Come Consolare una Persona

Come Consolare una Persona. Quando qualcuno che conosci vive un momento di forte sofferenza emotiva, non è facile consolarlo. È necessario mantenere la calma e restare positivi. Se una persona ha appena subito un incidente, ha ricevuto una notizia straziante o ha perso l’autocontrollo per tutto lo stress a cui è stata sottoposta durante la propria vita, esistono alcune misure basilari da adottare per tentare di darle conforto.

Parte 1 – Dire la Cosa Giusta Quando Qualcuno è Affranto 

1 – Comunica tutto il tuo affetto. Non esistono parole “giuste” da dire quando qualcuno prova un dolore incommensurabile, soprattutto se sta soffrendo per un motivo legittimo. Scegli le parole, il tono della voce e il modo con cui dimostrare che gli vuoi bene. In linea di massima, dovresti comportarti nella maniera più normale possibile. Inoltre, esprimiti trasmettendo comprensione, pazienza e sostegno, senza giudicare. Devi essere semplice e aperto in modo da incoraggiare l’altra persona a sfogarsi.

In alternativa, potresti dire: “Mi dispiace tanto per ______”. Non preoccuparti di menzionare il motivo per cui sta soffrendo: se è visibilmente amareggiato, vuol dire che ci sta già pensando.

Prova ad aggiungere: “È assolutamente legittimo piangere”.

2 – Evita di simulare contentezza. Non è il momento per fare battute divertenti e manifestare ottimismo. Quando una persona si sente profondamente turbata o sta provando un enorme dolore, non ha senso ostentare un atteggiamento di gioia. Peggio ancora, qualsiasi gesto che risulti poco sincero rischierebbe di sminuire la gravità di quello che sta passando. Rispetta il suo stato d’animo facendo attenzione a non ignorare il modo in cui lo esterna.

Evita di dire “Guarda il lato positivo” e non tentare di inquadrare in maniera costruttiva una situazione che evidentemente le sta procurando una forte sofferenza.

In sintesi, non dire niente con l’intenzione di “rallegrarla”. Piuttosto, permettile di dare sfogo al proprio senso di disperazione o rabbia, senza reprimerlo.

Falle sapere che le sei vicino, affermando: “Non sei solo in questo momento. Sono qui accanto a te”.

3 – Mostra rispetto nei confronti della situazione. A seconda del motivo per cui l’altra persona è affranta, devi evitare di dire qualcosa che possa urtare la sua suscettibilità. Per esempio, non esprimerti in questo modo: “È stata la volontà di Dio”. Una simile affermazione non serve a darle conforto.

Se non sai che cosa dire, assicurati almeno che le tue parole non sminuiscano o tolgano valore alla sua sofferenza.

A volte, anche le affermazioni “vere” vanno evitate. Per esempio, non dire a una donna che ha appena abortito che potrebbe avere un altro figlio. Anche se è sensato, non fai altro che ignorare il dolore che si accompagna alla decisione di avere interrotto la gravidanza.

4 – Apri la porta al dialogo. Prima o poi, chi soffre è pronto a confidare il proprio stato d’animo. Probabilmente dovrai guidarlo lungo questo percorso. Per esempio, potresti dire: “So che potrebbe farti male parlarne, ma sentiti libero di aprirti, ora o quando hai voglia”. Tendigli la mano in qualsiasi momento una volta che ha ritrovato la calma, anche dopo un incidente traumatico.

Evita di fare paragoni tra le tue esperienze e il periodo che sta attraversando. Non dire “So come ti senti”, anche se hai vissuto un’esperienza simile.[5] Piuttosto, prova a esprimerti in questo modo: “So quanto ____ significasse per te”.

Sii sincero quando non riesci a trovare le parole, dicendo per esempio: “Non so che cosa stai provando, ma ti voglio bene e desidero aiutarti”.

Puoi anche dire: “Non ho parole, ma ti sono vicino e sarò sempre disposto ad ascoltarti”.

5 – Offri il tuo appoggio anche in seguito. Spesso, le persone ricevono un enorme sostegno emotivo da parte degli altri subito dopo un’esperienza traumatica. Purtroppo, questo aiuto molte volte va scemando nel tempo. Fai presente che il tuo appoggio è sempre valido chiedendo: “Posso richiamarti tra qualche settimana per sapere come stai?”.

Non preoccuparti di tirare in ballo qualche argomento di cui non desidera parlare. Se non ha voglia non esiterà a dirtelo, ma tieni conto che potrebbe servirgli. In ogni caso, il fatto di sapere che può contare su di te sarà un enorme conforto.

