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Diventa Autore della tua Vita

Diventa Autore della tua Vita – 30 giorni per scoprire le tue aspirazioni e cominciare a raggiungerle.

Dopo il successo negli USA e in Portogallo, sbarca in Italia il metodo “ENGAGÉ” per sceneggiare la propria vita e realizzare i propri sogni.

Dove ti immagini nei prossimi dieci anni? Che cosa vedi se pensi a come si svilupperà il tuo futuro? Se non riesci a rispondere a queste domande in modo immediato, se non hai un piano per raggiungere i tuoi obiettivi, questo è il libro giusto per te.

Questo non è l’ennesimo libro su come avere successo perché non è scritto da chi è arrivato all’apice della sua carriera. È un libro unico per costruire il proprio percorso scritto da un giovane innovatore ancora “in viaggio”, in base alle sue osservazioni in tempo reale.

Una provocatoria tabella di marcia di 4 settimane -in 30 capitoli, uno per ogni giorno del mese – con un metodo semplice in sei fasi, racconti di vita vissuta, ricerche all’avanguardia, tattiche testate ed esercizi coinvolgenti per ideare la propria storia e renderla realtà mettendo da parte i cliché sulla carriera.

Perché il segreto per realizzare i propri sogni è scrivere il copione della propria vita.

“Il successo non si trova, si crea.” Francesco Marconi – Prefazione a cura di Marisandra Lizzi

Dalla quarta di copertina

Un metodo finalmente efficace, pensato da un trentenne di successo per chi vuole scoprire il proprio talento, e cominciare ad usarlo davvero.

  • Capisci chi sei
  • Rendi visibili i tuoi sogni
  • Elabora un piano
  • Affronta gli ostacoli
  • Trasforma l’inerzia
  • Innalzati e continua a migliorarti

Scegli di vivere la tua vita come vuoi … o di stare in una bolla di sapone


Leggi … Conosci la tua mappa interiore? Estratto da “Diventa Autore della tua Vita” di Francesco Marconi.

La vita può essere spaventosa. Per trovare motivazione dobbiamo prima individuare quali sono le nostre passioni. Ma come sapere che cosa ci spinge all’azione? Come riconosciamo il nostro scopo?

«Senza una chiara definizione degli obiettivi, niente ha senso.» Alfred Adler, psicologo austriaco

Quando il californiano Bryn Mooser si licenziò, a 22 anni, decise di intraprendere una strada poco convenzionale: fare volontariato in Cambia, il Paese più piccolo del continente africano, enclave del Senegal, con il desiderio di contribuire a promuovere lo sviluppo agricolo e forestale.

Al suo spirito avventuroso e al desiderio di generare un impatto sociale, si aggiungeva una passione per le attività creative e per il cinema. Ogni giorno, Bryn girava brevi video e documentari che pubblicava su internet, per mostrare le condizioni di vita del Paese.

Qualche anno più tardi, ispirato da quelle esperienze, decise di creare una casa di produzione cinematografica per realizzare documentari a carattere sociale. La sua passione per il lavoro umanitario lo ha reso uno dei migliori registi del genere, oltre a valergli la candidatura all’Oscar.

Dopo un inizio dall’afflato quasi missionario, Mooser è poi diventato miliardario, vendendo la sua impresa all’Huffington Post, gigante dei media statunitense, per svariati milioni di dollari.

La prova che il suo non è un caso isolato si trova in una ricerca online promossa dalla Deloitte, riportata poi nella relazione Core Beliefs & Culture Survey, condotta su un campione di 1053 partecipanti (300 dirigenti e 753 impiegati di aziende americane con più di 100 dipendenti).

L’obiettivo della ricerca era quello di stabilire una relazione tra la mission di un’azienda e la fiducia che ispira.

La domanda era semplice: che cosa motiva la crescita? L’obiettivo o il profitto? E il risultato è stato chiaro: le organizzazioni che promuovono una cultura fondata sull’obiettivo, concentrandosi sullo scopo anziché sul profitto, conquistano la fiducia dei dipendenti e degli investitori e mostrano una crescita solida.

L’importanza di definire uno scopo è anche scientificamente provata.

Alcuni anni fa, Ellen Langer, psicologa e docente di Harvard, ha condotto un esperimento sui simulatori di volo. I partecipanti erano studenti del Massachusetts Institute of Technology che aspiravano a diventare piloti.

