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Il Libro Tibetano dei Morti

Il Libro Tibetano dei Morti – “Il libro tibetano dei morti” è una delle più imponenti opere della cultura di tutti i tempi, uno dei testi della spiritualità orientale che ha avuto maggiore influenza anche sul pensiero occidentale.

Risale all’VIII secolo d.C. e raccoglie l’insegnamento sulla vita e la morte predicato dal grande maestro Padmasambhava, figura semileggendaria e fondatore del buddhismo tibetano. Ancora oggi, dopo oltre mille anni, questo libro presenta una delle descrizioni più intense dei passaggi che precedono e seguono la morte.

“Il libro tibetano dei morti” è stato composto per aiutare chi si accinge a trasmigrare di vita in vita e ad affrontare, in piena consapevolezza, questo cruciale momento.

Grazie anche ai suoi versi di commovente bellezza, il libro costituisce un raro messaggio di saggezza, una guida completa all’esistere che insegna a trasformare in profondità la nostra realtà quotidiana.

Padmasambhava (detto anche Padmakara e Padma Raja, tibetano: Padma rgyal-po ‘Re del loto’); Tibetano: Pema Jungnay – Padma ‘byun-gnas), in Sanscrito significa ‘Nato dal Loto’.

In Tibet è noto come il ‘Prezioso Maestro’ Guru Rinpoche ed è venerato dalla scuola Nyingmapa come secondo Buddha. Viene considerato il primo e più importante diffusore del Buddhismo in Tibet, particolarmente del Vajrayana e il fondatore del Buddhismo tibetano. Il suo culto è diffuso anche in Bhutan e in Sikkim.

Il Libro Tibetano dei Morti
Prima edizione integrale con il commento del Dalai Lama
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Questo testo buddista incarna l’antica credenza religiosa orientale nella reincarnazione dell’anima. La ruota del karma deve essere rispettata e superata attraverso le azioni virtuose dei viventi per consentire alle anime dei morti di abbandonare la strada della reincarnazione e liberarsi nel definitivo ricongiungimento con l’Assoluto Cosmico.

“Questo classico della religiosità orientale appartiene al filone di scritture arcaiche attraverso le quali l’uomo ha tentato di affrontare l’angosciante problema della morte, proponendo soluzioni che leniscano il terrore e rassicurino il vivente sul suo ignoto destino.

Nel fiorito linguaggio di questo rituale tibetano, la morte si configura in modo radicalmente diverso sia dall’idea di un’integrazione nella gloria divina, sia dal concetto di una dissoluzione totale. Nel tempo intermedio tra la morte fisica e il destino finale, il defunto conserva un “principio cosciente” sul quale opera il monaco recitante, che mediante la lettura del testo, ingenera in quel “principio”esperienze visionarie ed evoca le immagini terrifiche degli dei.”

Per coloro che vorrebbero raggiungere una maggiore consapevolezza nella vita personale questo è un libro speciale.

Per l’occidentale accostarsi alla pratica tibetana e buddista è all’inizio sconvolgente. Si tratta di una cultura orientata alla cura di sé e alla pacificazione con le domande fondamentali dell’esistenza. “Il libro tibetano dei morti” è basato sulla facoltà dell’Udire, inteso come ascolto a diversi livelli.

All’ascolto di sé e degli interrogativi interiori ci si allena nella vita e si può trovare aiuto, secondo la tradizione tibetana, nei gter-ma (tesori), testi o oggetti sacri.

Il Libro Tibetano dei Morti
Versione nuova
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