Parte 2 – Sostenere Qualcuno che Ha Continui Problemi Emotivi

1 – Non avere fretta di decidere la mossa successiva. Chi ha continui problemi di carattere emotivo fatica ad agire con determinazione o semplicemente non sa come comportarsi o intervenire. Questo atteggiamento indica vulnerabilità ed è una reazione del tutto naturale di fronte alla sofferenza. Potrebbe addirittura rifiutarsi di parlare di quanto è successo, perciò non dovresti spronarlo, a meno che la sicurezza o il benessere di qualcun altro non dipenda da lui.

Se insiste dicendo che ha bisogno di spazio, daglielo. Digli che tornerai da lui dopo qualche giorno. Fagli capire che può contattarti quando vuole e che sei disponibile ogni volta che desidera vederti.

2 – Mantieni i contatti. Non assillarlo, ma comportati in modo che capisca di essere sempre nei tuoi pensieri e che tieni al suo bene. Chiamalo o inviagli un biglietto, se passa una settimana senza averlo sentito. Per mandare le tue condoglianze evita gli SMS, le e-mail o i messaggi lasciati sui social network: sono canali di comunicazione confidenziali e privi di personalità.

Non evitarlo e non ignorarlo perché ti senti in difficoltà all’idea di quello che sta attraversando o non sai che cosa dire. Nel dubbio, comunica le tue condoglianze e chiedi se c’è qualcosa che puoi fare.

3 – Rispetta il suo silenzio. Se hai l’impressione che ti voglia vicino ma non lo conferma con le parole, non farti innervosire dal suo silenzio. Non lasciare che la tua apprensione ti induca a parlare ininterrottamente. Ricorda che probabilmente desidera soltanto la tua compagnia. Sentiti libero di chiedergli come si sente o che cosa sta pensando. Se rimugina su quello che è successo, dovrebbe parlarne per dare sfogo alle emozioni represse.

Non chiedergli come sta se lo incontri in una riunione tra amici o familiari. Anche se devi incoraggiarlo a esternare il suo stato d’animo, fallo in un ambiente lontano da orecchie indiscrete, in cui puoi offrirgli tutta la tua attenzione.

4 – Aiutalo nelle normali faccende quotidiane. Dopo un incidente traumatico, alcune persone sono depresse o fisicamente esauste. Magari dormono più del solito e hanno difficoltà a portare a termine i compiti della vita quotidiana. Quindi, aiutalo a fare il bucato o lavare i piatti. Tuttavia, evita di assumerti ogni responsabilità, altrimenti potresti ostacolare la sua ripresa o credere che lo stai compatendo. Deve sentirsi in grado di prendersi cura di se stesso, anche quando ha bisogno solo di un piccolo appoggio.

5 – Aiutalo a escogitare un piano per andare avanti. Quando ti sembra pronto, chiedigli che cosa ha intenzione di fare. Non sorprenderti se non ne ha la più pallida idea o non è entusiasta di parlarne. Prospettagli alcuni percorsi che potrebbe prendere offrendo il tuo aiuto. Anche quando gli dai qualche suggerimento, più che parlare prova ad ascoltarlo, e proponigli solo consigli utili.

Dovresti basare i tuoi suggerimenti su qualcosa che ti già ha detto.

Un ottimo punto di partenza consiste nel chiedergli chi o che cosa potrebbe essergli utile.

Stai attento a eventuali segnali che indicano un peggioramento della sua sofferenza emotiva.

Se sospetti che abbia bisogno dell’aiuto di un professionista, incoraggialo a consultarne uno. Preparati raccogliendo le informazioni di contatto di persone e associazioni specializzate in questo campo.

Parte 3 Confortare uno Sconosciuto Turbato Emotivamente

1 – Valuta la situazione mano a mano che ti avvicini alla persona. Se non conosci il motivo per cui qualcuno è visibilmente sconvolto, assicurati innanzitutto che nessuno sia in pericolo, quindi cerca di calmarlo. Il modo migliore per ottenere le necessarie informazioni è chiedere che cosa è successo. Tuttavia, prima di procedere, valuta la situazione per essere sicuro di poterti avvicinare in piena sicurezza.

Inizialmente, guardati intorno. Ci sono altre persone che potrebbero sapere che cosa è successo o che sono in grado di prestare aiuto? Ci sono apparenti minacce nelle vicinanze?

2 – Offri il tuo aiuto. Avvicinati alla persona e dille che sei disposto ad aiutarla. Se non la conosci, presentati dicendo: “Ciao, mi chiamo ____ e sono qui per aiutarti”. Se non risponde, continua chiedendole se puoi avere il piacere della sua compagnia e non esitare a rimanere. Mentre ti siedi, prova a dire: “Se sei d’accordo, mi siederò per un po’ vicino a te”.

Dal momento che non vi conoscete, mettila al corrente del tuo lavoro se può rassicurarla in merito alle circostanze – per esempio, dille sei un insegnante, un medico o un vigile del fuoco.

