Crea sito

Esiste solo l’amore

Esiste solo l’amore.

L’amore comporta l’essere in tre: tu, l’oggetto del tuo amore e la gioia della vostra unione.

Chi ami, cosa ami, se non c’è l’altro? E anche se l’oggetto del tuo amore fosse te stesso, ci sarebbe comunque una dualità: la parte di te che ama e la parte di te che è amata.

Tuttavia l’amore, quando è autentico e profondo, comporta una fusione tale tra l’amante e l’amato che non si può più parlare di dualità.

Per spiegare l’amore bisogna ricorrere alla metafora dell’a-dualità, o non-dualità, il due in uno, in cui i due termini della relazione sono distinti ma non separati e comportano l’esistenza di un terzo termine, ciò che si genera dall’unione: la beatitudine.

L’amore è non-dualità, che non è l’uno e non è neppure il due, è il due in uno, cioè il tre, intendendo con ciò la pura relazione, al di là di soggetto e oggetto.

Il principio della a-dualità è rivelato nell’advaita. Con quest’ultimo termine si indica la dottrina indù della a-dualità come espressa nelle Upanishad vediche, antichi testi di filosofia indù che commentano i Veda, gli scritti sacri dei popoli arii. La parola “a-dvaita” significa “non-due”. La visione advaita è ritenuta la vetta del pensiero religioso e filosofico, infatti tutte le religioni e le filosofie introducono l’esperienza della a-dualità, cioè della non separabilità tra umano e Divino, tra ”Atman” (il Sé) e “Brahaman” (l’Assoluto).

Dio non è lo Stesso (monismo) né Lui o l’Altro (dualismo). Dio è pura polarità, cioè è relazione: non è Me stesso e non è neppure l’Altro, egli è la relazione tra i due poli. Dio è relazione profonda, intima con tutto.

Questa relazione è tutto ciò che esiste, ma simultaneamente non annulla l’esistenza del Sé e dell’Altro perché, in quanto relazione, non è separabile dall’esistenza dei due poli. Dio è distinto ma non separato dal Sé e dall’Altro, al punto che, entrando profondamente in noi stessi e nell’altro, incontriamo Dio. L’altro è qualsiasi principio della realtà diverso da noi, perciò entrando profondamente in qualsiasi cosa possiamo trovare Dio, così come entrando profondamente in noi stessi. Dunque noi siamo distinti ma non separati da ogni evento, cosa, animale, persona con cui siamo in relazione, e ogni polo delle nostre relazioni è uno specchio della divinità che è in noi.

Questo principio meraviglioso non è logico e non può essere mai afferrato fino in fondo dalla mente, bisogna viverlo. La relazione d’amore tra individui è un’occasione meravigliosa, simbolicamente la più espressiva, per esercitarsi nell’esperienza della a-dualità, che è la vetta di tutte le esperienze spirituali.

L’amore è l’alfa e l’omega di ogni cosa. E affinché l’amore possa esercitarsi che le immagini degli individui si sono proiettate come sogni nello spazio, alla ricerca della loro metà.

È affinché l’amore possa esistere che l’uomo si è distinto dalla donna, il padre dalla madre, l’umano dal Divino, il mondo dall’anima, il visibile dall’invisibile, la veglia dal sonno, il giorno dalla notte, la vita dalla morte. In verità né l’Io né l’Altro esistono, essi sono solo immagini, proiezioni, esempi, simboli dell’amore. Tutto è sogno, desiderio, aspirazione, volontà di amare e, al di là di questa volontà che assume molteplici forme, nulla esiste per davvero.

Nessun uomo è qualcuno, ma un solo uomo che ama è tutti gli uomini. Non esiste nascita né morte, perché non vi è nessuno che possa nascere e nessuno che possa morire.

Il grande errore è guardare all’amore con gli occhi dell’individuo. Bisogna guardare all’amore con gli occhi dell’amore, bisogna guardare alla vita con gli occhi della vita e alla morte con gli occhi della morte, mai con gli occhi di colui che vive o di colui che muore, perché l’Io è un inganno.

Questo nella psicologia immaginale si chiama depersonalizzare lo sguardo. E una operazione psicologica grandiosa che trasforma la prospettiva della coscienza fin dalle radici.

Questo libro ti prende per mano e, accompagnandoti in un viaggio attraverso le tue esperienze di coppia, ti porta fin sulla cima, dove l’amore è l’unica cosa che rimane. Allora saprai a cosa serve davvero l’amore e saprai come realizzarlo nella tua vita.

La psicologia immaginale che utilizzo nel corso di questo libro è oggetto della mia ricerca da oltre trent’anni. Si tratta di un nuovo orientamento della psicologia con una radice antica. La psicologia immaginale si affianca ad altri importanti orientamenti psicologici: cognitivo comportamentale, umanistico, transpersonale, ecc.

Ciò che distingue la psicologia immaginale è la cura dell’anima, la quale si esprime principalmente attraverso le immagini. Alcuni dei principali autori associati all’orientamento immaginale sono Henry Corbin, James Hillman, Thomas Moore, Robert Sardelle, Mary Watkins, Aftab Omer, Jean Houston, Shaun McNiff.

Grazie alla sua radice antica, la psicologia immaginale si incontra perfettamente con le tradizioni ancestrali e spirituali dei popoli, come lo sciamanismo e lo yoga che, come già dichiarato, sono gli altri strumenti da me utilizzati in questo libro.

Estratto dal libro “Anima Gemella” di Selene Calloni Williams

Un libro per incontrare l’anima gemella, uscire da una relazione frustrante, far risplendere una buona relazione solo momentaneamente in difficoltà. Attrarre l’anima gemella è possibile, bisogna innanzitutto entrare in relazione con la nostra… Più informazioni su Anima Gemella

PS. Può anche interessarti approfondire leggendo questi articoli:

Foto di Bingo Naranjo da Pixabay

Lascia il tuo commento:
CHIUDI
CHIUDI
shares
Visit Us On FacebookVisit Us On TwitterVisit Us On PinterestVisit Us On InstagramVisit Us On Youtube