simbologia. Se sono rotondeggianti per ambedue i generi, il fisico maschile è però definito da linee più squadrate e lineari.

Quello femminile invece da linee più sferiche e rotonde. Alla mascella squadrata o al trapezio toracico si contrappongono glutei e seni arrotondati. Nel femminile c’è il richiamo all’utero tondeggiante, all’ovulo sferico, al ciclo oscillante e ondulatorio.

Nel maschile c’è invece l’impronta dello spermatozoo, lungo ed affusolato, del pene, diritto ed eretto, dei ritmi ormonali, costanti e lineari. Da sempre questi segni rappresentano il femminile e il maschile. Perché da sempre questa è la voce della nostra matrice biologica.

I simboli archetipici del corpo

Il linguaggio della matrice biologica si esprime con i simboli archetipici. Cioè simboli primari. Validi universalmente. Scolpiti nella pietra, dipinti sulla tela, intessuti nella stoffa, intagliati nel legno, intrecciati con la paglia, i simboli archetipici da sempre sono simili in tutto il mondo, in qualsiasi luogo della terra. È stato il corpo a volerli. La nostra biologia a forgiarli.

Quando un simbolo – o un principio – si fonda su fatti biologici è percepito coralmente. Ovunque. Ecco perché i simboli archetipici vivono in noi. Come antiche mappe. Nascosti negli anfratti della nostra psiche, segnati sul nostro corpo.

I principali simboli archetipici

  • Forme morbide, arrotondate, a spirale per il femminile.
  • Forme appuntite, lineari, squadrate per il maschile.

I simboli del femminile sono il cerchio e tutte le forme e gli andamenti sinuosi, ruotanti, tondeggianti. Segni e spazi che si snodano lungo curve e circuiti sinusoidali: l’onda, la spirale, la falce di luna, i cerchi concentrici, l’ovale, il fuso circolare, la goccia, la esse, gli anelli intrecciati.

I simboli del maschile sono invece la linea e tutte le forme e gli andamenti che creano una combinanza di linee o punti: la freccia, i raggi del sole, il quadrato, i punti sequenziali, il triangolo, il rettangolo, il rombo, la saetta, la scala.

C’è un linguaggio segreto delle mani che si basa proprio su questi simboli. Ecco come si esprime.

Impulsi al femminile e al maschile

Attraverso i gesti simbolici delle mani possiamo trasmettere al nostro nucleo – femminile o maschile – degli impulsi. Che agiscono come una scossa di fondo. Veniamo mossi in una certa direzione. Essendo dei simboli, diventano un canale: sono come un libro che si apre nel momento in cui le nostre mani si modellano nella loro rappresentazione. Si attiva la nostra psiche simbolica, arcaica e archetipica. La mente recepisce il simbolo che il gesto manifesta. Il livello di coscienza viene incrementato.

Ecco perché quando facciamo un gesto simbolico con le mani, o anche solo quando lo guardiamo, entriamo in una dimensione diversa. Non è teoria. Si può avvertire distintamente. Quando le mani parlano il linguaggio segreto del femminile e del maschile non è solo una bella rappresentazione, una suggestiva forma di comunicazione espressiva, un supporto coreografico.

Con questa pratica le mani diventano come pennelli. Dipingono: concetti, principi, messaggi. Sono contenuti evocativi. Arrivano diretti fino a noi, attraverso gli strati più profondi della coscienza. E possono cambiare il nostro modo di essere. Di pensare. Di sentire. Di rapportarci al femminile e al maschile.

Il cambiamento accade perché, quando le dita disegnano i simboli nell’aria, si ripercorrono arcaiche connessioni neuronali che ampliano la nostra percezione e le nostre potenzialità. Ogni volta che li ripetiamo, questi percorsi vengono rafforzati. È come ripassare con la penna un segno che si era sbiadito, per renderlo sempre più nitido e visibile. La mente si riconnette ad una conoscenza antica. Riaffiorano percezioni sommerse.

Informazioni sepolte. Dopo un po’ di pratica ci si accorge – succederà anche a te – che i gesti simbolici sembrano formarsi in modo spontaneo dalle dita. Com’è possibile? È un sapere viscerale che emerge. Quello della nostra biologia. Della nostra primigenia essenza di donna e di uomo. Attraverso il gesto simbolico delle mani ci si mette in contatto con il proprio nucleo. Si va al centro del proprio essere.

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Scritto da Simona Oberhammer Quest’ opera è distribuita da Macrolibrasi con licenza Creative Commons Attribuzione Condiviso da Macrolibrarsi


Pagina dell’autore Simona Oberhammer


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