Evita di tranquillizzare generalizzando. Per quanto tu possa essere tentato di dire “Andrà tutto bene”, una simile affermazione non considera quello che nel frattempo sta provando. Potrebbe persino indisporla se è molto turbata, mettendola nella posizione di rifiutare qualsiasi genere di soccorso.

3 – Chiedi che cosa puoi fare. È importante capire che cosa è successo. Formula domande semplici ma dirette e cerca di chiarire l’accaduto. Precisamente, quello che devi individuare è qualsiasi indizio relativo al fatto che il suo problema possa andare oltre il dolore emotivo e scoprire di che cosa ha bisogno. Tieni presente che probabilmente non sarai grado di risolvere la situazione. Il tuo obiettivo è quello di calmare chi hai di fronte e fare in modo che riceva un ulteriore aiuto, se necessario.

Parla con calma, lentamente e con tono di voce dolce. Evita di sussurrare o urlare.

Sii disposto a fare un passo indietro se ti percepisce come una minaccia o si comporta in modo aggressivo nei tuoi confronti. In questi casi, assicurati che le autorità stiano arrivando e tieniti a distanza di sicurezza.

4 – Ascolta. Ascoltare con estrema attenzione, specialmente una persona turbata, richiede pazienza e impegno. Probabilmente non è appropriato guardarla dritto negli occhi, in quanto chi si trova in questo stato emotivo si sente vulnerabile o in imbarazzo. L’ideale sarebbe sederle accanto e stare in silenzio. Assicurati che il tuo linguaggio del corpo sia rilassato ed evita di agitarti.

Mentre parla, incoraggiala annuendo e articolando suoni di conferma per indicare che stai ascoltando.

Se è visibilmente scossa, non mettere in dubbio quello che sta dicendo. Potrebbe esprimersi in maniera insensata o persino poco delicata.

Tieni presente che il tuo obiettivo è consolare la persona che hai di fronte e non fare conversazione, e che l’emotività potrebbe prendere il sopravvento sulla razionalità.

5 – Mantieni la calma. Chi sta passando un momento di forte disagio emotivo subisce anche alterazioni chimiche che possono indurre un soggetto a una reazione di “lotta o fuga”. Oltre a essere estremamente triste, potrebbe anche sentirsi nervoso, facilmente irritabile e confuso. Inoltre, potrebbe avere difficoltà ad ascoltare e concentrarsi e magari non è in grado di seguire quello che stai dicendo. Di conseguenza, cerca di infondergli calma e sicurezza.

Se insiste per compiere un gesto drastico o irragionevole, non discutere. Piuttosto, proponigli alcune alternative e cerca di distrarlo da qualsiasi proponimento che potrebbe risultare pericoloso.

6 – Sii cauto con il senso dell’umorismo. Anche se qualche battuta e un pizzico di leggerezza possono aiutare a gestire un momento di difficoltà, quasi certamente non sono appropriate quando una persona si trova in uno stato di profonda angoscia. Pertanto, dalle la possibilità di prendere l’iniziativa. Se fa una battuta su un risvolto comico della situazione, ridi con lei.

L’umorismo può essere molto utile nelle circostanze più gravi, perché offre un attimo di tregua e aiuta a stemperare la tensione. Tuttavia, prima di cercare di alleggerire la situazione, assicurati che chi è sconvolto gradisca qualche battuta.

7 – Resta finché non si calma. A meno che l’altra persona non sia ferita o non corra un rischio serio, probabilmente ha solo bisogno di tranquillizzarsi. Per esempio, se ha appreso una notizia scioccante o ha assistito a un evento traumatico, potrebbe essere scossa, ma non presentare nessun problema di salute. In questi casi non è necessario chiamare l’ambulanza, anzi il suo arrivo rischia di peggiorare le cose. Continua a sostenerla emotivamente e aspetta che sia in grado di parlare con te o con qualcun altro e prendere decisioni sul da farsi.

Tutto il testo è condiviso sotto Creative Commons da Wiki How


COME CONSOLARE UNA PERSONA Ospite in studio Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, con la rubrica LIE TO MANA’ nella trasmissione “Qua la Manà” condotta da Stefania Lillo, Rodrigo De Maio e Alessandro Lillo. Oggi parliamo di come consolare una persona e alleviarla dalla tristezza attraverso il linguaggio del corpo!

Francesco Di Fant è nato a Roma nel 1978, si è laureato in Scienze della comunicazione ed è un esperto di comunicazione non verbale e linguaggio del corpo. Consulente e formatore per anni presso grandi aziende nazionali e internazionali, insegna e pubblica articoli sulla comunicazione non verbale e collabora con diversi programmi televisivi e radiofonici. Con la Newton Compton ha pubblicato con grande successo 101 cose da sapere sul linguaggio segreto del corpo.

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