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I Cinque Livelli dell’Attaccamento – Stai usando la conoscenza o la conoscenza sta usando te?

I Cinque Livelli dell’Attaccamento – Stai usando la conoscenza o la conoscenza sta usando te?

Dalla conoscenza tolteca, lungo la via della trasformazione, don Miguel Ruiz Jr., condivide uno straordinario percorso verso la libertà interiore:

“Attorno a te ci sono possibilità a 360 gradi e tu sei al centro di questo enorme potenziale.

Dirigerti verso una qualsiasi direzione equivale a una scelta:  dirai sì a una cosa e no a un’altra.

Ma più sei attaccato a qualcosa, più la tua visione sarà ristretta e limitata, fino a farti credere che ci sia solo una direzione verso la quale procedere.

In pratica, il tuo attaccamento limita la tua capacità di vedere oltre quell’unica possibilità.

Mentre scegliere di lasciar andare i tuoi attaccamenti significa vedere improvvisamente crescere ed espandersi le opzioni a tua disposizione”.

Una guida preziosa per comprendere come abbiamo costruito la struttura delle nostre credenze e come liberarci di quelle che ci limitano.

Tutti noi abbiamo sottoscritto involontariamente degli accordi su come scegliamo di vivere e su quali riteniamo siano le nostre credenze.

Ma ciò che potremmo non capire è che ciascuno di questi accordi rappresenta un attaccamento, un filtro limitante su chi pensiamo di essere e su cos’abbia in serbo per noi il futuro. Questi attaccamenti li chiamiamo “conoscenza” senza neppure chiederci se questa cosiddetta conoscenza sia necessariamente valida.

Ma possiamo liberarcene, comprendendo una volta per tutte come abbiamo sviluppato e consolidato la struttura di ciò in cui crediamo. Don Miguel Ruiz


 Introduzione del libro “I Cinque livelli dell’attaccamento”

Per tutta la vita raccontiamo, commentiamo tutto quello che facciamo, diciamo, vediamo, tocchiamo, udiamo, annusiamo e gustiamo.

Siamo narratori di storie che sviluppano sempre la stessa trama, dimenticando spesso i milioni di sotto-trame che si sviluppano da sé.

E’ come se bevendo un sorso di vino dicessimo: “E un po’ troppo secco. L’invecchiamento è decisamente buono, ma non riesco a sentire il profumo del legno. Ne ho bevuti di migliori”.

Invece di gustare il piacere del vino lo analizziamo in dettaglio cercando di scomporlo in termini che si adattino a un contesto e a un linguaggio che già conosciamo.

Così facendo, gran parte dell’esperienza va perduta.

Questo è un semplice esempio di come raccontiamo la vita, di come la spieghiamo e, soprattutto, di come giudichiamo e giustifichiamo.

Invece di vivere l’esperienza reale, creiamo una storia per adattarla alle nostre credenze….

La capacità di vedere al di là dei nostri filtri (le credenze e le conoscenze accumulate) non sempre è una dote naturale.

Per anni vi siamo rimasti attaccati in gradi diversi, perché ci facevano sentire al sicuro.
Tutto ciò a cui ci attaccavamo iniziava a modellare le nostre esperienze future e a limitare la nostra percezione di ciò che esula dal nostro vocabolario.

Come i paraocchi di un cavallo, le credenze a cui ci attacchiamo limitano la nostra visione, il che a sua volta limita la direzione della nostra vita.

Più forte è il nostro attaccamento e meno vediamo.

Pensate alla globalità delle credenze a cui siete attaccati come a un motivetto che suonate in continuazione nella mente.

Inoltre cerchiamo continuamente di imporre il nostro motivetto (quello che ci siamo abituati ad ascoltare) agli altri, senza renderci conto che spesso il motivetto non è nemmeno nostro e forse non è nemmeno quello che vogliamo suonare.

Se continuiamo a suonare solo ciò che conosciamo, senza mai aprirci all’ascolto delle altre melodie che risuonano attorno a noi, facciamo sì che l’attaccamento a un particolare motivetto ci domini.

Provate ad ascoltare anche le melodie degli altri. Forse potreste partecipare a quelle melodie aggiungendo un’armonia o un bel giro di basso, e vedere dove la nuova musica vi porta.

Lasciando andare l’attaccamento a ciò che pensate la musica debba essere vi aprite alla possibilità di creare una musica unica e meravigliosa, composta davvero da voi o in collaborazione con altri.

In questo libro descriverò i Cinque Livelli dell’Attaccamento.

Usateli come strumenti per valutare quanto siete attaccati ai vostri punti di vista e quanto siete invece aperti ad altre opinioni e possibilità.

Più il livello di attaccamento è alto e più il senso dell’identità (“ciò che sono”) diventa strettamente legato alle proprie conoscenze (“ciò che so”).

Le conoscenze e le informazioni vengono distorte e inquinate dai nostri narratori: le voci interiori che discutono la correttezza di ogni nostra azione e pensiero.

Se crediamo in qualcosa con tanta forza da dimenticare il nostro Sé autentico ascoltando soltanto le storie e i commenti dei nostri narratori interiori, lasciamo che siano i nostri pregiudizi a decidere per noi.

Per questo è importante conoscere il nostro livello di attaccamento a una particolare credenza, perché attraverso questa consapevolezza. recuperiamo il vero potere di decisione.

Mi auguro quindi che usiate questo libro per valutare il livello di attaccamento alle idee e alle credenze che creano la vostra realtà, il vostro Sogno Personale, contribuendo a creare anche la nostra realtà collettiva, il Sogno del Pianeta.

Solo con questa consapevolezza sarete davvero liberi di inseguire la vostra passione e di sperimentare tutto il vostro potenziale.

Sta a voi scegliere!

Ignora le opinioni degli altri. Qualunque cosa gli altri sentano, pensino o dicano, non prenderla in modo personale. Gli altri hanno le loro opinioni, in accordo al loro sistema di credenze, quindi qualunque cosa pensino di te non riguarda te, riguarda loro. (Don Miguel Ruiz)  Introduzione del libro “I Cinque livelli dell’attaccamento

I Cinque Livelli dell'Attaccamento
Stai usando la conoscenza o la conoscenza sta usando te?

Voto medio su 5 recensioni: Buono

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Don Miguel Ruiz, autore de “I quattro accordi” e suo figlio Don Miguel Ruiz Jr, autore de “I cinque livelli dell’attaccamento” parlano di loro e di come è nato il libro.

Per approfondire leggi questo articolo….  La Prigione Del Desiderio E Dell’Attaccamento.

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