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Fallo per te

Fallo per te.

Scopri come dimagrire senza recuperare più peso utilizzando uno strumento estremamente potente: la tua mente.

In questo capitolo voglio parlarti di colpe, fallimenti e responsabilità.

Iniziamo subito col mettere le cose in chiaro: hai chili da perdere? Da anni? Hai messo su più chili di quanti ne hai persi seguendo le varie diete? Sei apparentemente normopeso un mese sì e l’altro no? Ti abbuffi o mangi di nascosto? Ti sfoghi sul cibo? Odi e ami il cibo?

Non è colpa tua.

La compensazione emotiva

No, non voglio fare lo scaricabarile o addolcirti la pillola. Lo dico con intenzione: non è colpa tua. E non è nemmeno colpa di altri. Se proprio vogliamo trovare una colpa, è della «disponibilità».

Mi spiego meglio. Tutti, nessuno escluso, viviamo situazioni difficili, siamo sopraffatti da stress o noia in certe fasi dell’esistenza, sentiamo un forte bisogno di coccole e rassicurazioni. Alcuni rispondono agli eccessi emotivi negativi o ai bisogni emotivi positivi tuffandosi nello sport, altri nella meditazione, nel lavoro, nel sociale o nella lettura.

I comportamenti dettati dalle compensazioni emotive sono di molteplice natura: c’è chi fuma, chi parla troppo, chi spettegola, chi si arrabbia facilmente, chi si rimpinza, chi mangia e poi corre a vomitare.

Queste manifestazioni dipendono da diversi fattori, che sono principalmente:

  1. La disponibilità di certi mezzi in quel momento/situazione di vita.
  2. L’abitudine di averli/vederli intorno a sé e viverli come parte del proprio mondo.

Prendiamo per esempio una fase in cui tutti siamo stati altamente influenzabili dall’ambiente esterno: l’adolescenza.

Ecco tre casi che ho visto verificarsi:

  • Se in famiglia si è abituati a fare una partitina a basket in cortile dopo cena o la domenica, il figlio sedicenne potrebbe adottare questo modello per dare sfogo alle proprie energie adolescenziali.
  • Se gli amici che fumano sono percepiti come «fighi», la sigaretta diventerà il mezzo a portata di mano per superare le difficoltà con le ragazze o a scuola, o semplicemente per inserirsi meglio fra i coetanei.
  • Se a casa sono tutti in forma perché perennemente a dieta, il secondogenito che si sente trascurato potrebbe sfogare il suo senso di inadeguatezza cominciando a ingrassare, ribellandosi proprio verso ciò che a tavola ha sempre vissuto come argomento «famigliare»: la proibizione e le ristrettezze alimentari.

È responsabilità dei ragazzi? Non proprio. È dovuto all’ambiente? Nemmeno. È capitato, in base alla disponibilità.

Analogamente, per quanto riguarda il rapporto con il corpo e con il cibo, se è problematico ti chiederai: «È colpa mia?» La risposta, anche in questo caso, è no. Quando hai iniziato a mangiare troppo, a non rispettare il senso di fame e/o di sazietà, soltanto la tua mente conscia – l’unica in grado di guardare lontano – poteva immaginare le conseguenze dei singoli gesti.

Quella inconscia, invece, direttamente collegata al sistema nervoso e al piacere immediato, desiderava solo stare bene in quel momento, con qualsiasi mezzo.

È importante che tu lo capisca appieno: non è colpa tua se in un periodo della vita hai adottato comportamenti che – con il passare del tempo – si sono trasformati in abitudini «non utili». Il punto di partenza per visualizzare in modo efficace è trovarsi in uno stato d’animo propositivo, possibilmente sereno, o almeno neutro. In questo paragrafo ho voluto iniziare eliminando i sensi di colpa inutili al nostro lavoro.

Se stai leggendo questo libro hai già espresso la tua volontà di risolvere un problema. Dimagrire bene sarà un cammino delegato al lavoro insieme.

È responsabilità tua e di nessun altro risolvere quel che non ti piace, per ciò che è in tuo potere.

Il tuo peso è decisamente in tuo potere. Il libro, io, l’audio e il video, il cibo, le visualizzazioni, gli esercizi, gli amici, i famigliari, le idee, le convinzioni personali, siamo tutti strumenti nelle tue mani: sei tu a renderci utili oppure inutili.

