Belli dentro, belli fuori

Belli dentro, belli fuori. di Andrea Magnani

Essere belli

Parlare di bellezza oggi richiama soprattutto le immagini esteriori dei divi televisivi.

Per le persone però il rapporto quotidiano con la bellezza è inevitabilmente qualcosa di più profondo. Essere belli in realtà deriva dal sentirsi belli.

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Ci sono persone molto belle esteriormente che però perdono di attrattiva nel momento in cui le conosci. E, al contrario, ci sono persone che giudichiamo belle nonostante uno sguardo oggettivo ad una loro foto sottolineerebbe che così belle non sono.

Questo accade perché la serenità interiore di una persona, il fatto che si piaccia e si ami, è qualcosa che viene trasmesso nella comunicazione, sia per come ci si pone, sia a livello olfattivo. Il nostro benessere mentale, infatti, condiziona la chimica del nostro corpo.

La bellezza del nostro corpo è anche la conseguenza di una serie di sane abitudini di tipo alimentare, di esercizio fisico, di pulizia e cura estetica e di sessualità.

Quando qualcuno non riesce a raggiungere i risultati desiderati è spesso dovuto appunto alla presenza di cattive abitudini. La cosa bizzarra è che a volte queste cattive abitudini sono nate in noi proprio con l’esigenza di risolvere il problema. (vedi scheda 1)

(scheda 1) Esistono tre atteggiamenti di base:

Primo atteggiamento: La persona vede che tende ad ingrassare, si deprime e entra in un circolo vizioso in cui tende a peggiorare: “Sono già grassa, quindi perché mi devo sforzare?”. E così si lascia andare ad una spirale crescente. Probabilmente tenderà poi ad evitare tutte le situazioni in cui potrebbe sentirsi a disagio limitando sempre di più la sua vita.

Secondo atteggiamento: negazione. Qualcuno arriva perfino a negare di avere un problema. Perché questo possa essere congruente la persona dice, come se fosse un asceta interessato solo alle questioni spirituali: “Non è importante l’aspetto fisico”.

Terzo atteggiamento: sforzarsi nell’eccessivo controllo. E’ la tentata soluzione per eccellenza, ed è il caso in cui la soluzione alimenta il problema in quanto la persona non si limita a mantenere un regime equilibrato ma tende a controllare tutto in modo eccessivo. Il controllo diventa un’ossessione: in questo la bellezza si è già persa. Inoltre, in un 70% dei casi chi cerca il controllo estremo, si rende così debole di fronte alle tentazioni che inevitabilmente cede. Più rinuncia e più non ne può fare a meno.

In ogni caso, è facile capire se si tratta semplicemente di ‘abitudini’: basta provare per tre settimane un regime corretto. Se è solo una questione di abitudine, dopo tre settimane se ne è creata una nuova. Il fatto è che di solito c’è qualcosa di più profondo e quindi le persone non riescono a cambiare le proprie abitudini.

Quando una persona non si sente bene con se stessa, spesso questo stato d’animo si traduce in bruttezza esteriore, e la storia di Maria ne è un esempio. Maria era trenta kg soprappeso, la pelle del viso rovinata dall’acne e da irritazioni. Camminava a spalle curve guardando verso il basso. Inutile dire che aveva tentato almeno 5 metodi per dimagrire ma puntualmente non riusciva a mantenere la dieta né l’allenamento in palestra.

Allargando la cornice vediamo la relazione col marito. Insoddisfacente perché da lui riceve solo penalizzazioni e mai carezze. Non esistevano più rapporti sessuali da un anno e mezzo. E più passava il tempo e più cresceva la frustrazione e la rabbia per non poter esprimere la propria insoddisfazione.

Dietro la sua bruttezza c’era proprio questa rabbia verso se stessa e verso il marito. Una rabbia così forte e tenuta tutta dentro. Mangiare porcherie e trattarsi male era un modo per scaricare su di sé questa rabbia. Avrebbe voluto liberarsi di quella zavorra, di quel marito, di quella relazione che non le dava niente e al tempo stesso ne aveva paura.

Sapeva di poter essere una donna piacente. E sapeva che se fosse stata corteggiata, difficilmente sarebbe riuscita a trattenersi. Lo desiderava ma la paura di quel cambiamento era più forte. Perciò quel grasso intorno era un cuscinetto che la proteggeva dal pericolo. Così brutta nessuno l’avrebbe voluta.

Scheda 2: 

Qual è l’emozione dominante che governa i tuoi comportamenti autodistruttivi?

  • Risentimento (rabbia per qualcuno che ti ha ferito)
  • Senso di Colpa (per qualcosa che hai compiuto verso altri o verso te stessa)
  • Paura (paura anche di ciò che può accadere essendo bella)

Una volta elaborata quella sofferenza interiore Maria fu libera di scegliere di mettersi in forma e in poco tempo perse i chili di troppo e ritrovò la forma del corpo che aveva perduto. Silvia Minguzzi tratto dal sito Silvia Minguzzi

Silvia Minguzzi Ph. D. Indovedic Psicology, Co-fondatrice dell’Accademia dell’Intelligenza Emotiva, Master Trainer AIE, docente di Master di secondo livello al Poli Design, Consorzio del Politecnico di Milano, direttore responsabile di tre testate giornalistiche. Coach di campioni sportivi, di manager e di personaggi dello spettacolo, lavora da anni nella ricerca e sviluppo di strumenti di crescita personale e professionale per favorire la realizzazione profonda dell’essere.

Autrice dei libri:

Andrea Magnani, laureato in Filosofia e in Scienze Psicologiche dell’Intervento Clinico. Autore di numerose pubblicazioni riguardanti i bambini e più in generale l’Intelligenza emotiva, una delle sette intelligenze rintracciate da H. Gardner . sul come usiamo questa intelligenza e come può essere stimolata per migliorare i rapporti genitori-figli.

Belli , dentro,belli fuori 1

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Crediti immagine Fresh Paint

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