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Gentilezza. La vera chiave della realizzazione di sé.

Gentilezza. La vera chiave della realizzazione di sé.

Scopri il messaggio che ti invita a svolgere un ruolo attivo nel proteggere la tua salute continuando a leggere…

I fattori modificabili che ci aiutano a stare bene

Il mio amore per la scienza è iniziato sui banchi di scuola, con un incontro che mi ha folgorata: quello con Charles Darwin. Scienziato, esploratore, padre della teoria dell’evoluzione, il suo pensiero e la sua opera hanno plasmato il mio modo di guardare la realtà, insegnandomi il rigore dell’osservazione, la perseveranza nel cercare risposte, la prudenza nel giungere a conclusioni definitive o generalizzabili. E mi ha insegnato il valore del cambiamento, la possibilità che tutti noi abbiamo di migliorarci, di adattarci a un ambiente in continua trasformazione.

Uno dei torti più grandi che abbiamo fatto a questo grandissimo scienziato è stato quello di travisare il senso ultimo del suo pensiero, credendo che la selezione naturale favorisca il più forte o il più intelligente. Non è così. Dalla sua opera emerge che il più avvantaggiato è l’individuo che riesce a cambiare e a adattarsi, sfruttando al meglio le risorse a sua disposizione.

Questo concetto mi ha guidata negli anni della formazione universitaria e del training accademico e ne ho trovato conferma a ogni passo, in tutti gli studi che ho condotto, nei risultati dei test di laboratorio, nel confronto con i colleghi. Il valore biologico della diversità, unito alla capacità di adattamento, sono state le chiavi della sopravvivenza umana, i mezzi con cui abbiamo affrontato le ere passate diventando sempre più abili e intelligenti.

Nei miei anni di esperienza alla Columbia University, poi a Stanford e infine a Harvard ho visto accumularsi davanti ai miei occhi una serie sempre più ampia e convincente di prove sull’importanza dei fattori ambientali, dei comportamenti e degli stili di vita per la nostra salute. Più a fondo abbiamo conosciuto i misteri del DNA, più chiaramente abbiamo capito che la genetica determina solo in parte il nostro stato di benessere e che c’è molto che possiamo fare per proteggerci dalle malattie e allungare la nostra vita.

Le scelte che facciamo possono incidere sul DNA, modificare la struttura del cervello, cambiare la biologia indirizzandoci verso la salute o la malattia, accorciando o allungando la nostra esistenza e influenzandone la qualità. Questa verità cui è arrivata la scienza è troppo importante perché si possa lasciarla chiusa nei laboratori e nelle aule universitarie. Come scienziata, ho sentito il bisogno di far conoscere al più ampio pubblico possibile gli incredibili risultati che la ricerca ha ottenuto in questi anni e le lezioni che da queste conoscenze possiamo ricavare.

Un messaggio forte e chiaro che ci invita a svolgere un ruolo attivo nel proteggere la nostra salute, a fare scelte coerenti con la visione che abbiamo di noi e del nostro futuro.

Appena cinque anni fa questo libro non sarebbe stato scritto, perché non avevamo prove a sufficienza per misurare l’impatto degli stili di vita sul DNA e quindi sul benessere complessivo dell’individuo. In questo breve lasso di tempo sono stati fatti progressi impensabili e la quantità di prove di cui disponiamo adesso è imponente: la salute può essere in molti casi una questione di scelte e di modi di vivere, ossia di fattori modificabili su cui possiamo intervenire per aiutarci a stare bene, allontanare le malattie e vivere più a lungo e in salute. Immaculata De Vivo

La meditazione: la chiave rivoluzionaria

Era il 1994 quando intrapresi seriamente la via della meditazione. Allora i pregiudizi erano tanti. Avevo solo diciannove anni ma la mia scelta fu radicale e rivoluzionò il mio stile di vita su tutti i fronti: abitudini alimentari, relazioni sociali, modo di pensare e di agire. Non avevo idea che alcuni decenni dopo il mondo scientifico avrebbe riconosciuto che quelle abitudini erano i pilastri del benessere, della salute e della qualità della vita.