Non importa quanti anni hai, quante diete hai seguito in passato o quanto hai mangiato fino a ieri. Importa quanto e come mangi oggi, come consideri te stesso adesso e come ti prendi carico della riuscita di questo obiettivo. L’obiettivo non è mio né di nessun altro: è solo tuo e per la tua vita.

Tu sei l’unico meraviglioso artefice.

Tu sceglierai cosa dire a te stesso nei momenti difficili, come rinvigorire le tue motivazioni quando rischierai di fare un passo indietro, come vorrai sentirti incoraggiato per riacquistare il controllo dei tuoi gesti e come rialzarti dopo una brutta caduta.

Ecco, l’ho detto. Spero che il messaggio sia chiaro e alleggerisca lo spirito con cui ti avvicini alla lettura di questo libro. Ora parliamo di fallimenti…

I fallimenti fanno parte della tua liberazione

È meglio parlarne subito. Il percorso non potrà essere lineare. Ti presento quelle che chiameremo le «scivolate», ossia i fallimenti che fanno parte del percorso. Come puoi vedere nella figura a fianco, l’apprendimento non è mai graficamente rappresentato da una linea retta ascendente.

L’apprendimento è fatto di alti e bassi, di speranze, di difficoltà, di sudore e poi, solo poi, di successi. No, certo non ti parlo soltanto del sudore fisico. Ti parlo anche del sudore mentale, che ti proporrò quando lavoreremo sul cambio delle tue parole, del tuo dialogo interno, delle tue convinzioni, quando ti proporrò di ascoltare la fame vera e di rispettare la giusta sazietà, quando costruiremo la tua identità di persona Magra Naturalmente. Ogni scivolata fatta è una scivolata in meno.

È una lezione appresa, una strategia affinata… Una scivolata è solo una dritta in più per raggiungere il tuo obiettivo di Giusto Peso. A ogni scivolata la lezione appresa diventerà Competenza Inconscia e lascerà spazio per altri pensieri alla tua mente cosciente. Quindi, ben vengano le scivolate.

Di solito, chi segue il metodo Giusto Peso Per Sempre e diventa Magro Naturalmente lo fa con i tempi giusti. Non stressa il corpo e non va come un treno, anzi, magari gli capita di inciampare. E siccome sta procedendo con un ritmo adeguato, non si fa male. Lo scopo non è non cadere, ma piuttosto cadere il minor numero di volte possibile.

E come si fa?

Dichiarando la propria intenzione e coinvolgendo la motivazione. Ok, ma come ci si motiva perché funzioni? La buona motivazione è quella che viene da dentro, quella che mostra successi immediati e duraturi. Ora ti propongo un esercizio per dichiarare la tua intenzione e palesare i tuoi vantaggi, immediati e a lungo termine.

Il fatto che tu finora non sia riuscito a dimagrire non dimostra carenza di costanza. La costanza non è altro che il riflesso della motivazione giusta.

Buona motivazione = costanza assicurata.

Faccio spesso questo esempio: ogni mattina ti lavi i denti prima di uscire di casa e quindi sei estremamente costante in questa operazione.

Ma perché lo fai? Perché sei nato costante?

Non credo proprio, visto che probabilmente su altri versanti non ti reputi affatto tale. Ti lavi i denti tutte le mattine perché ti fa piacere avere l’alito fresco e il sorriso smagliante e ami sentirti a tuo agio quando parli con le persone che hai di fronte.

Queste motivazioni ti spingono a ripetere il gesto ogni giorno come presupposto scontato di ciò che vuoi ottenere. E così siamo arrivati all’origine e al motore della costanza. Tu non sei costante perché ti sforzi di esserlo, lo sei perché ti interessa il risultato. Estratto dal libro di Debora Conti Il Libro del Giusto Peso per Sempre

Il Libro del Giusto Peso per Sempre

Il metodo che insegna a usare la mente per avere il corpo che vuoi – Nuova edizione aggiornata

Basta con gli alimenti proibiti, le rinunce, i sensi di colpa, con il cibo usato come antidoto allo stress, alla rabbia, al vuoto emotivo: occorre innanzitutto perdere peso “mentale” per alleggerirsi di quello corporeo…. continua a leggere

Crediti immagine Fresh Paint

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