Cosa pensiamo quando votiamo?

Cosa pensiamo quando votiamo?

Ai miei amici di destra che mi credono di sinistra.
Ai miei amici di sinistra che mi credono di destra.
Ai miei amici esoteristi che mi credono uno di loro.

Dedica di Fabrizio Ponzetta nel suo libro “L’esoterismo nella cultura di destra, l’esoterismo nella cultura di sinistra

Cosa pensiamo quando andiamo a votare? Con quale qualità lo facciamo? Di norma votiamo nella speranza che venga eletto qualcuno capace di contribuire a migliorare le nostre condizioni materiali. Succede allora, per una strana Legge dello Spirito tanto sottile quanto ironica, la Legge di Risonanza, che vengano elette persone preoccupate unicamente di migliorare le proprie condizioni materiali, cioè persone che si trovano sulla stessa frequenza vibratoria di chi le ha votate, che esprimono il loro stesso livello qualitativo e che fanno loro da ‘specchio’.

Se invece noi andassimo a votare con l’amore per il prossimo nel Cuore, esprimendo l’intento di migliorare le condizioni dell’umanità e lo stato ambientale del pianeta, senza preoccuparci del nostro stipendio o delle troppe tasse da pagare, allora avremmo comunque un governo formato da persone che ci rispecchiano, ma in questo caso sarebbero individui che amano sinceramente il proprio popolo e sono sensibili ai problemi del globo terrestre. Così non ci faremmo puntualmente intortare dai soliti dementi che promettono ‘meno tasse e più sicurezza nelle strade’.

Chi ci governa ci rispecchia. Se votiamo per ragioni egoistiche saremo governati da individui egoisti. Paradossalmente, se andiamo a votare in maniera altruistica, senza alcuna preoccupazione per la nostra situazione personale o per quella della nostra classe sociale o del nostro partito, saremo governati da qualcuno che non sarà preoccupato per la sua situazione personale o per quella del suo partito… e si prenderà cura di noi anziché dei suoi interessi personali. Invece noi scegliamo il nostro candidato ossessionati dall’idea di dover trovare quello che ci farà pagare meno tasse: questo farà sì che verrà eletto qualcuno ossessionato dall’idea di guadagnare il più possibile prendendo i soldi dalle nostre tasche. Ed è ciò che karmicamente ci meritiamo, essendo anche quella del karma una legge implacabile.

Come è possibile che sociologi, psicologi, filosofi e politologi non si siano accorti di queste elementari leggi psicologiche? Di cosa si occupano? Cosa stanno studiando? È possibile che siano tutti impegnati a curare manualmente la propria esasperata genitalità?

Se ogni cittadino vota come sindaco della sua città il candidato che gli ha promesso un trattamento di favore a elezione avvenuta, il risultato inevitabile sarà l’elezione di una persona che è già in partenza corrotta, in quanto occuperà quella posizione in virtù di un maggior numero di benefici promessi e favori concessi rispetto a quanto hanno saputo promettere e concedere i suoi avversari.

Chiunque verrà eletto, i cittadini si ritroveranno in ogni caso con un sindaco impegnato per la maggior parte del tempo a mantenere le sue promesse, ma non quelle elettorali, bensì le promesse fatte ai privati, alle aziende e alle banche, che in cambio di futuri benefici e concessioni lo hanno aiutato sia economicamente che in termini di voti. Le sue iniziative e i suoi interventi pubblici favoriranno chi lo ha aiutato nell’ascesa al potere. Come potrà allora agire per il Bene Comune un sindaco del genere? E di chi è la colpa per questo stato di cose? Del sindaco o degli elettori? Ricordiamoci che il sindaco è sempre il ‘primo cittadino’, ciò significa che non può non rappresentare il livello di coscienza medio della sua città!

Anticamente – durante l’Età dell’Oro dell’epoca atlantidea – i popoli erano governati dall’aristocrazia, un ‘governo dei migliori’ (áristos=migliore e kratéo=io governo) formato da saggi illuminati che, in quanto tali, possedevano ‘occhi per vedere’, ossia l’abilità di prendere sempre la decisione più giusta per la crescita evolutiva della comunità. Niente da spartire con le aristocrazie di cui abbiamo memoria storica, che ne sono una ridicola degenerazione.