Nel corso della mia esistenza non ho mai provato niente che possa neppure lontanamente avvicinarsi al senso di completezza, integrità e consapevolezza che si sperimenta nello stato meditativo. Ho subito intuito che si trattava di una chiave di lettura rivoluzionaria non solo della sfera personale, ma anche di quella relazionale e sociale. Concordo pienamente con le parole del Dalai Lama quando dice: “Se a ogni bambino di otto anni insegnassimo a meditare, elimineremmo la violenza dal mondo nel giro di una generazione”.

In me non è mai esistita una separazione tra scienza e coscienza, spirito e materia, mente e corpo, e ho sempre avvertito una forte spinta verso un approccio trasversale, che mi ha portato dalla laurea in scienze naturali alla specializzazione in sociobiologia, fino all’integrazione del mio percorso professionale con strumenti di ricerca interiore maturati grazie alla pratica meditativa.

Oggi la scienza sta iniziando a confermare e dimostrare le più importanti verità filosofiche e spirituali che le antiche tradizioni sapienziali hanno raggiunto diversi millenni fa. Per questo ho sentito la necessità di rendere fruibili e accessibili a tutti tali conoscenze relative alla natura della nostra mente, e all’impatto che queste hanno sul corpo e sulla salute, nei processi di riequilibrio e guarigione, e più in generale sulla qualità della nostra vita.

All’inizio del percorso non immaginavo che avrei avuto il privilegio di poter approfondire e portare temi come perdono e meditazione nelle università, nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri, nei centri profughi, nell’accompagnamento al morente e nell’elaborazione del lutto. Ma non avrebbe potuto essere altrimenti perché più la ricerca interiore diviene profonda, più il nostro senso di identità si espande includendo ogni essere vivente e dando origine a un nuovo senso di responsabilità.

Questo libro vuole anche restituire alla meditazione la sua dimensione originale, senza sminuirla come una moda passeggera né limitando la sua importanza agli effetti collaterali positivi che genera sulla salute fisica e mentale. Le persone si avvicinano alla pratica meditativa per tante ragioni: salute, benessere, curiosità, per provare una nuova esperienza… ma c’è anche chi sente un richiamo profondo verso la ricerca e la realizzazione di sé. Questa è la vera chiave.

Una chiave evolutiva per la sopravvivenza stessa dell’uomo, che permette un’autentica rivoluzione interiore, capace di restituire significato e scopo alle nostre esistenze. In questo libro ho voluto condividere un approccio alla vita che unisce scienza e coscienza.

In un tempo in cui la vita sembra regolata dal tutto e subito, vorrei infine fare un breve elogio della disciplina, che molti associano a “imposizione, rigore e rinuncia”. Disciplina è invece devozione, dedizione, passione. Espressione di un amore che si dona senza riserve. Da ventisei anni, ogni giorno, come fosse la prima volta, mi spoglio nudo di fronte alla vita, incrocio le gambe e chiudo gli occhi. È così che ho visto i paesaggi più belli di questa Terra. Quelli interiori.

Con la pioggia e col bel tempo, nel lutto e nella gioia, nel successo e nel fallimento. Indipendentemente dalle oscillazioni della vita mi siedo e celebro l’esistenza attraverso il silenzio e l’ascolto. Ed è proprio questo che auguro a ognuno di noi: di imparare ad ascoltarsi. E di avere il coraggio di seguirsi. Daniel Lumera / Scritto da: Daniel Lumera & Immaculata De Vivo

Biologia della Gentilezza 

Essere gentili ha un impatto diretto sui nostri geni? L’ottimismo ci fa vivere più sani e più a lungo? La felicità aiuta i processi antinfiammatori? A queste domande rispondono Immaculata De Vivo e Daniel Lumera mettendo a confronto scienza e coscienza in un approccio rivoluzionario alla…  Più informazioni su Biologia della Gentilezza

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