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Chi è il capitano della nostra nave ?

Chi è il capitano della nostra nave ?

Infinite volte, nella nostra vita, ci troviamo davanti a un bivio. Famiglia, lavoro, amore, salute. Attanagliati dai dubbi ci arrovelliamo il cervello, trascorriamo notti insonni, torturati sempre dalla stessa domanda. Cosa fare? Quale decisione prendere? Quale strada seguire? Come sapere qual è la scelta giusta?

Ci sforziamo, ci disperiamo, ci contorciamo, sperando e confidando che la nostra mente sappia fare luce nella nebbia dell’indecisione. Ci dimentichiamo che forse, però, è l’oggetto in cui riponiamo le nostre speranze a essere sbagliato.

“La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un fedele servo. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono”. Sacrosante parole, pronunciate da Albert Einstein.

I Veda, gli antichi testi sacri dell’India, ci raccontano la stessa storia con parole diverse: parlano di una mente superficiale (manas) e una mente profonda (buddhi).

La prima ci permette di vivere nel mondo, di risolvere i problemi, di archiviare i dati. È ciò che ci serve quando facciamo la spesa, quando scegliamo quale macchina acquistare, quando guidiamo. È la mente del pensiero logico-analitico, la sfera della razionalità. La mente superficiale separa, analizza, confronta. Vive sempre nel passato e nel futuro (ricorda e progetta quando ci va bene, è preda di ansie e sensi di colpa quando ci va male!). Nei Veda è chiamata manas, oggi tanti la conoscono con il nome di ego. È il servo fedele di cui ci parla Einstein.

E il dono sacro? Il dono sacro è la mente profonda, la buddhi. Questa mente è collegata alla nostra essenza, vive di intuizioni, conosce il nostro compito di vita. I Veda la chiamano Buddhi, qualcuno oggi la chiama anima.

Fatto sta che questa mente profonda vuole la nostra felicità, e non si fa condizionare da niente e nessuno al di fuori di se stessa. È la mente del pensiero analogico, ha una visione olistica e globale del mondo e della realtà. Buddhi non ragiona ma sente. Percepisce. Vive la realtà e non conosce bugie: per questo è sempre nel presente.

Quando dobbiamo prendere decisioni che riguardano la nostra vita, quando in gioco c’è la nostra felicità, secondo voi a quale mente dobbiamo chiedere aiuto e soccorso?

Ovviamente la mente profonda è quella più adatta. È sempre nel presente, non confronta, sente le cose per come sono, non crea immagini illusorie. Eppure, sempre più spesso, la mente superficiale prende il sopravvento e si appropria abusivamente di un compito che non le spetterebbe: interpretare la percezione della realtà.

Solo la mente profonda può compiere questa operazione, poiché solo la mente profonda ha un punto di vista fluido, non blocca l’energia ma la lascia scorrere.

E invece di “sentire” ciò che per noi è vitale o mortale, invece di seguire la nostra strada, il nostro compito di vita, ci lasciamo trascinare da un servo che, per quanto volenteroso e magari in buona fede, non ha strumenti per condurci nella giusta direzione. Ci facciamo guidare dalla paura, dall’ansia, non vediamo l’insieme ma solo dei frammenti incoerenti della realtà, cambiamo idea da un momento all’altro, siamo preda delle immagini illusorie che l’ego costruisce per affrontare un compito per lui impossibile.

Questo è un pericolo che non dobbiamo sottovalutare, perché ne va della nostra felicità: tutte le scelte che facciamo in base alla mente analitica potrebbero non essere le scelte giuste per noi. Perché la mente analitica non sa!

E allora come possiamo fare? Come affidare il timone della nostra esistenza al giusto capitano?

Eh sì, perché è inutile parlare di pensiero positivo, di legge dell’attrazione, di dialogo interiore, quando non sappiamo da dove proviene la voce che parla dentro di noi. Per poter ascoltare la mente profonda, la buddhi, il nostro cervello deve viaggiare a frequenze specifiche, particolarmente basse, dedicate, senza troppe interferenze.

Quando meditiamo, quando facciamo yoga, quando respiriamo profondamente, quando liberiamo la nostra testa dalle ansie e dalle paure, allora le frequenze emesse dal nostro cervello si abbassano. Diventano come quelle dei bambini piccoli, in grado di apprendere di più e più velocemente, capaci di imparare quanto c’è da sapere sul mondo per sopravvivere in pochissimo tempo. Loro sì che sanno, anzi intuiscono, cosa è vitale e cosa è mortale. Solo quando le nostre frequenze si abbassano a questo livello riusciamo a entrare in contatto con la parte più profonda di noi stessi.

In Scegli di splendere la dottoressa Catia Trevisani ci conduce alla scoperta della nostra buddhi, della nostra mente profonda, della nostra anima. Per scoprire qual è il nostro compito di vita, per sciogliere nodi e superare blocchi, per guarire dalla malattia e iniziare a camminare verso la felicità autentica.

Catia Trevisani, autrice del libro, è un medico che da oltre vent’anni si occupa della formazione di naturopati, cura i suoi pazienti e promuove la medicina olistica attraverso libri e corsi. Nasce proprio così Scegli di splendere: inizialmente un corso, un seminario in cinque giornate che in cinque anni ha raggiunto centinaia di persone. E ora un libro, una guida che non può mancare accanto a quanti di noi decidono di intraprendere il cammino verso l’autoconsapevolezza e l’autoguarigione. Edizioni Enea – Fonte QUI

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Scegli di Splendere

Catia Trevisani

Scegli di splendere è un viaggio meraviglioso in ascolto della nostra voce profonda, la voce dell’anima che ci parla dei nostri reali bisogni e desideri, del nostro compito di vita, dello scopo della nostra esistenza…  Più informazioni su Scegli di Splendere »

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