Come affrontare i problemi con il magico metodo della Felicità Anticipata

Come affrontare i problemi con il magico metodo della Felicità Anticipata

“É meglio essere ottimisti ed avere torto piuttosto che pessimisti ed avere ragione.” (Albert Einstein) www.velediluce.com

Esiste una chiave magica che ci aiuta ad affrontare i problemi e a volgere la fortuna a nostro favore?

Ebbene esiste; ed è qualcosa di estremamente semplice, a tal punto che la nostra mente critica-razionale la scarta, probabilmente l’accantona tra le ingenue frottole dell’anima. Eppure stiamo parlando di qualcosa di potentissimo per pervenire al successo in ogni campo della nostra vita, un metodo che io stesso ho visto applicare e che ho personalmente sperimentato.

Di cosa si tratta?

In poche parole, occorre rovesciare un assioma. Avete capito bene: capovolgere un assioma! Ci hanno insegnato, infatti, che è naturale, sensato ed ovvio essere felici quando raggiungiamo un obiettivo tanto desiderato, o quando risolviamo un problema che ci preoccupa.

Per noi è normale pensare: “quando le cose vanno bene, sono felice”. Tutta la chimica del nostro corpo è programmata per riflettere questa logica verità.

Ebbene, l’affermazione che può rivoluzionare la nostra vita è: “sono felice e, di conseguenza, le cose vanno bene”. Chiamatela “Felicità Anticipata”. E’ come se dicessimo all’intelligenza universale: “Amo ogni cosa e vibro all’unisono con il Tuo Amore; sono pronto a ricevere i tuoi doni”.

Assurdo? Una cosa da pazzi?

Può essere; senza dubbio non saranno i più razionali a praticare la Felicità Anticipata! E perché mai dovrebbero?

Ciascuno è proprietario e responsabile di ciò in cui crede e della realtà che crea. In ogni caso si tratta di un processo magico, che funziona, come testimoniano molti grandi spiritual coach: ad esempio, Louise Hay – Mike DooleyJoe DispenzaJoe VitaleVadim ZelandFabio Marchesi.

Immagino che tutti coloro che hanno familiarità con questi straordinari personaggi e con le loro opere, non avranno alcuna difficoltà a trovarsi allineati col processo che abbiamo descritto.

E gli altri? I più razionali e gli scettici?

Mi sembra già di sentire le loro obiezioni: “come si può essere felici in uno stato di difficoltà o di angoscia?… Si tratta di belle parole, di cose da bambini!”. E ancora: “come si può sovvertire la natura? Nel pieno di una crisi il nostro corpo è inondato dagli ormoni dello stress, come l’adrenalina e il cortisolo”.

Per quanto riguarda la prima obiezione, sono d’accordo: si tratta di cose da bambini. Infatti, i maestri di ogni tempo hanno sempre insegnato a coltivare la morbidezza e la freschezza del cuore. «Se non vi convertite e non diventate come fanciulli – è scitto nei Vangeli – non entrerete nel regno dei cieli».

Per il resto, relativamente alla reazione di stress, detta anche “risposta di attacco e fuga”, alla maggior parte di noi può sembrare impossibile e inutile riuscire a intervenire in un meccanismo adattivo così potente, perfezionato in milioni di anni di evoluzione.

In effetti, all’inizio, ho detto che il segreto è semplice; non ho detto che è facile metterlo in pratica. Si tratta di un processo progressivo che richiede costanza e un po’ di tempo; con il quotidiano allenamento alla felicità possiamo riuscire nell’impresa e vedere i primi cambiamenti tangibili dopo poche settimane.

All’inizio è normale che la vecchia chimica del corpo, le dinamiche consuete, prendano il sopravvento: occorre insistere ogni giorno, senza perdersi d’animo.

Due cose sono essenziali: avere dei modelli e delle emozioni di riferimento.

Per modelli intendo personaggi che possono ispirarvi e che rappresentano per voi la felicità.

Chi è la persona più felice e positiva che conoscete? Un famoso comico? Un uomo di successo? Un leader?

Tenetelo bene impresso nella mente e usatelo più volte durante il giorno. Cosa farebbe in certe situazioni? Cosa direbbe? Come si sentirebbe? E come farebbe sentire gli altri?

Seconda cosa importante: abbiamo detto, avere delle emozioni di riferimento.

Cosa abbiamo provato quando siamo stati innamorati?

Cosa abbiamo sentito o visto quando abbiamo vinto quella gara? O quando è nato nostro figlio?

Certi stati intensi, o di picco, che abbiamo registrato nella memoria del corpo, vanno evocati il più possibile. Come consiglia Vadim Zeland in Avanti nel Passato, occorre il più possibile “avere il fuocherello della festa nel cuore”.

Il tutto, ripetuto più volte al giorno, ogni giorno, ci condurrà progressivamente a cambiare la nostra chimica e a poterla controllare.

Se insisterete avrete degli ottimi risultati, in termini di salute, rendimento psico-fisico, elasticità mentale e qualità della vita. E poi…aspettatevi grandi sorprese!

L’articolo che hai appena letto e sotto licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 2.5. Note dell’autore. Da molti anni compie ricerche sui percorsi esoterici e olistici; poi da tempo è approdato alla fisica quantistica, all’epigenetica di Lipton, alle nuove cure della psicologia energetica.  Warrighetti Fonte: Article Marketing

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