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Il Capolavoro di Einstein

Il Capolavoro di Einstein Il 1915 e la teoria generale della relatività.

Albert Einstein (1879-1955), l’uomo che diede nuove leggi fisiche all’universo.

«Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere “superato”. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, VIOLENTA IL SUO STESSO TALENTO e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza di essa tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.» Albert Einstein

«Ciò che vedete dipende dalle teorie che usate per interpretare le vostre osservazioni». Albert Einstein

Le menti più elevate hanno sempre incontrato una violenta opposizione da parte delle menti mediocri. La mente mediocre è incapace di comprendere colui che rifuta di piegarsi ciecamente ai pregiudizi e alle scelte convenzionali e invece esprime le proprie opinioni con coraggio e onestà. Albert Einstein

Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare finché non arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa …. Albert Einstein

Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettare risultati diversi. Albert Einstein

Se vuoi una vita felice, la devi dedicarla a un obiettivo, non a delle persone o a delle cose… Albert Einstein


Il Capolavoro di Einstein – Il 1915 e la teoria generale della relatività.  La storia di un grande scienziato che formulò una delle teorie più importanti della fisica. Stiamo parlando di Albert Einstein e della teoria della relatività.

Nella scienza i capolavori sono rari come nelle arti. Per essere tali, in loro la perfezione deve uguagliare la dirompenza. Perché rivoluzionano il mondo, alla lettera.

John Gribbin non esita a spendere la parola «capolavoro» per la teoria generale della relatività, che lo stesso Albert Einstein definì «la scoperta più preziosa della mia vita … una teoria di incomparabile bellezza».

Quando la elaborò nella forma che conosciamo era trascorso un decennio dal 1905, ritenuto concordemente dagli studiosi il suo annus mirabilis: pochi mesi leggendari durante i quali, in un impeto di creatività scientifica che non si era più registrato dai tempi di Newton, aveva concepito anche la teoria ristretta della relatività e scoperto la legge dell’effetto fotoelettrico, che gli avrebbe poi valso il premio Nobel nel 1921.

Gribbin tuttavia rivede l’opinione comune, posticipando il vero miracolo dal 1905 al 1915, quindi alla generalizzazione della teoria, questa sì in sconvolgente anticipo sui tempi della ricerca. L’estensione della relatività dagli oggetti che si muovono a velocità costante in linea retta al moto accelerato e alla gravità compie il prodigio di descrivere il nostro Universo e tutto lo spaziotempo che contiene.

Nel secolo trascorso da allora, ciò che suscitò sconcerto si è via via consolidato – soprattutto durante gli ultimi 50 anni – come una delle teorie più comprovate dell’intera storia della scienza.

Gribbin ne racconta la gestazione e le vicissitudini con la competente semplicità del grande divulgatore che non ignora gli intrecci tra scienza e vita.

Il Capolavoro di Einstein
Il 1915 e la teoria generale della relatività

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Le Due Relatività – Gli articoli originali del 1905 e del 1916. Gli articoli originali di Albert Einstein pubblicati in italiano dove spiega quello che è universalmente considerato il suo capolavoro: la teoria della relatività.

Quando Einstein divenne universalmente famoso, quando cioè iniziò a delinearsi quell’icona della scienza e dell’intelligenza che noi oggi conosciamo, il «New York Times» scrisse che i suoi lavori potevano essere capiti solo da una dozzina di uomini in tutto il mondo.

Cent’anni dopo, le due teorie della relatività – la relatività ristretta del 1905 e la relatività generale del 1915, poi pubblicata nel 1916 – sono entrate a pieno diritto nel sapere comune e persino nella nostra vita quotidiana.

Le idee proposte in quegli scritti originali, all’inizio del Novecento – orologi che rallentano il loro corso, spazi che si deformano, raggi luminosi che si piegano – non sono più appannaggio di pochi, sono a tutti gli effetti parte integrante della nostra vita. Pochissimi scienziati potrebbero vantare un primato simile.

Che un lascito così imponente sia stato concepito in poche pagine, in due soli articoli scientifici, è poi doppiamente notevole, così come è quasi incredibile che ancora oggi – a distanza di un secolo! – nelle università di tutto il mondo si insegni la teoria einsteiniana sulla falsariga di quei due articoli originali, gli stessi che vengono proposti qui in traduzione italiana, assieme alla prefazione esplicativa di Vincenzo Barone.

Le Due Relatività
Gli articoli originali del 1905 e del 1916

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Crediti immagine Fresh Paint

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