Come il mantra può realizzare la tua intenzione

Come il mantra può realizzare la tua intenzione.

Primo gruppo di fogli gialli. La fede nel vuoto e nel silenzio: il mantra Orarò Hekà L’amore risponde sempre all’amore

La fede è un dono con il quale si nasce: venire al mondo è un atto di fede, il mondo è un atto di fede. Ma poi si forma il pensiero e la sensazione che le cose esistano perché hanno cause in altre cose e non semplicemente perché tu ci credi. Allora la fede si stempera, a volte si perde. Bisogna comprendere l’importanza della fede e coltivarla. Se hai fede non ci sono obiettivi irraggiungibili, devi avere fede per evitare a questo mondo di prender possesso di te! La fede è una qualità dell’amore. Quando ami hai fede. Il primo esercizio per coltivare la fede è tacitare la mente a mezzo di un unica parola o frase che frantumi tutte le altre, un solo suono che ripetendosi non lasci spazio ad altri suoni.

Questo è il mantra. Un mantra è una frase, una parola, una sillaba, una preghiera in cui si ha fede.

La prima pratica è questa: trova un mantra o una preghiera e ripetila. Non una affermazione che abbia un significato logico, ma una frase che porti in sé l’amore, la capacità di darsi, di spegnere la mente con il potere del cuore, per creare oltre la mente. Il messaggio è: spegnere se stessi per creare oltre se stessi.

Affinché la ripetizione del mantra. funzioni bisogna avere fede nel mistero, in ciò che sarà quando la mente sarà spenta e il controllo perduto. Affidarsi al silenzio, al nulla che precede l’arrivo della luce. La luce può manifestarsi in molti modi: come luce chiara e calda, come idee, ispirazioni geniali, come fuoco creativo.

Ripeti il tuo mantra o la tua preghiera più volte durante la giornata, ogni volta che te ne ricordi, qualsiasi cosa tu stia facendo. Ma in particolare ripetilo prima di addormentarti e al risveglio. Ripetilo vocalmente quando sei solo e silenziosamente quando ci sono altri. Ripetilo quando hai paura, sei arrabbiato o triste, ma anche quando sei in pace e felice. Ogni volta pensa di offrire te stesso al silenzio, al vuoto, al nulla, per svanire e creare oltre te stesso. Pensa a darti!

Gli dei sono eidola, “idee”. Il rituale sacro è il rituale del sacrum facere, del sacrificio di sé, del darsi, attendendo con fede che la luce arrivi a illuminare la visione e a riscaldare il cuore.

Ognuno di noi ha un’intenzione, un’aspirazione che vibra nel corpo. La mente la definisce secondo parametri comuni, perché la mente pensante segue una programmazione inconscia, degli schemi di calcolo che sono condizionati. In questo modo non si può produrre niente di veramente creativo e vincente. Quelli che per la mente sono obiettivi, per l’anima sono schemi soffocanti, stretti sentieri, prigioni. L’anima ha ali che la mente non vede.

Per poter dispiegare le proprie ali l’anima ha bisogno della immensità del vuoto.

Ripeti il mantra per arrivare al silenzio e al vuoto mentale. Il mantra non deve avere un significato logico, ma poetico, come un preghiera, deve portare in sé una buona dose di bellezza, di musicalità, e deve essere in armonia con l’intenzione che vibra nel tuo corpo. Il mantra è il veicolo dell’intenzione che tu hai nel corpo, la trasporta verso piani più elevati, la potenzia, alla fine la conduce nel vuoto, la consegna alla luce… e la luce risponde.

L’amore risponde sempre all’amore

Innanzitutto senti che c’è nel tuo corpo un’intenzione, un’aspirazione che vibra. E la voglia di cambiare qualcosa, di lasciare un segno, il bisogno di esprimerti e di essere sentito. La mente tende subito a dare delle forme a questa istanza, la quale però proviene da una sorgente sconosciuta alla mente pensante. Possiamo chiamare istinto o anima questa fonte. Di fatto, se fai attenzione, la senti negli organi.

Probabilmente questa intenzione, questa vibrazione, è una delle forze che hanno voluto la tua nascita e, allora come oggi, sta contribuendo a manifestare e a sostenere l’immagine del tuo corpo come veicolo della propria realizzazione.

Le cose e gli esseri esistono perché hanno un fine, non perché hanno una causa.

Trova la vibrazione nel tuo corpo, impedisci alla mente di rubarla, di appiccicarci sopra le proprie teorie, associala piuttosto alla vibrazione di un mantra e inizia a ripeterla, a darle forza, potenza, spazio e respiro. Non avere fretta di dare una forma mentale alla intenzione che hai nel corpo. Non importa se la mente non la capisce e non sa descriversela. Quando la mente si impossessa di una intenzione animica la filtra attraverso i parametri del giudizio: il bene e il male, il vantaggio e lo svantaggio ecc.

Ma quando la mente calcola, non ragiona mai nei termini del vantaggio e svantaggio dell’anima – che è la tua reale natura -, bensì nei termini del vantaggio e svantaggio del sistema sociale, che non è la tua reale natura. Alla fine chi insegue ciò che crede essere il proprio bene a mezzo del puro calcolo mentale si trova a sostenere non già il vero se stesso, ma il sistema che lo sovrasta. In questo modo egli non può lasciare nessun contributo davvero creativo al mondo, non può portare nessun cambiamento davvero positivo, perché non può aiutare il mondo a vedersi, a capirsi, a trasformarsi.

Non solo: in verità non può neppure raggiungere un’autentica felicità personale perché la felicità è dare voce all’anima.

Dunque associa la tua intenzione, la tua aspirazione che vibra nel tuo corpo alla vibrazione di un mantra e inizia a darle eco.

Dopo un po’ entra nella seconda fase della pratica. Lascia che si manifestino in te grandi visioni e non permettere alla tua mente di giudicarle. Se vuoi produrre un’opera devi pensare che sarà la più grande opera che un artista abbia mai creato. In questo modo la vibrazione che è nel tuo corpo sarà libera di esprimersi alla massima intensità. Non lasciare ancora che la tua mente si impossessi della tua intenzione, altrimenti la ridurrà per trovare i modi di realizzarla, i suoi modi. Ma ci sono altri modi, la conoscenza di questi modi è veicolata dalle idee sovramentali, se vuoi puoi chiamarle gli dei.

Per avere il favore delle idee sovramentali bisogna compiere un rituale sacro. Allora, a mezzo del tuo mantra, spegni i pensieri, fai il vuoto dentro la tua mente e abbi fede. In breve la tua intenzione si realizzerà per certo, a gradi di intensità sempre più crescenti.

Quando ebbi finito di leggere, non appena alzai gli occhi dai fogli, Carla mi disse: “Oggi posso consigliarti un mantra puro e semplice, è Orarò Hekà. Fa parte di una tradizione alla quale sono stata iniziata e di cui ti parlerò in seguito”. Estratto del libro “Ci Credo, Ci Riesco” di Selene Calloni Williams

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