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I soliti sospetti

I soliti sospetti

« La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste. » (Roger “Verbal” Kint / Kevin Spacey)

I soliti sospetti (The Usual Suspects) è un film del 1995 diretto da Bryan Singer. È stato presentato fuori concorso al 48º Festival di Cannes.

Trama

In seguito all’esplosione di una nave sospettata di trasportare droga nel porto di San Pedro a Los Angeles, il piccolo truffatore invalido Roger “Verbal” Kint, implicato nella vicenda, ma già prosciolto dal procuratore, viene costretto a subire un ultimo interrogatorio dall’agente di polizia doganale David Kujan. La storia viene presentata come la ricostruzione della deposizione di “Verbal” Kint, e si alterna con scene della deposizione stessa.

New York, un camion di fucili viene rubato e un gruppo di pregiudicati viene fermato per un confronto all’americana: si tratta dell’ex poliziotto corrotto Dean Keaton, di “Verbal” Kint, dello scassinatore Todd Hockney e dei ricettatori McManus e Fenster.

I cinque si conoscono solo superficialmente o di nome e non hanno mai lavorato assieme, tuttavia decidono di eseguire un colpo, proposto da McManus, in grado di mettere nei guai il dipartimento di polizia di New York, e far loro ottenere vendetta per il trattamento ricevuto: dopo essere stati liberati per insufficienza di prove rapinano due poliziotti corrotti che scortano illegalmente un trafficante di pietre preziose.

Il colpo riesce e la banda si dirige in California per rivendere gli smeraldi del bottino a un ricettatore conosciuto da McManus: il ricettatore propone quindi ai cinque un altro colpo, ai danni di un commerciante di gioielli. Il gruppo accetta ma durante il colpo essi sono costretti ad uccidere il bersaglio, e scoprono che costui aveva con sé non gioielli ma cocaina. Il ricettatore che aveva proposto il colpo si difende sostenendo che gli era stato suggerito da un misterioso personaggio, un avvocato di nome Kobayashi.

Costui dichiara di lavorare per Keyser Söze, un misterioso boss criminale che nessuno ha mai visto o conosciuto, e sul quale aleggiano diverse leggende: a suo dire tutti e cinque i delinquenti hanno in passato, in qualche modo, “pestato i piedi” a Söze, e l’unico motivo per cui sono ancora vivi è che lo hanno fatto inconsapevolmente. Ora quest’ultimo pretende che essi compiano un colpo su commissione quale risarcimento dei danni ricevuti.

Dopo un primo rifiuto, al quale segue l’uccisione di Fenster da parte dei sicari di Söze, e non prima di aver toccato con mano la capacità di questo boss di mettere in pratica le proprie minacce, i quattro rimasti decidono di collaborare. Il piano consiste nell’assaltare una nave nel porto di Los Angeles, a detta dell’emissario di Söze, carica di droga di proprietà dell’organizzazione concorrente a quella del misterioso boss. Fin dalla sua progettazione il piano si rivela come estremamente rischioso, tanto che Dean Keaton, di nascosto dagli altri, invita “Verbal” Kint a non parteciparvi, riuscendo in questo modo a salvargli la vita. Durante la concitata operazione, si scopre che il vero bersaglio non era la droga (che infatti non è presente), ma un uomo: l’unico testimone in grado di identificare Keyser Söze.

Kujan arriva alla conclusione che, se Keyser Söze esiste veramente, deve essere per forza Keaton: l’unico in grado di creare un confronto con i contatti che si era creato lavorando con la polizia, l’unico che con il suo carisma riusciva a tenere a bada gente come Fenster e McManus e l’unico in contatto con l’avvocatessa Edie Finneran; avendo scoperto ciò che gli interessava dà il permesso a Verbal di lasciare il commissariato.

Ma successivamente Kujan si rende conto di essere stato manipolato: le dichiarazioni di Kint sono state improvvisate usando come spunto le scritte sui foglietti della bacheca al commissariato e, vedendo l’accanimento che il commissario aveva nei confronti di Keaton, aveva fatto in modo di far convergere gli avvenimenti a sfavore di quest’ultimo. Kujan capisce che “Verbal” Kint altri non era che Keyser Söze ma quando questi tenta di catturarlo ormai è troppo tardi: Keyser Söze è già sparito, come nelle leggende che lo vedono protagonista.

Il testo è disponibile secondo la licenza Creative Commons – Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Roger “Verbal” Kint : Keaton diceva sempre: “Io non credo in Dio, ma ho paura di lui”. Beh, io credo in Dio… e l’unica cosa di cui ho paura è Keyser Söze.

Crediti foto: geralt – Pixabay

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