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Evoluzione non Autorizzata

Evoluzione non Autorizzata – Dall’uomo 2.0 alla matrice universale della coscienza – L’uomo che conosciamo oggi è destinato a estinguersi: sono in arrivo le prime generazioni di uomini cyborg.

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Solo pochi scienziati osano parlare delle conseguenze della più grande rivoluzione tecnologica, culturale e spirituale in atto: l’uomo che conosciamo oggi è destinato a estinguersi!

Il progresso tecnologico dei sistemi informatici e le più recenti scoperte della biologia ci stanno trascinando in una nuova epoca in cui l’umanità passerà inevitabilmente dalla stretta interazione con le macchine alla completa fusione con esse, e presto assisteremo all’avvento delle prime generazioni di uomini cyborg.

Gli scienziati stanno già lavorando alla creazione di interfacce neurali auto-assemblanti formate da nano-robot intelligenti, capaci di introdursi nel cervello umano senza intervento chirurgico per connetterlo a dispositivi elettronici. Sono in arrivo anche le prime espansioni di memoria per esseri umani e nuove tecniche di caricamento dati per via neurale. Si tratta di veri e propri potenziamenti che, oltre a consentire un upgrade del cervello, consentiranno di immagazzinare qualsiasi informazione disponibile in tempo reale.

La biologia nel frattempo ha oltrepassato il confine che la separava dal mondo informatico e i computer del prossimo futuro saranno dei biochip viventi formati da DNA modificato o interamente di sintesi.

Marco Pizzuti ci offre un’indagine attenta e documentata sulla prossima evoluzione delle tecnologie attualmente in uso. Sta per nascere una nuova razza ibrida di uomini “semi-dei” mentre le macchine si vanno umanizzando, acquisendo un’intelligenza e una coscienza artificiale del tutto analoghe a quelle dell’uomo. Androidi, robot indossabili, Intelligenza Artificiale, tecnocrazia, sorveglianza 24/7, droni, nano-robot, immortalità cibernetica, avatar, potenziamenti psicofisici, cyborg, meta-materiali e mezzi di trasporto auto guidati sono solo alcune delle novità con cui dovremo abituarci a convivere nei prossimi anni.

INTRODUZIONE

Ero ancora uno scolaretto di quarta elementare quando scrissi il mio primo tema in classe sulla progressiva trasformazione dell’uomo in un ingranaggio della macchina da lui stesso creata.

A quel tempo, però, per “macchina” intendevo il nostro complesso sistema sociale, mentre gli attuali progressi tecnologici e le più recenti scoperte della biologia lasciano effettivamente intravedere un futuro prossimo in cui l’uomo passerà dalla stretta interazione con le macchine (questa volta intese nel significato letterale del termine) alla completa fusione con esse.

Ciò ovviamente avverrà per gradi, ma è inevitabile che accada e già nei prossimi quindici anni assisteremo all’avvento delle prime generazioni cyborg. Alle vecchie generazioni può apparire come qualcosa di assurdo e impossibile, ma la direzione intrapresa dalla scienza non lascia molto spazio ai dubbi, l’uomo così come lo conosciamo oggi è destinato a estinguersi.

Quasi senza accorgercene, siamo giunti alle porte di un’epoca che possiamo definire “post-umana”, per via dell’irreversibile processo d’integrazione tra uomo e macchina attualmente in atto.

In questo momento la società è già quasi completamente informatizzata e le nuove generazioni passano la maggior parte del loro tempo tra videogiochi e social network, mentre molte aziende private e istituzioni pubbliche offrono tutti i loro servizi anche online.

Da qui a un paio di lustri o poco più chi non sarà connesso a una banca dati online sarà tagliato fuori dalle relazioni sociali e da tutti i servizi pubblici e privati essenziali. Anche la moneta cartacea è destinata a essere sostituita con quella elettronica e l’industria dell’hi-tech ha già messo a punto dei dispositivi elettronici da inserire nel corpo umano per effettuare pagamenti, avere assistenza sanitaria e ricevere o trasmettere informazioni online continuamente.