Sono stati divisi in due gruppi. Al gruppo A sono stati forniti simulatori di volo che si diceva fossero in buone condizioni tecniche; i partecipanti inseriti nel gruppo B, quello di controllo, sono stati informati che sarebbero stati collocati in cabine di pilotaggio statiche. Ai partecipanti del gruppo A è stato chiesto di comportarsi come piloti e, per sentirsi parte integrante della situazione, sono stati dotati di uniformi militari per dare maggiore realismo. Durante la procedura, ciascun gruppo ha subito esami oculistici come parte della simulazione.

Langer ha osservato che i partecipanti del gruppo A, che avevano volato sui simulatori, hanno mostrato un miglioramento considerevole, di circa il 40%, in acuità e campo visivo rispetto ai test iniziali. I partecipanti al gruppo B, invece, non hanno mostrato alcun cambiamento nella vista. Come può essere spiegata questa differenza?

Langer ha concluso che, comportandosi come veri piloti, per cui vedere bene è una condizione necessaria, i partecipanti al gruppo A mostravano una vista effettivamente migliore. Ciò significa che darsi degli obiettivi è un motore di trasformazione personale.

E se pensassimo come esseri creativi? Come essere ottimisti? Come essere bravi studenti o bravi professionisti?

Per illustrare l’importanza di definire degli obiettivi, prendiamo ad esempio Zaha Hadid, la prima donna ad aver vinto il Pritzker Prize, nel 2004, un premio internazionale spesso definito il “Nobel dell’architettura“.

Zaha nacque negli anni Cinquanta in Iraq, in un periodo e in un Paese in cui il ruolo sociale della donna era molto limitato. All’epoca, l’Iraq stava vivendo un momento di espansione economica grazie al commercio del petrolio, e il potere politico volle celebrare la circostanza invitando architetti famosi a costruire a Baghdad. Le Corbusier progettò un complesso sportivo; Frank Lloyd Wright un centro culturale e Walter Gropius costruì un campus universitario.

Zaha visse la sua infanzia a Baghdad affascinata da quei punti di riferimento architettonici e fu allora che decise di diventare architetto. Dopo aver completato un corso di matematica presso l’American School of Beirut, frequentò a Londra la Architectural Association School of Architecture e si distinse molto presto per la sua visione dello spazio diversa, alternativa. I suoi progetti però vincevano premi, ma non venivano costruiti. Si diceva che fossero difficili, perché sfidavano la gravità. Che non erano fatti per essere realizzati.

Zaha era definita l'”architetto sulla carta”. Questo apparente insuccesso, tuttavia, non le fece abbandonare la sua speciale visione dello spazio, finché lo sviluppo tecnologico rese più semplice la difficile architettura di Zaha. E dal 2000 in poi i suoi progetti iniziarono a sorgere un po’ in tutto il mondo, tanto che oggi si contano circa novecento edifici in 44 paesi. Zaha Hadid si era data un obiettivo e ha vinto perché non ha mai desistito.

Nel mio caso, volevo pensare a me come a una persona assertiva che prende decisioni, e costruire la mia quotidianità con questo proposito in mente. Per concretizzarlo l’ho scritto su un post-it che ho sempre vicino, sulla scrivania sulla quale lavoro e sul frigorifero di casa. Vedere il mio scopo ogni giorno mi fa prendere decisioni in modo più determinato, evitando la procrastinazione come metodologia di vita.

In sintesi: Pensa a ciò che è importante per te, a ciò che dà significato alla tua vita. A volte perdiamo di vista i nostri valori – ciò che ci definisce e ciò che ci motiva -e di conseguenza perdiamo la fiducia nel futuro. Se non lavoriamo sulla costruzione dei nostri valori, i piccoli dettagli, le paure, le fragilità assumeranno più facilmente il controllo della nostra vita: non sono intelligente, non ho abbastanza risorse economiche, non sono abbastanza creativo. La componente centrale del percorso che suggerisco ha un elemento fondamentale: tu. Se adattiamo il nostro modo di pensare, concentrandoci sull’impatto del nostro contributo, nello stesso tempo operiamo anche una trasformazione in noi stessi.  Estratto da “Diventa Autore della tua Vita” di Francesco Marconi

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30 giorni per scoprire le tue aspirazioni e cominciare a raggiungerle

PS. Può anche interessarti approfondire leggendo questo articolo… Scopri cosa sei portato a fare e vivi felice.

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