Ci stiamo riferendo a un’epoca pre-storica e alle prime tre dinastie egizie, le cosiddette ‘dinastie divine’ terminate con il cataclisma del 9564 a.C. L’autentica aristocrazia si fondava sulla meritocrazia, dove il merito è dato dal «sacrificio», dall’attitudine a vivere in funzione della nazione sacrificando ogni attaccamento personale… fino a morire per gli altri se necessario. Stiamo parlando della mors triumphalis degli ordini cavallereschi, l’azione eroica della casta guerriera nelle cui fila si possono annoverare uomini del calibro di Rosario Livatino, Giovanni Falcone e padre Puglisi, giusto per fare qualche esempio.

Solo uomini e donne di questo genere potranno in futuro, nella nuova Età dell’Oro, costituire una «gerarchia dell’essere»: la forma di governo evolutivamente successiva alla democrazia/oligarchia, una configurazione politica per la quale l’Italia sarebbe già pronta se solo si scuotesse dal torpore in cui è avvolta: una piacevole sonnolenta nebulosità fatta di cellulari, automobili veloci e partite di calcio. Chi fa parte della «gerarchia spirituale» deve dimostrare di saper mettere le proprie qualità al servizio dell’intera comunità.

Oggi il potere mafia-politica-economia può mantenere questo stato di cose solo se riesce a contenere il livello di consapevolezza di chi vota entro termini molto bassi, perchè in tal modo risulta più semplice l’opera di condizionamento psicologico. Durante le campagne elettorali i candidati mirano a influenzare l’aspetto emotivo dei cittadini, molto meno quello mentale e per nulla quello animico/intuitivo appartenente a un ordine di conoscenza superiore.

È anche una questione matematica: se un certo numero di elettori raggiungesse un buon livello di apertura della coscienza grazie a un percorso iniziatico, l’attuale classe politica verrebbe spazzata via in breve tempo. Si tratterebbe di raggiungere la ‘massa critica’, cioè un numero sufficiente di persone risvegliate alla loro anima, affinché anche il resto della nazione potesse operare un salto di coscienza, onde consentire a ognuno secondo le sue possibilità di salire il gradino successivo della Scala verso l’Uno.

Osservando decine di milioni di persone che stazionano su un primitivo livello di coscienza, che mirano al solo soddisfacimento dei bisogni animali più elementari – sopravvivenza e riproduzione su tutti – e che hanno perso ogni senso del «sacro» e ogni «valore» che possa spronarle verso il perfezionamento di sé, ci risulta ancora difficile immaginare di poter essere governati da uomini come Socrate, Platone, Federico II Hohenstaufen, Lorenzo il Magnifico e Gandhi. La nostra attuale classe politica è la gigantografia di ciò che siamo come singoli cittadini. Il grado di risveglio di una classe politica è sempre il riflesso del grado di risveglio medio del popolo. A questa Legge dello Spirito non si sfugge.

di Salvatore Brizzi NON DUCOR DUCO (non vengo condotto, conduco)

Il senso delle elezioni è che quando il popolo ha fame si cambia il governo, ma la fame di oggi affonda le cause nei giorni prima.

Partendo dallo studio dei metodi di trasmutazione alchemica delle emozioni,Salvatore Brizzi si occupa di trasmettere attraverso corsi e seminari i principi della creazione della propria realtà, affinché l’individuo non continui a idolatrare il Mondo come un dio onnipotente al di fuori di sé. Si ispira alla figura del monaco-guerriero per e-ducare l’individuo a divenire un vero leader – il Re del suo Regno – in qualunque attività decida di intraprendere.

Fabrizio Ponzetta Saggista, ricercatore nell’ambito della storia delle religioni, formatore, videoartista, insegnante di meditazione. Insegna metacomunicazione e tecniche di autoipnosi da oltre 10 anni, ha tenuto conferenze sulla comunicazione efficace alla Bocconi di Milano e seminari sui segreti della comunicazione all’Università di Trieste. Autore de L’esoterismo nella cultura di destra, l’esoterismo nella cultura di sinistra, ha anche ideato il metodo di meditazione dell’Intuizione Illuminata ®. Attualmente si occupa di metacomunicazione, libri e video d’arte.

Fabrizio Ponzetta

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