Siamo all’alba di una nuova era, in cui chi controllerà le reti informatiche avrà anche il totale controllo della popolazione, perché potrà sapere in ogni momento dove siamo, con chi stiamo e cosa stiamo facendo, mentre monitora il nostro battito cardiaco e le nostre emozioni, controlla il nostro conto in banca o legge il campo elettromagnetico dei nostri pensieri!

Fino a 35 anni fa gli scienziati ci dicevano che il campo elettromagnetico del cervello umano è così debole da non poter trasmettere alcuna informazione all’esterno. Oggi, invece, le persone che hanno subito l’amputazione degli arti possono comandare le proprie protesi robotizzate con il solo pensiero grazie alle sensibili antenne di un dispositivo che capta gli impulsi elettromagnetici cerebrali e poi li converte in comandi in codice binario per le macchine.

Un futuro del genere non può non spaventare anche i più ottimisti, poiché una tecnologia avanzata di questo tipo, se non gestita correttamente, rappresenta sicuramente una grave minaccia per la libertà e la privacy di ciascuno di noi.

Il “Grande Fratello” immaginato da Orwell nel futuro distopico del suo celebre romanzo 1984 ha realmente iniziato a prendere forma e nei prossimi decenni è destinato ad acquisire poteri molto simili a quelli di un ente divino.

La crescente interazione tra uomo e macchina porterà infine alla creazione di una nuova razza ibrida di “semi-dei”, ovvero di “cyborg” perennemente connessi al sistema informatico e dotati di “potenziamenti” fisici e intellettivi di natura cibernetica. Nello stesso tempo le macchine si andranno via via umanizzando, acquisendo un’intelligenza e una coscienza artificiale del tutto analoghe a quelle umane.

Questo saggio sul futuro della specie umana non è il frutto di una speculazione letteraria di tipo fantascientifico, ma il risultato di un’indagine attenta e documentata sulla prossima evoluzione delle tecnologie attualmente in uso. La rivelazione più grande, però, non riguarda la tecnologia in sé, quanto piuttosto il senso della vita nel suo significato più nascosto, poiché, diversamente da quanto ci viene trasmesso dalla nostra cultura “a compartimenti stagni”, ogni ramo della conoscenza ha origine dallo stesso albero.

Il “velo di maya” che fino a ora ci ha impedito di vedere cosa siamo veramente sta per cadere, e per molti di noi nulla apparirà più come prima.

Le ultime scoperte scientifiche, infatti, suggeriscono che la vera essenza dell’uomo e della natura sono talmente simili al prodotto di una simulazione da essere indistinguibili da essa. A mutare, però, non sarà solo il concetto di natura, ma anche quello di macchina e di simulazione, che, nella loro dimensione più evoluta, appaiono come il prodotto di un campo informazionale intelligente, di una mente onnisciente che rielabora continuamente se stessa generando ogni tipo di universo possibile.

Solo pochi scienziati sembrano essersi accorti della rivoluzione tecnologica, culturale e spirituale in corso, ma ora sappiamo per certo che la storia del primo computer è strettamente connessa all’estinzione dell’umanità così come la conosciamo oggi.

La nostra metamorfosi si compirà inevitabilmente nei prossimi decenni e per questo motivo alcuni movimenti culturali già inneggiano all’avvento del transumanesimo, un termine coniato da Julian Huxley nel lontano 1957 per definire l’inizio dell’epoca post-umana,” ovvero il tempo in cui le scoperte scientifiche e tecnologiche verranno utilizzate per aumentare le capacità fisiche e cognitive della nostra “vecchia” specie.

Ripercorrere brevemente la storia delle invenzioni che stanno per cambiare il mondo nel contesto della globalizzazione voluta dai poteri forti, quindi, è il primo passo per intravedere il lato più affascinante e oscuro del nostro domani. Estratto dal libro di Marco Pizzuti “Evoluzione non Autorizzata

Evoluzione non Autorizzata
Dall’uomo 2.0 alla matrice universale della coscienza – L’uomo che conosciamo oggi è destinato a estinguersi: sono in arrivo le prime generazioni di uomini cyborg
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Crediti immagine Fresh Paint

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